L'Oua formalizza le modifiche allo statuto

In vista del congresso e dopo la defezione dell'Aiga per la prima volta un documento sul quale discutere. Non è un'apertura ai dissidenti ma un percorso di avvicinamento alla rappresentanza unitaria

Modifica dello Statuto, la Commissione dell'Oua ha messo punto alcune proposte che rispondono alle esigenze avanzate da più parti dell'Avvocatura e che saranno discusse durante il XXVIII Congresso nazionale forense che si terrà dal 10 al 13 novembre a Milano. In due documenti uno tecnico e l'altro politico qui leggibili nei documenti correlati l'Organismo unitario dell'Avvocatura ha messo nero su bianco delle idee che saranno oggetto di dibattito durante il prossimo Congresso. Ma non solo, il presidente dell'Organismo, Michelina Grillo ha anche inviato una lettera a Guido Alpa, presidente del Cnf, a Maurizio De Tilla, presidente della Cassa Forense, ai presidenti delle Unioni, a Valter Pompeo, presidente del Coordinamento Fori minori, a Mario Rapanà, presidente Astaf affinché diffondano i documenti predisposti dalla Commissione. Lo scopo è quello di sensibilizzare, ha detto ieri Michelina Grillo raggiunta telefonicamente, quanto più possibile i delegati congressuali sui temi che, con riferimento allo Statuto del Congresso, potranno essere oggetto di discussione a Milano. La Commissione statuto dell'Organismo unitario dell'Avvocatura è stata costretta a scendere in campo. Del resto, nessuna componente forense, anche se presente ai lavori delle sessioni, è uscita allo scoperto con proposte reali, preferendo la via della riservatezza, al fine di perfezionarle e tenerle custodite fino all'apertura dei lavori congressuali. L'Oua, quindi, ha ritenuto responsabile e doveroso farsi carico della predisposizione di queste idee al fine di consentire ai delegati al Congresso nazionale forense di Milano di conoscere anticipatamente le ipotesi di modifica allo Statuto. Inoltre, l'importanza della riflessione è connessa nella consapevolezza, da più parti affermata, di rafforzare la rappresentanza politica dell'Avvocatura, intenzione da tutti confermata, recentemente anche dall'Ordine di Roma e dall'Associazione italiana giovani avvocati. Pertanto, la scelta della Commissione è stata anche ispirata ad una scelta di realismo politico, cercando di coniugare, all'interno delle varie opzioni fino ad oggi presentate, una elaborazione coerente, in linea con l'impianto democratico dello Statuto stesso e finalizzata, comunque, a riaffermare la centralità del Congresso nazionale forense. Congresso quale luogo, ha tenuto a ricordare il presidente dell'Oua, di formazione libera e partecipata della volontà della classe forense. Del resto, l'obiettivo condiviso è correlato alla responsabilità, che incombe particolarmente sui livelli apicali di rappresentanza, di far crescere la cultura politica dei singoli avvocati, di svilupparne il livello di consapevolezza dei problemi e delle prospettive, di favorirne la partecipazione alla gestione delle cose comuni . Il vero nodo da sciogliere è oggi - si legge nel documento - da un lato il recupero di un più intenso rapporto con gli Ordini, che non può non passare attraverso un loro maggiore coinvolgimento all'interno dell'Oua stesso, e dall'altro il rapporto con le Associazioni, che si è per così dire affievolito, di talché anche quelle che pur ancora oggi riaffermano l'esigenza di una rappresentanza unitaria vedi Aiga richiedono comunque modifiche che possano migliorare il coordinamento e rispettare maggiormente le loro autonomie ed elaborazioni. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le proposte. Le proposte della Commissione. La Commissione dell'Oua con diciannove idee di riforma dell'Assemblea congressuale vuole rispondere alle critiche di chi la definisce scarsamente rappresentativa dalla quale deriva poi l'insufficiente rappresentatività dell'Organismo politico che discende da quell'assemblea. La mancanza di unitarietà - si legge nel documento - è solo il riflesso della crisi di unità dell'Avvocatura tutta, a sua volta precipitato all'interno della classe forense della crisi di valori e di identità della società postmoderna, da cui la impossibilità di dare ulteriore seguito al criterio democratico del un avvocato, un voto . Quello che è assolutamente necessario trovare è una formula che consenta un maggiore accordo tra le rappresentanze istituzionali e l'Assemblea dell'Oua. In questo caso le alternative sono due o si abolisce l'incompatibilità tra consigliere dell'Ordine e quella di componente dell'Assemblea, con la conseguente, anche se astratta, possibilità di avere un'Assemblea di soli consiglieri dell'Ordine o altrimenti di eliminare l'incompatibilità con riferimento unicamente ai consiglieri ad esclusione, però, dell'Ufficio di presidenza. Bisogna fare i conti anche con l'esigenza di prevedere la partecipazione di diritto all'Assemblea per i presidenti delle associazioni forensi. Inoltre, si sono registrate anche maggioritarie tendenze favorevoli alla previsione di elezione diretta del Presidente dell'Oua da parte del Congresso. Tali tendenze - continua il documento - si accompagnano dalla volontà che il Congresso nazionale Forense sia sempre più una assise politica, e conseguentemente il Presidente da essa espresso portatore di una propria piattaforma programmatica sui principali temi di volta in volta di attualità, alla stregua della quale formulare la propria candidatura e poter raccogliere il consenso . Una previsione che tuttavia richiede un potenziamento del sistema di controllo attraverso l'ultrattività dei delegati congressuali per l'eventuale riconvocazione plenaria nel corso delle conferenze nazionali dell'avvocatura e nel caso di mozione di sfiducia al presidente e giunta Oua, votata da maggioranza qualificata assemblea, per ratifica ed elezione nuovo vertice Oua. Inoltre i delegati congressuali, in stretta collaborazione con i delegati eletti a far parte dell'Assemblea dell'Organismo politico, potrebbero consentire un più costante e capillare interscambio, esteso a tutte le componenti forensi presenti sul territorio. Tuttavia, è necessario anche tendere verso un contemperamento fra le diverse rappresentanze tale da non mortificarne nessuna più delle altre, in vista di una rappresentatività generale la più elevata possibile. Sembra quindi opportuno limitare la platea congressuale e l'aggancio qualitativo in termini di rappresentatività al sistema ordinistico, il cui reticolo costituisce la base di riferimento dell'avvocatura italiana quale contrappeso agli Ordini, poi, per garantire la rappresentanza delle associazioni e di tutti i soggetti diversamente presenti sul territorio, si potrebbe pensare a destinare un altro quarto di delegati ad elezione diretta su circoscrizione e liste nazionali, con il criterio delle preferenze bloccate a 2/3 per il rispetto delle minoranze. Gli altri seggi, tendenzialmente pari al 50 per cento, verrebbero assegnati con elezioni circondariali possibilmente come avviene nel sistema attuale. Conclusioni. L'Organismo unitario - si legge nel documento politico - sente il dovere di salvaguardare e tutelare con convinzione per gli Avvocati italiani, se lo vogliono e lo vorranno, anche in esecuzione del ruolo e della funzione che gli sono stati affidati all'atto dell'elezione, non già se stesso bensì l'idea vincente della rappresentanza politica, che l'avvocatura prima ed unica tra le professioni liberali ha partorito ed efficacemente realizzato, favorendo nel contempo il verificarsi di tutte le condizioni affinché il dibattito congressuale possa svolgersi e svilupparsi al meglio, sia sui temi di merito e sulle questioni di politica generale della giustizia, sia sugli snodi della rappresentanza e delle auspicate riforme statutarie . La Commissione Statuto auspica quindi l'Avvocatura italiana, sia con riferimento alle modifiche statutarie che ai rilevanti temi di merito oggetto delle sessioni congressuali, cessi di ritenere quale arma più efficace l'attesa, e, con forza e lucidità, tralasci l'abitudine e mediocri vie di mezzo accomodanti e di alcuna soddisfazione, non subisca il fascino di comode scelte, e si metta autenticamente in gioco, spendendo le proprie migliori energie intellettuali, per marcare di novità e coraggio le scelte che andrà ad intraprendere . Cristina Cappuccini

Oua Commissione statuto - Prospetto schematico delle principali questioni Ostia - Roma 23 ottobre 2005 Premessa La Commissione Statuto costituita nel luglio 2004 nell'ambito dell'Assemblea Oua, si è ripetutamente riunita per elaborare un testo di sintesi delle possibili ed ipotizzabili proposte di modifica statutaria, che potrebbero formare oggetto di dibattito in occasione del XXVIII Congresso Nazionale Forense di Milano. Hanno formato oggetto di riflessione numerosi materiali che in tema di modifiche allo Statuto del Congresso si sono susseguiti nel corso di questi anni, ed in particolare tutti i documenti che vennero acquisiti e redatti nel corso dei lavori della Commissione Statuto costituita all'esito del Congresso di Firenze 2003. Tra essi vanno menzionati i documenti varati dall'AigaA successivamente alla riunione della Commissione Buccico ad Ostunii e in occasione del Congresso Straordinario di Verona 2004, così come i documenti emessi sul punto dall'Ucpi. Si sono poi acquisiti agli atti della Commissione il documento recentemente approvato dal Consiglio dell'Ordine di Venezia e quello approvato dal Consiglio Nazionale dell'Associazione Nazionale Forense. Da ultimo la Commissione ha soffermato la sua attenzione sulle dichiarazioni, per la massima parte riportate sugli organi di informazione, che di recente sono state rilasciate da prestigiosi esponenti del mondo forenseii, nelle quali sono state fornite anticipazioni sulle linee ispiratrici delle proposte di riforma che gli stessi soggetti si sono riservati di presentare in sede congressuale. L'Organismo ha, quindi, ritenuto responsabile e doveroso farsi carico della predisposizione di questo documento, al fine di consentire ai delegati al Congresso Nazionale Forense di Milano di conoscere anticipatamente le ipotesi di modifica allo Statuto del Congresso che risulteranno verosimilmente presentate, e potere così al riguardo operare una valutazione più ponderata e consapevole, in previsione della relativa manifestazione di voto. Si è peraltro scelto di offrire un testo indicativo ed aperto, nel senso di esporre anche le possibili soluzioni alternative, a volte anche tra loro antitetiche, che sono sin qui emerse dall'elaborazione delle diverse componenti dell'avvocatura. Ciò al fine di permettere una valutazione di insieme delle diverse posizioni e concezioni del modello statutario, soprattutto laddove le formulazioni di modifica non siano meri emendamenti di ritocco del testo originario, ma ambiscano ad un più sostanziale cambiamento. L'importanza della riflessione è connessa alla consapevolezza della necessità, da più parti affermata, di rafforzare la rappresentanza politica dell'avvocatura, intenzione da tutti confermata, recentemente anche dall'Ordine di Roma e dall'Aiga. La scelta della Commissione, sotto questo aspetto, è stata anche ispirata ad una scelta di realismo politico, cercando di coniugare, all'interno delle varie opzioni sino ad oggi presentate, una elaborazione coerente, in linea con l'impianto democratico dello Statuto stesso e finalizzata comunque a riaffermare la centralità del Congresso Nazionale Forense quale luogo di formazione libera e partecipata della volontà della classe forense. L'obiettivo condiviso di un rafforzamento della rappresentanza politica, del resto, è correlato alla responsabilità, che incombe particolarmente sui livelli apicali di rappresentanza, di far crescere la cultura politica dei singoli avvocati, di svilupparne il livello di consapevolezza dei problemi e delle prospettive, di favorirne la partecipazione alla gestione delle cose comuni . Alla elaborazione oggi rassegnata si è giunti facendo anche tesoro dell'esperienza maturata nel decennio di vita della rappresentanza politica, senza meno utile parametro di valutazione delle proposte modificative. Si registrano nell'avvocatura due diversi atteggiamenti rispetto al problema delle modifiche statutarie, ed in particolare una posizione, che potremmo definire prudente, di vigile 1attesa, che parrebbe propugnare la mera conservazione dell'esistente, senza interventi pesanti sullo Statuto, quasi che così facendo si potesse urtare la suscettibilità o i poteri di qualcuno, ed una ulteriore posizione, antitetica, secondo la quale il problema delle modifiche statutarie non può venire affrontato in chiave unicamente difensivistica. Il nodo vero del problema, come da più parti evidenziato, e' oggi da un lato il recupero di un più intenso rapporto con gli ordini, che non può non passare attraverso un loro maggiore coinvolgimento all'interno dell'OUA stesso, e dall'altro il rapporto con le Associazioni, che si e' per così dire affievolito, di talché anche quelle che pur ancora oggi riaffermano l'esigenza di una rappresentanza unitaria vedi AIGA richiedono comunque modifiche che possano migliorare il coordinamento e rispettare maggiormente le loro autonomie ed elaborazioni. L'Oua ha quindi inteso rendersi promotore di un'opera di ricostituzione dell'unita interassociativa e di recupero nei confronti degli Ordini, che superi la frattura che si determinò a Maratea, e che da taluni viene ancor oggi indicata a causa prima della disaffezione di talune componenti, ed in questo senso dare avvio anticipato alla riflessione preparatoria ai lavori congressuali, nell'auspicio che essi possano conseguire finalmente il risultato di garantire una vivibilità serena dell'OUA nel panorama dell'avvocatura, con l'eliminazione di contrapposizioni, spesso più presunte che reali, facendo sì che non sia più messa in discussione l'opportunità della rappresentanza politica disgiunta da quella istituzionale. Preliminarmente, come del resto da tutti riconosciutoiii, va altresì riaffermata con forza la valenza e la cogenza del lungo Preambolo allo Statuto, che è stato voluto ed approvato proprio per la precisa finalità di ribadire il patto costituente tra tutte le componenti dell'Avvocatura, e la loro volontà ed impegno a collaborare lealmente e sinergicamente, nell'interesse dell'avvocatura, della sua funzione, e dei principi da essa tutelati nell'esercizio dell'attività. Punti qualificanti ed irrinunciabili di detto Preambolo, che vale la pena nuovamente sottolineare, sono rappresentati dalle seguenti condivisibili affermazioni Funzione di rango costituzionale dell'avvocatura e riaffermazione dei principi di libertà ed indipendenza della stessa Necessarietà di una proposizione dell'avvocatura quale soggetto politico, per la più ampia articolazione dell'interlocuzione con i poteri e le istituzioni dello Stato e con tutti i protagonisti della vita politica e sociale mantenimento e rafforzamento delle istituzioni forensi, garanzia della autonomia dell'Avvocatura e delle qualità morali e professionali della categoria riconoscimento della importanza del patrimonio di valori e cultura delle associazioni forensi ed indispensabilità del loro apporto e contributo per la elaborazione del pensiero dell'avvocatura riaffermazione del Congresso quale sede ideale per la confluenza organica ed operativa delle varie componenti dell'Avvocatura e dell'Organismo Unitario quale struttura di rappresentanza politica dell'Avvocatura necessità della riaffermazione e riconferma di un patto di solidarietà politica, giuridica ed organizzativa tra le componenti dell'Avvocatura, per dare contributo e sostegno, anche economico, allo strumento di rappresentanza politica, realizzando una ampia e leale collaborazione. Nella prospettiva di elaborare un documento di indicazioni che potesse rappresentare una utile rassegna delle opzioni che maggiormente rinvengono consensi ed al tempo stesso possono contribuire al miglioramento e rafforzamento del modello, senza snaturarne l'essenza democratica, si è tenuto conto delle richieste, provenienti da numerosi Ordini, di trovare una formula che consenta un maggiore raccordo tra le rappresentanze istituzionali e l'Assemblea dell'Oua. Si rinvengono peraltro, sul tema diversi livelli di risoluzione del punto la mera abolizione dell'incompatibilità tra la qualità di Consigliere dell'Ordine e quella di componente l'Assemblea, con la conseguente - astratta - possibilità di avere una Assemblea di soli Consiglieri dell'Ordine la previsione, alternativa e dai più allo stato ritenuta preferibile, di eliminare l'incompatibilità con riferimento unicamente ai Consiglieri, ed esclusione dell'Ufficio di Presidenza. La stessa discussione sulla partecipazione di diritto all'Assemblea dei Presidenti delle associazioni è ripresa, tenendo conto di una esigenza che si è recentemente riaffermata, quale sintomo evidente di un dibattito non ancora sopito e con cui bisogna realisticamente fare i conti. Si sono registrate maggioritarie tendenze favorevoli alla previsione di elezione diretta del Presidente dell'OUA da parte del Congresso, di cui è responsabile e doveroso dare conto. Tali tendenze si accompagnano dalla volontà che il Congresso Nazionale Forense sia sempre più una assise politica, e conseguentemente il Presidente da essa espresso portatore di una propria piattaforma programmatica sui principali temi di volta in volta di attualità, alla stregua della quale formulare la propria candidatura e poter raccogliere il consenso. Naturalmente una tale previsione, rende indispensabili alcune ulteriori norme correlate, ed in particolare, per la soluzione di opportune questioni di contrappesi e di legittimazione - quelle tendenti a disciplinare i meccanismi per l'eventuale sfiducia e rielezione - e più in generale al sistema di controllo. Ecco quindi che possono trovare ragione, anche sotto questa prospettiva, le ipotesi di ultrattività dei delegati congressuali, per l'eventuale riconvocazione plenaria nel corso delle conferenze nazionali dell'avvocatura e nel caso di mozione di sfiducia al presidente e giunta Oua, votata da maggioranza qualificata assemblea, per ratifica ed elezione nuovo vertice Oua. Tale ultrattività potrebbe poi consentire, senza la creazione di ulteriori strutture e organi, di attuare un sempre migliore coordinamento sul territorio della rappresentanza politica. I delegati congressuali, infatti, in stretta collaborazione con i delegati eletti a far parte dell'assemblea Oua, potrebbero consentire un più costante e capillare interscambio, esteso a tutte le componenti forensi presenti sul territorio. Ancora, numerose voci dell'avvocatura si sono allineate nel condividere l'esigenza che la Giunta venga allargata nel numero dei suoi componenti, con la possibilità che alcuni di essi vengano indicati direttamente dal Presidente eletto, perché di sua diretta fiducia. Il contesto in tema di interventi sullo Statuto del Congresso è ancora oggi in movimento continuo. Siamo, quindi, consapevoli che quanto proposto non può essere considerato altro che un work in progress , ma auspicabilmente idoneo per lo scopo che si prefigge, e cioè individuare quantomeno i principali snodi problematici, posto che le proposte che saranno formalizzate, e illustrate dai presentatori, dovranno essere approvate dal Congresso Straordinario dall'unica Assise sovrana. Siamo certi che lo sforzo di trasparenza e di chiarezza che l'Oua ha inteso compiere e sottoporre alla valutazione dei delegati congressuali, nell'interesse dell'avvocatura tutta, riscontrerà attenzione ed apprezzamento, anche quale manifestazione di un reale e fattivo spirito costruttivo. Conseguentemente, all'esito del lavoro ricognitivo e di sintesi ragionata operato dalla Commissione, possono venire esposte schematicamente, come segue,le questioni che possono definirsi acquisite e, come tali, non risultare allo stato oggetto di intervento modificativo Congresso quale Assemblea generale dell'avvocatura e momento di confluenza di tutte le sue componenti, nel rispetto della loro autonomia Opera congiunta e sinergica in attuazione dei deliberati congressuali, nel rispetto delle reciproche autonomie, del Consiglio Nazionale Forense e dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana, con costante consultazione reciproca e delle Istituzioni e Associazioni Forensi Convocazione ordinaria del Congresso Nazionale Forense da parte del Presidente del Cnf, in dipendenza delle deliberazioni del Comitato Organizzatore Determinazione in sede congressuale delle risorse finanziarie che l'avvocatura destina al funzionamento dell'organo politico esecutivo delle deliberazioni congressuali per il lasso di tempo sino al congresso successivo, e relative modalità di raccolta. Dette risorse sono determinate per scaglioni progressivi in relazione al numero di iscritti di ciascun Ordine Contributo annuo da versarsi da parte di ogni Ordine iscritto al Congresso entro 60 gg. dal ricevimento dei bilanci consuntivo e preventivo dall'Oua Integrazione del Comitato Organizzatore del Congresso con i componenti del C.di A. della Cassa e dei Presidenti Distrettuali, nonché dei rappresentanti delle Associazioni Forensi Apertura dei lavori congressuali con la relazione introduttiva del Presidente del Consiglio Nazionale Forense e con la relazione politica programmatica del Presidente Oua, seguite alla relazione del Presidente della Cassa Forense Comitato Organizzatore del Congresso Nazionale Forense presieduto dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense e convocato, secondo le norme regolamentari dal Presidente dell'Oua. La premessa dogmatica delle modifiche alla composizione della assemblea congressuale vuole dare risposta alla rilevata critica della insufficiente sua rappresentatività e di quella dell'organismo politico che ne discende invero, la mancanza di unitarietà dell'Oua è solo il riflesso della crisi di unità dell'Avvocatura tutta, a sua volta precipitato all'interno della classe forense della crisi di valori e di identità della società postmoderna, da cui la impossibilità di dare ulteriore seguito al criterio democratico del un avvocato, un voto . Il sistema di rappresentanza per quote che ne discende vuole salvaguardare lo spirito di democrazia, attraverso il recupero qualitativo della rappresentatività a fronte della insufficienza del suo connotarsi quantitativo. A ciò si accompagna la necessità di ottenere un contemperamento fra le diverse rappresentanze tale da non mortificarne nessuna più delle altre, in vista di una rappresentatività generale la più elevata possibile. Da qui l'opportunità di limitare la platea congressuale e l'aggancio qualitativo in termini di rappresentatività al sistema ordinistico, il cui reticolo costituisce la base di riferimento dell'avvocatura italiana quale contrappeso agli Ordini, poi, per garantire la rappresentanza delle associazioni e di tutti i soggetti diversamente presenti sul territorio, si potrebbe pensare a destinare un altro quarto di delegati ad elezione diretta su circoscrizione e liste nazionali, con il criterio delle preferenze bloccate a 2/3 per il rispetto delle minoranze. Gli altri seggi, tendenzialmente pari al 50%, verrebbero assegnati con elezioni circondariali possibilmente come oggi. Da qui, pure, la riserva di presenza delle associazioni maggiormente rappresentative e delle Unioni Regionali ovvero delle distrettuali nell'assemblea dell'organismo politico. Pertanto, la Commissione, valutate le ipotizzabili ed ipotizzate modifiche statutarie, ha individuato, sulla scorta dei suddetti principi, i principali elementi che, in maniera organica, parrebbero idonei a dare una risposta condivisa ed unitaria alle esigenze da più parti avanzate, oggetto di dibattito e opzione in sede congressuale - riduzione del numero dei delegati congressuali attraverso l'individuazione di nuovi criteri d'elezione e di nuovi quorum per l'elezione dei delegati - valorizzazione della presenza di diritto dei Presidenti degli Ordini, il cui numero avrebbe un'incidenza superiore all'attuale, rispetto al numero complessivo dei delegati al Congresso - mantenimento della presenza dei delegati eletti in sede distrettuale, conservando l'attuale rappresentanza dei singoli avvocati iscritti negli ordini medio piccoli - elezione d'un numero di delegati, pari a quello dei Presidenti, sulla base di liste nazionali - attribuzione a ciascuna delle associazioni riconosciute in sede congressuale della facoltà di designare un componente dell'assemblea Oua - previsione di pari facoltà a ciascuna delle Unioni Regionali costituite alla data del Congresso, o ai Distretti nonché al Coordinamento degli Ordini minori, auspicando la reciprocità da parte delle Unioni Regionali - non previsione della contestualità delle elezioni dei componenti del Consiglio dell'Ordine e dei delegati al Congresso Nazionale - previsione dell'indizione della Conferenza Nazionale dell'Avvocatura negli anni in cui non si tiene il Congresso - elezione diretta da parte dell'Assemblea congressuale del Presidente dell'Oua, sulla base di candidature e programmi da sottoporre all'esame del Congresso, unitamente all'indicazione del nome del Segretario e del Tesoriere - possibile limitazione dell'incompatibilità a far parte dell'Assemblea Oua alle figure del Presidente, del Segretario e del Tesoriere dell'Ordine - poteri dell'Assemblea dell'Oua di nomina dei restanti componenti della Giunta e di controllo dell'operato del Presidente e della Giunta nel suo complesso, poteri da esercitare con la presentazione e l'approvazione di eventuali mozioni di sfiducia con maggioranze qualificate - ampliamento del numero dei componenti della Giunta e possibile identificazione degli stessi con il ruolo di Coordinatori delle varie Commissioni interne di studio e di lavoro, al fine di accentuare il rapporto fra l'Assemblea e la Giunta - attribuzione al Coordinatore dell'Assemblea, al Vice Coordinatore ed al Segretario dell'ordinaria amministrazione dell'Oua nell'ipotesi di approvazione di mozione di sfiducia nei confronti del Presidente e della Giunta - obbligo da parte del Coordinatore di convocazione, non oltre 45 giorni dall'approvazione della mozione di sfiducia, del Congresso straordinario per l'elezione del nuovo Presidente, del Segretario e del Tesoriere - previsione di mandato triennale per i componenti dell'Assemblea , con il limite d'un solo rinnovo - previsione della permanenza in carica dell'Assemblea congressuale, così come eletta, fino alla costituzione della successiva Assemblea congressuale ordinaria - istituzione del Collegio dei Revisori dei Conti - normazione e\o vincolante regolamentazione del contributo finanziario per l'autonomo funzionamento dell'Oua - previsione nel Regolamento del Congresso di diverse e più incisive modalità di pubblicizzazione delle elezioni dei delegati al Congresso, onde assicurare la più ampia partecipazione possibile degli iscritti. 1 i Nel documento datato Bari 6/7 settembre 2002, l'Aiga, tra l'altro, affermava Non v'è dubbio che i punti salienti di riforma dello Statuto concernono il meccanismo elettorale dei Delegati al Congresso, dei Componenti dell'Assemblea, del Presidente e della Giunta. A ciò devono aggiungersi quelli riguardanti la convocazione del Congresso, la composizione del comitato organizzatore, la questione delle incompatibilità e del numero dei mandati dei componenti. Sul punto, ad avviso dell'Associazione Italiana Giovani Avvocati, le guide-lines per la riforma del sistema elettorale possono così sintetizzarsi - garantire un criterio di massima rappresentatività dei Componenti dell'Assemblea, prevedendone la diretta elezione da parte dei singoli avvocati che, in tal modo, avrebbero una più attiva partecipazione alla vita politico-forense tale finalità deve essere altresì perseguita garantendo una rappresentanza anche locale in ogni circondario dell'OUA - garantire una estesa rappresentatività alla carica di Presidente. ii Avv. Condello - segretario Ordine di Roma avv. Paolo Giuggioli - presidente Ordine di Milano avv. Pietro Romano - Presidente Unione degli Ordini Forensi Siciliani avv. Mario Diego - Presidente dell'Unione Triveneta dei Consigli degli Ordini avv. Stefano Borsacchi - Presidente dell'Unione distrettuale degli Ordini della Toscana avv. Aurelio Di Rella - Presidente dell'Ordine di Genova avv. Lucio Strazziari - Presidente dell'Unione degli Ordini dell'Emilia Romagna avv. Piergiorgio Loi - Segretario Generale ANF avv. Salvatore Grimaudo - Presidente Unione Camere Civili. iii Si veda tra gli altri l'intervento del Consigliere Nazionale Forense Avv. Lojodice nel corso della riunione del Comitato Organizzatore del Congresso svoltasi il 29 settembre 2005 il cui testo integrale è leggibile e scaricabile dal sito Oua www.oua.it

Oua Questioni attinenti le modifiche dello statuto vigente del Congresso Nazionale Forense e con riferimento al lavoro della Commissione Statuto costituita dall'OUA in previsione dell'ormai imminente XXVIII Congresso Nazionale Forense, prima sessione di Milano Ostia - Roma 21 - 23 ottobre 2005 Premesso che - il Congresso Nazionale Forense rappresenta la massima assise dell'Avvocatura Italiana, perché tale l'avvocatura stessa ha voluto che fosse, e in quanto tale costituisce non soltanto l'occasione preziosa di rappresentare all'opinione pubblica ed alle forze politiche il punto di vista della classe forense sulle tematiche afferenti la Giustizia e la tutela dei diritti, ma anche un importantissimo, imprescindibile momento di verifica - è quindi onere di ogni avvocato italiano che intenda correttamente contribuire alla crescita ed allo sviluppo non soltanto della classe forense, ma della società complessivamente intesa, riconoscere al Congresso il ruolo e le funzioni che gli sono state attribuite partecipare allo stesso nel rispetto delle vigenti norme statutarie e regolamentari contribuire mediante la presentazione e sottoscrizione delle mozioni alla affermazione delle linee guida di politica giudiziaria di cui l'avvocatura dovrà farsi portavoce nell'immediato futuro proporre ogni mozione, anche ad oggetto statutario, che riterrà rispondente alle proprie convinzioni accettare, infine, democraticamente gli esiti del libero dibattito e delle altrettanto libere votazioni che in quella sede avranno luogo - in preparazione del XXVIII Congresso Nazionale Forense, nell'ambito dei lavori del Comitato Organizzatore, cui per la prima volta dopo anni hanno partecipato anche l'Ordine di Roma e l'Aiga, in un percorso di riavvicinamento al modello di rappresentanza politica unitaria accompagnato dalla riconosciuta validità ed utilità di detta peculiare struttura ideata dall'Avvocatura, pur con la necessità di modifiche strutturali, è emersa la comune volontà di indicare all'ordine del giorno del Congresso medesimo anche il mai sopito tema delle modifiche statutarie, sia per apportare le piu' opportune modifiche funzionali al miglioramento del modello medesimo, sia per consentire l'auspicato recupero al percorso unitario delle componenti, ordinistiche ed associative, che ancora oggi dichiarano di non riconoscersi nel modello di rappresentanza politica - ciò ha confermato e reso manifesta la volontà dell'avvocatura italiana, e con essa dell'Oua, di non rinunciare ad ogni tentativo utile a favorire detto recupero, pur nella consapevolezza che lo stesso ambizioso obiettivo non fu raggiunto neppure dalla Commissione Statuto costituita all'esito del Congresso Nazionale Forense di Firenze, ancorché la stessa fosse autorevolmente presieduta dal Presidente del Cnf, allora l'avv. Nicola Buccico, e vedesse al suo interno prestigiosi ed autorevoli esponenti sia della realtà ordinistica che del mondo associativo - nella convinzione, quindi, della opportunità di migliorare il modello, per renderlo ancor più incisivo adattandolo alla mutata realtà, e di pervenire a modifiche statutarie che possano consentire di dare corpo e concretezza alle possibilità di recupero di importanti componenti forensi, con le quali l'Oua ha sin dall'inizio della presente consiliatura ha avviato costante e positivo dialogo, anche su temi concreti, l'Assemblea Oua sin al luglio 2004 ha dato vita ad una apposita Commissione Statuto - presieduta dal proprio Presidente che ne ha proposto la istituzione - con il compito di elaborare, attraverso il recepimento degli indirizzi e delle proposte formulate da tutti i soggetti dell'Avvocatura, progetti concreti di modifiche, in tempo utile per l'appuntamento congressuale, sì da favorire ampio e documentato, consapevole dibattito e democratica espressione di voto da parte dei numerosi delegati eletti nei singoli Fori - conseguentemente, nel corso di una delle prime riunioni del comitato, proprio dall'Organismo Unitario è stata avanzata la proposta, poi unanimemente condivisa, di utilizzare le successive riunioni del Comitato anche per la valutazione delle eventuali proposte di modifica statutaria che chiunque avesse ritenuto di presentare, nell'intento di contribuire al miglioramento del modello di rappresentanza - nel corso della successiva riunione del 4 dicembre 2005, poi, il Presidente del Cnf, avv. prof. Guido Alpa, ha aperto i lavori illustrando ai presenti l'opportunità di strutturare il XXVIII Congresso in due distinte sessioni, la prima a Milano e la seconda a Roma, prevedendo la trattazione delle modifiche statutarie nella prima sessione, e l'elezione per il rinnovo dei componenti dell'Assemblea dell'Organismo Unitario nella seconda sessione, potendo così eventualmente trovare applicazione già da tale sessione le modifiche che fossero approvate, per quanto applicabili. La seconda sessione del Congresso, quindi, vedrà la cessazione del mandato dell'attuale Assemblea e l'elezione del successivo Organismo, rappresentando così il primo momento di un nuovo corso , auspicabilmente con la partecipazione attiva di tutta l'avvocatura. Tale complessiva proposta di articolazione dell'importante assemblea congressuale forense ha trovato unanime consenso ed è stata quindi approvata, traducendosi nel prosieguo nella formulazione dell'avviso di convocazione del Congresso - nel corso delle riunioni del Comitato Organizzatore che si sono sin qui svolte, peraltro, ivi compresa l'ultima del 29 settembre 2005, nessuna componente forense, ancorché ripetutamente presente ai lavori delle sessioni, ha ritenuto di dover rassegnare proprie proposte di modifica, preferendo con tutta evidenza elaborarle in via riservata, con lo scopo di perfezionarle sino all'apertura dei lavori congressuali, ovvero ritenendo scientemente di non presentarne, oppure - assai piu' semplicemente - non avendo proposte di modifica a presentare, di talchè la Commissione Oua ha dovuto forzatamente limitare la propria acquisizione di contributi esterni alle notizie ed anticipazioni, invero assai vaghe, apparse sulla stampa Dato atto - che l'Assemblea Oua, già nel maggio 2002, in previsione del Congresso Straordinario Forense di Verona, imperniato per l'appunto sulle modifiche statutarie, aveva formulato auspicio che le modifiche congressuali a votarsi confermassero la centralità del Congresso Nazionale Forense, che fin ora ha rappresentato il massimo momento di confronto autenticamente democratico, di sintesi, di elaborazione e di scelta dell'Avvocatura italiana, e nel contempo fossero funzionali al conseguimento dei seguenti obiettivi a intensificazione del rapporto con i Consigli dell'Ordine, mantenendo la separazione tra esercizio della funzione istituzionale ed esercizio della funzione politica. b valorizzazione del rapporto con le associazioni, rendendole maggiormente responsabili anche nella trattazione di specifiche problematiche di settore. c previsione di momenti di periodico confronto e dialogo con gli organi istituzionali e le associazioni anche individuando ed organizzando incontri periodici. d individuazione di meccanismi elettorali e modalità elettive capaci di aumentare e valorizzare la partecipazione degli iscritti all'elezione dei delegati al Congresso e di questi ultimi all'elezione degli organi direttivi. e scelta di modalità e procedure, che rendano regolare, idoneo ed effettivo l'impegno da parte dei Consigli dell'Ordine a finanziare all'Organismo Unitario. Osserva Nel mondo forense, prima che in altre realtà professionali, sono emerse due distinte funzioni di rappresentanza generale della categoria una istituzionale, attinente alla valenza pubblicistica della professione, e quindi di custodia, garanzia e disciplina dei principi, del decoro e delle condotte degli avvocati l'altra politica, cioè svolgente il ruolo di interlocutore e di parte sociale nella dialettica tra potere politico e avvocatura. Esse non possono essere tra loro confuse senza svilire il ruolo istituzionale o indebolire la capacità di contrapposizione politica, e per questo, da oramai oltre dieci anni, si è ritenuto di marcare la separazione, attribuendo all'Oua, quale organo del Congresso Nazionale, la rappresentanza politica permanente nell'intervallo tra un Congresso e l'altro, fermo restando l'autorevole ruolo istituzionale del Cnf. Ciò non significa che la separazione sia tanto rigida da prevedere a priori materie di trattazione esclusiva, essendo invece del tutto necessario, oltrechè fisiologico, che le distinte rappresentanze si muovano di concerto. Questo del resto il tenore letterale del forte e significativo patto, consacrato nel preambolo del vigente Statuto, che postula la realizzazione effettiva, e non già solamente teorica, di un leale e costruttivo spirito di collaborazione tra i soggetti esponenziali dell'avvocatura italiana. L'originale creazione di un modello di rappresentanza politica generale dell'Avvocatura, con il suo centro nel Congresso, aperto alla libera e democratica partecipazione di tutte le componenti, e un esecutivo rappresentato dall'Assemblea Oua, è il frutto della volontà, della fantasia e dell'impegno degli Avvocati italiani, e rappresenta oggi un preciso punto di riferimento, anche per il mondo politico, che riserva considerazione e attenzione alle proposte dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, così come tempestivamente presentate ed illustrate in tutte le sedi in cui si elaborano le politiche della Giustizia. Ciò ha consentito di sviluppare una molteplicità di rapporti e di stabili relazioni, frutto della attività politica quotidiana dell'Oua, di cui sarebbe inopportuno, se non addirittura irresponsabile, oggi privarsi. Il Congresso, nella attuale configurazione, e l'Organismo Unitario, rappresentano un importante capitolo della storia dell'Avvocatura italiana, ed anzi è lecito inorgoglire per come il percorso di affermazione della soggettività politica dell'avvocatura abbia rappresentato l'occasione per far sì che la stessa, in ogni sua componente, compisse un significativo balzo in avanti, per i risultati conseguiti e per il percorso democratico e di crescita che ha compiuto sino ad oggi. L'Organismo Unitario sente il dovere di salvaguardare e tutelare con convinzione per gli Avvocati italiani, se lo vogliono e lo vorranno, anche in esecuzione del ruolo e della funzione che gli sono stati affidati all'atto dell'elezione, non già se stesso - essendo pacificamente nella libera disponibilità del Congresso confermarne o meno l'esistenza e la struttura - bensì l'idea vincente della rappresentanza politica, che l'avvocatura prima ed unica tra le professioni liberali ha partorito ed efficacemente realizzato, favorendo nel contempo il verificarsi di tutte le condizioni affinché il dibattito congressuale possa svolgersi e svilupparsi al meglio, sia sui temi di merito e sulle questioni di politica generale della giustizia, sia sugli snodi della rappresentanza e delle auspicate riforme statutarie. Quello su cui ci si può e ci si deve legittimamente e costruttivamente interrogare è quindi altro dalla messa in discussione dell'idea vincente della rappresentanza politica autonoma. Si può quindi, e si deve, discutere su come migliorare la funzionalità del modello, e quindi domandarsi se i meccanismi per scegliere i delegati congressuali e i componenti dell'organo di rappresentanza politica generale debbano essere adeguati al mutato divenire. È certo una riflessione ragionevole e doverosa, dopo un decennio, e non dopo un decennio qualunque, ma un decennio nel quale il quadro istituzionale, economico, normativo e sociale è radicalmente mutato, sì da porre in discussione nella sua globalità l'intero assetto delle rappresentanze, a qualsivoglia livello. Tuttavia limitarsi ad osservare la mutata realtà sarebbe riduttivo, dovendosi invece avere chiaro l'obiettivo della riflessione sulle eventuali modifiche statutarie, ed ancor prima sull'ordinamento professionale forense, e cioè la realizzazione di un sistema di rappresentanze che sia efficace espressione di una rappresentazione equilibrata e fedele dell'avvocatura italiana, capace di dare sempre maggior forza alla voce della classe forense. Auspica pertanto - che vengano superati, anche nei fatti, i contrasti, le diffidenze, la tutela del proprio particulare , che hanno contribuito sino ad oggi al frazionamento non soltanto della categoria, ma anche delle diverse componenti e rappresentanze - che il Consiglio Nazionale Forense, la Cassa di Previdenza, gli Ordini e le Associazioni Forensi, nel mentre ci si appresta ad affrontare in sede congressuale l'assunzione di importanti scelte, sia in tema di ordinamento professionale che di politica della Giustizia, nonché a vagliare senza pregiudizi le modifiche statutarie che saranno presentate in tale sede, si impegnino lealmente e convintamente nel sostenere e rafforzare il patto politico che ha consentito all'Avvocatura di darsi un Organismo di rappresentanza politica - che i lavori della prima sessione congressuale, in programma a Milano nei giorni dal 10 al 13 novembre 2005, si svolgano in piena regolarità e proficuamente, nell'interesse esclusivo dell'avvocatura italiana, con ciò premiando gli sforzi e l'impegno del Foro organizzatore e dell'Oua e rispettando e valorizzando la passione politica e civile dei numerosi delegati e congressisti che ivi saranno convenuti. Ritenendo, infine, che una classe dirigente responsabile e politicamente avveduta abbia il compito di porre le proprie conoscenze ed esperienze al servizio dell'Avvocatura, che le ha conferito mandato e al tempo stesso fiducia, Rassegna all'attenzione di tutti gli avvocati italiani, e particolarmente dei Delegati al XXVIII Congresso Nazionale Forense, quale contributo al dibattito congressuale l'allegato documento, contenente osservazioni, principi e proposte in tema di modifiche al vigente Statuto del Congresso Nazionale Forense, che ha ritenuto comunque responsabilmente di fornire, in difetto di conoscenza di altre elaborazioni già compiute. Confida che l'Avvocatura italiana, sia con riferimento alle modifiche statutarie che ai rilevanti temi di merito oggetto delle sessioni congressuali, cessi di ritenere quale arma più efficace l'attesa, e, con forza e lucidità, tralasci l'abitudine e mediocri vie di mezzo accomodanti e di alcuna soddisfazione, non subisca il fascino di comode scelte, e si metta autenticamente in gioco, spendendo le proprie migliori energie intellettuali, per marcare di novità e coraggio le scelte che andrà ad intraprendere. ?? ?? ?? ?? 4 Via G.G. Belli, 27 - 00193 Roma - Tel. 06.32.18.983 - 06.32.21.805 - Fax 06.32.19.431