Una riforma (improcrastinabile) settant'anni dopo

Con una lettera inviata ai leader di entrambe le coalizioni, il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa chiede un'ampia revisione della disciplina che regola accesso, tirocinio e aggiornamento professionale

La riforma dell'Ordinamento forense non è più procastinabile. A ribadirlo è stato il presidente del Cnf Guido Alpa che con una lettera inviata qui leggibile nei documenti correlati ai capi delle due coalizioni, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, ha sollecitato la necessità che il prossimo Parlamento provveda a varare una riforma della disciplina forense che è rimasta ferma alle norme del 1933. L'appello è stato rivolto anche ai rappresentanti di tutte le forze politiche. Quello che Alpa chiede nella missiva sono regole chiare e praticabili sull'accesso, sul tirocinio e sull'aggiornamento professionale. Ma non solo, è necessario confermare l'attuale sistema ordinistico, l'autonomia nell'elaborazione del codice deontologico, della giurisdizione disciplinare e del sistema tariffario. Tuttavia, deve anche essere mantenuto l'attuale divieto di pubblicità comparativa. Il Consiglio nazionale forense auspica, inoltre che le forze politiche, rispondendo alle richieste dell'Avvocatura, formulate nell'interesse generale e a difesa dei cittadini, si uniformino ai principi delineati dal Parlamento europeo e provvedano in tempi rapidi ad elaborare la riforma, in un dialogo costruttivo e fattivo perché l'Avvocatura possa partecipare alla edificazione dell'ordinamento giuridico nazionale, alla difesa dei diritti e degli interessi dei cittadini, al miglioramento del servizio giustizia e al progresso economico del Paese . L'Aiga e i programmi dei due schieramenti politici. I giovani avvocati, ha detto ieri Valter Militi, presidente dell'Aiga, durante la campagna elettorale hanno cercato il dialogo con entrambi gli schieramenti e le loro richieste sono state accolte nei rispettivi programmi. Nonostante l'Aiga, ha continuato Militi, abbia trovato in entrambi le coalizioni ampi consensi sulla propria proposta di riforma della professione ha deciso comunque di mantenere alta la guardia per verificare che le dichiarazioni programmatiche delle forze politiche vengano effettivamente attuate durante la prossima legislatura. Quanto alla presa di posizione del Cnf in vista del prossimo Congresso nazionale forense che si terrà a Roma dall'8 all'11 giugno, l'Aiga ha apprezzato l'iniziativa volta a garantire la partecipazione di tutte le componenti dell'Avvocatura. Una situazione, aveva sostenuto Guido Alpa nel deliberato, che pregiudica la stessa capacità espressiva del mondo forense. Per questo, Alpa, aveva anche ribadito l'esigenza di rielaborare regole appropriate per l'organizzazione del Congresso forense. Tuttavia, ha concluso il presidente dei giovani avvocati, malgrado il Cnf finalmente abbia dato una risposta alle richieste dei giovani legali, e quindi si sia assunto le proprie responsabilità, Militi si è detto preoccupato per la riunione del Comitato organizzatore del Congresso che è prevista per domani. Del resto, la partecipazione di alcune importanti associazioni quali l'Aiga e l'Unione delle Camere penali italiane dipende proprio dal Comitato. I giovani avvocati auspicano, infatti, che il Comitato risponda all'appello dal Cnf e che finalmente il Congresso sia un momento di confronto non solo di alcune parti del mondo forense, ma dell'intera Avvocatura. cri.cap

Consiglio nazionale forense Lettera aperta del presidente Guido Alpa ai rappresentanti delle forze politiche presenti nella prossima competizione elettorale 31 marzo 2006 Il Consiglio Nazionale Forense in più occasioni ha sottoposto agli esponenti delle diverse formazioni politiche il progetto di riforma della disciplina dell' Avvocatura, risalente al 1933, che - nel corso della legislatura ormai conclusa - non è stato possibile attuare. La rilevanza costituzionale dell'Avvocatura, riconosciuta dall'articolo 24 della Costituzione, è stata pure riaffermata dal Parlamento europeo. Infatti, il 23 marzo scorso, in sede comunitaria è stata assunta una Risoluzione che riconosce all' Avvocatura il ruolo di garante dello Stato di diritto, il compito di tutela dell'interesse generale alla difesa in giudizio, il diritto di organizzarsi in sede nazionale secondo modelli che ne salvaguardino l'autonomia e l'indipendenza, e l'esigenza di conservare il sistema tariffario quale limite necessario dei principi di concorrenza, a cui l'interesse generale difeso dall' Avvocatura è sovraordinato. Le forze politiche dell'attuale maggioranza non sono riuscite ad introdurre questi principi in un articolato di legge e nemmeno le forze politiche dell'attuale minoranza si sono unitariamente espresse al riguardo. Il Consiglio Nazionale Forense riafferma ai leaders dei due schieramenti politici nella imminenza del confronto televisivo, prima della consultazione elettorale, l'esigenza di attuare una non differibile riforma della disciplina dell'Ordinamento forense nell'ambito dei principi contenuti nella risoluzione del Parlamento europeo, le cui linee guida sono regole chiare e praticabili sull'accesso alla professione in sostituzione dell'attuale regime provvisorio regole chiare e praticabili sulla formazione, sul tirocinio e sull'aggiornamento professionale la conferma del sistema ordinistico la conferma dell'autonomia nell'elaborazione del codice deontologico con la conferma della potestà deontologica e della giurisdizione disciplinare la conferma del sistema tariffario e delle limitazioni riguardanti la pubblicità. Auspica che le forze politiche, rispondendo alle richieste dell' Avvocatura, formulate nell'interesse generale e a difesa dei cittadini, si uniformino ai principi delineati dal Parlamento europeo e provvedano in tempi rapidi ad elaborare la riforma, in un dialogo costruttivo e fattivo perché l'Avvocatura possa partecipare alla edificazione dell'ordinamento giuridico nazionale, alla difesa dei diritti e degli interessi dei cittadini, al miglioramento del servizio giustizia e al progresso economico del Paese.