Il Presidente Giovannini: «i giudici amministrativi devono essere garanzia di imparzialità e trasparenza»

Si è svolta il 5 marzo 2013 la cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario 2013 della giustizia amministrativa, a Palazzo Spada, in presenza anche dei Presidenti della Repubblica e del Consiglio, Giorgio Napolitano e Mario Monti. Il neo Presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini, insediatosi proprio durante la cerimonia di apertura, ha esposto le questioni più attuali della giustizia amministrativa dal calo dei giudizi in arretrato alla necessità di estendere l’attività consultiva.

Il Presidente Monti ha fiducia nella Giustizia Amministrativa. All’inaugurazione del nuovo anno giudiziario ha partecipato anche il Presidente del Consiglio, Mario Monti, che ha sottolineato come un diritto amministrativo più snello sia una delle strade che può dare una mano nell’uscita dalla crisi, affermando che non vi è un politica di Governo che si possa attuare con efficacia se l’esecutivo non può contare su una risposta di un’Amministrazione pubblica efficace e non burocratica . E’ quindi importante l’azione di controllo svolta dai giudici amministrativi sull’operato della PA. E’ fiducioso il premier uscente, il quale afferma, infatti, che l'intera Giustizia amministrativa saprà mantenere la sua autorevolezza adeguandosi alle esigenze di cambiamento che il Paese chiede . Il calo dell’arretrato. Il neo Presidente Giorgio Giovannini riporta innanzitutto un po’ di numeri sull’attività dei giudici amministrativi, per rimarcare la progressiva riduzione dell’arretrato , pari al 60% nell’ultimo decennio. Davanti ai TAR sono pendenti 350mila procedimenti, mentre davanti al Consiglio di Stato sono 24.600 circa. Ricorda però che non si può cantare vittoria, perché non mancano ancora ritardi nella definizione dei giudizi . Per sopperire a tali ritardi, l'organo di autogoverno della giustizia amministrativa ha proposto recentemente di superarli con un nuovo provvedimento in materia di produttività dei magistrati . L’immagine della magistratura amministrativa. La magistratura amministrativa è spesso dipinta come un intralcio burocratico, un ostacolo alla crescita del Paese, come titolare di privilegi ingiustificati . Il neo Presidente ricorda che la partecipazione alla vita politica è un diritto costituzionalmente garantito e che quindi non deve essere demonizzata quella dei giudici amministrativi. Però c’è il rischio che l’immagine di imparzialità venga meno. Per questo fa un richiamo ad una disciplina più rigorosa, per preservare un’amministrazione imparziale, trasparente, lontana da ogni sospetto di corruzione o anche solo di prepotenza . Le proposte maggior attività consultiva e corti interregionali. Il Presidente Giovannini ritiene che vada prospettata l'opportunità di estendere l'attività consultiva del Consiglio di Stato agli atti legislativi del Parlamento e del Governo, con l'obiettivo di favorire la chiarezza, la completezza e l'organicità dei testi normativi, oggi spesso carenti sotto tali profili . Propone inoltre l’istituzione di Corti amministrative interregionali di Appello, davanti alle quali concludere il contenzioso di carattere locale, con la finalità di avvicinare ulteriormente la Giustizia Amministrativa al territorio. La forma è importante, ma non deve diventare un ostacolo. Il Presidente chiede infine di porre un freno al formalismo eccessivo che viene a pesare in maniera esagerata sulla contrattualistica pubblica. I giudizi amministrativi sono infatti divenuti il campo di una vera e propria caccia all’errore , in cui carenze puramente documentali mettono in forse o quantomeno differiscono investimenti importanti e realizzazioni di opere pubbliche a lungo attese .