L'Iva è... lapidaria e non fa sconti

Aliquota agevolata del 10 per cento applicabile solo ai manufatti per la sepoltura

La cessione di lapidi non rientra in nessuna delle voci soggette ad aliquota agevolata. Trattandosi di beni a sé stanti rispetto al manufatto per la sepoltura, assimilato alle opere di urbanizzazione con Iva al 10%, le lapidi dovranno scontare l'imposta in misura ordinaria. di Massimo Bernabei e Salvatore Albanese La società interpellante svolge l'attività di lavorazione e vendita al consumo di marmi, graniti, lapidi, loculi e monumenti funebri, operando insieme ad altri artigiani nell'ambito della cosiddetta arte funeraria. La questione sottoposta all'Agenzia delle Entrate è l'Iva applicabile alla cessione di tali prodotti e a determinati lavori di natura cimiteriale nello specifico, è stato chiesto quale sia la corretta aliquota di imposta per la cessione al pubblico di lapidi, da parte dell'artigiano che ne cura la realizzazione. Secondo la soluzione prospettata dal contribuente, tali operazioni dovrebbero scontare l'imposta in misura pari al 20%, in quanto le lapidi come tali non rientrano in nessuna delle voci comprese nella tabella allegata al Dpr 633i, ipotesi nelle quali si rendono applicabili le aliquote agevolate del 4% o del 10%ii. Il dubbio riguarda l'esatta delimitazione delle fattispecie rientranti nel n. 127quinquies della parte III della tabella A, relativo ai beni e ai servizi che scontano l'aliquota in misura ridotta rispetto al regime ordinario. Tra questi rientrano le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di cui all'articolo 4 della legge 847/64, integrato dall'articolo 44 della legge 865/71, soggette ad imposta nella misura del 10%. A tali interventi di urbanizzazione primaria, seguendo l'interpretazione fornita da espressa previsione di leggeiii, vengono assimilati gli impianti cimiteriali, quali servizi sociali indispensabili, parificati alle suddette opereiv. Secondo le successive interpretazioni normativev, l'aliquota Iva prevista per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria si applica anche ai manufatti per sepoltura e alle aree destinate alla costruzione ed ampliamento dei cimiteri. Lo conferma una successiva circolare ministerialevi secondo la quale nel concetto in esame rientrano gli impianti cimiteriali di cui all'articolo 54vii del previgente regolamento di polizia mortuaria, approvato con il Dpr 803/75viii tra questi gli immobili relativi all'ampliamento e alla costruzione dei cimiteri, riguardanti area, via di accesso, zone di parcheggio, spazi e viali destinati al traffico interno, costruzioni accessorie, quali depositi di osservazione, camera mortuaria, sala di autopsia, cappella, forno crematorio, servizi destinati al pubblico e agli operatori, abitazione del custode. In particolare, l'intervento del Ministero ha chiarito che l'applicazione dell'aliquota Iva ridotta riguarda esclusivamente i beni strettamente annessi all'industria lapidea diversamente, sono sempre soggetti all'aliquota ordinaria gli oggetti d'arte, di arredo o di carattere ornamentale, in qualsiasi fase della loro commercializzazioneix. Secondo il punto di vista interpretativo dell'Agenzia delle Entrate, in linea generale i manufatti per la sepolturax ceduti dall'artigiano che li ha realizzatixi rientrano nell'ambito degli impianti cimiteriali di cui all'attuale articolo 56 del Dpr 285/90xii, quali opere di urbanizzazione soggette all'aliquota Iva del 10% prevista dal n. 127quinquies della Tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72. Diversamente, nella fattispecie delle lapidi, nonché dei vasi, lanterne, croci e prodotti assimilati, non facenti parte del manufatto per la sepoltura, tale assimilazione non può verificarsi, trattandosi di beni a sé stanti rispetto alle opere di cui alla citata legge 847/64. Ai fini della determinazione della corretta aliquota Iva applicabile, rileva dunque non la natura di materia prima, o di prodotto finito, attribuibile alla lapide, quanto piuttosto il fatto che la stessa non possa risultare inglobata nel manufatto per la sepoltura, costituendo invece un bene autonomo e indipendente. In tal modo viene fatta definitiva chiarezza su una questione interpretativa riguardo alla quale il ministero delle Finanzexiii si era già pronunciato nel 1983xiv, precisando la distinzione tra prodotto lapideo e lapide. Riguardo ai primi, originariamente il n. 108 della Tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72xv, prevedeva l'applicazione dell'Iva in misura pari al 10%xvi, anche se successivamente l'agevolazione veniva soppressa e l'aliquota elevata al 20%xvii. In ogni caso, mentre prodotto lapideoxviii è l'originaria lastra di marmo acquistata dall'artigiano, la lapide realizzata attraverso la successiva lavorazione, cioè sagomando, lucidando e incidendo la lastra stessaxix, non ricade in tale fattispecie e non risultando assimilabile ai manufatti per la sepoltura, quali loculi, tombe e cappelle, non rientra in alcuna delle ipotesi di applicazione ridotta dell'aliquota Ivaxx. Di conseguenza, la commercializzazione di lapidi e i connessi lavori di riparazione, ristrutturazione, restauro e rinnovamento sconteranno sempre l'imposta sul valore aggiunto con l'aliquota ordinaria al 20%. Riferimenti normativi Dl 417/91, convertito con modificazioni nella legge 66/1992. Articolo 1, comma 14 La disposizione contenuta nell'articolo 26bis del Dl 415/89, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38, deve intendersi nel senso che l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto prevista per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria di cui al numero 22 della tabella A, parte seconda, allegata al Dpr 633/72, si applica agli immobili indicati nell'articolo 54 del Dpr 803/75, e successive modificazioni, ivi compresi i manufatti per sepoltura, nonché le aree destinate alla costruzione ed all'ampliamento dei cimiteri. Riferimenti bibliografici Luigi Marzullo, Loculi esclusi soltanto se concessi dal Comune, FISCOoggi del 3 dicembre 2002 Saverio Cinieri, La disciplina fiscale degli immobili. Iva costruzione di immobili, FISCOoggi del 31 ottobre 2005 Alfonso Russo, Iva ordinaria per la cessione di lapidi, FISCOoggi del 12 ottobre 2006 Documenti di prassi Ministero delle Finanze, Circolare del 2 marzo 1994, n. 1 Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 29 novembre 2002, n. 376/E Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 9 ottobre 2006, n. 111/E i Decreto del Presidente della Repubblica n 633 del 26 ottobre 1972, istitutivo dell'imposta sul valore aggiunto. ii In particolare, la Tabella A, allegata del DPR 633, elenca nelle parti II e III i beni e servizi soggetti rispettivamente all'aliquota del 4% o del 10%. iii Articolo 26 bis del decreto legge 28 dicembre 1989, n. 415, convertito nella legge 28 febbraio 1990, n. 38. Stabilisce che gli impianti cimiteriali sono equiparati, ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, alle opere di urbanizzazione primaria, soggette all'aliquota del 10%. iv Già il Ministero delle Finanze, con la Circolare n. 1 del 2 marzo 1994, specificava che rientrano nella nozione di cui alla citata tabella A, parte III, al n. 127 quinquies, gli altri edifici e impianti equiparati, in base a disposizioni speciali, alle opere di urbanizzazione. v Il citato articolo 26 bis, del decreto legge 415/1989, viene successivamente interpretato dall'articolo 1, comma 14, del decreto legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito nella legge 6 febbraio 1992, n. 66. Tali interventi confermano la parificazione degli impianti cimiteriali alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Vedi in calce il testo dell'articolo 1, comma 14, del dl 417. vi Circolare n. 1 del 2 marzo 1994. A sostegno l'Agenzia cita anche la risoluzione 376/E del 29 novembre 2002. vii Vie di accesso e zone interne al cimitero, costruzioni accessorie quali depositi, camera mortuaria, sala di autopsia, cappella, forno crematorio, e servizi destinati sia al pubblico sia agli operatori del cimitero. viii Oggi sostituito dal DPR 10 agosto 1990, n. 285, articolo 56. ix Ministero delle Finanze circolare citata n. 1 del 2 marzo 1994, paragrafo 7, parte seconda. x Principalmente i manufatti per la sepoltura sono i loculi, le tombe e le cappelle, che diversamente dalle lapidi sono parte integrante del manufatto stesso. xi In quanto prodotti finiti assimilati agli interventi di cui al citato n. 127 quinquies, parte III, tabella A, del DPR 633 del 1972. xii Che sostituisce, come detto, l'articolo 54 del previgente regolamento di polizia mortuaria approvato con DPR 21 ottobre 1975, n. 803. xiii Oggi Ministero dell'Economia e delle Finanze. xiv Risoluzione 8 febbraio 1983, prot. N. 350577, Ministero delle Finanze. xv Attualmente soppresso. xvi L'agevolazione è stata peraltro soppressa dall'articolo 36 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427. xvii D.L. 29 settembre 1997, n. 328, convertito dalla legge 29 novembre 1997, n. 410. xviii In base alla definizione di cui all'articolo 1 della legge 158/1971, il prodotto lapideo ha subito una o più lavorazioni industriali, senza tuttavia perdere le sue caratteristiche e trasformarsi in prodotto finito di conseguenza rimane assimilabile alle materie prime. Si veda l'articolo di Saverio Cinieri, La disciplina fiscale degli immobili 12 , su FISCOoggi del 31 ottobre 2005. xix Si veda anche la risoluzione 30 luglio 1990, prot. n. 430395. xx La già citata risoluzione 29 novembre 2002, n. 376, riporta un ulteriore elencazione di altri servizi cimiteriali soggetti ad Iva con l'aliquota ordinaria, che sono i seguenti inumazioni, tumulazioni, esumazioni, traslazioni di salme, cremazioni, tranne quando vengono rese dai Comuni nella veste di pubblica autorità. Anche i servizi concernenti la manutenzione, quando hanno natura privatistica, sono di regola imponibili Iva al 20%.

Agenzia delle Entrate Direzione centrale normativa e contenzioso Risoluzione 9 ottobre 2006, n. 111 Oggetto Istanza d'interpello - Dpr 633/72 - Cessione di lapidi - ALFA SNC di Beta & C. Testo La Direzione ha trasmesso un'istanza di interpello formulata ai sensi dell'articolo 11 della legge 212/00, con cui la ALFA SNC di Beta & C. di seguito società ha chiesto chiarimenti in merito all'aliquota IVA applicabile alla cessione di lapidi. Quesito La società, che svolge l'attività di lavorazione e vendita al dettaglio di marmi, graniti, lapidi, loculi e monumenti funebri, fa presente che alcune aziende operanti nello stesso settore arte funeraria , nella città di , hanno comunicato ai propri clienti di poter applicare l'imposta sul valore aggiunto per la vendita di lapidi nella misura ridotta del 10 per cento anziché nella misura ordinaria del 20 per cento. Pertanto chiede quale sia la corretta aliquota applicabile. Soluzione prospettata La società ritiene che i prodotti lapidei non siano riconducibili in nessuna delle voci comprese nella specifica tabella allegata al Dpr 633/72, e che, pertanto, le relative cessioni debbano essere assoggettate all'IVA con l'aliquota ordinaria del 20 per cento. Parere dell'Agenzia delle Entrate L'articolo 26bis del Dl 415/89, convertito dalla legge 38/1990, stabilisce che gli impianti cimiteriali sono servizi indispensabili parificati alle opere di urbanizzazione primaria ai sensi e per gli effetti dell'articolo 4 della legge 847/64, integrato dall'articolo 44 della legge 865/71. A tal fine, si considerano impianti cimiteriali le opere ed i servizi indicati nell'articolo 54 del regolamento di polizia mortuaria, approvato con Dpr 803/75. Secondo l'interpretazione autentica del citato articolo 26bis contenuta nell'articolo 1, comma 14, del Dl 417/91, convertito dalla legge 66/1992, l'aliquota IVA prevista per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria si applica agli immobili indicati nell'articolo 54 del Dpr 803/75 ivi compresi i manufatti per sepoltura, nonché le aree destinate alla costruzione ed all'ampliamento dei cimiteri cfr. circolare n. 1-E-IV-8-480 del 2 marzo 1994, e risoluzione n. 376/E del 29 novembre 2002 . Gli immobili indicati dall'articolo 54 del previgente regolamento di polizia mortuaria, oggi sostituito dal Dpr 285/90, articolo 56 , relativo ai progetti di ampliamento e di costruzione dei cimiteri, riguardano area, via di accesso, zone di parcheggio, spazi e viali destinati al traffico interno, costruzioni accessorie deposito di osservazione, camera mortuaria, sala di autopsia, cappella, forno crematorio, servizi destinati al pubblico ed agli operatori cimiteriali, abitazione del custode . Pertanto, i manufatti per sepoltura loculi, tombe e cappelle , ceduti dalla ditta che li ha costruiti, possono rientrare fra le opere di urbanizzazione soggette all'aliquota IVA ridotta del 10 per cento di cui al n. 127quinquies , della Tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72. La cessione di lapidi nonché vasi, lanterne, croci, ecc. a sé stanti, cioè non inglobate in un manufatto per sepoltura, invece, non può essere ricondotta a tale fattispecie, come pure i lavori di restauro eseguiti su lapidi già realizzate. Si precisa, al riguardo, che il n. 108, della Tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/72, che prevedeva per i materiali e i prodotti dell'industria lapidea l'applicazione dell'aliquota d'imposta nella misura agevolata del 10 per cento, è stato soppresso dall'articolo 36 del Dl 331/93, convertito dalla legge 427/93, e che, a partire dal 1 ottobre 1997, il Dl 328/97, convertito, con modificazioni dalla legge 410/97, ha elevato l'aliquota IVA applicabile ai beni in esame al 20 per cento. D'altra parte già con la risoluzione 8 febbraio 1983, prot. n. 350577, era stato precisato che prodotto lapideo è la lastra di marmo acquistata dall'artigiano, ma non la lapide che egli realizza con il proprio lavoro, cioè sagomando la lastra, lucidandola ed incidendovi sopra delle scritte, con la conseguenza che le relative cessioni devono essere assoggettate all'IVA con l'aliquota ordinaria cfr. anche ris. 30 luglio 1990, prot. n. 430395 . Pertanto, sulla base delle disposizioni normative attualmente vigenti, si ritiene che la commercializzazione di lapidi debba essere assoggettata all'aliquota IVA in misura ordinaria. Eventuali lavori di riparazione, ristrutturazione ovvero restauro o rinnovamento sono in ogni caso da assoggettare all'imposta sul valore aggiunto con l'aliquota ordinaria del 20 per cento, non rientrando le dette fattispecie in alcuna norma agevolativa. La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza presentata alla Direzione , viene resa dalla scrivente, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo del Dm 209/01.