Amministrazione penitenziaria, i ""misteri"" dell'alloggio di servizio

di Luigi Morsello

di Luigi Morsello * La questione è annosa. Per meglio dire, lo è diventata nell'Italia repubblicana. La disciplina riguarda il direttore ed il comandante di reparto degli istituti penitenziari ed ha fatto registrare un'evoluzione, che nell'applicazione pratica potrebbe essere considerata una involuzione. Per quanto concerne i direttori degli istituti e servizi penitenziari una norma, ancora vigente, si rinviene nel Rd 2041/40 Regolamento per il personale civile di ruolo negli istituti di prevenzione e di pena , il quale all'articolo 116 stabilisce al comma 1 Hanno diritto all'alloggio gratuito nei locali di pertinenza del patrimonio dello Stato in uso alla Direzione generale per gli istituti di prevenzione e di pena oggi Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, n.d.a. o, in difetto, alla indennità indicata nella tabella C. allegata al presente regolamento, i funzionari di ruolo dell'Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, titolari o reggenti di direzioni . Il concetto di reggenza della direzione era contenuto nel precedente articolo 80 del Rd 2041-1940 cit. Il comma 1 recita In caso di necessità di servizio, la temporanea reggenza degli istituti può essere affidata con provvedimento del Ministro, a funzionari del gruppo A, del ruolo amministrativo o del ruolo alienistico. Il comma 2 dettava disposizioni in ordine agli istituti per minorenni, adesso costituiti in Dipartimento autonomo. Il comma 3 recitava Le carceri giudiziarie prive di direzione autonoma sono dirette dai procuratori del Re, le carceri mandamentali dai pretori. ed ha un valore esclusivamente storico, in quanto l'ordinamento giudiziario è stato modificato, per cui il procuratore della Repubblica oggi non dirige più carceri giudiziarie oggi case circondariali , mentre l'ufficio del pretore è stato soppresso. Va ancora detto che le carceri mandamentali oggi case mandamentali, in cui si esegue la pena dell'arresto e della reclusione, anche residuale, fino ad un anno , destinate sopratutto ai detenuti a disposizione del pretore, con personale a carico del comune in cui insistono, sono nei fatti in disuso. L'A. non ha notizie di simili strutture ancora in uso, mentre numerosi sono i casi di case mandamentali nuove di zecca mai messe in funzione. Effettivamente va detto che le misure alternative alla detenzione, unitamente alla soppressione dell'ufficio del pretore, hanno progressivamente reso superate tali strutture, prima di tutto sotto il profilo concettuale. Tornando all'esame del comma 1, va detto che all'epoca il pubblico impiego era disciplinato per carriere. La 'temporanea' reggenza veniva affidata a funzionari del gruppo A, il quale aveva dei gradi, da 5 all'8 , per cui la reggenza temporanea poteva essere conferita a funzionari dal grado 5 al 7 , a seconda della disponibilità, essendo il grado 8 destinato alla direzione definitiva. La profonda rivoluzione del Pubblico Impiego non ha vanificato questi concetti, che vanno solo adattati ai mutamenti ordinamentali. L'abbandono del concetto di divisione dell'impiego pubblico per carriere e l'adozione di altri parametri livelli retributivo-funzionali, profili professionali e l'istituto della dirigenza rende solo necessario una diversa interpretazione, almeno per l'amministrazione penitenziaria, dei concetti di temporanea reggenza e di temporanea supplenza del direttore, quest'ultimo introdotto dall'articolo 81 Rd 2041-1940 cit. Nemmeno la riforma della dirigenza penitenziaria di cui alla legge c.d. Meduri ha modificato alcunché al riguardo. L'articolo 81 cit. disciplina la temporanea supplenza del direttore, prescrivendo al comma 1 che In caso di assenza od impedimento del direttore, lo sostituisce il vice direttore, il segretario o il vice segretario. Il comma 5 prescrive che Il supplente deve informare immediatamente il ministero di avere assunte le funzioni del direttore . L'automatismo è necessario pur oggi, per impedire che una struttura resti, sia pure temporaneamente, acefala. Quindi, per applicare correttamente questi concetti occorre far riferimento all'organizzazione dell'Amministrazione penitenziaria nei vari istituti e servizi. Se ne deduce che gli stessi sono tuttora validi ed applicabili, ma probabilmente ed ampiamente disapplicati, per mancanza, ancora una volta, di disposizioni interpretative o di autoorganizzazione. Il che fa sorgere la necessità di una disciplina regolamentare che riguardi tutti gli alloggi di servizio dei quali l'amministrazione penitenziaria ha disponibilità, da dare in concessione, a titolo gratuito od oneroso, agli aventi diritto. Se n'è fatto un gran parlare negli ultimi anni, evidentemente non approdato a nulla. Non è esplicitamente considerata la posizione dei Provveditori regionali prima ispettori Distrettuali , i quali occupano l'alloggio di servizio a titolo oneroso. Eppure una interpretazione estensiva della normativa avrebbe consigliato la concessione agli stessi di un alloggio a titolo gratuito di servizio. Se ne occupa lo schema di Dpr elaborato dalla Direzione generale Beni e Servizi, che però, come detto sopra, non ha ancora avuto la luce. Occorre adesso individuare la 'ratio' della gratuità dell'alloggio di servizio, posto che la norma regolamentare recita Hanno diritto all'alloggio gratuito i titolari o reggenti di direzioni . Soccorre la relazione al regolamento, la quale recita testualmente Con le disposizioni speciali, infine, si disciplinano alcune materie per le quali la,pratica è stata fin qui incerta, per mancanza di norme precise si regola in modo completo il diritto di alcuni funzionari all'alloggio gratuito. A questo riguardo il regolamento stabilisce che, quando negli stabilimenti carcerari, n.d.a. manca l'alloggiomaimfu8nzionarinche ne hanno diritto è corrisposta una speciale indennità. Una disposizione articolo 116 concerne la concessione di alloggi al vice direttore, al cappellano ed al sanitario Questa disposizione è dettata dalla necessità che i funzionari suddetti siano continuamente presenti nell'istituto per il pieno raggiungimento dei fini che l'amministrazione penitenziaria si propone . Pur con qualche incertezza logica e terminologica, è del tutto evidente che la 'ratio' della disposizione di cui all'articolo 116 era l'avere sempre a disposizione quei funzionari, concedendo loro un alloggio di servizio gratuito ed a titolo oneroso significativo il meccanismo di determinazione del canone locativo, che è di natura percentuale, commisurato alla retribuzione in godimento del dipendente . La formulazione della norma e i chiarimenti della relazione consentono di invidiare un diritto-dovere di fruire gli alloggi di servizio a carico di tutti i funzionari ivi individuati, privo di discrezionalità da parte degli utenti. Si afferma, cioè, che i funzionari suddetti non avevano alcun margine di discrezionalità di accettazione dell'alloggio gratuito di servizio. Anche il Regolamento degli Agenti di custodia Rd 2584/37 , complesso normativo non esplicitamente abrogato dalla legge di riforma del Corpo di Polizia penitenziaria legge 15.12.1990 n. 395 , conteneva una norma concernente il personale militare tali erano gli agenti di custodia, un corpo militarizzato . Infatti, l'articolo 117 Alloggio e indennità relativa stabiliva comma 1 I marescialli e i brigadieri dell'esercizio delle loro funzioni e i vicebrigadieri incaricati delle attribuzioni del grado superiore hanno diritto all'alloggio in natura o ad una corrispondente indennità , mentre il successivo articolo 119 Grosso mobilio stabiliva Il sottufficiale al quale è dato l'alloggio in natura riceve il mobilio . La legge di riforma 295/90 si è, ovviamente, occupata del problema stabilendo articolo 18, comma 6 che Il comandante del reparto ha l'obbligo di alloggiare nell'alloggio di servizio, del quale usufruisce a titolo gratuito. . Resta cosi definitivamente sancito che il diritto ad occupare un alloggio di servizio gratuito è un diritto più pregante per l'avente diritto, è cioè un diritto-dovere. Invece non è così, almeno nella pratica. Per quanto potrà sembrare paradossale, è accaduto ed continuerà ad accadere che sia alcuni direttori che alcuni comandanti di reparto questi ultimi obbligati da una precisa ed inequivocabile norma di legge si siano rifiutati di occupare i più volte menzionati alloggi gratuiti di servizio nella colpevole inerzia dell'amministrazione penitenziaria. *Ispettore generale dell'Amministrazione penitenziaria ?? ?? ?? ?? 3

Legge 15 dicembre 1990, n. 395 Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria in Suppl. ordinario alla G.U. 27 dicembre 1990, n. 300 stralcio Articolo 18 Disposizioni relative all'obbligo di residenza e casi di permanenza in caserma o di reperibilità. 1. Il personale del Corpo di polizia penitenziaria deve risiedere nel comune in cui ha sede l'ufficio o il reparto cui è destinato. 2. Il capo dell'ufficio o il direttore dell'istituto, per rilevanti ragioni, può autorizzare il dipendente che ne faccia richiesta a risiedere altrove, quando ciò sia conciliabile col pieno e regolare adempimento di ogni altro suo dovere. 3. Dell'eventuale diniego è data comunicazione scritta all'interessato. Il provvedimento deve essere motivato. 4. Il personale del Corpo ha facoltà di pernottare in caserma, compatibilmente con la disponibilità di locali. 5. Per esigenze relative all'ordine ed alla sicurezza, il direttore dell'istituto può disporre, con provvedimento motivato, sentito il comandante del reparto, che tutto il personale del reparto o parte di esso permanga in caserma o assicuri la reperibilità per l'intera durata dell'esigenza. 6. Il comandante del reparto ha l'obbligo di alloggiare nell'alloggio di servizio, del quale usufruisce a titolo gratuito. 7. Il comandante del reparto che non usufruisce dell'alloggio di servizio deve assicurare la reperibilità.

Regio decreto 30 dicembre 1937, n. 2584 Regolamento per il Corpo degli agenti di custodia degli istituti di prevenzione e di pena. in Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, 2 marzo 1938, n. 50 stralcio Articolo 117 Alloggio e indennità relativa. I comandanti e i capiguardia nell'esercizio delle loro funzioni, ed i sottocapi incaricati delle attribuzioni del grado superiore hanno diritto all'alloggio in natura o ad una corrispondente indennità. Ai sottocapiguardia ed alle guardie ammogliati o vedovi con prole minorenne, o celibi con figli naturali legalmente riconosciuti e minorenni, i quali non alloggino nello stabilimento, è corrisposta una indennità giornaliera di lire 1,50, elevabile a lire 2 nelle residenze con popolazione superiore a 50.000 abitanti, e a lire 2,50 nelle residenze con 250.000 abitanti e più. Si fa sempre luogo alla concessione dell'alloggio in natura, escludendo la corresponsione della indennità d'alloggio, quando l'agente occupi un alloggio di proprietà demaniale per il quale sia fissata una pigione inferiore all'indennità di alloggio. é assolutamente vietato a tutti gli agenti, che a qualunque titolo alloggiano nello stabilimento, di accogliervi, anche in via temporanea, persone che non facciano parte delle loro famiglie è anche loro vietato di farvi accedere i detenuti, salvo casi eccezionali e col permesso del direttore.

Ministero di grazia e giustizia Regolamento per il personale civile di ruolo degli istituti di prevenzione e di pena Relazione e regio decreto 2041/40, pubblicati nella Gu del 24 marzo 1941 n. 71 Stralcio Articolo 80 Reggenza In caso di necessità di servizio, la temporanea reggenza degli istituti può essere affidata, con provvedimento del Ministro, a funzionari di gruppo A, del ruolo amministrativo o del ruolo alienistico. E anche in facoltà del Ministro di affidare in reggenza della direzione di istituti per minorenni a censori, vice censori o ad istitutori con almeno dieci anni di anzianità di servizio, a condizione che nello stesso istituto non vi sia funzionario di gruppo superiore o, se dello stesso gruppo, di grado superiore a quello del funzionario che viene incaricato della reggenza. Le carceri giudiziarie prive di direzione autonoma sono dirette dai procuratori del Re le carceri mandamentali dai pretori. Articolo 81 Temporanea supplenza del direttore In caso di assenza o di impedimento del direttore, lo sostituisce il vice direttore, il segretario o il vice segretario. Se non vi sono funzionari di gruppo A, la temporanea supplenza è assunta da un funzionario di ragioneria. Negli istituti per minori il direttori è sostituito, nel caso di impedimento o di assenza, dal censore o dal funzionario di educazione che abbia le funzioni di censore. Nei manicomi giudiziari la supplenza può essere assunta soltanto dal persona alienistico, in ordine gerarchico. Il supplente deve immediatamente avvertire il Ministero di avere assunte le funzioni del direttore. Al funzionario proposto per la dispensa dal servizio ai sensi dei commi 1 e 3 dell'articolo 51 del Rd 2960/23, modificato dal Rd 57/1927, il quale abbia chiesto di essere sentito personalmente, è data tempestiva notizia del giorno fissato per la riunione del Consiglio d'amministrazione. Capo VIII Disposizioni speciali Articolo 116 Diritto all'alloggio Hanno diritto all'alloggio gratuito nei locali di pertinenza del patrimonio dello Stato in uso alla direzione generale per gli istituti di prevenzione e di pena o, in difetto, alla indennità indicata nella tabella C, allegata al presente regolamento, i funzionari di ruolo dell'Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena titolari o reggenti di direzioni. I censori e, nelle sedi indicate nella tabella B, i funzionari amministrativi e di educazione e il personale aggregato hanno diritto, nei limiti delle presenti disponibilità, all'alloggio gratuito nel fabbricato dello stabilimento. L'alloggio dei censori è arredato con i mobili indicati nella tabella D. Se sono disponibili alloggi demaniali, previa assegnazione degli alloggi gratuiti di cui ai precedenti comma, è in facoltà dell'Amministrazione di concedere tali alloggi, anche per le sedi non comprese nella tabella B, al vice direttore, al sanitario e al cappellano di quegli istituti, pei quali, a giudizio insindacabile dell'Amministrazione stessa, sia necessaria per il servizio, la presenza continua dei funzionari suddetti. Tale concessione è subordinata al pagamento di un canone, da parte dell'utente dell'alloggio, per un ammontare uguale al sesto dello stipendio o del compenso del quale egli è fornito. Il canone di cui al precedente comma dovrà essere versato mensilmente, a cura dell'Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, alle sezioni di tesoreria provinciale con applicazione al capitolo 1 Redditi dei terreni e dei fabbricati del demanio .