Proclamato lo stato d'agitazione

Nessuna astensione, ma dal 10 febbraio fino alle elezioni si terranno assemblee circondariali in tutt'Italia

Proclamato lo stato di agitazione fino alle prossime elezioni, l'Avvocatura unita si mobilita a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della professione forense. I rappresentanti degli avvocati hanno chiesto ieri a gran voce e con un documento unitario qui leggibile nei documenti correlati una riforma dell'ordinamento professionale che salvaguardi i minimi tariffari, mantenga il divieto di pubblicità mercantile , valorizzi le competenze specialistiche dei legali, ma non solo. Hanno anche rivendicato il ruolo e l'autonomia della Cassa forense. La proposta di riforma dell'ordinamento professionale è stata presentata ieri mattina presso la biblioteca della Cassa forense e porta la firma di Guido Alpa, presidente del Cnf, Maurizio de Tilla, presidente della Cassa forense, Michelina Grillo, leader dell'Oua, Valter Militi, presidente dell'Aiga, Giuseppe Abbamonte, professore emerito di diritto amministrativo, Salvatore Grimaudo, presidente dell'Unione nazionale delle camere civili e Ettore Randazzo leader dell'Unione camere penali italiane. Gli avvocati hanno deciso, tuttavia, di non astenersi ma di concretizzare il loro stato di agitazione attraverso l'indizione di assemblee circondariali su tutto il territorio nazionale a partire dal prossimo 10 febbraio fino alle elezioni. Lo scopo è quello di sensibilizzare i partiti della Casa delle libertà e dell'Unione affinché nei loro programmi ci siano indicazioni specifiche e non generiche sulla professione forense. Nonostante l'Avvocatura abbia trovato in entrambi gli schieramenti ampi consensi sulla propria proposta di riforma della professione ha deciso comunque di mantenere alta la guardia per verificare che le dichiarazioni programmatiche delle forze politiche vengano effettivamente attuate durante la prossima legislatura. A spingere i legali verso una posizione unitaria è stato l'invito della Commissione europea a compiere un sforzo congiunto per riformare o eliminare quelle restrizioni alla libera concorrenza che penalizzano il mercato dei servizi professionali. Un invito che è stato rinnovato dopo la comunicazione del 9 febbraio 2004 anche a settembre dello scorso anno. Agli inviti, però, si è aggiunta l'indagine dell'Antitrust che ha definito l'Avvocatura una categoria professionale restia all'applicabilità delle regole sulla concorrenza sia in tema di prezzo delle prestazioni che di promozione delle stesse attraverso la eliminazione del divieto di pubblicità . Infine, lo scorso 22 novembre 2005 la Commissione mercato interno del Parlamento europeo ha licenziato un primo parere in merito alla proposta di direttiva della Commissione sui servizi, la cosiddetta Bolkestein, formulando alcuni rilievi ma confermandone, sostanzialmente, le finalità. A questo punto gli avvocati sono stati costretti a scendere in campo per combattere contro una strategia finalizzata ad equiparare le professioni liberali all'attività d'impresa . Recentemente - ha sostenuto Michelina Grillo, durante la conferenza stampa - i legali sono stati oggetto di attacchi concentrici da parte dell'Antitrust e di alcuni editorialisti, come se la permanenza di determinati vincoli, che sono del resto a garanzia dei cittadini, fossero un freno per lo sviluppo del Paese. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Maurizio de Tilla che difende a spada tratta i minimi tariffari quale garanzia di serietà e di qualità della professione. Non vogliamo - ha continuato il presidente della Cassa forense - gli incredibili eccessi che si stanno verificando in Gran Bretagna dove si prefigurano stand nei supermercati per fare pubblicità . De Tilla, inoltre, ha concluso il suo intervento, difendendo l'autonomia della previdenza forense Non consentiremo a nessuno, costi quel costi, di indicare i gestori dei nostri patrimoni. Sarebbe uno modo per espropriarci . Dello svilimento della professione ha parlato, invece, Fabrizio Fusco dell'Unione nazionale camere civili, che ha ricordato che l'Avvocatura difende i diritti dei cittadini. Per cui, ha continuato Fusco cmprimere e svilire i diritti dell'Avvocatura significa anche svilire i diritti dei cittadini . Francesco Capecci dell'Aiga ha ribadito, inoltre, che gli avvocati non rappresentano un ostacolo allo sviluppo del mercato italiano, e dati alla mano, ha concluso il nostro rateo di crescita è dell'8 per cento . Anche Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense ha aderito al documento unitario sulla riforma dell'ordinamento professionale sostenendo che la direttiva Bolkestein non può riguardare la professione forense . D'accordo con lo stato di agitazione anche Ettore Randazzo, presidente dell'Unione camere penali italiane. Del resto, questa proposta, ha detto ieri, va a tutelare la stessa sopravvivenza della nostra professione, che non deve essere condizionata da logiche sostanzialmente soppressive della qualità e della professionalità della stessa Avvocatura . cri.cap

Consiglio nazionale forense, Cassa forense, Organismo unitario dell'Avvocatura, Associazione italiana giovani avvocati, Unione delle camere civili italiane, Unione delle camere penali italiane Documento unitario sottoscritto da Guido Alpa, Maurizio de Tilla Avv. Michelina Grillo, Valter Militi, Giuseppe Abbamonte, Salvatore Grimaudo e Ettore Randazzo Approvato il 18 gennaio 2006 Premesso - che la Commissione Europea ha invitato tutti gli Stati membri, le singole autorità di regolamentazione e gli organismi professionali a compiere uno sforzo congiunto per riformare o eliminare quelle restrizioni alla libera concorrenza che penalizzano il mercato dei servizi professionali Comunicazione della commissione del 9 febbraio 2004 - che il 5 settembre 2005 la Commissione Europea ha pubblicato un aggiornamento dei progressi compiuti dai singoli Stati nella revisione e nella soppressione di queste restrizioni ed ha ribadito la importanza di liberalizzare il mercato dei servizi professionali - che il 18 novembre 2005 l'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha reso noti gli esiti di una ulteriore indagine sulla liberalizzazione dei servizi professionali, avviata dall'Autorità anche al fine di raccogliere l'invito rivolto dalla Commissione Europea ai singoli Stati membri nella propria relazione sulle concorrenza dei servizi professionali del 9 febbraio 2004 - che l'Antitrust ha definito l'Avvocatura categoria professionale restia all'applicabilità delle regole sulla concorrenza sia in tema di prezzo delle prestazioni che di promozione delle stesse attraverso la eliminazione del divieto di pubblicità - che il 22 novembre 2005 la Commissione Mercato Interno del Parlamento Europeo ha licenziato un primo parere in merito alla proposta di direttiva della Commissione sui servizi c.d. direttiva Bolkestein , formulando alcuni rilievi ma confermandone, sostanzialmente, le finalità - che, dietro la regia occulta di influenti ambienti economici, con il contributo organi di stampa a loro vicini, si sta attuando una strategia finalizzata ad equiparare le professioni liberali alla attività d'impresa Rilevato - che sono in pericolo valori quali l'autonomia e l'indipendenza, anche economica, dell'Avvocatura, da sempre garanzia per il cittadino di effettiva attuazione del diritto di difesa - che l'ammodernamento della professione legale non si attua attraverso la eliminazione dei minimi tariffari inderogabili, la abolizione del divieto di pubblicità, la introduzione del socio di capitale nelle società tra avvocati, la soppressione dell'esame di Stato e, più in generale, lo smantellamento del sistema ordinistico, in nome di una malintesa idea di maggiore concorrenza nel settore dei servizi, bensì attraverso un riforma che a attribuisca alle Istituzioni Forensi poteri più incisivi nell'esercizio dei compiti di controllo e della funzione disciplinare b consenta la semplificazione delle tariffe forensi per una maggiore trasparenza a garanzia dell'utente c privilegi la formazione tanto del praticante quanto dell'avvocato mediante un riordino dei percorsi formativi e l'introduzione dell'obbligo di aggiornamento permanente d valorizzi le competenze specialistiche degli avvocati e salvaguardi l'autonomia della Cassa Forense - che per la tutela dei valori della professione alcune componenti dell'Avvocatura hanno indetto la mobilitazione generale dell'Avvocatura con convocazione di un'Assemblea tenutasi a Roma il 17 Dicembre 2005 - che l'Assemblea ha dato mandato ai rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni Forensi di individuare le opportune iniziative a tutela della professione forense, ivi compreso il ricorso all'astensione da tutte le udienze per i giorni 26, 27 e 28 Gennaio 2006 Tenuto conto - che a seguito della predetta mobilitazione si sono registrate, da parte di autorevoli esponenti politici, decise prese di posizione a difesa del ruolo e della funzione sociale dell'avvocato - che l'esame da parte del Parlamento Europeo della proposta di direttiva sui servizi, programmato per la sessione di Gennaio, è stato differito - che le preoccupazioni espresse dagli organismi rappresentativi dell'avvocatura riguardo l'assenza di una previsione che escluda la professione forense dall'ambito di applicazione della direttiva Bolkestein, sono state condivise dalla Presidenza della 14^ Commissione del Senato nel riferire sulla proposta di direttiva in questione Deliberano - di proclamare lo stato di agitazione dell'Avvocatura e di indire su tutto il territorio nazionale assemblee dedicate alla discussione dei temi della riforma dell'ordinamento forense ed alla difesa dei valori costituzionali della professione Invitano tutti gli avvocati a partecipare alle assemblee circondariali che si terranno giorno 10 Febbraio 2006.