Pubblico impiego: retrodatazione e risarcimento decide il giudice amministrativo

La causa si collega al rapporto lavorativo già esistente. L'eventuale richiesta danni ai funzionari dell'ente va inoltrata invece al giudice ordinario

Le Sezioni unite civili della Cassazione ribadiscono il principio giurisprudenziale secondo cui nel caso di costituzione del rapporto di pubblico impiego con retrodatazione della nomina ai fini giuridici, ma non a quelli economici, la controversia instaurata nei confronti dell'amministrazione avente ad oggetto la richiesta di risarcimento del danno commisurato alle retribuzioni non percepite per il periodo anteriore all'effettiva immissione in servizio, appartiene nella salvaguardia del discrimine temporale fissato dall'articolo 45, comma 17 del D.Lgs 80/98 e dall'articolo 69, comma 7, del D.Lgs 165/01 alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Infatti, la causa petendi si collega, non occasionalmente, al rapporto di pubblico impiego, che risulta già esistente, perché costituito con efficacia retroattiva nel periodo in relazione al quale si lamenta la perdita economica, restando così esclusa la possibilità di configurare un diritto patrimoniale consequenziale. È quanto emerge dalla sentenza 4591/06 del massimo Consesso di piazza Cavour, depositata il 2 marzo scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati. Con lo stesso verdetto la Suprema corte ha anche ribadito che, per l'applicazione del criterio di riparto, va dato particolare rilievo al dato storico costituito dall'avverarsi dei fatti materiali e delle circostanze così come posti a base della pretesa avanzata in relazione alla cui giuridica rilevanza sia insorta la controversia, sicché nel caso in cui il dipendente, sul presupposto dell'affermazione del proprio diritto ad un determinato inquadramento, riferisca le proprie pretese ad un periodo in parte anteriore ed in parte successivo alla data del 30 giugno 1998 indicata dalla disposizione citata la competenza giurisdizionale va ripartita tra il giudice amministrativo in sede esclusiva e il giudice ordinario, in relazione rispettivamente alle due fasi temporali. Infine, affrontando il tema del riparto di giurisdizione con riferimento alla domanda con cui il lavoratore dipendente di un ente pubblico economico chieda la condanna di alcuni funzionari dell'ente stesso al risarcimento dei danni economici e morali, che deriverebbero da loro comportamenti arbitrari o comunque illegittimi, la Cassazione ha statuito che tale domanda va devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario in quanto fondata sulla deduzione di un fatto illecito extracontrattuale proposta tra privati, non ostando a ciò la proposizione della domanda anche nei confronti dell'ente pubblico sotto il profilo della responsabilità solidale dello stesso, non essendo comunque ricollegabile il risarcimento richiesto al rapporto di pubblico impiego ed attenendo al merito l'effettiva riferibilità all'ente dei comportamenti dei funzionari.

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 16 febbraio-2 marzo 2006, n. 4591 Presidente Carbone - Relatore Vidiri Ricorrente Petrella Svolgimento del processo Con citazione notificata in data 27 giugno 2001 Matteo Petrella con-veniva in giudizio davanti al Tribunale di Campobasso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Campobasso, esponendo che quest'ultima in data 7 marzo 1988, aveva bandito un concorso pubblico per l'assunzione in prova di un funzionario della VIII qualifica, con riserva a favore del personale in servizio. L'attore deduceva di avere partecipato al concorso, classificandosi al secondo posto della graduatoria e che il concorso era stato annullato dal Tar per il Molise con sentenza 3/1990, in accoglimento di tre ricorsi che egli stesso aveva proposto, chiedendo anche l'annullamento della nomina del vincitore. Il Petrella proponeva giudizio di ottemperanza ed, a seguito di sentenza del Consiglio di Stato e di atto della C.C.I.A.A. del 21 ottobre 1997, assumeva servizio il 3 novembre 1997. Con ulteriore ricorso al Tar chiedeva che la decorrenza economica e normativa del rapporto di pubblico impiego fosse stabilita non già dalla data di assunzione 3 novembre 1997 bensì dal 3 novembre 1987. La sua domanda veniva accolta dal giudice amministrativo decisione 391/99 limitatamente al riconoscimento della retroattività degli effetti giuridici dell'assunzione. Il Petrella con successivo ricorso adiva nuovamente il Tar chiedendo la condanna della C.C.I.A.A. al risarcimento dei danni materiali subiti a causa del ritardo nell'assunzione, quantificati nell'importo di lire 750.000.000. Il Tar per il Molise con sentenza 25/2001 dichiarava il proprio difetto di giurisdizione. Matteo Petrella con citazione notificata in data 27 giugno 2001 conveniva, infine, innanzi al Tribunale di Campobasso la C.C.I.A.A. nonché Giovanni Scordamaglia, segretario generale della suddetta C.C.I.A.A., al fine di ottenere la loro condanna in solido al risarcimento dei danni subiti. Lamentava al riguardo che l'essere stato assunto in servizio in ritardo gli aveva provocato danni a livello economico e di progressione in carriera e che inoltre aveva, nello svolgimento dell'attività lavorativa, subito un demansionamento, causa di un grave pregiudizio alla sua professionalità ed al suo decoro, che l'aveva indotto a rassegnare le dimissioni. La C.C.I.A.A. ha proposto regolamento ex articolo 41. Cpc per sentire dichiarare la giurisdizione del giudice amministrativo. Matteo Petrella ha resistito con controricorso. Non si è costituito in giudizio Giovanni Scordamaglia. Motivi della decisione La ricorrente Camera di commercio sostiene che per le somme richieste a titolo di differenze retributive dalla data di retrodatazione giuridica sino a quella dell'assunzione 3 novembre 199'7 la giurisdizione spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva in quanto la causa petendi della relativa domanda si ricollega non occasionalmente al rapporto di pubblico impiego e sempre alla giurisdizione del giudice amministrativo spetta anche la domanda avente ad oggetto il risarcimento del danno derivante dal ritardo nell'assunzione. Aggiunge ancora la ricorrente che anche la domanda avente ad oggetto le pretese comprese tra la data dell'assunzione ed il 30 giugno 1998 spettano alla giurisdizione del giudice amministrativo poiché il Petrella ha proposto una azione di risarcimento danni di natura contrattuale, trattandosi di danni asseritamente derivati dalla mancata assegnazione di mansioni corrispondenti alla qualifica, muovendosi, pertanto, all'interno di una ottica tipicamente contrattuale . In relazione alle pretese relative al segmento del rapporto successivo al 30 giugno 1998 e sino alle dimissioni del 31 agosto 2000 la ricorrente chiede infine che queste Su stabiliscano a quale giudice appartenga la giurisdizione osservando al riguardo che il superamento della data del 15 settembre 2000 articolo 45, comma 17, del D.Lgs 80/1998 articolo 68, comma 7, D.Lgs 165/01 non configura un limite alla persistenza della giurisdizione amministrativa bensì costituisce un termine di decadenza sostanziale per la proponibilità della domanda giudiziale. Ai fini di un ordinato iter argomentativo va in primo luogo esaminata l'eccezione sollevata dal Petrella secondo cui in questa sede non è consentita una pronunzia sulla giurisdizione, essendosi formato sul punto un giudicato per avere il Tar del Molise con una decisione non impugnata e, pertanto, divenuta definitiva, declinato la propria giurisdizione nella controversia instaurata da esso Petrella. L'eccezione non ha fondamento avendo questa Corte a Sezioni Unite più volte statuito che la sentenza con la quale il giudice amministrativo neghi la propria giurisdizione non spiega effetti al di fuori del processo e, pertanto, ancorché definitiva, non osta a che, nel successivo giudizio instaurato tra le stesse parti con la medesima domanda, la questione della giurisdizione sia suscettibile di riesame e, quindi, possa essere fatta valere con ricorso per regolamento preventivo cfr. in tali termini Cassazione, Su, 4788/87, cui adde, in epoca più prossima, sempre per la non vincolatività della sentenza del giudice amministrativo al di fuori del processo in cui è stata emessa Cassazione, Su, 12709/98 3247/93 7379/92 . Nell'esaminare le questioni sollevate con il presente ricorso va operata una distinzione tra le domande spiegate dal Petrella nei riguardi della Camera di Commercio e quelle rivolte nei confronti dello Scordamaglia. Con riferimento alla controversia tra il suddetto Petrella e la Camera di commercio va ribadito il principio giurisprudenziale secondo cui nel caso di costituzione del rapporto di pubblico impiego con retrodatazione -come nella speciedella nomina ai fini giuridici ma non a quelli economici, la controversia istaurata contro l'amministrazione, che abbia ad oggetto la richiesta dell'impiegato di un risarcimento del danno commisurato alle retribuzioni non percepite per il periodo anteriore all'effettiva immissione in servizio appartiene nella salvaguardia però del discrimine temporale fissato dall'articolo 45, comma 17 del D.Lgs 80/1998 e dall'articolo 69, comma 7, del D.Lgs n. 165/01 - alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dato che la causa petendi si collega, non occasionalmente, al rapporto di pubblico impiego, del resto costituito con efficacia retroattiva, restando quindi esclusa la possibilità di configurare un diritto patrimoniale consequenziale cfr. in tali sensi ex plurimis Cassazione, Su, 9341/02 8086/02 1551/02 92/2001 . In detta ottica le Su hanno anche di recente ribadito che, con riferimento ad azioni risarcitorie basate sull'esistenza di condotte illegittime poste in essere dalla pubblica amministrazione ai danni del dipendente - e sempre che siano relative ad epoca precedente al 30 giugno 1998 - va dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo sul presupposto che gli atti asseritamene lesivi si riferiscano a violazioni di specifici obblighi derivanti dal rapporto di pubblico impiego cfr. Cassazione, Su, 8438/04 . Ai fini decisori va poi precisato che per l'applicazione del criterio di riparto della giurisdizione di cui all'articolo 45, comma 17, D.Lgs 80/1998 ora articolo 69, comma 7. D.Lgs 165/01 , va assegnato particolare rilievo al dato storico costituito dal verificarsi dei fatti materiali e delle circostanze così come posti a base della pretesa avanzata - in relazione alla cui giuridica rilevanza sia insorta la controversia sicché nel caso in cui il dipendete, sul presupposto dell'affermazione del proprio diritto ad un determinato inquadramento, riferisca le proprie pretese ad un periodo in parte anteriore ed in parte successivo alla data del 30 giugno 1998 - indicata dalla disposizione citata - la competenza giurisdizionale va ripartita tra il giudice amministrativo in sede esclusiva ed il giudice ordinario in relazione rispettivamente alle due fasi temporali cfr. Cassazione, Su 1809/03, ordinanza 1323/00 , con la dovuta precisazione che in tema del suddetto discrimine temporale non rileva,ai fini della individuazione del giudice competente, il superamento della data del 15 settembre 2000 articolo 69 D.Lgs 165/01 in quanto tale termine non costituisce un limite alla persistenza della giurisdizione amministrativa ma un termine di decadenza sostanziale per la proponibilità della domanda cfr. tra le altre Cassazione, Su, 5184/04 1511/03 . Consegue da quanto sinora detto, che in adesione ai principi innanzi enunciati ed in applicazione del criterio di riparto di cui all'articolo 45, comma 17, D.Lgs 80/1998 ora articolo 69, comma 7, D.Lgs 165/01 , va dichiarata la giurisdizione esclusiva del -giudice amministrativo per tutte le domande spiegate da Matteo Petrella nei riguardi della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura relative alla fase del rapporto anteriore al 30 giugno 1998 differenze economiche richieste dalla data della retrodatazione giuridica della nomina sino alla data di ammissione in servizio risarcimento dei danni rivendicato per il ritardo nell'assunzione,per mancata assegnazione delle mansioni corrispondenti alla qualifica , dovendosi di contro dichiarare la giurisdizione del giudice ordinario per tutte le questioni attinenti invece al periodo lavorativo successivo al 30 giugno 1998. Per quanto riguarda, invece, tutte le richieste avanzate da Matteo Petrella nei riguardi di Giovanni Scordamaglia va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario avendo queste Su affermato che la domanda con cui il lavoratore dipendente di un ente pubblico economico chieda la condanna di alcuni funzionari dell'ente stesso al risarcimento dei danni economici e morali, che deriverebbero da loro comportamenti arbitrari o comunque illegittimi appartiene al giudice ordinario in quanto fondata sulla deduzione di un fatto illecito extracontrattuale proposta tra privati, non ostando a ciò la proposizione della domanda anche nei confronti dell'ente pubblico sotto il profilo della responsabilità solidale dello stesso, non essendo comunque ricollegabile il risarcimento richiesto al rapporto di pubblico impiego ed attenendo al merito l'effettiva riferibilità all'ente dei comportamenti dei funzionari cfr. in tali sensi Cassazione, Su, 113/99 5123/94 . Ricorrono giusti motivi, tenuto conto della natura e dell'oggetto della controversia e del suo esito,per compensare interamente tra tutte le parti le spese del presente giudizio di cassazione. PQM La Corte provvedendo sul ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione dichiara la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo per tutte le domande spiegate da Matteo Petrella nei confronti della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Campobasso, attinenti alla fase del rapporto anteriore al 30 giugno 1998, e dichiara la giurisdizione del giudice ordinario per tutte le domande relative al periodo successivo al 30 giugno 1998. Dichiara la giurisdizione del giudice ordinario per tutte le domande avanzate da Matteo Petrella nei confronti di Giovanni Scordamaglia. Compensa interamente tra tutte le parti le spese del presente giudizio di cassazione.