Sulla riforma degli ordinamenti il governo organizza il concerto

Mastella garantisce dialogo e confronto al convegno organizzato dalla fondazione Nuova Italia. I progetti mantengono la distinzione tra professioni regolamentate e non regolamentate. Ordini per chi incide su interessi generali, Associazioni per gli altri

Riforma delle professioni, il Governo andrà avanti con la concertazione. A garantirlo è stato ieri il Guardasigilli, Clemente Mastella intervenuto al convegno sulla riforma degli ordinamenti professionali, organizzato a Roma presso la Residenza di Ripetta dalla fondazione Nuova Italia di Gianni Alemanno An in collaborazione con il Centro studi dell'Avvocatura italiana. L'incontro si è aperto ieri mattina con l'intervento dell'avvocato Giuseppe Valenti che di fronte all'autorevole parterre - erano presenti fra gli altri, Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, Gianni Alemanno, l'ex ministro dell'Agricoltura, Maria Grazia Siliquini An e Giancarlo Laurini Fi , entrambi componenti della commissione Giustizia di Montecitorio - nella sua relazione qui leggibile nei documenti correlati ha messo a confronto i progetti di legge esistenti in materia di riordino delle professioni intellettuali. Attualmente, infatti, le proposte di riforma sono sette e portano il nome dei primi firmatari i progetti Vietti, Mantini, Laurini, Castelli, Siliquini, Cup, il Ddl Mastella e la proposta di Guido Calvi, vicepresidente della commissione Affari costituzionali del Senato. Quest'ultima, però, riguarda soltanto la professione forense. Inoltre, ha continuato Valenti, salvo il progetto del ministero di Giustizia, che si struttura come una legge delega, in linea di massima tutti gli altri progetti Vietti, Castelli, Laurini, Mantini e Siliquini e Cup adottano lo schema della legge quadro, preoccupandosi di disciplinare i tratti comuni del sistema professionale e rimandando a fonti secondarie gli ordinamenti particolari delle singole professioni. Ma non solo. Tutti i progetti, tranne quello del ministro di Giustizia, mantengono la distinzione tra professioni regolamentate e non regolamentate, tuttavia sono diversi i criteri individuati per l'istituzione in Ordine di una categoria professionale. I progetti Vietti e Mantini, prevedono che il Governo sia delegato all'istituzione di Ordini professionali per le professioni che incidono su interessi pubblici e generali meritevoli di specifica tutela, e a favorire l'organizzazione in associazioni delle professioni che non incidono su tali interessi. Nel progetto Laurini, invece, si demanda alla legge statale, mentre quello messo a punto dalla Siliquini prevede che fatti salvi gli Ordini professionali attualmente istituiti, l'introduzione di nuovi Ordini è subordinata alla necessità di tutelare interessi costituzionalmente rilevanti nello svolgimento di attività caratterizzate da gravi asimmetrie informative e dal rischio di danni sociali conseguenti a prestazioni non adeguate . Infine, sia il progetto dell'ex Guardasigilli, Roberto Castelli che quello dell'attuale ministro della Giustizia, Clemente Mastella, delega il Governo a disciplinare e inquadrare in Ordini le professioni incidenti su interessi generali e in associazioni riconosciute le altre . Tuttavia, ha ammesso Valenti, se si vuole davvero affermare un'economia della conoscenza occorre riconoscere le categorie professionali quale tertium genus rispetto all'impresa e al lavoro dipendente, riconoscendo a queste ultime anche un ruolo sociale. Allo stesso tempo, però, è necessario abbattere gli steccati tra le professioni regolamentate, prevedendo strutture interprofessionali che meglio rispondano alla richiesta di consulenza globale che viene dal mercato. L'atteggiamento della categoria, ha detto ancora Valenti è tutto tranne che di arroccamento e l'indicazione emersa a conclusione del Congresso nazionale forense è quella di tentare l'unificazione dei progetti parlamentari in una sintesi bipartisan, sempre che la politica sia disposta ad accogliere senza preconcetti o pregiudizi ideologici il frutto delle riflessioni dell'Avvocatura. È chiaro - però ha concluso Giuseppe Valenti - che ciò presuppone la disponibilità della politica a recedere da soluzioni come quelle su sistema ordinistico verticalizzato o sui soci non professionisti, o sulla attribuzione della funzione disciplinare a soggetti diversi dai professionisti iscritti, quando non addirittura a un'emanazione governativa, che risulta un ossimoro irridente ed irrisorio con l'indipendenza e l'autonomia delle professioni intellettuali . Al convegno è intervenuto anche il segretario di Magistratura indipendente, Stefano Amore, che nella sua relazione si è occupato del rapporto tra magistratura e libere professioni. Tuttavia, ha osservato Amore, le regole che disciplinano la professione forense non possono essere costrette nell'alveo della concorrenza. Maria Grazia Siliquini, intervenuta al convegno, nella sua relazione qui leggibile nei documenti correlati ha spiegato che la riforma deve avere come fine ultimo la modernizzazione degli Ordini e deve riconoscere le nuove professioni emergenti, a condizione, però, che si tratti di professioni intellettuali e non di arti e mestieri. Tuttavia, la Siliquini ha auspicato che tale riordino venga discusso in Parlamento e rivolgendosi alla maggioranza ha chiesto di evitare di dire che le libere professioni non sono tali. Del resto, ha aggiunto l'esponente di An. solo la professione notarile ha accessi predeterminati, mentre tutte le altre non prevedono numeri chiusi. Quanto al problema dei minimi tariffari, ha detto concluso la Siliquini, la tariffa in sé deve rimanere come accordo tra le parti. Per Michelina Grillo, presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, il disegno di legge messo a punto da Via Arenula ricalca lo spirito del decreto Bersani di luglio. Il Governo - ha stigmatizzato la Grillo - conferma di voler assimilare la professione forense all'attività d'impresa. Lo dimostrano le proposte, contenute nel Ddl Mastella, che consentono alle società tra professionisti di fallire e, più in generale, fanno cadere il divieto di applicazione alle professioni delle norme del codice civile dedicate all'impresa . A finire nel mirino dell'Avvocatura è anche l'estrema genericità del progetto di legge una delega in bianco - ha continuato il leader dell'Oua - che lascia enorme discrezionalità al Governo e relega il Parlamento ad un misero ruolo notarile . Inoltre, il Ddl Mastella sferra un grave attacco alla struttura ordinistica delle professioni consentendo ai laureati triennali l'iscrizione ad un Albo speciale È ormai un dato acquisito - ha spiegato Grillo - condiviso da tutti, che per iscriversi all'Albo forense occorresse la laurea magistrale, riservando a coloro che conseguono quella triennale la carriera nella pubblica amministrazione. Rimettere in discussione questo principio è chiaramente un tentativo di svilire il ruolo degli Albi e degli ordini professionali . L'Organismo politico ha ammesso, infine, che il ministro Mastella ha accolto alcuni suggerimenti dell'Avvocatura quanto alla previsione di un periodo minimo di iscrizione all'Albo per avere la possibilità di fare esercitare il praticantato nel proprio studio e alla possibilità di costituire associazioni temporanee tra professionisti per singole questioni. Tuttavia, ha concluso il presidente dell'Oua È giusto sottolineare che siamo all'indomani di una settimana di sciopero, di un'astensione dalle udienze di grande successo, che ha registrato adesioni massicce in tutti i tribunali d'Italia. Eppure i rappresentanti dell'avvocatura si ritrovano con una proposta di riforma senza che siano mai stati chiamati ad un reale confronto Anche oggi il ministro Mastella ha parlato di disponibilità al dialogo. Vedremo se questa volta alle parole seguiranno i fatti . Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente della Cassa forense nonché leader della Federazione degli Ordini forensi d'Europa, Maurizio De Tilla che ha puntato l'attenzione su una disposizione del Ddl del Guardasigilli che prevede l'istituzione di un organismo pubblico, una authority che possa coordinare le funzioni degli Ordini professionali e le attività dei professionisti al fine di assicurare un'adeguata tutela del cliente e degli interessi pubblici eventualmente connessi all'esercizio della professione. Nel nostro Paese, ha concluso De Tilla, l'organismo pubblico finirà non per controllare gli Ordini e le singoli ma avrà anche poteri regolamentari e sanzionatori. Pietro De Paola, vicepresidente del Cup, ha auspicato che le concertazioni a cui sono state sottoposte le tre bozze Mastella finiscano presto poiché le consultazioni hanno finito per danneggiare le professioni. De Paola si augura, infine, che il Ddl messo a punto da via Arenula raggiunga presto le aule parlamentari e si confronti con le altre proposte. Quanto alla riforma degli ordini professionali Gianfranco Fini, presidente di An, ha criticato il metodo utilizzato fino ad ora dal Guardasigilli e dal Governo. Del resto, ha stigmatizzato Fini, Mastella dice di volere il confronto e la concertazione, ma la intende in modo un po' originale perché non fa seguire alle dichiarazioni di intento i fatti . E ha aggiunto Oggi non c'è nessuna conferma dal Governo di voler procedere con un disegno di legge invece che con un disegno di legge delega. Quest'ultima scelta sarebbe pericolosissima perché impedirebbe il confronto parlamentare . Tuttavia, ha concluso il leader di An la natura della coalizione di centrosinistra fa sì che il peso di una certa concezione di tipo statalista e classista c'è ed è forte . Il ministro della Giustizia, giunto alla conclusione dei lavori del convegno, ha assicurato che il Governo andrà avanti con la concertazione. Del resto, ha continuato Mastella l'abbiamo fatto ascoltando tutti gli Ordini professionali e le associazioni, l'ho fatto io e il mio sottosegretario Luigi Scotti . E ha aggiunto Non voglio che la riforma sia una grida manzoniana . Tuttavia, ha spiegato il Guardasigilli se la concertazione significa addivenire a tutte le richieste, evidentemente non siamo alla concertazione, ma a un'idea diversa che non è la mia la politica, dopo l'ascolto, deve fare le sue scelte . Inoltre, ha comunicato il Ministro, il progetto di legge passerà presto al vaglio di Palazzo Chigi non so se domani o la prossima settimana al massimo il Ddl sarà in Consiglio dei ministri . Mastella, però, ha invitato i rappresentanti delle professioni a dialogare anche con le rappresentanze parlamentari e con gruppi. Infine, il Guardasigilli ha messo in guardia gli Ordini professionali suggerendogli di avere un atteggiamento meno rigido anche perché se è vero che tutti dicono che il Governo è in caduta per i sondaggi, è anche vero che le liberalizzazioni hanno avuto picchi enormi di popolarità tra i cittadini . Clemente Mastella ha assicurato comunque che la fase della concertazione non si è ancora conclusa, augurandosi che si arrivi alle decisioni con il massimo del confronto. Per Gianni Alemanno, deputato di An, l'intervento del Guardasigilli rappresenta un'importante apertura che deve essere colta dall'opposizione e dai rappresentanti degli ordini. E ha concluso Mi auguro che Mastella salvi gli Ordini da Bersani . Cristina Cappuccini