Concorsi nazionali, sulle controversie la competenza è sempre del Tar Lazio

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino* La cognizione delle controversie relative ad atti appartenenti ad una procedura concorsuale a rilevanza nazionale, indetta da un organo centrale dello Stato per posti di pubblico impiego, deve essere affidata al Tar del Lazio, sede di Roma, secondo le previsioni dell'articolo 3 della legge 1034/71. È quanto deciso dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, con la sentenza 7198/05 depositata lo scorso dicembre e qui leggibile nei documenti correlati . I fatti in esame hanno inizio il 16 maggio 2005, allorquando il ricorrente ha chiesto al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sede di Catanzaro, l'annullamento del provvedimento in data 18 marzo 2005 della Sottocommissione di visita medica del Comando Centro di Reclutamento della Guardia di Finanza di Roma, con cui è stato dichiarato non idoneo all'arruolamento volontario in ferma breve nella Guardia di Finanza. Il ministero dell'Economia e delle Finanze ed il Comando Generale della Guardia di Finanza, nel costituirsi in giudizio, hanno proposto istanza per regolamento di competenza, adducendo che l'impugnazione di un atto proveniente da un amministrazione operante su tutto il territorio nazionale con effetti non limitati all'ambito regionale, qual era quello impugnato, determinava la competenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma. Mancando l'adesione della parte intimata alla formulata eccezione di incompetenza del giudice adito, questi, con ordinanza 35624 del 23/29 giugno 2005, ritenuta la non manifesta inammissibilità e infondatezza della predetta istanza di regolamento, ha ordinato la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato, per la pronunzia sulla competenza. Per i giudici di Palazzo Spada, la controversia instaurata innanzi al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sede di Catanzaro, nello specifico caso, investe atti appartenenti a una procedura concorsuale indetta da un organo centrale dello Stato per posti di pubblico impiego a rilevanza nazionale. Ciò comporta - a parere del collegio - che la cognizione della controversia debba essere affidata, come correttamente eccepito dalle amministrazioni statali, al Tribunale amministrativo per il Lazio, sede di Roma, secondo le previsioni dell'articolo 3 della legge 1034/71. La norma citata dai giudici amministrativi dispone 1. Sono devoluti alla competenza dei tribunali amministrativi regionali i ricorsi per incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge contro atti e provvedimenti emessi dagli organi centrali dello Stato e degli enti pubblici a carattere ultraregionale 2. per gli atti emessi da organi centrali dello Stato o di enti pubblici a carattere ultraregionale, la cui efficacia è limitata territorialmente alla circoscrizione del tribunale amministrativo regionale, e per quelli relativi a pubblici dipendenti in servizio, alla data di emissione dell'atto, presso uffici aventi sede nella circoscrizione del tribunale amministrativo regionale la competenza è del Tar medesimo 3. Negli altri casi, la competenza, per gli atti statali, è del tribunale amministrativo regionale con sede a Roma per gli atti degli enti pubblici a carattere ultraregionale è del tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede l'ente. Infatti - è detto, ancora, in motivazione - gli atti della procedura in argomento non esauriscono la loro efficacia nell'ambito della circoscrizione regionale del Tribunale adito, ma concernono direttamente le vicende e i risultati dell'intero concorso ed incidono, perciò, su situazioni giuridiche che si estendono sull'intero territorio nazionale. I giudici sottolineano, altresì, che la stessa sezione, in più occasioni, ha affermato ripetutamente che l'ambito territoriale di efficacia di un provvedimento amministrativo va individuato con riferimento agli effetti che lo stesso produce in ordine al territorio, osservando che l'efficacia di un bando di concorso va individuato non con riferimento ai posti messi a concorso, ma con riguardo alla natura dell'atto, ritenendo, quindi, che rientrano nella competenza del Tribunale amministrativo del Lazio le controversie aventi a oggetto atti di una procedura concorsuale che si svolge su base nazionale CdS, Sezione quarta, 589/92 5633/01 e tale non può che ritenersi l'atto oggetto del presente giudizio, che, pur comportando l'esclusione dalla procedura concorsuale del solo ricorrente, incide, sull'intera, e comunque unitaria, procedura CdS, Sezione quarta, 6451/02 5925/04 . Sulla base delle suesposte osservazioni, il collegio accoglie il ricorso per regolamento di competenza, dichiarando competente a decidere sulla controversia in esame il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma. * Avvocato

Consiglio di Stato - Sezione quarta - decisione 28 ottobre-20 dicembre 2005, n. 7198 Presidente ed estensore Saltelli Ricorrente ministero dell'Economia e delle finanze ed altri Fatto Con ricorso notificato il 16 maggio 2005 il signor Antonio Sicilia ha chiesto al Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sede di Catanzaro, l'annullamento del provvedimento in data 18 marzo 2005 della Sottocommissione di visita medica del Comando Centro di Reclutamento della Guardia di Finanza di Roma, con cui è stato dichiarato non idoneo all'arruolamento volontario in ferma breve nella Guardia di Finanza in quanto affetto da ipoacusia mono laterale dx con deficit di 60 dB a 3000 Hz , deducendo eccesso di potere per errore nei presupposti travisamento ed erronea valutazione dei fatti perplessità illogicità irragionevolezza e ingiustizia manifesta. Il ministero dell'Economia e delle Finanza ed il Comando Generale della Guardia di Finanza, nel costituirsi in giudizio, con atto notificato in data 6 giugno 2005, depositato il successivo 9 giugno 2005, hanno proposto istanza per regolamento di competenza, adducendo che l'impugnazione di un atto proveniente da un amministrazione operante su tutto il territorio nazionale con effetti non limitati all'ambito regionale, qual'era quello impugnato, determinava la competenza del Tar del Lazio, sede di Roma. Mancando l'adesione della parte intimate alla formulata eccezione di incompetenza del giudice adito, questi, con ordinanza 35624/05, ritenuta la non manifesta inammissibilità e infondatezza della predetta istanza di regolamento, ha ordinato la trasmissione degli atti al Consiglio di Stato, per la pronunzia sulla competenza. L'intimato non si è costituito nella fase innanzi a questo Consiglio di Stato. Diritto Il ricorso è fondato e deve essere accolto. Come emerge dall'esposizione in fatto e dalla documentazione in atti, la controversia instaurata innanzi al Tar per la Calabria, sede di Catanzaro, concerne la legittimità del giudizio di non idoneità formulata nei confronti del signor Antonio Sicilia dalla Sottocommissione di visita medica del Comando Centro di Reclutamento di Roma nell'ambito della procedura di arruolamento volontario in ferma breve nella Guardia di Finanza, investendo quindi atti appartenenti a una procedura concorsuale indetta da un organo centrale dello Stato per posti di pubblico impiego a rilevanza nazionale. Ciò comporta che la cognizione della controversia debba essere affidata, come correttamente eccepito dalle amministrazioni statali, al Tribunale amministrativo per il Lazio, sede di Roma, secondo le previsioni dell'articolo 3 della legge 1034/71. Infatti, gli atti della procedura in argomento non esauriscono la loro efficacia nell'ambito della circoscrizione regionale del Tribunale adito, ma concernono direttamente le vicende e i risultati dell'intero concorso ed incidono, perciò, su situazioni giuridiche che si estendono sull'intero territorio nazionale. Questa Sezione ha affermato ripetutamente che l'ambito territoriale di efficacia di un provvedimento amministrativo va individuato con riferimento agli effetti che lo stesso produce in ordine al territorio, osservando che l'efficacia di un bando di concorso va individuato non con riferimento ai posti messi a concorso, ma con riguardo alla natura dell'atto. Essa ha così ritenuto che rientrano nella competenza del Tribunale amministrativo del Lazio le controversie aventi a oggetto atti di una procedura concorsuale che si svolge su base nazionale CdS, Sezione quarta, 589/92 5633/01 e tale non può che ritenersi l'atto oggetto del presente giudizio, che, pur comportando l'esclusione dalla procedura concorsuale del solo ricorrente, incide, sull'intera, e comunque unitaria, procedura CdS, Sezione quarta, 6451/02 5925/04 . In conclusione il ricorso per regolamento di competenza deve essere accolto e deve essere dichiarato competente a decidere sulla controversia in esame il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione quarta, accoglie l'istanza di regolamento di competenza di cui all'epigrafe e, per l'effetto, dichiara competente a conoscere la controversia di cui pure in epigrafe il Tar per il Lazio, sede di Roma. Condanna il signor Antonio Sicilia al pagamento in favore del ministero dell'Economia e delle Finanze e del Comando Generale della Guardia di Finanza delle spese della presente fase di giudizio che si liquidano complessivamente in euro 1.500,00 millecinquecento . Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 1 - 2 - N.R.G. 5847/2005 MA