Deontologia e organizzazione dello studio

di Giovanna Stumpo

di Giovanna Stumpo * -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Nella seduta del 27 gennaio 2006, il CNF ha approvato la nuova edizione del Codice deontologico Avvocati. Molte le novità rispetto alla versione precedente, che hanno risvolti e contenuti importanti, anche per l'organizzazione e la gestione dello Studio legale. Se è vero, come è vero, infatti che lo standard ISO insegna che per essere organizzati è necessario decidere e documentare in una apposita documentazione di sistema, di cui il documento principe è il Manuale per la qualità chi fa cosa, come lo deve fare, entro quando e assumendosi la responsabilità di quanto fatto nei confronti di chi , ossia che è necessario che le risorse, abbiano delle regole di comportamento -volute dai vertici i.e. Alta direzione e rese note e condivise anche dagli altri livelli funzionali nel caso dello Studio Legale, Professionisti, Collaboratori, Dipendenti e Staff - altrettanto vero è che senza una politica della qualità , una Vision un' etica comune a tutti i componenti della struttura operativa, difficilmente potrà dirsi di essere in presenza di un modello organizzativo di riferimento corretto e completo. Nel settore legale, la definizione di questa politica trova una fonte importante ed imprescindibile di riferimento nel Codice deontologico, ossia nel complesso di regole di condotta che il professionista legale è tenuto a conoscere ad osservare in prima persona ed a far osservare a quanti con lui collaborano, in considerazione del mondo di rapportarti e delle inter-relazioni che a lui fanno capo e quale figura che nel contesto sociale ed economico di riferimento è istituzionalmente parte integrante di un modello organizzativo più ampio, costituzionalmente sancito e legislativamente regolamentato. * Il testo del nuovo Codice Deontologico Avvocati è reperibile nel sito Internet www.consiglionazionaleforense.it Premessa nella sua versione ultima rivista ed aggiornata, il Codice deontologico Avvocati consta di un Preambolo e di complessivi 60 articoli -suddivisi nelle macro aree di cui ai V Titoli principali v. Tabella 1 - che esprimono le regole di comportamento che il legale è tenuto ad osservare, nello svolgimento dell'attività professionale. Tali disposizioni sono essenziali per la realizzazione e la tutela di valori importanti che l'avvocato è tenuto a salvaguardare nello svolgimento della propria attività e della cui osservanza deve farsi garante, nell'ambito della propria struttura organizzativa, oltrechè anche nei rapporti con i suoi diversi Stakeholders. Le disposizioni di cui al Codice deontologico rappresentano quindi, vere e proprie disposizioni di principio , ossia un imprescindibile punto di partenza per impostare una possibile politica di Studio ed al contempo individuare i principi cardine su cui sviluppare la regolamentazione dei seguenti aspetti fondamentali di Studio organizzazione del lavoro, gestione delle risorse interne ed esterne, gestione del cliente attuale, passato e potenziale , attività giudiziale, formazione/aggiornamento professionale, comunicazione e strumenti di comunicazione informativa, rapporti con l'Ordine di appartenenza. TABELLA 1 SCHEMA DEI CONTENUTI DEL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO AVVOCATI Titolo I Principi generali - artt. 1-21 art. 1 -Ambito di applicazione art. 2 -Potestà disciplinare art. 3- Volontarietà dell'azione art. 4- Attività all'estero e attività in Italia dello straniero art. 5 -Doveri di probità, dignità e decoro art. 6 -Doveri di lealtà e correttezza art. 7 -Dovere di fedeltà art. 8 -Dovere di diligenza art. 9 -Dovere di segretezza e riservatezza art. 10 -Dovere di indipendenza art. 11 -Dovere di difesa art. 12 -Dovere di competenza art. 13 -Dovere di aggiornamento professionale art. 14 - Dovere di verità art. 15- Dovere di adempimento previdenziale e fiscale art. 16 - di evitare incompatibilità art. 17 -Informazioni sull'attività professionale art. 17-bis Mezzi di informazione consentiti art. 18 -Rapporti con la stampa art. 19 -Divieto di accaparramento di clientela art. 20 -Divieto di uso di espressioni sconvenienti ed offensive art. 21 -Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti Titolo II Rapporti con i colleghi - artt. 22-34 art. 22 -Rapporto di colleganza art. 23- Rapporto di colleganza e dovere di difesa nel processo art. 24 -Rapporti con il Consiglio dell'Ordine art. 25 -Rapporti con i collaboratori dello Studio art. 26 -Rapporti con i praticanti art. 27 -Obbligo di corrispondere con il collega art. 28 -Divieto di produrre la corrispondenza scambiata con il collega art. 29 -Notizie riguardanti il collega art. 30 -Obbligo di soddisfare le prestazioni affidate ad altro collega art. 31 -Obbligo di dare istruzioni al collega e obbligo di informativa art. 32 -Divieto di impugnazione della transazione raggiunta con il collega art. 33 -Sostituzione del collega nell'attività difensiva art. 34 -Responsabilità dei collaboratori, sostituti e associati Titolo III Rapporti con la parte assistita -artt. 35-47 art. 35 -Rapporto di fiducia art. 36 -Autonomia del rapporto art. 37- Conflitto di interessi art. 38 -Inadempimento al mandato art. 39 -Astensione dalle udienze art. 40 -Obbligo di informazione art. 41 -Gestione di denaro altrui art. 42 -Restituzione di documenti art. 43 -Richiesta di pagamento art. 44 -Compensazione art. 45 -Divieto di patto di quota lite art. 46 -Azioni contro la parte assistita per il pagamento del compenso art. 47 -Rinuncia al mandato Titolo IV Rapporti con la controparte, i magistrati e i terziartt. 48-59 art. 48 -Minaccia di azioni alla controparte art. 49- Pluralità di azioni nei confronti della controparte art. 50 -Richiesta di compenso professionale alla controparte art. 51 -Assunzione di incarichi contro ex-clienti art. 52- Rapporti con i testimoni art. 53- Rapporti con i magistrati art. 54 -Rapporti con arbitri e consulenti tecnici art. 55 -Arbitrato art. 56 -Rapporti con i terzi art. 57 -Elezioni forensi art. 58 -La testimonianza dell'avvocato art. 59 -Obbligo di provvedere all'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi Titolo V Disposizione finale -art. 60 art. 60 -Norma di chiusura. 1. Ambito di applicazione ed efficacia vincolante delle regole deontologiche le norme di cui al Codice deontologico si applicano a tutti gli avvocati e praticanti, in relazione alla loro attività, nei loro reciproci rapporti, nei confronti dei terzi. L'ambito di applicazione del Codice deontologico è esteso a tutto il territorio nazionale. Nell'esercizio di attività professionali all'estero, il professionista legale italiano è tenuto a conoscere ed a rispettare le diverse norme deontologiche del Paese straniero in cui intende svolgere l'attività forense del pari ed in virtù del c.d. principio di reciprocità, all'avvocato straniero che intenda esercitare l'attività professionale in Italia, si richiede la conoscenza e l'osservanza delle norme deontologiche italiane. L'inosservanza da parte della categoria professionale di appartenenza delle regole deontologiche è soggetta al potere disciplinare degli Ordini i.e. potestà di infliggere sanzioni adeguate e proporzionate, in considerazione della gravità delle violazioni, della reiterazione dei comportamenti sanzionabili nonché delle specifiche circostanze -soggettive e oggettiveche hanno concorso a determinare l'infrazione . 2. Valori su cui sono improntati esercizio della professione e ruolo dell' avvocato piena libertà, indipendenza ed autonomia sono i presupposti primari sui cui impostare l'esercizio della professione forense, a garanzia dei diritti ed interessi della persona e con la finalità di assicurare il corretto adempimento del primario compito che il contesto sociale assegna all'avvocato, di effettiva conoscenza delle leggi, contribuendo in tal modo all'attuazione dell'ordinamento per i fini della giustizia . Nell'esercizio della sua funzione, il Codice deontologico richiede pertanto all'avvocato italiano o straniero stabilito in Italia, il rispetto dei primari valori seguenti vigilanza sulla conformità delle leggi ai principi della Costituzione, nel rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell'Ordinamento comunitario garanzia del diritto alla libertà, sicurezza e inviolabilità della difesa assicurazione del diritto ad un regolare giudizio e del contraddittorio. 3. Obblighi dell' avvocato a contenuto generale il Codice deontologico individua precisi obblighi che il professionista legale è tenuto ad osservare nello svolgimento delle sue attività e nel contesto delle sue relazioni interpersonali, imponendo a chi voglia esercitare la professione forense praticante ed avvocato l'osservanza di principi fondamentali cui corrispondono correlati doveri primari e divieti di carattere generale. dovere di probità, dignità e decoro la condotta dell'avvocato deve essere ispirata all'osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro ove indagato o imputato in un procedimento penale, egli non può assumere o mantenere la difesa di altra parte nello stesso procedimento dovere di lealtà e correttezza lo svolgimento dell'attività professionale deve essere impostata secondo i doveri di lealtà e correttezza da qui conseguono gli ulteriori obblighi che impongono all'avvocato di non proporre azioni o assumere iniziative in giudizio con mala fede o colpa grave, oltre al dovere dell'avvocato di evitare situazioni di incompatibilità c.d. dovere di evitare incompatibilità ,ostative alla permanenza di iscrizione nell'Albo avvocati i.e. divieto di esercizio di attività commerciale o di mediazione doveri di carattere fiscale e previdenziale secondo la nuova formulazione dell'art. 15 del Codice deontologico, l'avvocato deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi forensi nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, imposti dalle norme vigenti divieto di attività professionale senza titolo/di uso di titoli inesistenti l'iscrizione all'Albo avvocati rappresenta la conditio sine qua non dell'esercizio della professione di i.e. per l'attività giudiziale, lo stragiudiziale, l'assistenza e consulenza in materia legale e per l'utilizzo del relativo titolo. Compete agli Ordini il controllo ed il possibile intervento sul piano sanzionatorio, per i casi di uso di un titolo professionale non conseguito svolgimento di attività in mancanza di titolo o in periodo di sospensione comportamento dell'avvocato che agevoli, o, in qualsiasi altro modo renda direttamente/indirettamente possibile a soggetti non abilitati/sospesi l'esercizio abusivo dell'attività di avvocato, ovvero che consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici, anche se limitatamente al periodo di eventuale sospensione dall'esercizio. Il nuovo art. 21 del Codice deontologico riserva poi solo al professionista docente universitario in materie giuridiche, la possibilità di fregiarsi dell'ulteriore titolo di Professore divieto di uso di espressioni sconvenienti ed offensive l'avvocato deve evitare di usare espressioni sconvenienti od offensive negli scritti in giudizio e nell'attività professionale in genere, nei confronti dei suoi principali interlocutori i.e. colleghi, magistrati, controparti e terzi . La ritorsione, la provocazione o la reciprocità delle offese, possono costituire oggetto di valutazione, in sede disciplinare obblighi di correttezza e di rispetto dei terzi ex art. 56 del Codice deontologico l'avvocato ha il dovere di rivolgersi con correttezza e con rispetto nei confronti del personale ausiliario di giustizia, del proprio personale dipendente e di tutte le persone in genere con cui venga in contatto nell'esercizio della professione. Anche al di fuori dell'esercizio della professione l'avvocato ha il dovere di comportarsi, nei rapporti interpersonali, in modo tale da non compromettere la fiducia che i terzi debbono avere nella sua capacità di adempiere i doveri professionali e nella dignità della professione divieto di accaparramento delle clientela come già le attività di natura commerciale o di mediazione, sono altresì vietate al professionista legale italiano l'offerta di prestazioni professionali a terzi e in genere, ogni attività diretta all'acquisizione di rapporti di clientela, a mezzo di agenzie o procacciatori o altri mezzi illeciti la corresponsione a colleghi o terzi di onorari, provvigioni o qualsiasi altro compenso, quale corrispettivo per la presentazione di un cliente l'offerta di omaggi o di prestazioni a terzi ovvero la corresponsione o la promessa di vantaggi per ottenere difese o incarichi divieto di accollo della responsabilità disciplinare eccetto il caso in cui il fatto integri un'autonoma responsabilità, i collaboratori, sostituti e ausiliari dell'avvocato non sono disciplinarmente responsabili per il compimento di atti per incarichi specifici ricevuti. Per l' associazione professionale, è disciplinarmente responsabile l'avvocato/gli avvocati a cui si riferiscano i fatti specifici commessi divieto di testimonianza fermo restando che l'avvocato non deve mai impegnare di fronte al giudice la propria parola sulla verità dei fatti esposti in giudizio, egli deve, per quanto possibile astenersi dal deporre come testimone su circostanze apprese nell'esercizio della propria attività professionale e inerenti al mandato ricevuto ove tuttavia intenda presentarsi come testimone, l'avvocato deve rinunciare al mandato obbligo di adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi l'avvocato è tenuto a provvedere regolarmente all'adempimento delle obbligazioni assunte nei confronti dei terzi. L'inadempimento ad obbligazioni estranee all'esercizio della professione assume carattere di illecito disciplinare, quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell'avvocato di rispettare i propri doveri professionali. 4. Obblighi dell'avvocato a contenuto particolare congiuntamente alle statuizioni di principio a contenuto generale di cui sopra, coesistono nel Codice deontologico ulteriori obblighi e doveri specifici , ossia doveri/divieti di ambito e valenza particolari, perché dipendenti o strettamente correlati dal/al contesto in cui opera il professionista es. territorio nazionale/straniero settore giudiziale/stragiudiziale , ovvero dai/ai rapporti, dalle/alle relazioni di cui egli è parte o ancora dalla/alla tipologia dei soggetti con cui si trova ad avere a che fare, nell'esercizio della propria attività professionale es. rapporti con l'Ordine, con l'A.G., con il collega, con il praticante, con il cliente . 4.1. Doveri nei confronti di collaboratori, dipendenti e colleghi il successo di ogni organizzazione si basa sulla consapevolezza del ruolo del c.d. cliente interno, ossia risiede nella presa in considerazione da parte dell'organizzazione dell'importanza dei ruoli e delle mansioni dei diversi e tutti i livelli funzionali Alta direzione, professionisti, staff e fornitori esterni -e relative interazioni-. Per rendere fruibili le competenze dell'organizzazione stessa, e per un suo proficuo operare è cioè necessario operare in modo corretto nella gestione delle risorse umane di Studio, assicurando la loro piena motivazione, valorizzazione e coinvolgimento. Sul punto, molte le disposizioni di rilievo del Codice deontologico, per il professionista. obbligo di remunerazione adeguata dei collaboratori l'avvocato deve consentire ai propri collaboratori di migliorare la loro preparazione professionale, compensandone la collaborazione, in proporzione all'apporto ricevuto i.e. principio di effettività e di proporzionalità retributiva obblighi di formazione e di valorizzazione dei praticanti al fine di consentire un'adeguata formazione dei praticanti, l'avvocato deve offrire loro una pratica effettiva e proficua un ambiente di lavoro adeguato dopo un periodo iniziale un compenso proporzionato all'apporto professionale ricevuto. A fini di formazione e di crescita professionale adeguata, nei confronti dei praticanti il Codice deontologico prevede anche l'obbligo dell'avvocato di prestare la propria collaborazione in relazione alla compilazione ed allo sviluppo c.d. libretto di compiuta pratica i.e. dovere dell'avvocato di attestare la veridicità delle annotazioni ivi contenute solo in seguito ad un adeguato controllo e senza indulgere a motivi di favore o di amicizia . E' inoltre espressamente sancita la possibile chiamata in responsabilità dell'avvocato, per eventuali incarichi dati ai praticanti, per attività difensive loro non consentite doveri di correttezza e lealtà nei rapporti di colleganza con i colleghi, il Codice deontologico impone il rispetto dei principi di correttezza, lealtà i.e. obbligo di rispondere con sollecitudine alle richieste di informativa del collega con cui l'avvocato intenda collaborare divieto di registrazione delle conversazioni telefoniche con il collega, salvo non si tratti di una riunione e non si sia avuto il consenso in tal senso dei partecipanti . La nuova versione dell'art. 22 del Codice deontologico non prevede più l'obbligo di preventiva comunicazione per iscritto al Consiglio dell'Ordine bensì al Collega nei cui confronti si intenda agire, per il caso in cui si intenda promuove un giudizio per fatti attinenti all'esercizio della professione obblighi di istruzione ed informazione dei colleghi nei rapporti di colleganza, sono previsti dal Codice deontologico precisi obblighi di comunicazione/informazione reciproca i.e. l'avvocato è tenuto a dare tempestive istruzioni al collega corrispondente quest'ultimo è del pari, è tenuto a dare al collega informazioni tempestive e dettagliate sull'attività svolta/ da svolgere in difetto di istruzioni, il corrispondente deve adoperarsi nel modo più opportuno per la tutela degli interessi della parte, informando non appena possibile il collega che gli ha affidato l'incarico al corrispondente è fatto divieto di definire direttamente una controversia in via transattiva, senza informare il collega che gli ha affidato l'incarico l'elezione di domicilio presso altro collega deve essere preventivamente comunicata e consentita dovere di collaborazione, per il caso di sostituzione difensiva l'avvocato sostituito - per revoca o rinuncia al mandato deve adoperarsi affinché la successione nel mandato avvenga senza danni per l'assistito, fornendo al nuovo difensore tutti gli elementi per facilitargli la prosecuzione della difesa. Ove la sostituzione avvenga in giudizio, il nuovo legale dovrà sempre provvedere a rendere nota la propria nomina al collega sostituito ed adoperarsi perché siano soddisfatte le sue legittime richieste economiche, per le prestazioni già svolte obbligo di retribuzione del collega per il caso di inadempimento del cliente per il caso in cui scelga di incaricare direttamente un collega per l'esercizio di funzioni di rappresentanza o assistenza, il nuovo articolo 30 del Codice deontologico accolla all'avvocato delegante l'obbligo di corresponsione della relativa retribuzione, ove la parte assistita non vi provveda e tranne che l'avvocato delegante dimostri di essersi inutilmente attivato anche postergando il proprio credito , per ottenere l'adempimento. 4.2. Obblighi correlati all'attività giudiziale di tutte le attività che rientrano nello svolgimento della professione forense, certo quella che presenta maggiori aspetti di complessità, sotto il profilo della numerosità dei soggetti coinvolti e delle inter-relazioni di cui è parte l'avvocato, è certamente quella giudiziale. Con riguardo alla diversità dei soggetti e della specificità di ogni singola relazione, il Codice deontologico prescrive all'avvocato, apposite regole di comportamento. dovere di verità nei confronti dell'A.G. il Codice deontologico impone all'avvocato che esercita attività giudiziaria il rispetto del principio di veridicità in particolare i le dichiarazioni in giudizio relative alla esistenza o inesistenza di fatti obiettivi, che siano presupposto specifico per un provvedimento del magistrato e di cui l'avvocato abbia diretta conoscenza, devono essere vere e comunque tali da non indurre il giudice in errore ii l' avvocato non può introdurre intenzionalmente nel processo prove false, ed è tenuto a menzionare i provvedimenti già ottenuti o il rigetto dei provvedimento richiesti, nella presentazione di istanze o richieste sul presupposto della medesima situazione di fatto dovere di rispetto della dignità e del decoro dei magistrati i rapporti con i magistrati devono essere improntati alla dignità e al rispetto quali si convengono alle reciproche funzioni. L'avvocato non deve approfittare di eventuali rapporti di amicizia, di familiarità o di confidenza con i magistrati per ottenere favori e preferenze. In ogni caso deve evitare di sottolineare la natura di tali rapporti nell'esercizio del suo ministero, nei confronti o alla presenza di terze persone. Ove chiamato a svolgere funzioni di magistrato onorario, il professionista deve rispettare tutti gli obblighi inerenti a tali funzioni e le norme sulla incompatibilità obblighi di correttezza e lealtà nei confronti di arbitri e consulenti tecnici l'avvocato deve ispirare il proprio rapporto con arbitri e consulenti tecnici a correttezza e lealtà, nel rispetto delle reciproche funzioni cfr. art. 54 del Codice deontologico divieto di influenzare i testimoni l'avvocato deve evitare di intrattenersi con i testimoni sulle circostanze oggetto dei procedimento con forzature o suggestioni dirette a conseguire deposizioni compiacenti contemperamento del rapporto di buona colleganza con il primario dovere di difesa nell' esercizio dell'attività giudiziale l'avvocato deve ispirare la propria condotta all'osservanza del suo primario dovere di difesa, contemperando per quanto possibile tale obbligo con la salvaguardia dei buoni rapporti di colleganza i.e. dovere dell'avvocato di rispettare la puntualità alle udienze e in ogni altra occasione di incontro con i colleghi obbligo di collaborare nell'esercizio del mandato con i difensori delle altre parti, anche scambiando informazioni, atti e documenti, nell'interesse della parte assistita e nel rispetto della legge nei casi di difesa congiunta dovere di consultazione del co-difensore in ordine ad ogni scelta processuale e di informazione circa il contenuto dei colloqui con il comune assistito, al fine della effettiva condivisione della strategia processuale -per i casi di difesa d'ufficioobbligo di comunicazione tempestiva e con mezzi idonei al collega nominato d'ufficio del mandato ricevuto, raccomandando al contempo alla parte di provvedere al pagamento del difensore d'ufficio per l'attività professionale già svolta obbligo di comunicazione al collega avversario dell'intercorsa interruzione delle trattative stragiudiziali, nella prospettiva di dare inizio ad azioni giudiziarie dovere di opporsi a qualunque istanza irritale/ ingiustificata formulata nel processo dalle controparti che comporti pregiudizio per la parte assistita dovere di corrispondere con il collega avversario salvo ipotesi tassativamente individuate dal Codice deontologico i.e. necessità di richiedere determinati comportamenti o intimare messe in mora od evitare prescrizioni o decadenze , è fatto divieto all'avvocato di mettersi in contatto direttamente con la controparte e non con il suo legale avversario , ovvero di corrispondere con essa, senza inviarne copia -per conoscenzaal legale avversario. Costituisce peraltro illecito disciplinare il comportamento dell'avvocato che accetti di ricevere la controparte, sapendo che essa è assistita da un collega, senza informare quest'ultimo ed ottenerne il preventivo consenso doveri correlati allo scambio di corrispondenza con il collega nei rapporti con il cliente, l'avvocato non può consegnare la corrispondenza riservata tra colleghi, potendo solo eventualmente consegnarla al professionista che gli succeda ove il mandato professionale venga meno. Le lettere qualificate come riservate e comunque la corrispondenza contenente proposte transattive scambiate con i colleghi, non sono producibili né riferibili in giudizio è tuttavia producibile la corrispondenza intercorsa tra colleghi, quando sia stato perfezionato un accordo, di cui la stessa corrispondenza costituisca attuazione, ovvero che assicuri l'adempimento delle prestazioni richieste divieto di impugnazione della transazione con il collega avversario salvo che l'impugnazione sia giustificata da fatti particolari non conosciuti o sopravvenuti, l'avvocato che abbia raggiunto con il patrono avversario un accordo transattivo accettato dalle parti, dovrà astenersi dal proporre impugnativa giudiziale dell'intervenuta transazione divieto di minaccia di azione, nei confronti della controparte il Codice deontologico consente all'avvocato di intimare la controparte al fine ottenere particolari adempimenti sotto comminatoria di azioni, istanze fallimentari, denunce o altre sanzioni, solo ove tale intimazione tenda a rendere avvertita la controparte delle possibili iniziative giudiziarie in corso o da intraprendere si considera diversamente deontologicamente scorretta l' intimazione ove siano minacciate azioni od iniziative sproporzionate o vessatorie divieto di richiesta di compenso alla controparte è fatto divieto all'avvocato di richiedere alla controparte il pagamento del proprio compenso professionale, salvo che ciò sia oggetto di specifica pattuizione, con l'accordo del proprio assistito, e in ogni altro caso previsto dalla legge. Sempre sotto il profilo economico è altresì fatto divieto all'avvocato di aggravare con onerose o plurime iniziative giudiziali la situazione debitoria della controparte quando ciò non corrisponda ad effettive ragioni di tutela della parte assistita. 4.3. Doveri nei confronti della Clientela il Codice deontologico riserva particolare attenzione alla gestione del cliente ed alla disciplina della relazione con la parte assistita e puntualizza quelli che sono gli obblighi dell'avvocato in materia, previa affermazione importante, del fatto che il rapporto avvocato - cliente deve essere fondato sulla fiducia i.e. l'incarico deve essere conferito dalla parte assistita o da altro avvocato che la difenda qualora sia conferito da un terzo che intenda tutelare l'interesse della parte assistita ovvero anche un proprio interesse, l'incarico può essere accettato soltanto con il consenso della parte assistita dopo il conferimento del mandato, l'avvocato deve astenersi dallo stabilire con l'assistito rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale che in qualunque modo possano influire sul rapporto professionale . Tale rapporto fiduciario deve intendersi peraltro non meramente circoscritto al momento relativo all'espletamento dell'incarico/del mandato professionale, ma come di più ampia portata e durata. Ai sensi del nuovo disposto dell'art. 51 infatti l'assunzione di un incarico professionale contro un ex-cliente è ammessa quando sia trascorso almeno un biennio dalla cessazione del rapporto professionale e l'oggetto del nuovo incarico sia estraneo a quello espletato in precedenza. In ogni caso è fatto divieto all'avvocato di utilizzare notizie acquisite in ragione del rapporto professionale già esaurito L'avvocato che abbia assistito congiuntamente i coniugi in controversie familiari deve astenersi dal prestare, in favore di uno di essi, la propria assistenza in controversie successive tra i medesimi . doveri di fedeltà e diligenza l'avvocato deve svolgere con fedeltà la propria attività professionale, e non deve compiere consapevolmente atti contrari all'interesse del proprio assistito nell'adempimento dei propri doveri professionali l'avvocato deve peraltro essere diligente e sollecito i.e. si ravvisa violazione dei doveri professionali, nel mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato quando derivino da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita ove impedito di partecipare a singole attività processuali, è fatto obbligo all'avvocato di darne tempestiva e motivata comunicazione all'autorità procedente ovvero di incaricare della difesa un collega dovere di indipendenza nell'esercizio dell'attività professionale, l'avvocato ha il dovere di salvaguardare il primario interesse del suo assistito egli deve quindi conservare la propria indipendenza e di difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni, e del pari, non deve tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale e comunque astenersi dall'agire in senso sfavorevole al cliente in tal senso è sanzionabile la condotta dell'avvocato che stipuli con soggetti che si occupano di recupero crediti per conto terzi, patti attinenti a tale attività obbligo di salvaguardia dell'autonomia del rapporto l'avvocato ha l'obbligo di difendere gli interessi della parte assistita nel miglior modo possibile nei limiti del mandato e nell'osservanza della legge e dei principi deontologici i.e. l'avvocato non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose, né suggerire comportamenti/atti/ negozi illeciti, fraudolenti o colpiti da nullità prima di accettare l'incarico, deve accertare l'identità del cliente e dell'eventuale suo rappresentante nel rispetto dei doveri professionali anche per quanto attiene al segreto professionale, deve rifiutare di ricevere o gestire fondi che non siano riferibili a un cliente esattamente individuato deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di una operazione illecita obbligo di informazione l'avvocato è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all'atto dell'incarico delle caratteristiche e dell'importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione possibili egli è tenuto altresì ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l'assistito ne faccia richiesta i.e. obbligo di comunicare la necessità del compimento di determinanti atti al fine di evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli relativamente agli incarichi in corso di trattazione obbligo di comunicazione alla parte assistita circa la necessità del compimento di determinanti atti al fine di evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli relativamente agli incarichi in corso di trattazione -su specifica richiesta del cliente-, obbligo di informare circa le previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo divieto di conflitto di interessi l'avvocato ha l'obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando l'attività da prestare determina un conflitto con gli interessi di un proprio assistito o interferisca con lo svolgimento di altro incarico anche non professionale nel caso di più parti aventi interessi configgenti che rivolgano ad avvocati che siano partecipi di una stessa società di avvocati o associazione professionale o che esercitino negli stessi locali ove l'espletamento di un nuovo mandato determini la violazione del segreto sulle informazioni fornite da altro assistito, quando la conoscenza degli affari di una parte possa avvantaggiare ingiustamente un altro assistito, quando lo svolgimento di un precedente mandato limiti l'indipendenza dell'avvocato nello svolgimento di un nuovo incarico dovere diritto di segretezza e riservatezza mantenere il segreto sull'attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato, rappresenta un diritto-dovere fondamentale dell'avvocato. Nel contesto del Codice deontologico, l'obbligo di segretezza e di riservatezza ha una valenza ampia sussistendo nei confronti della clientela attuale passata e potenziale, tanto per l'attività giudiziale che per l'attività stragiudiziale, ed essendovi tenuto non solo l'avvocato per sé ma anche per i propri collaboratori e dipendenti e per tutte le persone che, con lui cooperano nello svolgimento dell'attività professionale dovere di competenza l'accettazione di un determinato incarico da parte dell'avvocato, fa presumere la sua competenza a svolgerlo. L'avvocato è cioè tenuto a non accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza a comunicare all'assistito eventuali circostanze ostative alla prestazione da parte sua dell'attività richiesta a valutare per il caso di controversie di particolare impegno e complessità, l'opportunità della integrazione della difesa con altro collega dovere di aggiornamento professionale e' dovere dell'avvocato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le proprie conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolga l'attività. L'avvocato realizza la propria formazione permanente con lo studio individuale e la partecipazione a iniziative culturali in campo giuridico e forense tuttavia, novità importante sul punto, è quella di cui all'attuale art. 13 del Codice deontologico che prevede il dovere del professionista di rispettare anche i regolamenti del CNF e dell'Ordine di appartenenza, in relazione agli obblighi ed ai programmi formativi da questi programmati e decisi obblighi di contabilità dettagliata e divieto di patto di quota lite durante lo svolgimento del rapporto professionale è possibile chiedere la corresponsione di anticipi ragguagliati alle spese sostenute ed a quelle prevedibili e di acconti commisurati alla quantità e complessità delle prestazioni . L'avvocato deve però tenere la contabilità delle spese sostenute e degli acconti ricevuti ed è tenuto a consegnare, a richiesta del cliente, la nota dettagliata delle somme anticipate e delle spese sostenute per le prestazioni eseguite e degli onorari per le prestazioni svolte. Fermo restando il divieto di quota lite i.e. divieto di pattuizioni dirette ad ottenere, a titolo di corrispettivo della prestazione professionale, una % del bene controverso/una % rapportata al valore della lite il Codice deontologico consentite tuttavia la pattuizione scritta di un supplemento di compenso aggiuntivo a quello previsto, per il caso di esito favorevole della lite, purché contenuto in limiti ragionevoli e giustificato dal risultato conseguito . Altri specifici divieti concernono la possibilità di richiedere compensi i manifestamente sproporzionati all'attività ovvero maggiori di quello già indicato, in caso di mancato spontaneo pagamento, oppure di condizionare al riconoscimento dei propri diritti o all'adempimento di prestazioni professionali il versamento alla parte assistita delle somme riscosse per conto di questa. E' però consentito concordare onorari forfettari per prestazioni continuative di consulenza e assistenza stragiudiziale, purché proporzionali al prevedibile impegno obbligo di restituzione dei documenti l'avvocato è tenuto a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l'espletamento del mandato quando questa ne faccia richiesta. E' tuttavia possibile trattenere copia di tale documentazione, senza il consenso della parte assistita, ove ciò sia necessario a fini di liquidazione del compenso e non oltre l'avvenuto pagamento obbligo di sana e trasparente gestione del denaro altrui l'avvocato deve comportarsi diligentemente e con puntualità nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito/da terzi per determinati affari/ ricevuto per conto della parte assistita i.e. obbligo di rendere sollecitamente conto al cliente della gestione del danaro ricevuto divieto di trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme ricevute per conto della parte assistita -in caso di deposito fiduciarioobbligo di richiedere al cliente istruzioni scritte e di attenervisi dovere di difesa l'avvocato ha l'obbligo di prestare attività difensiva anche quando ne sia richiesto dagli organi giudiziari in base alle leggi vigenti. Ove nominato difensore d'ufficio l'avvocato ha precisi obblighi di informazione nei confronti del suo assistito i.e. dovere di comunicargli che ha facoltà di scegliersi un difensore di fiducia dovere di informarlo, ove intenda richiedere un compenso, che anche il difensore d'ufficio deve essere retribuito a norma di legge . Il rifiuto ingiustificato dell'avvocato di prestare attività di gratuito patrocinio ovvero la sua richiesta all'assistito di un compenso per la prestazione di tale attività, costituiscono comportamenti suscettibili di valutazione in sede disciplinare. 5. Regole valevoli in materia di informazioni sull'attività professionale e nei rapporti con la stampa come già la precedente versione del Codice deontologico, anche quello attuale contiene una specifica disciplina delle modalità con cui è possibile per l'avvocato effettuare una comunicazione informativa delle attività di cui si occupa e tenere rapporti con la stampa. Sussistono anche sotto questo profilo, attinente all' esternazione del sé e dell'attività specifiche regole di comportamento che l'avvocato italiano è tenuto a rispettare v. Tabella 2 . obbligo di coerenza e di rispetto del principio del legittimo affidamento l'avvocato può dare informazioni sulla propria attività professionale. Il contenuto e la forma dell'informazione devono tuttavia essere coerenti con la finalità della tutela dell'affidamento della collettività obblighi formali e sostanziali di veridicità quanto al contenuto, l'informazione deve essere conforme a verità e correttezza e non può avere ad oggetto notizie riservate o coperte dal segreto professionale i.e. divieto rivelare al pubblico i nomi di propri clienti, anche se questi vi acconsentano obbligo di rispetto nell'informazione della dignità e il decoro della professione repressività dell'informazione che presenti i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa, comparativa obbligo di richiesta di preventiva autorizzazione al Consiglio dell'Ordine l'organizzazione e la sponsorizzazione di seminari di studio, di corsi di formazione professionale e di convegni in discipline attinenti alla professione forense da parte di avvocati o di società o di associazioni di avvocati, sono consentite, solo se a fini non lucrativi e comunque previa approvazione del Consiglio dell'ordine del luogo di svolgimento dell'evento divieto di offerta al pubblico è vietato offrire, sia direttamente che per interposta persona, le proprie prestazioni professionali al domicilio degli utenti, nei luoghi di lavoro, di riposo, di svago e, in generale, in luoghi pubblici o aperti al pubblico. E' altresì vietato all'avvocato offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata, cioè rivolta a una persona determinata per un specifico affare. regole di branding il Codice deontologico consentite che il nome dello Studio possa consistere ovvero nel nome dello Studio possa figurare nel nome di un avvocato defunto che abbia fatto parte dello Studio, purché il professionista abbia espressamente previsto in tal senso a suo tempo ovvero abbia così disposto per testamento, ovvero vi sia il consenso unanime dei suoi eredi doveri di equilibrio e di misura con stampa e media nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di diffusione l'avvocato deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare interviste, per il rispetto dei doveri di discrezione e riservatezza i.e. con il consenso del proprio assistito e nell'esclusivo interesse dello stesso, è ammessa la possibilità di fornire notizie che non siano coperte dal segreto di indagine previo parere favorevole del Consiglio dell'ordine di appartenenza, è consentita la possibilità di tenere o curare rubriche fisse su organi di stampa con l'indicazione del proprio nome e di partecipare a rubriche fisse televisive o radiofoniche di contro assumono la connotazione di condotte vietate, fatte salve le primarie esigenze di difesa del cliente i l'enfatizzare la propria capacità professionale ii la spendita nome dei propri clienti iii il fatto di sollecitare articoli di stampa o interviste sia su organi di informazione sia su altri mezzi di diffusione iv la convocazione conferenze stampa . * Avvocato, esperto di organizzazione & qualità per gli Studi legali TABELLA 2 Ulteriori disposizioni di rilievo - Mezzi , forme e contenuti della comunicazione informativa Per disposto dell'art. 17-bis del Codice deontologico, i mezzi attraverso cui è possibile per l'avvocato dare informazioni sulla propria attività professionale consistono in carta da lettera, biglietti da visita, brochures informative, previa approvazione del Consiglio dell'Ordine dove lo Studio ha sede principale. Sul piano dei contenuti a è fatto obbligo all'avvocato di fornire le seguenti informazioni denominazione dello Studio con indicazione dei nominativi dei professionisti che lo compongono per le associazioni, società tra professionisti Consiglio dell' Ordine presso cui è iscritto ciascun componente di Studio sede principale di esercizio, eventuali sedi secondarie e recapiti, con indicazione di indirizzo, numeri telefonici, fax, e~mail e del sito web, se attivato. b è inoltre ammessa la comunicazione delle sole seguenti ulteriori informazioni titoli accademici diplomi di specializzazione conseguiti presso gli istituti universitari abilitazione a esercitare avanti alle giurisdizioni superiori per l'avvocato straniero titolo professionale gli consente l'esercizio in Italia per l'avvocato italiano all'estero titolo che gli consente l'esercizio all'estero, in conformità delle direttive comunitarie settori di esercizio dell'attività professionale civile, penale, amministrativo, tributario e, nell'ambito di questi, eventuali materie di attività prevalente -non più di 3 materie lingue conosciute logo dello Studio estremi della polizza assicurativa per la responsabilità professionale eventuale certificazione di qualità dello Studio l'avvocato che intenda fare menzione di una certificazione di qualità deve depositare presso il Consiglio dell'ordine il giustificativo della certificazione in corso di validità e l'indicazione completa del Certificatore e del campo di applicazione della certificazione ufficialmente riconosciuta dallo Stato . targhe, di dimensioni ragionevoli, poste all'ingresso dell'immobile ove è ubicato lo Studio e presso la porta di accesso, i.e. indicazione della presenza dello Studio legale, dei professionisti che lo compongono e della sua collocazione all'interno dello stabile annuari professionali, rubriche telefoniche, riviste e pubblicazioni in materie giuridiche siti web con domini propri e direttamente riconducibili all'avvocato, allo Studio legale associato, alla società di avvocati sui quali gli stessi operano una completa gestione dei contenuti e previa comunicazione al Consiglio dell'Ordine di appartenenza i.e. il sito deve riportare anche i dati del relativo Responsabile nonché i dati previsti dall'art. 17 e dal punto 1 dell'art. 17 bis può riportare le informazioni precedentemente dette non può contenere riferimenti commerciali e pubblicitari mediante l'indicazione diretta o tramite banner o pop~up di alcun tipo - Rapporti con il Consiglio dell'Ordine di appartenenza obbligo di collaborazione il Codice deontologico sancisce il dovere dell'avvocato di collaborare con il Consiglio dell'ordine di appartenenza o con altro che ne faccia richiesta per l'attuazione delle finalità istituzionali ad esso riservate, osservando scrupolosamente il dovere di verità i.e. obbligo dell'avvocato che faccia parte del Consiglio dell'Ordine di adempiere l'incarico con diligenza, imparzialità e nell'interesse generale obbligo di ogni iscritto di riferire al Consiglio circa fatti relativi alla vita forense o alla amministrazione della giustizia di cui sia a conoscenza, che richiedano iniziative o interventi collegiali obbligo di ogni iscritto di fornire le informazioni richieste dal Consiglio in relazione ad esposti presentati da una parte/ dai colleghi, tendenti ad ottenere notizie o adempimenti nell'interesse dello stesso reclamante obblighi correlati alle elezioni forensi l'avvocato che partecipi, quale candidato o quale sostenitore di candidati, ad elezioni ad organi rappresentativi dell'Avvocatura deve comportarsi con correttezza, evitando forme di propaganda ed iniziative non consone alla dignità delle funzioni. Per disposto dei nuovi comma II e III dell'art. 57 del Codice inoltre, e' vietata ogni forma di propaganda elettorale o di iniziativa nella sede di svolgimento delle elezioni e durante le operazioni di voto. Nelle sedi di svolgimento delle operazioni di voto è consentita la sola affissione delle liste elettorali e di manifesti contenenti le regole di svolgimento delle operazioni di voto - Regole per le indagini difensive Per il caso in cui si intenda procedere ad indagini difensive, oltre al disposto di cui al c.p.p. in materia, valgono le regole di comportamento di cui l'art. 52 punti 1-16 del Codice deontologico, secondo cui Il difensore di fiducia e il difensore d'ufficio sono tenuti ugualmente al rispetto delle disposizioni previste nello svolgimento delle investigazioni difensive. In particolare il difensore ha il dovere di valutare la necessità o l'opportunità di svolgere investigazioni difensive in relazione alle esigenze e agli obiettivi della difesa in favore del proprio assistito. La scelta sull'oggetto, sui modi e sulle forme delle investigazioni nonché sulla utilizzazione dei risultati compete al difensore. Quando si avvale di sostituti, collaboratori di studio, investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici, il difensore può fornire agli stessi tutte le informazioni e i documenti necessari per l'espletamento dell'incarico, anche nella ipotesi di intervenuta segretazione degli atti, raccomandando il vincolo del segreto e l'obbligo di comunicare i risultati esclusivamente al difensore. Il difensore ha il dovere di mantenere il segreto professionale sugli atti delle investigazioni difensive e sul loro contenuto, finché non ne faccia uso nel procedimento, salva la rivelazione per giusta causa nell'interesse del proprio assistito. Il difensore ha altresì l'obbligo di conservare scrupolosamente e riservatamente la documentazione delle investigazioni difensive per tutto il tempo ritenuto necessario o utile per l'esercizio della difesa. È fatto divieto al difensore e ai vari soggetti interessati di corrispondere compensi o indennità sotto qualsiasi forma alle persone interpellate ai fini delle investigazioni difensive, salva la facoltà di provvedere al rimborso delle spese documentate. Il difensore deve informare le persone interpellate ai fini delle investigazioni della propria qualità, senza obbligo di rivelare il nome dell'assistito. Il difensore deve inoltre informare le persone interpellate che, se si avvarranno della facoltà di non rispondere, potranno essere chiamate ad una audizione davanti al pubblico ministero ovvero a rendere un esame testimoniale davanti al giudice, ove saranno tenute a rispondere anche alle domande del difensore. Il difensore deve altresì informare le persone sottoposte a indagine o imputate nello stesso procedimento o in altro procedimento connesso o collegato che, se si avvarranno della facoltà di non rispondere, potranno essere chiamate a rendere esame davanti al giudice in incidente probatorio. Il difensore, quando intende compiere un accesso in un luogo privato, deve richiedere il consenso di chi ne abbia la disponibilità, informandolo della propria qualità e della natura dell'atto da compiere, nonché della possibilità che, ove non sia prestato il consenso, l'atto sia autorizzato dal giudice. Per conferire, chiedere dichiarazioni scritte o assumere informazioni dalla persona offesa dal reato il difensore procede con invito scritto, previo avviso al legale della stessa persona offesa, ove ne sia conosciuta l'esistenza. Se non risulta assistita, nell'invito è indicata l'opportunità che comunque un legale sia consultato e intervenga all'atto. Nel caso di persona minore, l'invito è comunicato anche a chi esercita la potestà dei genitori, con facoltà di intervenire all'atto. Il difensore, anche quando non redige un verbale, deve documentare lo stato dei luoghi e delle cose, procurando che nulla sia mutato, alterato o disperso. Il difensore ha il dovere di rispettare tutte le disposizioni fissate dalla legge e deve comunque porre in essere le cautele idonee ad assicurare la genuinità delle dichiarazioni. Il difensore deve documentare in forma integrale le informazioni assunte. Quando è disposta la riproduzione anche fonografica le informazioni possono essere documentate in forma riassuntiva. Il difensore non è tenuto a rilasciare copia del verbale alla persona che ha reso informazioni né al suo difensore . -Regole valevoli nel caso in cui s'intenda assumere il ruolo di arbitro doveri di probità e correttezza l'avvocato chiamato a svolgere la funzione di arbitro è tenuto ad improntare il proprio comportamento a probità e correttezza e a vigilare che il procedimento si svolga con imparzialità e indipendenza i.e. divieto di assunzione del ruolo di arbitro per il caso di rapporti professionali in corso con una delle parti, ovvero se una delle parti del procedimento sia assistita da altro professionista socio/associato, ovvero che eserciti negli stessi locali obblighi di indipendenza e di imparzialità l'avvocato deve comunicare alle parti ogni circostanza di fatto e ogni rapporto con i difensori che possano incidere sulla sua indipendenza, al fine di ottenere il consenso delle parti stesse all'espletamento dell'incarico. Nell'accettare l'incarico di arbitro, l'avvocato i deve dichiarare per iscritto, l'inesistenza di ragioni ostative all'assunzione della veste di arbitro o comunque di relazioni di tipo professionale, commerciale, economico, familiare o personale con una delle parti. Diversamente, deve specificare dette ragioni ostative, la natura e il tipo di tali relazioni e può accettare l'incarico solo se le parti non si oppongano entro 10 gg. dal ricevimento della comunicazione ii deve comportarsi nel corso del procedimento in modo da preservare la fiducia in lui riposta dalle parti e deve rimanere immune da influenze e condizionamenti esterni di qualunque tipo obblighi di riservatezza l'avvocato che assuma la carica di arbitro i ha il dovere di mantenere la riservatezza sui fatti di cui venga a conoscenza in ragione del procedimento arbitrale ii non deve fornire notizie su questioni attinenti al procedimento iii non deve rendere nota la decisione prima che questa sia formalmente comunicata a tutte le parti -Norma di chiusura le disposizioni specifiche del Codice deontologico costituiscono esemplificazioni dei comportamenti più ricorrenti e non limitano l'ambito di applicazione dei principi generali espressi cfr. art. 60 .