Le esigenze cautelari nei confronti dell’ultraottantenne incensurato, ma particolarmente violento

Quando ricorrono situazioni straordinarie, l’esigenza di sottoporre un soggetto a misura cautelare può giustificarsi anche nei confronti di soggetti di età molto avanzata e privi di precedenti penali.

Così si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6462/17 depositata il 10 febbraio. Il caso. Il Tribunale di Palermo confermava tramite ordinanza la misura della custodia cautelare in carcere applicata ad un ultraottantenne, per il reato di maltrattamenti, specialmente nei confronti della moglie, con l’aggravante di averne causato la morte. Durante le more del procedimento egli minacciava anche la figlia per aver rilasciato dichiarazioni a lui sfavorevoli, affermando che le avrebbe tagliato la gola. Quali esigenze cautelari nei confronti dell’ultraottantenne? Avverso la pronuncia del Tribunale il soggetto ricorreva in Cassazione, chiedendo l’annullamento per difetto di motivazione sulla sussistenza delle esigenze cautelari sia in ordine al rischio di inquinamento probatorio, poiché tutti i testimoni sono già stati sentiti e tutti i rilievi effettuati sia in ordine ai rischi di reiterazione delle condotte, in quanto l’anziano ricorrente è incensurato e le minacce rivolte alla figlia andavano intese come uno sfogo causato dall’amarezza e la rabbia . In casi eccezionali La Corte di Cassazione ritiene, invece, che la misura della custodia cautelare può essere disposta, pur se in via eccezionale, anche nei confronti dei soggetti ultrasettantenni. Ma, in tal caso, serve che nella motivazione il giudice dia conto di esigenze cautelari di intensità così elevata e straordinaria da rendere in concreto inadeguata ogni altra misura . Il Tribunale ha fondato le esigenze cautelari sulla necessità di preservare la genuinità delle dichiarazioni dei familiari, considerate sia le minacce fatte alla figlia, sia la propensione già manifestata rimuovendo le tracce del sangue della vittima dell’indagato a disperdere le prove o a contaminarle . Per quanto attiene poi alla sussistenza di esigenze cautelari per la possibile reiterazione delle condotte violente, il giudice ha ritenuto che le minacce contro la figlia confermano l’indole particolarmente collerica e aggressiva dell’uomo. Se a ciò si aggiunge l’età avanzata e l’evento tragico di cui è stato protagonista, si può dedurre che egli avrebbe in concreto maggiori difficoltà a controllarsi . Per questi motivi, la Suprema Corte ritiene adeguatamente motivata l’eccezionalità delle esigenze cautelari e rigetta il ricorso.

Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 12 gennaio 2017 10 febbraio 2017, n. 6462 Presidente Carcano Relatore Costanzo Considerato in diritto 1. Il Tribunale ha desunto i gravi indizi di colpevolezza a carco di B. dalle dichiarazioni dei figli della coppia che viveva da sola , della nuora e del genero i quali hanno dichiarato che egli soleva maltrattare e picchiare la moglie, anche per futili motivi, lasciandole sul corpo visibili ecchimosi e tumefazioni e che, negli ultimi anni, aveva chiuso il frigorifero con un lucchetto per evitare che la donna mangiasse senza il suo consenso , del vicino di casa L’.Sa. che ha riferito di avere visto più volte negli ultimi anni i segni del percosse sul corpo della L. e di avere udito le urla dei litigi dalle numerose ferite lacero-contuse alle arcate sopraccigliari dalle lesioni ecchimotiche e dalla frattura di entrambe le ulne rilevate sul cadavere della donna dalla circostanza che fu B. , secondo quanto affermato dalla figlia Rosa, a rimuovere le tracce del sangue uscito dal corpo della L. , morta per shock emorragico. 2. La misura cautelare della custodia in carcere può essere eccezionalmente disposta nei confronti di soggetti ultrasettantenni se, con specifica motivazione, si dà conto di esigenze cautelari di intensità così elevata e straordinaria da rendere in concreto inadeguata ogni altra misura Sez. 6, n. 1 del 02/12/2014, dep. 2/01/2015, Rv. 262918 Sez. 1, n. 18173 dell’8/04/2009, Rv. 243867 Sez. 1, n. 18173 del 08/04/2009, Rv. 243867 . Il Tribunale ha evidenziato che non sono stati ancora acquisiti gli esiti della perizia disposta per accertare le precise cause della morte della vittima e ha specificamente fondato le esigenze cautelari sulla necessità di preservare la genuinità delle dichiarazioni dei familiari - stante anche la propensione già manifestata rimuovendo le tracce del sangue della vittima dell’indagato a disperdere le prove o a contaminarle considerata la sua reazione contro la figlia causata dalle dichiarazioni da lei rese . Inoltre ha specificamente rimarcato la necessità di evitare che egli reiteri condotte violente, rilevando che le gravi minacce contro la figlia confermano l’indole collerica e particolarmente aggressiva dell’uomo e congruamente considerando, in aggiunta, che probabilmente anche proprio per la vecchiaia e per l’evento tragico di cui è stato protagonista - egli ha in concreto maggiori difficoltà a controllarsi. Su queste basi, l’eccezionalità delle esigenze cautelari che consente l’applicazione della custodia cautelare in carcere a un ultrasettantenne è stata adeguatamente motivata e il ricorso risulta infondato. P.Q.M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 94, comma 1-ter disp. att. cod. proc.pen