Gli avvocati non vogliono diventare supermercati: tutti uniti contro la Bolkestein

Ma L'Anpa prende le distanze più utile aprire al cambiamento. Aiga e Oua aprono la lista di quelli che non partecipano all'inaugurazione dell'anno giudiziario

Inaugurazione dell'anno giudiziario 2006, l'Aiga e l'Oua non vi parteciperanno e rilanciano una manifestazione alternativa. Del resto, nonostante la concessione protocollare a beneficio del Presidente del Consiglio nazionale forense, che potrà finalmente prendere la parola dinanzi alla Suprema corte, il ruolo dell'Avvocatura è rimasto assolutamente marginale. La posizione dell'Aiga. I giovani avvocati lo scorso 16 dicembre, hanno deciso di disertare, anche quest'anno, la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario che si terrà il prossimo 28 gennaio delibera qui leggibile nei documenti correlati . Ma non solo hanno anche invitato le componenti istituzionali e associative dell'Avvocatura ad organizzare insieme, una giornata per la Giustizia. La situazione di per sé già inaccettabile, si legge nella delibera è stata aggravata da una recente circolare emanata dal Csm, attraverso la quale, nel regolamentare le cerimonie in sede distrettuale, è stato riconosciuto il diritto di parola solo al presidente del Consiglio dell'Ordine - sottraendogli il tradizionale secondo posto nell'ordine degli interventi - ed è stata concessa alle rappresentanze politico-forensi una partecipazione non solo residuale, ma addirittura soggetta al consenso del locale presidente della Corte di appello . La posizione dell'Oua. Anche l'Organismo politico riunitosi venerdì e sabato a Catania, ha deciso di non partecipare alle cerimonie d'inaugurazione dell'anno giudiziario presso le sedi di Corte d'appello, in programma il prossimo 28 gennaio. Del resto, ha dichiarato Michelina Grillo, presidente dell'Oua Ancora una volta, nonostante quanto previsto dalla riforma dell'ordinamento giudiziario, l'Avvocatura, i suoi organismi politici, associativi e istituzionali, vengono marginalizzati nelle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario . E ha incalzato è uno scandalo che si è ripetuto per anni, nonostante i verbali riconoscimenti nei confronti del ruolo ricoperto dagli avvocati . Marginare l'Avvocatura nelle cerimonie formali di inaugurazione, e tra essi anche dei Presidenti degli Ordini, ha aggiunto la Grillo, è l'ennesima manifestazione di una progressiva perdita di consapevolezza del ruolo costituzionale dell'Avvocatura, quale soggetto di giurisdizione, che si va a sommare alle altre, tutte funzionali ad un attacco alla professione forense, che negli ultimi mesi si è fatto sempre più forte. Per questa ragione - ha concluso il presidente dell'Organismo politico -noi non parteciperemo alle cerimonie, ed invitiamo Ordini e associazioni forensi a valutare di assumere la medesima determinazione. Nei prossimi giorni invieremo anche una lettera aperta alla magistratura associata per spiegare le nostre motivazioni . Avvocatura unita contro la direttiva Bolkestein. Sabato scorso a Roma, presso il cinema Adriano si è tenuta la mobilitazione generale dell'Avvocatura contro la direttiva Bolkestein. A proclamarla erano stati Valter Militi, presidente dell'Aiga e Maurizio De Tilla, presidente della Cassa forense che lo scoro 17 dicembre hanno chiamato a raccolta in un cinema della capitale i legali, provenienti da tutta Italia. Sono intervenuti anche Guido Alpa, presidente del Cnf, Michelina Grillo, presidente dell'Oua, Giuseppe Abbamonte, presidente dell'Unione amministrativisti italiani, Ettore Randazzo, presidente delle penali italiane e Salvatore Grimaudo, presidente della Camere civili italiane. Erano presenti in sala anche Maria Grazia Siliquini, sottosegretario al Miur e l'onorevole Ignazio La Russa. La Siliquini ha condiviso il manifesto dell'Associazione italiana dei giovani avvocati e della Cassa forense a sostegno della libertà, dell'autonomia e dell'indipendenza dell'Avvocatura. Sono contraria da sempre - ha dichiarato il sottosegretario all'Istruzione - allo smantellamento degli Ordini professionali, alla liberalizzazione indiscriminata, all'abolizione delle tariffe minime, alla pubblicità commerciale per i siti professionali e, soprattutto, sono contraria all'introduzione di soci di capitale nelle società tra professionisti, posizione - questa - che Alleanza Nazionale sostiene sin dagli anni '90 . Ai cittadini dobbiamo far capire - ha dichiarato Valter Militi, presidente dell'Aiga - come la prospettata liberalizzazione del mercato dei servizi professionali risponda solo a logiche di mero profitto, di chi senza una minima preoccupazione verso la qualità dell'attività, mira solo a mettere fuori mercato migliaia di professionisti, riducendoli, nella migliore delle ipotesi, al rango di dipendenti di azienda . E ha concluso La presenza del Cnf, dell'Oua, degli Ordini, della Cassa forense e delle Camere civili e penali testimonia come non si può essere divisi di fronte agli attacchi che in questi ultimi mesi sono venuti da più fronti Commissario Europeo alla Concorrenza, l'Antitrust, il mondo economico . Maurizio De Tilla, invece, ha esortato l'Avvocatura a reagire. E ha incalzato Noi ci rifiutiamo di diventare un supermercato. Fatelo in Europa ma non Italia . Il successo della mobilitazione di sabato scorso, ha affermato Guido Alpa, presidente del Cnf, pone le premesse per la creazione di coordinamento dell'Avvocatura . Sono queste le ragioni che hanno indotto i giovani legali e la Cassa forense a chiedere alle associazioni di astenersi dalle udienze nei giorni 26, 27 e 28 gennaio. Un'ipotesi che sarà vagliata nei prossimi giorni. La reazione dell'Anpa sulla mobilitazione nazionale dell'Avvocatura. Il fatto che la tanto decantata mobilitazione nazionale dell'Avvocatura sia stata convocata presso un cinema cittadino di Roma - ha dichiarato Gaetano Romano, presidente dell'Anpa - dimostra inequivocabilmente come anche i vertici della classe forense siano consapevoli della incapacità di coinvolgere la gran parte dell'intera categoria nella battaglia contro la deregulation degli Ordini professionali . E ha incalzato Se davvero i circa 160.000 avvocati italiani, ma soprattutto le decine di migliaia di avvocati iscritti all'albo forense romano, avessero a cuore la difesa dell'inderogabilità delle tariffe forensi , le istituzioni legali avrebbero potuto organizzare una imponente manifestazione di piazza invece di dovere ripiegare su un cinema cittadino . Del resto, ha aggiunto il presidente dell'Anpa, per i praticanti ed i giovani avvocati dell'Anpa., volutamente assenti a Roma, il fatto poi che l'organizzazione sia stata perorata soprattutto da esponenti dell'avvocatura cassazionista dimostra evidentemente come ormai la spaccatura generazionale all'interno della classe forense sia quasi insanabile . E ha concluso I giovani legali Italiani ritengono più utile aprirsi al cambiamento meritoriamente richiesto anche dalle forze imprenditoriali, politiche e sociali piuttosto che rintanarsi in fortini corporativi come la manifestazione odierna . Cristina Cappuccini

Aiga Inaugurazione anno giudiziario 2006 I Giovani Avvocati dell'AIGA disertano anche quest'anno e rilanciano la Giornata per la Giustizia 16 dicembre 2005 Le critiche da tempo evidenziate dai Giovani Avvocati in ordine allo spirito, ai contenuti ed alle finalità della cerimonia inaugurale dell'Anno Giudiziario, non sono state superate dalla recente riforma dell'Ordinamento Giudiziario. Nonostante la concessione protocollare a beneficio del Presidente del Cnf, che potrà finalmente prendere la parola dinanzi alla Suprema Corte, il ruolo dell'Avvocatura è rimasto assolutamente marginale, proprio come accade, quotidianamente, nei procedimenti decisionali della Giurisdizione. L'assise celebrativa continuerà, così, ad essere vissuta come un momento di arida e mnemonica divulgazione di dati statistici, più o meno attendibili, sulla drammatica situazione in cui versa il sistema Giustizia nel nostro Paese. Tale inaccettabile situazione è stata aggravata da una recente circolare emanata dal Csm, attraverso la quale, nel regolamentare le cerimonie in sede distrettuale, è stato riconosciuto il diritto di parola solo al Presidente del Consiglio dell'Ordine -sottraendogli il tradizionale secondo posto nell'ordine degli interventi - ed è stata concessa alle rappresentanze politico-forensi una partecipazione non solo residuale, ma addirittura soggetta al consenso del locale presidente della Corte di Appello. In siffatto contesto, il rischio concreto è che ancora una volta l'attenzione della pubblica opinione venga attirata solo dalle rituali e simboliche schermaglie tra governo e magistratura associata, trascurando quel doveroso ed articolato dibattito sui veri problemi della Giustizia Italiana che, solo grazie al contributo di tutti i soggetti della giurisdizione, deve costituire il vero obiettivo di una celebrazione giudiziaria, ridotta altrimenti ad un rito puramente autoreferenziale. Comprimere il ruolo dell'Avvocatura significa obliterare la voce dei cittadini, nel cui interesse la Giustizia è amministrata, ampliando in tal modo lo scollamento esistente tra il mondo della giurisdizione e la società civile significa mortificare il rilievo costituzionale della funzione difensiva esercitata dalla classe forense, il cui ruolo, lungi dall'essere inteso come coessenziale all'esercizio della Giurisdizione, degrada a mero recettore passivo di una politica inefficace ed incapace di dare risposte concrete ai problemi delle varie sedi giudiziarie e della Giustizia. I Giovani Avvocati non possono e non vogliono abbassare la guardia rispetto a questo preoccupante stato di cose, non possono e non vogliono rendersi compartecipi di un cerimoniale liturgico datato, inutile e ripetitivo, che ha ridotto un momento importante per la Giustizia ad un vuoto ed arido simulacro autocelebrativo. I Giovani Avvocati non rinunciano a fornire il proprio apporto per la risoluzione dei reali problemi del sistema giustizia ed intendono promuovere, su questi temi, un confronto, insieme a tutte le componenti Associative ed Istituzionali dell'Avvocatura, con gli altri soggetti della giurisdizione e la società civile. Per tali motivi La Giunta dell'Aiga delibera di disertare le cerimonie inaugurali nei Distretti di Corte di appello ed invita le componenti Istituzionali ed Associative dell'Avvocatura ad organizzare, insieme, per il 28 Gennaio 2006, una Giornata per la Giustizia , dedicata al dibattito ed alla riflessione sui problemi del settore giustizia.