Per fare un tavolo ci vuole un seme, per fare tutto ci vuole un amministratore di sostegno

Le magnifiche sorti e progressive di un istituto che conquista sempre più spazio nomina possibile anche per handicap soltanto fisici quando incidono totalmente o parzialmente sull'autonomia

Giustifica la nomina di un amministratore di sostegno la menomazione fisica ostativa ad una gestione totalmente autonoma dei propri bisogni di vita articolo 404 Cc , sicché può farsi luogo alla predetta nomina nel caso di soggetti affetti da handicap esclusivamente fisici, e cioè pienamente capaci di intendere e volere, in quanto il perno della suddetta disciplina legislativa legge 6/2004 non è l'infermità mentale, ma la privazione totale o parziale di autonomia, ossia della capacità di relazionarsi e di determinarsi, quale che ne sia la causa. Non può quindi condividersi la contraria opinione espressa da seppur autorevole dottrina, la quale - in ipotesi di infermità fisica della persona - preferisce, all'amministrazione di sostegno, il ricorso alla cosiddetta procura vigilata , ossia agli strumenti privatistici dei quali le persone in difficoltà possono valersi, quali il mandato, la procura o la negotiorum gestio, i quali peraltro non sono neppure sottoposti al vaglio ed al controllo giudiziale negli stessi termini degli atti compiuti dall'amministratore di sostegno. Nel caso di specie, la procedura era stata attivata dal fratello di persona intellettualmente ben orientata nello spazio e nel tempo ma costretta su una sedia a rotelle perché affetta sin dalla nascita da spasticismo, e perciò - sebbene assistita giorno e notte da una badante - non in grado di provvedere ai propri interessi di natura materiale. In applicazione del principio di cui in massima, il Giudice Tutelare ha accolto il ricorso provvedendo alla nomina dell'amministratore di sostegno, cui sono stati appunto attribuiti incarichi assistenziali di tipo materiale, come il pagamento di bollette e la presentazione di dichiarazioni ed istanze ad uffici pubblici .

Tribunale di Modena - Sezione seconda civile - decreto il 17 maggio 2006 Giudice tutelare Masoni Decreto I. Con ricorso presentato personalmente, [ricorrente] ha richiesto di nominare un amministratore di sostegno alla sorella [beneficiaria] che, affetta da esiti di polineuropatia demielizzante ed assonale , si trova nell'impossibilità di provvedere ai propri interessi. Sentita personalmente quest'ultima unitamente ai familiari, è emerso che la stessa, affetta sin dalla nascita da spasticismo, appare intellettualmente ben orientata nello spazio e nel tempo, pur se non in grado, per via della riferita patologia fisica, di provvedere ai propri interessi di natura materiale, essendo costretta a muoversi su di una sedia a rotelle. A fronte delle limitate esigenze di vita che la beneficiaria della procedura manifesta e della modestia quantitativa di atti giuridici che la stessa deve compiere, in quanto assistita giorno e notte da una badante, si rende necessario nominare un amministratore di sostegno, in quanto la beneficiaria non è autonoma nell'espletamento di taluni atti della vita quotidiana. Quale presupposto di nomina, ricorre la fattispecie dell' infermità o della menomazione fisica ostativa ad una gestione totalmente autonomia dei propri bisogni di vita articolo 404 Cc . II. Al riguardo merita evidenziare che questa prospettiva, in ordine all'ampio spettro applicativo, quanto a presupposti, della nuova misura di protezione non è da tutti ed univocamente condivisa. Autorevole dottrina reputa, infatti, che, nel caso degli handicappati motori senza compromissione della capacità di intendere e volere, non si verserebbe nell'impossibilità della persona a provvedere ai propri interessi, come richiede la norma, in quanto ricorrerebbe una mera difficoltà, non giustificante un provvedimento di limitazione della capacità di agire dell'infermo. Si evidenzia che, in questa ipotesi, più che l'amministrazione di sostegno, dovrebbero soccorrere gli abituali e classici strumenti privatistici dei quali le persone in difficoltà possono valersi, quali il mandato, la procura, ovvero, ancora, la negotiorum gestio. In contrario alla tesi negazionista, pur autorevolmente argomentata, merita contrapporre, all'apparente secchezza del dato normativo di cui all'articolo 404 Cc, che richiama l'impossibilità del soggetto a provvedere ai propri interessi , altre previsioni normative di segno antitetico. In primis, la dizione generica ed onnicomprensiva dell'articolo 1 legge 6/2004, laddove viene programmaticamente indicata la finalità della legge nuova, consistente nel tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento della funzioni della vita quotidiana . E, poi, la rubrica del nuovo titolo XII del libro I, del Cc che, attuando la richiamata finalità della legge, è stato significativamente intitolato delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia . Dalla rubrica è sparito ogni riferimento, che prima era presente, alla infermità di mente . Nel riferimento normativo, sufficientemente generico, alle persone prive di autonomia , quali destinatari della misura, sembra emergere l'intento di non limitare l'istituto di protezione ai soli sofferenti psichici. D'altra parte, tale intento non limitativo dello spettro applicativo della nuova disciplina, ma anzi ampliativo, emerge chiaramente dai lavori parlamentari, laddove si evidenzia che la disciplina esistente si era rivelata sempre meno appropriata a regolare una crescente varietà di situazioni , senza che il soggetto incapace vers asse in stato di infermità mentale . Si richiamavano situazioni varie quali, ad es., quelle della cecità totale e parziale, quelle dei portatori di handicap fisici, quelle dei lungodegenti e dei carcerati, come pure certe incapacità senili. Per concludere sul punto, nei lavori parlamentari, si legge ancora che il perno dell'intervento normativo non era l'infermità mentale, ma in generale la privazione totale o parziale della capacità di relazionarsi e di determinarsi, quale che sia la causa . Da questo punto di vista, del resto, è stato evidenziata dal padre morale della legge l'opportunità e l'utilità per i soggetti bisognosi, più che l'utilizzo dei tradizionali strumenti di sostituzione presenti nel Cc, del ricorso ad una procura vigilata , dal momento che gli atti compiuti dall'amministratore di sostegno sono sottoposti al vaglio ed al controllo giudiziale controllo che appare evidentemente improponibile per il mandato e la procura. In forza di queste considerazioni, va quindi ribadita la praticabilità dell'amministrazione di sostegno, per sopperire ai bisogni ed alla mancanza di autonomia degli infermi fisici ossia, come pure si è qualificata, la clientela leggera dei Tribunali. III. In concreto, va disposta la nomina di un amministratore di sostegno alla prevenuta. Dal momento che la pensione di invalidità viene bonificata all'inferma sul Cc personale e la badante è pagata dal comune, si rende necessario un limitato sostegno relativo al pagamento delle bollette delle utenze di casa e per saldare le rate del condominio, oltre che per la presentazione di dichiarazioni ed istanze ad uffici pubblici. Dato l'impedimento fisico della [beneficiaria], appare opportuno che l'amministratore di sostegno possa compiere tali atti in sua vece. Nella scelta della persona fisica chiamata a ricoprire l'incarico, a fronte dell'indisponibilità di fratello, sorella e del padre di [beneficiaria], ed accogliendo il desiderio manifestato dalla beneficiaria, appare consona la nomina all'ufficio del figlio Nomina amministratore di sostegno di [beneficiaria], nata a [omissis] il [omissis] e residente a Modena, il figlio, [omissis], nato a [omissis] il [omissis] ed ivi residente, loc. [omissis], via [omissis], con le seguenti prescrizioni 1 l'incarico è a tempo indeterminato 2 l'amministratore deve adempiere l'incarico con esclusivo riguardo alla cura dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario 3 l'amministratore avrà il potere di compiere, in nome e per conto del beneficiario, i seguenti atti - pagamento delle bollette relative alle utenze di casa ed il condominio ove abita la madre - presentazione e sottoscrizione di eventuali istanze o denunce, anche a carattere fiscale, agli uffici pubblici 4 l'amministratore deve riferire per iscritto a questo Ufficio entro il mese di febbraio di ogni anno solare circa l'attività svolta a favore del beneficiario e sulle condizioni di vita personali e sociali del medesimo 5 l'amministratore deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere, come pure, questo Ufficio, qualora vi sia dissenso con il beneficiario stesso 6 l'amministratore è soggetto alle autorizzazioni di cui agli articoli 374, 375 e 376 Cc, per il compimento degli atti indicati ivi indicati. Dispone che, a cura della cancelleria, si provveda immediatamente ad annotare questo decreto nel registro delle amministrazioni di sostegno e a darne comunicazione, entro dieci giorni, all'ufficiale dello Stato civile per le annotazione a margine dell'atto di nascita del beneficiario. Il presente decreto, riguardando persona che non ha ancora compiuto ottant'anni, viene iscritto nel casellario giudiziale articolo 3, comma 1, lettera p , Dpr 313/02 .