Concorsi, regolarizzazione e integrazione dei documenti

Stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana il doveroso bilanciamento fra il dovere dell'ente pubblico e il principio della par condicio tra i partecipanti

Il doveroso bilanciamento fra il dovere dell'amministrazione di provvedere alla regolarizzazione dei documenti presentati dai candidati ed il principio della par condicio tra i partecipanti ad una selezione concorsuale va ricercato nella distinzione tra il concetto di regolarizzazione e quello di integrazione documentale, tenendo presente che quest'ultima non è consentita, risolvendosi in un effettivo vulnus del principio di parità di trattamento, a differenza della regolarizzazione, che attiene a circostanze od elementi estrinseci al contenuto della documentazione, cui è tenuta l'amministrazione in virtù del principio generale desumibile dall'articolo 6 comma 1 lettera b , legge 241/90. È quanto stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana con la decisione 252/06 depositata lo scorso 26 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . di Roberto Chieppa In senso conforme, CdS, Sezione quarta, 1284/05. Anche per CdS, Sezione quinta, 4345/04, nei concorsi a pubblici impieghi, l'integrazione documentale non è mai consentita configurando una violazione del principio della par condicio tra i candidati, mentre alla regolarizzazione documentale la p.a. è sempre tenuta in forza del principio generale ricavabile dall'articolo 6 comma 1 lettera b legge 241/90.

Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia - decisione 22 febbraio-26 maggio 2006, n. 252 Presidente Barbagallo - Estensore Falcone Ricorrente De Cola Fatto 1. Con ricorso proposto innanzi al Tar per la Sicilia, sezione staccata di Catania, sezione seconda, l'ing. Bruno De Cola, in proprio e quale capogruppo del Gruppo di progettazione composto dalla associazione professionale De Cola e associati, ha impugnato a il verbale n. 3 del 16 marzo 2000, con il quale era stato escluso dal concorso di progettazione per la elaborazione di un progetto preliminare dei lavori di ristrutturazione e riorganizzazione funzionale dell'ospedale Busacca di Scicli, in quanto non era stata riscontrata la dichiarazione di cui al punto 9 , lettera b della lettera di invito delega della Società di Ingegneria di appartenenza ed impegno sottoscritto da tutti i mandanti a costituire, entro 15 giorni dalla data di eventuale aggiudicazione del concorso, una Associazione temporanea di professionisti con mandato irrevocabile di rappresentanza b nonché gli atti presupposti e conseguenti, ivi compresa l'aggiudicazione della gara di progettazione all'associazione temporanea Cesare Fulci. Con sentenza n. 1427/2003 del 15 settembre 2003, l'adito Tar - sezione staccata di Catania - sezione seconda, ha rigettato il ricorso. 2. La citata decisione è impugnata dall'ing. De Cola, per i seguenti motivi 2.1. la dichiarazione richiesta dal punto 9 , lettera b della lettera di invito era già agli atti dell'Amministrazione, in quanto prodotta in sede di domanda di invito alla gara. L'unica divergenza rispetto a quanto nuovamente richiesto era il termine di 15 giorni, non inserito nella dichiarazione già depositata omissione, comunque, trascurabile ed integrabile ex post - la lettera di invito non prevedeva affatto una clausola espressa tendente ad affermare l'automatica esclusione dalla gara in caso di incompletezza o irregolarità della documentazione richiesta, con la conseguenza che l'esclusione sarebbe ispirata da eccessivo formalismo, in contrasto con il principio generale tendente a valutare l'osservanza delle prescrizioni della lex specialis di gara con riferimento al contenuto sostanziale e non meramente formale , anche al fine di semplificare e non aggravare gli oneri documentali dei concorrenti - in subordine, è illegittima la prescrizione contenuta nel punto 9/b della lettera di invito, nella parte in cui prevede la reiterazione della medesima dichiarazione. 2.2. Con una seconda censura, l'appellante evidenziava come il contenuto della dichiarazione pretesa si trovasse, per mero errore materiale commesso nella confezione del plico, all'interno del plico contenenti l'offerta tecnica ed economica pertanto, la questione si poneva in termini di mera irregolarità. 2.3. Con un ulteriore motivo di gravame è contestato il capo della sentenza che ha dichiarato la carenza di interesse al ricorso per motivi aggiunti con cui erano stati impugnati i successivi atti di ammissione alla gara delle offerte del Gruppo Carnemolla e del Gruppo Fulci, nonché l'aggiudicazione a quest'ultimo. Nel merito, il ricorrente sostiene che le citate offerte ammesse in gara avrebbero dovuto essere escluse perché carenti di quanto richiesto dalla lettera-invito al punto 10 elaborati progettuali e tecnico-economici , a pena di esclusione, e la gara avrebbe dovuto essere avviata ex novo . Resiste all'appello l'ASL n. 7 di Ragusa, che conclude per il suo rigetto. Con ordinanza di questo Consiglio n. 627/05 sono stati richiesti all'amministrazione resistente alcuni incombenti istruttori, che sono stati depositati con nota n. 4675 del 14 dicembre 2005. In ordine agli atti acquisiti, il ricorrente ha presentato un'ulteriore memoria, depositata il 3 febbraio 2006. Diritto 1. La sentenza appellata - ha rigettato il ricorso presentato dall'odierno appellante avverso il verbale n. 3 del 16 marzo 2000, avverso l'esclusione disposta dall'Azienda sanitaria locale n. 7 di Ragusa dal concorso di progettazione per la elaborazione di un progetto preliminare dei lavori di ristrutturazione e riorganizzazione funzionale dell'ospedale Busacca di Scicli. - ed ha dichiarato inammissibili i motivi aggiunti proposti avverso l'aggiudicazione della gara di progettazione all'associazione temporanea Cesare Fulci, per carenza d'interesse alla decisione da parte dell'associazione ricorrente esclusa dalla gara. 2. In sede d'appello, viene contestata la ragione dell'esclusione dalla gara, riferita alla circostanza che non era stata riscontrata la dichiarazione di cui al punto 9 , lettera b della lettera di invito delega della Società di Ingegneria di appartenenza ed impegno sottoscritto da tutti i mandanti a costituire, entro 15 giorni dalla data di eventuale aggiudicazione del concorso, una Associazione temporanea di professionisti con mandato irrevocabile di rappresentanza . Al riguardo, l'appellante, con il primo motivo, lamenta che - la dichiarazione richiesta era già agli atti dell'Amministra-zione, in quanto prodotta in sede di domanda di invito alla gara - contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, non sussiste alcuna differenza che non sia di natura meramente formale tra la dichiarazione con la quale il gruppo di progettazione appellante aveva assunto il proprio impegno nella fase di prequalificazione dalla dichiarazione richiesta nella successiva fase di presentazione dei progetti - l'unica divergenza rispetto a quanto nuovamente richiesto era il termine di 15 giorni, non inserito nella dichiarazione già depositata omissione, comunque, trascurabile ed integrabile ex post prima della formalizzazione dell'incarico - in ogni caso, l'amministrazione appaltante avrebbe dovuto richiedere la regolarizzazione della dichiarazione già versata agli atti - la lettera di invito non prevedeva affatto una clausola espressa tendente ad affermare l'automatica esclusione dalla gara in caso di incompletezza o irregolarità della documentazione richiesta, con la conseguenza che l'esclusione sarebbe ispirata da eccessivo formalismo, in contrasto con il principio generale tendente a valutare l'osservanza delle prescrizioni della lex specialis di gara con riferimento al contenuto sostanziale e non meramente formale , anche al fine di semplificare e non aggravare gli oneri documentali dei concorrenti - in subordine, l'appellante sostiene l'illegittimità della prescrizione contenuta nel punto 9/b della lettera di invito, nella parte in cui prevedeva la reiterazione della medesima dichiarazione. 2.1. Ad avviso del Collegio, il motivo, nei suoi articolati profili, è infondato. Nel caso di costituenda associazione temporanea, l'articolo 6 del bando di gara richiedeva, nella fase di prequalificazione, una dichiarazione di impegno conferimento dai mandanti al richiedente mandato collettivo di rappresentanza quale capogruppo nell'eventua-lità di affidamento nella successiva fase di presentazione dei progetti, la lettera di invito n. 758 del 5 gennaio 2000 all'articolo 9 recante la rubrica I documenti da presentare - PLICO A , così dispone nella busta relativa ai documenti i concorrenti a pena di esclusione dovranno inserire B impegno sottoscritto anche da tutti i mandanti a costituire, entro quindici giorni dalla data di eventuale aggiudicazione del concorso, associazione temporanea di professionisti, mandato irrevocabile di rappresentanza e responsabilità solidale . Contrariamente a quanto assume l'appellante, la lettera di invito non prevede una reiterazione della medesima dichiarazione. Pare evidente, infatti, la distinzione sostanziale fra le due dichiarazioni. Mentre la prima impegno conferimento dai mandanti al richiedente mandato collettivo di rappresentanza quale capogruppo nell'eventualità di affidamento appare generica e tesa ad impegnare i singoli associati al conferimento del mandato, la seconda - da rilasciare in sede di presentazione dei progetti - consiste in un impegno puntuale sia in ordine alla costituzione di un'associazione temporanea di professionisti entro quindici giorni dalla data dell'eventuale aggiudicazione del concorso, sia in ordine alla previsione di un mandato irrevocabile di rappresentanza e responsabilità solidale. Trattasi, pertanto, di un documento essenziale la cui mancata presentazione è sanzionata dal citato articolo 9 della lettera d'invito con l'esclusione. Una tale esclusione è ribadita, altresì, dall'articolo 11 della lettera d'invito, secondo cui il mancato rispetto delle disposizioni specificate dai presenti capi 9 10 e 11 comporta l'automatica esclusione dalla gara . Nella specie, quindi, l'amministrazione appaltante non poteva richiedere la regolarizzazione della dichiarazione già versata agli atti. Infatti, il doveroso bilanciamento fra il dovere dell'amministrazione di provvedere alla regolarizzazione dei documenti presentati dai candidati ed il principio della par condicio tra i partecipanti ad una selezione concorsuale va ricercato nella distinzione tra il concetto di regolarizzazione e quello di integrazione documentale, tenendo presente che quest'ultima non è consentita, risolvendosi in un effettivo vulnus del principio di parità di trattamento, a differenza della regolarizzazione, che attiene a circostanze od elementi estrinseci al contenuto della documentazione, cui è tenuta l'amministrazione in virtù del principio generale desumibile dall'articolo 6 comma 1 lettera b , legge 241/90 CdS, Sezione quarta, 1284/05 . Infine, non assume alcun rilievo, in questa sede, la circostanza della rinnovazione della dichiarazione di cui trattasi prodotta dal ricorrente in data 28 marzo 2000. 3. Parimenti infondata è la seconda censura, con la quale l'appellante evidenzia come il contenuto della dichiarazione pretesa si trovasse, per mero errore materiale commesso nella confezione del plico, all'interno del plico contenenti l'offerta tecnica ed economica pertanto, la questione si poneva in termini di mera irregolarità. Ai sensi del citato articolo 9 della lettera d'invito., la dichiarazione in questione doveva essere inserita nel PLICO A , a pena di esclusione. Pertanto, una volta esclusa la concorrente, per incompletezza delle dichiarazioni inserite nel PLICO A , non era consentito alla stazione appaltante, di aprire il successivo PLICO C , contenente l'offerta economica. 4. Con il terzo motivo di gravame, l'appellante contesta il capo della sentenza che aveva dichiarato la carenza di interesse al ricorso per motivi aggiunti con cui erano stati impugnati i successivi atti di ammissione alla gara delle offerte del Gruppo Carnemolla e del Gruppo Fulci, nonché l'aggiudicazione a quest'ultimo. In sostanza, si sostiene che le citate offerte ammesse in gara avrebbero dovute essere escluse perché carenti di quanto richiesto dalla lettera-invito al punto 10 elaborati progettuali e tecnico-economici , a pena di esclusione, e la gara avrebbe dovuto essere avviata ex novo . Sul punto, l'Azienda sanitaria locale n. 7 di Ragusa - così come il primo giudice - ha sostenuto l'inammissibilità della censura per carenza di interesse, in quanto il concorrente escluso dalla gara non ha titolo per impugnare gli atti di aggiudicazione successiva. 4.1. Ritiene il Collegio di prescindere dall'esame dell'eccezio-ne, stante l'infondatezza del motivo, a seguito dell'acquisizione degli atti dell'amministrazione resistente, in ottemperanza alla citata ordinanza di questo Consiglio n. 627/05. Al verbale di gara n. 6 del 26 giugno 2000 è allegato un prospetto rubricato come All. B che elenca i documenti richiesti ai concorrenti. Nell'ambito dei documenti previsti dal predetto All. B , occorre distinguere quelli richiesti a pena di esclusione dagli altri documenti. In particolare, quelli la cui omissione è sanzionata con l'esclusione, sono i documenti previsti dall'articolo 10 della lettera l'invito e contraddistinti dalla lettera a fino alla lettera e . Dal prospetto All. B , annesso al citato verbale di gara n. 6, risulta che l'associazione temporanea Cesare Fulci, aggiudicataria, come candidato 2, ha prodotto tutti i documenti richiesti dal predetto articolo 10, con esclusione del documento previsto dalla lettera e dello stesso articolo 10. Tale lettera e richiede gli elementi necessari per consentire l'avvio della eventuale procedura espropriativa ciò, nel caso in cui il concorrente, nella propria ipotesi preveda di far ricorso alla procedura espropriativa per soddisfare le esigenze del bando, il progetto dovrà essere corredato di piano particellare, valutazione degli espropri e relazione di stima, al livello di elaborazione di massima . Poiché l'associazione temporanea Cesare Fulci nel suo progetto non ha previsto di far ricorso alla procedura espropriativa, non era tenuta ad includere il documento in questione. In tal caso, non è consentito al ricorrente censurare nel merito le soluzioni progettuali, prescelte dal concorrente e sottoposte all'esame tecnico dell'amministrazione. Una tale conclusione rende altresì infondate le doglianze avverso il progetto presentato dall'aggiudicatario, per carenze sotto il profilo tecnico, ove le stesse non comportino, in via automatica, l'esclusione del concorrente medesimo. 4.2. Con altra censura, l'appellante lamenta che non siano state apprestate le dovute cautele di conservazione dei documenti da parte dell'amministrazione appaltante, in sede di prosecuzione delle operazioni relative al procedimento fra il 19 giugno 2000, data del verbale n. 5, ed il 26 giugno 2000, data del verbale n. 6. Il motivo è infondato, in punto di fatto, sulla base dei chiarimenti e della documentazione, anche fotografica, prodotta dall'ammi-nistrazione appaltante, in sede di ottemperanza alla citata ordinanza di questo Consiglio n. 627/05. 4.3. Infine, contrariamente a quanto dedotto dal ricorrente, l'aggiudicazione di una gara non doveva essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 7 legge 241/90, nei suoi confronti, in quanto l'aggiudicazione non configura un procedimento autonomo, ma costituisce una fase dell'unico procedimento alla quale il concorrente ha partecipato. A maggior ragione, l'obbligo di una tale comunicazione non sussiste nei confronti di un concorrente già escluso dalla gara. La sentenza appellata va quindi confermata. Sussistono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di questo grado di giudizio. PQM Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, rigetta l'appello. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 5