Cultura della mediazione in netta crescita, l'esempio pratico di ""Progetto conciliamo""

A Milano prende il via una iniziativa della Corte d'Appello che coinvolge soggetti istituzionali. Il presidente Marinari non saranno soluzioni di serie B, nè un'altrenativa alla causa bensì un'opportunità in più per le parti.

Sviluppare idee per la cultura della mediazione. A Milano è nato il progetto conciliamo che si pone l'obiettivo di agevolare la conoscenza e l'utilizzo della conciliazione quale strumento di gestione efficace delle controversie. Una iniziativa nata da soggetti istituzionali come l'Adr Notariato, la Camera arbitrale nazionale e internazionale di Milano, l'Istituto nazionale dei tributaristi, l'Ordine degli avvocati di Milano e dei Dottori commercialisti, il collegio dei Ragionieri e il Comitato unitario delle professioni meneghino poi costituitosi in comitato, presieduto dal consigliere della Corte d'appello Marcello Marinari. L'idea - ha detto Marinari - è partita su iniziativa del presidente Giuseppe Grechi alla quale hanno aderito organismi che praticano la conciliazione ma anche semplici promotori . Il comitato ha varato anche suggerimenti pratici per i giudici al fine di facilitare la conciliazione così come verranno coinvolti gli avvocati che nella propensione alla mediazione hanno un ruolo centrale . La nostra ambizione - ha continuato - è qualificarci e sviluppare idee per la cultura della mediazione , fare informazione globale dando non solo notizie su come accedere alle dispute alternative, ma anche raccogliere dati ed elaborarli. Il progetto prevede che, prima di promuovere una causa civile, sia data alle parti ampia informazione sulla possibilità di avviare un tentativo di conciliazione stragiudiziale ricorrendo ai servizi forniti dagli organismi di conciliazione esistenti sul territorio. Guai a pensare però alla mediazione come una sostituzione del processo o meri strumenti deflattivi di questo. Oltre alla mediazione in senso stretto - ha aggiunto Marinari - esistono dispute alternative a tutto campo che non sono semplicemente soluzioni deflattive perché non si sostituiscono alla giurisdizione, al contrario intendono facilitarla. Non bisogna assolutamente pensare che queste siano soluzioni di serie B, è riduttivo e contro la nostra impostazione. Non si tratta di una alternativa alla causa ma di un'ulteriore opportunità offerta alle parti, strumento coerente con i nuovi scenari dei sistemi integrati di giustizia che si vanno affermando nel panorama internazionale . Creare nuove sinergie per aumentare la mediazione, essere un punto di riferimento per coloro che operano nel campo delle Adr. p.a.