Amministrazioni locali: il giudice contabile riceve (i bilanci) solo via Internet

Le Province, i comuni capoluogo e quelli con più di 60 mila abitanti dovranno trasmettere per via telematica il rendiconto dell'esercizio 2004. Per tutti gli altri enti locali la svolta tecnologica sarà nel 2006

Comuni e Province, il rendiconto dell'esercizio 2004 si trasmette per via telematica. Entro il prossimo 10 novembre, infatti, le amministrazioni provinciali, i Comuni capoluogo e quelli con più di 60 mila abitanti dovranno trasmettere via internet alla sezione delle autonomie della Corte dei conti il rendiconto dell'esercizio 2004. Per gli altri enti locali l'attuazione è differita nel 2006. Lo ha deciso Via Flaminia attuando l'articolo 28 della Finanziaria 2003. Ieri, a Roma nella sede della Suprema magistratura contabile, di fronte all'autorevole parterre, erano intervenuti i rappresentanti degli enti locali e le loro associazioni, è stato presentato il nuovo sistema di trasmissione telematica dei dati contabili dei Comuni e delle Province alla sezione delle autonomie della Corte dei conti, attraverso il suo sito istituzionale. L'incontro di carattere informale e di lavoro, ha sottolineato ieri il presidente di Via Flaminia, Francesco Staderini, ha lo scopo di verificare l'azione finora svolta per l'attuazione della recente normativa che ha introdotto l'obbligo per gli enti locali di inviare per via telematica alla Corte i loro rendiconti e altra documentazione contabile. Dopo la legge 289 del 2002 che ha apportato questa apprezzabile innovazione e le disposizioni di attuazione adottate con decreto del ministro dell'Interno di concerto con quello dell'economia nel giugno del 2004, la Corte ha messo a punto, d'intesa con il ministero dell'Interno e le associazioni degli enti locali, il protocollo finanziario. Ma non solo, si è dotata dei necessari supporti tecnici ed ha definito analiticamente modalità operative e calendario per l'invio, a partire dal prossimo ottobre, dopo una breve fase di sperimentazione. Infine, Staderini ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro misto con Anci e Upi per approfondire, anche con l'aiuto di esperti, i temi più delicati, fonte di possibili frizioni nei rapporti con gli enti locali, ed elaborare linee di azione condivise attraverso le quali la Corte possa espletare la sua funzione di controllo e garanzia se del caso anche anticipando, in via sperimentale, auspicabili interventi legislativi ad integrazione di quanto già prevede in proposito la legge. Il presidente di sezione, Giuseppe Larosa, ha sottolineato nella sua relazione qui leggibile nei documenti correlati come la riforma del Titolo V abbia spostato l'asse della finanza pubblica verso gli enti di autonomia territoriale ed abbia determinato nuove esigenze conoscitive che impongono un monitoraggio attento del comparto. Il naturale destinatario dei dati contabili, oltre agli organi rappresentativi degli enti ed agli organi statali che svolgono compiti di governo della finanza pubblica, è la Corte dei conti che, operando al servizio dello Stato comunità, è chiamata a garantire l'equilibrio economico finanziario del settore pubblico e la corretta gestione delle risorse collettive. Dopo l'avvio della fase di sperimentazione presso un numero ristretto di enti locali, ha concluso Larosa, è oggi possibile fornire in diretta una dimostrazione concreta della procedura di trasmissione telematica attraverso l'effettivo invio alla magistratura contabile dei files contenenti i quadri del rendiconto da parte dei Comuni di Roma e Milano e della Provincia di Lecce . Angelo Buscema, responsabile dei sistemi informativi della Corte dei conti, ha ricordato come l'obiettivo primario del progetto, già previsto nel piano triennale 2004/2006 presentato al Cnipa, sia quello della dematerializzazione documentale di dati contabili con razionalizzazione e semplificazione dei rapporti fra le amministrazioni centrali dello Stato Corte dei conti, ministero dell'Interno, ministero dell'Economia e finanze e degli enti locali e, per tale motivo, si colloca in modo pressoché naturale nell'ambito degli obiettivi di e-government . E ha concluso Con la rendicontazione telematica si otterrà lo snellimento delle procedure amministrative interne e una sostanziale riduzione dei costi di gestione sia per gli enti locali che per la Corte dei conti . Carlo Gigliolo, responsabile per la Consip, ha, quindi illustrato gli aspetti tecnici del progetto. Giancarlo Giordano, intervenuto in rappresentanza del ministero dell'Economia e finanze, ha espresso pieno appoggio da parte della Ragioneria generale dello Stato Rgs al progetto, ricordando come l'adesione sia stata già formalizzata in una nota di fine luglio in cui si è manifestato l'interesse, da parte della Rgs, ad acquisire i rendiconti telematici e si è confermata un'ampia disponibilità a realizzare, anche attraverso la definizione di un protocollo d'intesa, lo scambio informatico dei dati contabili degli enti territoriali per conseguire non solo una base informativa comune tra Ragioneria e Corte dei conti, ma anche per evitare appesantimenti agli enti derivanti dal dover trasmettere le medesime informazioni a più soggetti pubblici. L'assessore al bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, ha evidenziato come l'esistenza di dati contabili condivisi costituisca la condizione essenziale per rendere efficace il dibattito politico, e per evitare ciò che purtroppo è avvenuto spesso in Italia, e cioè una discussione pubblica viziata da asimmetrie informative . Per questo il Comune di Roma, che ha partecipato alla fase di sperimentazione del progetto, è convinto che, al di là degli obiettivi primari già richiamati, lo stesso possa costituire occasione per la costruzione di una solida collaborazione interistituzionale . Francesco Bruno, Presidente dell'Ardel, compiacendosi per l'attuazione del progetto ha ritenuto come lo stesso, per la sua messa a regime, richieda un forte impegno da parte dei responsabili dei servizi finanziari degli enti territoriali, non mancando di sottolineare i profili di criticità derivanti, principalmente, dalla frequente mancanza di omogeneità delle codifiche dei vari strumenti informatici necessari per la trasmissione dei dati. Piero Antonelli, in rappresentanza dell'Upi, ha ricordato il pieno sostegno dell'associazione al progetto sin dalla fase della sua prima elaborazione, ritenendolo innovativo, sia rispetto alle Province che rispetto alla stessa Associazione rappresentativa a livello nazionale. L'Upi ha confermato, inoltre, l'impegno a collaborare con la magistratura contabile per la messa a regime del progetto, tenendo conto dei tempi estremamente ristretti previsti per la sua attuazione. Antonelli ha, anche, rappresentato l'esigenza che i dati contabili acquisiti dalla Corte possano essere oggetto di trasmissione all'Upi e di elaborazione successiva in una logica di piena collaborazione fra la Corte dei conti e le Associazioni nazionali degli enti locali . Per l'Anci, Angelo Rughetti, ha espresso soddisfazione per la realizzazione del progetto, assicurando la piena disponibilità dell'associazione nella delicata fase di attuazione che richiederà un notevole impegno organizzativo, nonché interventi mirati di carattere formativo anche al fine di alleggerire gli oneri che gravano sugli enti locali. Occorre, anche, ha detto Rughetti, una nuova cultura della condivisione e della trasparenza dei dati contabili la cui lettura dovrebbe essere ispirata a criteri di omogeneità, così come sarebbe necessaria una riflessione sui criteri della catalogazione degli stessi, in quanto nella attuale situazione c'è il rischio di raccogliere sotto alla stessa voce dati che fanno riferimento a situazioni del tutto differenti. L'Anci, ha concluso, è in linea con lo spirito di cooperazione interistituzionale cui ha fatto riferimento il presidente della Corte dei conti. Cristina Cappuccini

Corte dei conti Intervento del Pres. Giuseppe Larosa la trasmissione telematica dei rendiconti degli enti locali nel quadro del coordinamento della finanza pubblica. 21 settembre 2005 1. Il quadro di riferimento La riforma del titolo V ha spostato l'asse della finanza pubblica verso gli enti di autonomia territoriale ed ha ingenerato nuove esigenze conoscitive che impongono un monitoraggio attento del comparto. Gli strumenti operativi consistono nelle scritture contabili degli enti ed, in via principale, nel rendiconto, che fornisce una rappresentazione contabile prospettica e multiforme finanziaria, patrimoniale ed economica. Il naturale destinatario di queste informazioni, oltre agli organi rappresentativi degli enti ed agli organi statali che svolgono compiti di governo della finanza pubblica, è la Corte dei conti che, operando al servizio dello Stato comunità, è chiamata a garantire l'equilibrio economico finanziario del settore pubblico e la corretta gestione delle risorse collettive. La riforma del titolo V della Costituzione, approvata dal Parlamento nella scorsa legislatura, garantisce la copertura costituzionale alle norme recentemente poste in tema di decentramento autonomistico, innovazione di grande rilievo che ha avviato il ciclo di riforme del regionalismo italiano. L'assetto dei pubblici poteri risulta modificato in modo determinante, essendo ampliata la sfera delle attribuzioni degli enti territoriali e limitato a determinate funzioni l'intervento dello Stato centrale. In questo complesso disegno, che si è andato a comporre negli anni a partire dalla legge 59/1997 ed ulteriori sviluppi dovrà avere con la messa a regime della riforma costituzionale, riveste un rilievo determinante l'aspetto del finanziamento degli enti di autonomia, che via via è stato indirizzato verso modalità maggiormente autonome per affermare la linea del c.d. federalismo fiscale che dovrebbe rappresentare un sistema nel quale il prelievo fiscale viene trattenuto in una quota significativa nel territorio nel quale è avvenuto ed in parte viene destinato allo Stato. Dall'esame della nuova normativa costituzionale ed in particolare dal testo novellato dell'articolo 119 della Costituzione, emerge una visione chiara, incisiva ed innovativa dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli enti di autonomia territoriale la sostanziale scomparsa della finanza di trasferimento o per obiettivi, con l'attribuzione ai comuni, alle province e alle regioni di una piena e completa autonomia finanziaria, fondata sulla facoltà attribuita agli enti di stabilire ed applicare tributi ed entrate propri in armonia con le disposizioni costituzionali e nel rispetto dei principi del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. 2. L'esigenza di coordinamento della finanza pubblica Nel nuovo ordinamento della Repubblica, conseguente alla revisione del titolo V della Costituzione ed al rafforzamento del sistema delle autonomie, prende corpo la domanda di una funzione di garanzia intesa, da un lato, ad assicurare la tutela degli equilibri di finanza pubblica e, dall'altro, a verificare il corretto funzionamento del sistema di riequilibrio. Questa funzione deve essere necessariamente svolta da un organo neutrale, la cui posizione di imparzialità gli consenta di valutare dall'esterno l'azione dei diversi soggetti dell'ordinamento. L'esigenza del coordinamento della finanza pubblica, come ora delineato dall'articolo 119 della Costituzione, richiede anche di valutare la corretta applicazione dei meccanismi che presiedono al federalismo solidale, che costituisce la formula di rapporti finanziari tra le diverse componenti del sistema che la novella costituzionale ha prescelto. Nel contesto che va prospettandosi, il controllo degli equilibri finanziari e della sana gestione delle risorse degli enti di autonomia costituirà un indispensabile supporto al corretto funzionamento di un sistema di autonomia spinta, nel quale l'asse della gestione pubblica e del reperimento delle risorse andrà sempre più a decentrarsi. La Corte dei conti, ai fini di coordinamento della finanza pubblica, verifica il rispetto degli equilibri di bilancio da parte dei comuni, province, città metropolitane e regioni, in relazione al patto di stabilità interno ed ai vincoli derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea articolo 7 legge 5 giugno 2003 n. 131 . 3. I controlli sulla finanza locale Attualmente, come è noto, la Sezione delle Autonomie esercita i controlli finanziari sulle gestioni degli enti locali e riferisce al Parlamento sull'andamento generale della finanza locale anche con riferimento al rispetto del quadro delle compatibilità generali di finanza pubblica poste dall'Unione europea e dal bilancio dello Stato e agli strumenti di riequilibrio e solidarietà definiti dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. I controlli finanziari presuppongono come naturale strumento per il loro esercizio la disponibilità di dati contabili che devono avere le caratteristiche della omogeneità, della tempestività e della completezza. E' necessario, quindi, verificare se gli attuali modelli operativi potranno sostenere l'impatto con le ampliate esigenze di conoscenza e, poi, di controllo, che deriveranno dal nuovo contesto operativo. Va ricordato al riguardo che il principale strumento offerto alla Sezione Autonomie per l'esercizio della sua funzione è costituito dai rendiconti degli enti locali e dalla documentazione ad essi allegata. L'obbligo della trasmissione dei rendiconti degli enti locali, al di fuori delle prescrizioni riguardanti i c.d. conti giudiziali che hanno differente finalizzazione, è stato introdotto dalla legge istitutiva della Sezione enti locali che ha prescritto appunto che i conti consuntivi delle province e dei comuni con popolazione superiore ad 8000 abitanti fossero inoltrati alla Corte dei conti. La trasmissione riguardava necessariamente il documento cartaceo approvato nelle forme prescritte e già sottoposto al controllo di legittimità secondo le modalità all'epoca in atto. Questo metodo di trasmissione all'epoca non ne erano ipotizzabili altri si è dimostrato nel tempo non ottimale per le esigenze di controllo della Corte che, per quanto attiene alla relazione generale sulla finanza locale, ripongono particolare attenzione alla formazione di dati aggregati e richiedono l'immissione in un sistema informatico, per mezzo dell'attività intellettiva e manuale del personale, dei dati tratti dai documenti cartacei. 4. La trasmissione telematica dei rendiconti Le modalità di trasmissione dei dati dal sistema enti locali alla Corte dei conti si sono rivelate inadeguate alle necessità di tempestiva conoscenza e controllo e sono apparse superate dalle innovazioni che sempre più rapidamente sono andate ad accreditarsi nel settore dell'informatica questa complessiva situazione ha spinto il legislatore, sin dal 1995 con il D.Lgs n. 77 , a prevedere canali di invio informatico e telematico, più rispondenti alle esigenze innanzi rappresentate. E' da aggiungere che il t.u. sull'ordinamento degli enti locali che ha sistematizzato e compendiato la precedente normativa si è dimostrato attento alla circolazione delle informazioni ed alla forma per realizzarla in modo più efficace, dedicando uno specifico articolo, il 12, ai sistemi informativi e statistici. Quest'articolo reca una prescrizione non priva di implicazioni, in quanto richiede agli enti locali di assicurare, anche attraverso sistemi informativo statistici automatizzati, la circolazione delle conoscenze e delle informazioni fra le amministrazioni per consentirne, quando prevista, la fruizione su tutto il territorio nazionale. Si tratta, quindi, di introdurre un modello di amministrazione in rete rivolto sia a facilitare e semplificare le procedure amministrative che a realizzare un sistema conoscitivo di ampia portata esteso al territorio nazionale. Per quanto attiene specificamente alla trasmissione dei rendiconti, l'articolo 69, comma 6, del D.Lgs 77/1995, successivamente trasfuso nell'articolo 227 del D.Lgs 267/00, stabilisce che qualora l'organizzazione degli enti lo consenta, il rendiconto è trasmesso alla Sezione enti locali anche attraverso strumenti informatici, con modalità da definire attraverso appositi protocolli di comunicazione . La disposizione suddetta è inserita nella seconda parte del D.Lgs 267, che disciplina l'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali, stabisce le regole contabili nonché la forma e i contenuti dei rendiconti e ribadisce le modalità del controllo della Corte sugli enti locali e la sua estensione, già affermata dal D.Lgs 77/1995 anche ai comuni con popolazione inferiore agli 8000 abitanti. In sostanza nel contesto della normativa che afferisce al rendiconto della gestione degli enti locali è prevista, oltre che la disciplina sostanziale sul controllo, anche una disposizione a carattere procedurale che stabilisce per gli enti stessi l'obbligo di trasmissione in via informatica dei rendiconti alla Corte dei conti. Se su un piano giuridico non può dubitarsi che di obbligo si tratti, stante la perentorietà del comando espresso all'indicativo presente, va notato che quest'obbligo era sottoposto a due condizioni e cioè l'adeguata organizzazione degli enti e la definizione di protocolli di comunicazione che ne potevano inficiare l'effettività. Comunque, l'introduzione di una disposizione di tal genere mette in evidenza come il legislatore, già dal 1995, avesse valutato l'esigenza di dotare la Corte di strumenti di acquisizione dei dati che, superando il rilievo formale del documento cartaceo, le consentissero una conoscenza più tempestiva e penetrante dei dati ed anche un più ampio campo d'azione. Questa esigenza, che già all'epoca appariva rilevante, si è rafforzata certamente alla vigilia dell'attuazione di un sistema di decentramento spinto che impone una maggiore attenzione alla valutazione della correttezza del suo funzionamento. La necessità di acquisire informazioni sull'attività di enti ed organismi pubblici allo scopo di assicurare il perseguimento di obiettivi di finanza pubblica è stata considerata nell'articolo 28 della legge finanziaria per il 2003, che ha previsto diversi strumenti informativi rivolti al Ministero dell'economia e finanze. In questo contesto è stato inserito anche un comma, dedicato alla Corte dei conti, che reca una modifica testuale del comma 6 dell'articolo 227 del D.Lgs 267/00. La modifica introdotta estende in primo luogo il novero dei documenti da trasmettere in via telematica alla Corte inserendo anche gli allegati del conto, le informazioni relative al patto di stabilità interno e i certificati del conto preventivo e consuntivo. Inoltre, restando ferma la natura obbligatoria della trasmissione telematica, non viene più contemplata la condizione dell'adeguata organizzazione degli enti e viene rimesso ad un decreto di natura non regolamentare emanato il 24 giugno 2004 la definizione di tempi, modalità e protocollo di comunicazione. Questi elementi e, in particolare, l'indicazione di una procedura che, anche se complessa, definisce chiaramente l'iter per avviare la trasmissione telematica, dovrebbero facilitare l'effettiva realizzazione di tale importante obiettivo. I benefici attesi dalla realizzazione del progetto concorrono a dare una risposta permanente alla necessità di rendere più efficiente l'attività referente intestata alla Sezione Autonomie. I benefici più significativi che ci si attende dalla realizzazione del progetto sono valutabili in termini qualitativi piuttosto che misurabili in termini quantitativi o monetizzabili in maniera diretta. Le valutazioni di tipo qualitativo riguardano il miglioramento di processi interni alla Corte dei conti legati all'attività di referto e controllo ed una più consistente integrazione, nella fruizione di dati contabili, tra gli enti centrali e periferici coinvolti nel progetto. I principali benefici che si otterranno dalla realizzazione dell'invio telematico dei rendiconti riguardano lo scambio immediato e facilmente coordinabile delle informazioni complete del rendiconto generale e la conseguente eliminazione di tutte le attività di stampa e distribuzione la flessibilità dell'accesso al patrimonio informativo per un adeguato supporto delle attività di Organi degli enti locali e di altri organi istituzionali la razionalizzazione ed ottimizzazione dei flussi di informazioni tra i vari attori tramite la tendenziale raccolta in unico contesto di tutte le informazioni richieste agli enti locali. 5. Tempi della trasmissione telematica e attività successive La fase sperimentale della trasmissione telematica, che si conclude oggi con le prove pratiche, apre un nuovo ciclo di attività per gli enti province, comuni capoluogo di provincia e comuni non capoluogo con più di 60.000 abitanti tenuti, secondo le prescrizioni del Dm 24 giugno 2004, all'invio telematico dei rendiconti. Tali enti dovranno accreditarsi al sistema secondo le indicazioni contenute nel sito web della Corte e dotarsi dei modelli XML per la trasmissione. Dal 1 ottobre gli enti che vi sono obbligati e che si siano dotati di modelli XML, potranno trasmettere alla Corte dei conti i rendiconti 2004 per via telematica. Il termine finale per la trasmissione è stato fissato al 10 novembre 2005 con delibera della Sezione 5/2005, trasmessa alle province, a tutti i comuni ed alle comunità montane. Avrà successivamente inizio l'attività di elaborazione dati che saranno accorpati con quelli dei rendiconti 2004 dei comuni non capoluogo e con popolazione compresa tra 8.000 e 60.000 abitanti , pervenuti in formato cartaceo. Le elaborazioni costituiranno indicazioni di base per i commenti agli andamenti della finanza locale che troveranno espressione nella relazione che la Sezione renderà nel 2006.