Trattamento dei dati investigativi: riparte il codice deontologico

Il Garante ha deciso la ripresa dei lavori per la stesura della norme di etica professionale e di buona condotta per chi tratta dati usati per indagini difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Sarà pronto entro 6 mesi

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha adottato un provvedimento con il quale viene disposta la ripresa dei lavori preparatori per la stesura del codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali usati nel corso di indagini difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. La materia era stata già al centro dell'attenzione dell'Authority che, tra l'altro, aveva emesso un provvedimento di autorizzazione nel gennaio 2002 relativo al trattamento dei dati sensibili da parte dei professionisti e poi, l'anno scorso, aveva fornito al Cnf alcuni chiarimenti sui principali adempimenti in materia di protezione dei dati personali nello svolgimento dell'attività forense. Tuttavia i lavori - avviati nel 2000 - per la realizzazione di un codice deontologico accettabile e condiviso dagli operatori del settore avevano subito uno stop in seguito al perfezionamento del riordino della disciplina sulla protezione dei dati personali conclusosi con l'adozione del Codice della privacy. Ora i lavori riprenderanno - ancora con la partecipazione di numerose associazioni di categoria già coinvolte quali il Consiglio nazionale forense, l'Unione delle camere penali, l'Organismo unitario dell'avvocatura e le associazioni rappresentative degli investigatori privati - e il primo impegno sarà quello di verificare se le osservazioni redatte in passato siano ancora valide o da aggiornare in qualche misura. Nel riaprire i lavori della circostanza dà notizia anche l'ultimo numero della Newsletter dell'Autorità Garante, qui leggibile come documento correlato l'Authority fissa anche i termini della rinnovata consultazione entro il 31 marzo i rappresentanti di categoria di avvocati e investigatori privati, e tutti i soggetti pubblici e privati che hanno titolo per collaborare all'elaborazione del testo sono invitati a darne comunicazione. Entro l'estate, è questa al momento la previsione temporale, si dovrebbe concludere la redazione dello schema del codice deontologico e di buona condotta che, successivamente, sarà sottoposto a consultazione pubblica prima dell'adozione. Nel testo, destinato a disciplinare gli aspetti relativi nell'ambito delle investigazioni difensive oltre agli istituti e ai principi generali relativi al trattamento dei dati personali , una particolare attenzione sarà posta su alcuni profili caratteristici dell'attività professionale di avvocati e investigatori quali l'informativa e il trattamento dei dati personali tramite sistemi informatici, la conservazione di tali informazioni e la tutela dei diritti connessi da parte dei rispettivi titolari, le modalità di comunicazione e diffusione di tali dati, la facoltà infine di conferire incarichi a consulenti esterni nell'ambito di tali attività.

Autorità garante per la protezione dei dati personali Newsletter 24 febbraio 2006 n. 271 - Notiziario settimanale - Investigazioni difensive ripartono i lavori del codice - Al via gli schemi di regolamento per Regioni e province autonome - Altri organismi pubblici in regola con la privacy Investigazioni difensive ripartono i lavori del codice Entro il 31 marzo osservazioni e suggerimenti Riprendono i lavori preparatori del codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali utilizzati per svolgere investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Entro il 31 marzo i rappresentanti di categoria di avvocati e investigatori privati, i soggetti pubblici e privati che hanno titolo a partecipare ai lavori sono invitati a darne comunicazione al Garante anche al fine di verificare eventuali novità intervenute nelle categorie interessate rilevanti ai fini della rappresentatività. Ed entro l'estate, nei programmi del Garante, dovrebbe ultimarsi la redazione dello schema del codice da sottoporre a consultazione pubblica prima della sua adozione. Ai lavori preparatori, avviati nel 2000 con la pubblicazione della iniziativa in Gazzetta ufficiale e per i quali si è determinata una pausa a seguito dell'avvio del riordino della disciplina sulla protezione dei dati personali culminato con l'adozione del Codice della privacy, hanno partecipato i rappresentanti di numerose associazioni di categoria Consiglio nazionale forense, Unione camere penali, Organismo unitario avvocatura, associazioni rappresentative di investigatori privati. Da questi incontri sono emersi elementi di riflessione che a parere dell'Autorità, possono rappresentare una utile base per la prosecuzione dei dibattito. Nel codice che disciplinerà la materia delle investigazioni difensive oltre agli istituti e ai principi generali relativi al trattamento dei dati personali, particolare attenzione sarà posta su specifici aspetti dell'attività professionale di avvocati e investigatori quali l'informativa, il trattamento dei dati personali tramite sistemi informatici, la loro conservazione, comunicazione e diffusione, il conferimento di incarichi a consulenti esterni. Il provvedimento che dispone la riapertura dei lavori sul codice deontologico sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta ufficiale. Al via gli schemi di regolamento per Regioni e province autonome Il Garante ha espresso parere favorevole sullo schema tipo di regolamento per i trattamenti di dati sensibili e giudiziari predisposto dalla Conferenza dei Presidenti dell'assemblea, dei consigli regionali e delle province autonome. L'adozione di propri regolamenti, conformi allo schema tipo approvato e alle indicazioni fornite dal Garante, permetterà alle regioni e alle province autonome di poter trattare lecitamente informazioni delicate come l'etnia, le convinzioni religiose, l'appartenenza politica e sindacale, la salute, la vita sessuale. A questo schema tipo potranno far riferimento le regioni e le province autonome interessate per elaborare il proprio regolamento senza la necessità di ottenere singolarmente un parere dell'Autorità. Parere invece necessario nel caso si apportino modifiche sostanziali o si introducano operazioni non considerate nello schema approvato. Il Codice in materia di protezione dei dati personali prevede che i soggetti pubblici per poter raccogliere, utilizzare, conservare dati sensibili e giudiziari indispensabili per le loro attività istituzionali debbano adottare specifici regolamenti con i quali vengono individuati e resi noti ai cittadini i dati che vengono trattati e per quali scopi. I regolamenti contengono una serie di schede nelle quali sono riportate le finalità di rilevante interesse pubblico per trattare dati sensibili e giudiziari, la fonte normativa, i tipi di dati utilizzati, la denominazione dei trattamenti. Nell'approvare lo schema tipo di regolamento il Garante ha richiesto alcune integrazioni e ha stabilito, tra l'altro, che regioni e province specifichino nel dettaglio normativa e finalità perseguite nelle comunicazioni di dati attinenti al rapporto di lavoro del personale così come devono individuare i casi di comunicazioni a compagnie assicurative di dati sanitari di consiglieri e assessori regionali . Nello schema vanno inoltre introdotte misure necessarie per verificare la liceità della eventuale diffusione di dati sensibili, come l'adesione ad associazioni religiose, filosofiche, sindacali o politiche dei consiglieri nell'ambito della verifica dell'elettorato passivo e dei requisiti per l'esercizio del mandato, ammessa solo se indispensabile. Analoghe cautele vanno osservate per evitare la diffusione di dati sulla salute attraverso la registrazione dei lavori del consiglio e la loro diffusione televisiva o on line. Altri organismi pubblici in regola con la privacy Prosegue il processo di adeguamento alle norme sulla privacy da parte delle amministrazioni pubbliche. Il Garante ha dato il via libera agli schemi di regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari predisposti dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, dall'Avvocatura dello Stato, dall'Ente nazionale per l'aviazione civile, dall'Agenzia spaziale italiana e dall'Istituto nazionale di astrofisica. Con l'adozione di un proprio regolamento, conforme al parere dell'Autorità, questi organismi potranno lecitamente raccogliere, elaborare e utilizzare per le loro finalità istituzionali i dati relativi alla salute, all'etnia, alle opinioni politiche, ai carichi pendenti. I regolamenti, che individuano e rendono noto ai cittadini quali dati vengono usati e per quali fini, contengono l'indice dei trattamenti e una serie di schede articolate nelle quali sono evidenziate le finalità di rilevante interesse pubblico per trattare i dati sensibili e giudiziari, la denominazione del trattamento, la fonte normativa, i tipi di dati trattati e le operazioni eseguibili.