Dubbi sulla sospensione del giudizio contabile in attesa della sentenza penale definitiva

Sarà la Corte costituzionale a stabilire se l'articolo 75 comma 3 Cpp vìola o meno la Carta fondamentale

Sarà la Corte costituzionale a stabilire se la norma del codice di procedura penale che comporta la sospensione del processo contabile dopo l'emanazione della sentenza penale di primo grado vìoli o meno la nostra Carta fondamentale. Così la sezione giurisdizionale per la Regione Lombardia della Corte dei conti con l'ordinanza 92/2006 depositata lo scorso 30 marzo 2006 e qui leggibile nei documenti correlati ha rimesso alla Consulta la questione di legittimità dell'articolo 75 Cpp. Ma andiamo con ordine. Il presidente del Consorzio interprovinciale per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di Varese, si era reso responsabile del reato di corruzione propria continuata e aggravata in danno dello stesso ente. Per gli stessi reati il manager era stato condannato dal Tribunale di Varese. Tale sentenza era stata impugnata dall'ex presidente dinanzi alla Corte di appello di Milano. Il giudice penale, del resto, aveva condannato il manager al pagamento di un risarcimento in favore del Consorzio, la cui liquidazione, però, era stata rinviata a separata sede. Tuttavia, secondo l'orientamento delle Sezioni unite della Cassazione, una volta intervenuta la decisione penale di primo grado che, in via non definitiva, abbia pronunciato sulla domanda civile proposta in quella sede, il processo contabile va sospeso ai sensi dell'articolo 75 comma 3 Cpp. Del resto, il rischio è la duplicazione del giudizio. Così stando le cose, al giudice contabile non resta che sollevare la questione di legittimità dell'articolo 75 Cpp nella parte in cui prevede la necessaria sospensione del giudizio contabile nel quale venga esercitata l'azione risarcitoria già esperita vittoriosamente nel giudizio penale di primo grado. Non ci resta che attendere il verdetto della Consulta. cri.cap