Il decreto Bersani blocca gli stipendi. Giudici onorari in allarme

A via Arenula si studia il modo per superare l'empasse e per evitare che 3600 magistrati laici si fermino. Prosegue intanto lo sciopero degli avvocati, mentre i giovani dell'Anpa prendono le distanze dai colleghi

Il decreto Bersani sta creando qualche grattacapo ai piani alti di via Arenula, soprattutto per il passaggio riguardante le spese di giustizia. Lunedì i magistrati onorari avevano infatti lamentato l'impossibilità di essere pagati secondo le nuove disposizioni dettate dall'articolo 21 del Ddl 223/06 che escludeva la possibilità di anticipare agli uffici postali il pagamento per le spese di giustizia e che riduceva di 50 milioni di euro gli stanziamenti in materia per l'anno in corso vedi tra gli arretrati del 4 e dell'11 luglio . Al ministero della Giustizia ieri mattina si è svolto presso un incontro tecnico volto proprio a risolvere l'empasse. Prima dell'incontro, l'Associazione nazionale dei giudici di pace, d'intesa con l'Unione nazionale dei giudici di pace aveva proclamato lo stato di agitazione contro il decreto Bersani Un fatto così grave imporrebbe lo sciopero - ha affermato Francesco Cerosimo presidente dell'Angp - ma in base al codice di autoregolamentazione la protesta avrebbe coinciso con il periodo delle ferie . Anche il segretario dell'Unagipa, Gabriele Longo ha promesso uno sciopero se non sarà eliminato il pregiudizio arrecato dal decreto legge e non sarà dato l'avvio ad una riforma della magistratura di Pace . Il blocco dei pagamenti non riguarda solo i giudici di pace, ma anche i magistrati onorari di tribunale, i giudici onorari di tribunale e i giudici onorari aggregati, in tutto circa 3600 giudici laici che possono concludere in un anno anche più di un milione di procedimenti. Al termine del tavolo tecnico, il ministero ha diramato una nota con la quale si ipotizza la retribuzione dei giudici onorari attraverso l'emissione di particolari ruoli di spesafissa gestiti dalle direzioni provinciali del Tesoro e la possibilità di un'integrazione al bilancio da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze in modo che la riduzione degli stanziamenti non abbia ricadute negative sul corretto funzionamento dell'attività giudiziaria. Il ministero ha reso noto di aver avviato opportuni contatti con i competenti uffici dell'economia e delle finanze al fine di definire tutti i dettagli utili per l'avvio della nuova procedura che consentirebbe di dare continuità e cadenza regolare al pagamento degli emolumenti della magistratura onoraria . Per quanto riguarda poi la riduzione degli stanziamenti, via Arenula ha specificato che l'inserimento nel Ddl di assestamento di bilancio dello Stato della clausola spesa obbligatoria alle spese di giustizia consentirà all'amministrazione, in caso di insufficienza di fondi in corso d'anno, di poter richiedere le opportune integrazioni di bilancio al ministero dell'Economia al fine di evitare pregiudizi al corretto svolgimento dell'azione giudiziaria . Contro il decreto, intanto, è proseguito ieri lo sciopero degli avvocati sul quale pesa la decisione della commissione di garanzia sullo sciopero. Lunedì scorso sulla legittimità dello sciopero era intervenuto anche il ministro per lo sviluppo Pierluigi Bersani vedi tra gli arretrati dell'11 luglio e ieri è arrivata la replica del presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura Michelina Grillo. Noi la legge la conosciamo bene - ha affermato il presidente Oua - ma la rispettiamo anche. A proposito di leggi e di chi le rispetta, siamo certi che anche il ministro Bersani sappia che la materia delle professioni è di competenza del ministro della Giustizia. Non si capisce perché, allora, provvedimenti che incidono in modo dirompente sulle professioni non solo non abbiano la paternità del Guardasigilli, ma addirittura siano stati approvati senza alcuna concertazione con il ministro stesso. Tutti gli interventi che riguardano questa materia vanno approvati all'interno della riforma delle professioni, il ministro Mastella si è già detto disposto ad agire su questo fronte e lo invitiamo a procedere con decisione e urgenza. Oggi solo un suo intervento può contribuire a risolvere la situazione . Ma sul fronte avvocatura a non essere d'accordo con l'astensione è l'Anpa, i giovani legali italiani che attraverso il presidente Gaetano Romano fanno sapere di non aderire allo sciopero, indetto senza il minimo consulto con la base della classe forense. La verità - ha detto Romano - è che c'è un timore, da parte di alcuni vertici della classe forense, a confrontarsi con la base della categoria, specie con i giovani, perché vi è da parte delle nuove leve una sostanziale adesione alle riforme del ministro Bersani . Oggi intanto a Roma si svolgerà l'assemblea dell'Ordine degli avvocati capitolini che hanno aderito in massa all'agitazione. Con una lettera inviata al presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, il 4 luglio scorso, alla vigilia dell'incontro che ha poi stabilito la mobilitazione, Alessandro Cassiani, presidente dell'Ordine di Roma, organizzatore della seconda fase del Congresso nazionale dell'avvocatura, dichiara di condividere in pieno il grido di dolore per la situazione determinata con il decreto sulle liberalizzazioni. Avrei preferito però - scrive Cassiani - che la reazione fosse stata preventiva, tempestiva nell'ambito del Congresso nazionale forense rinviato da giugno a settembre all'unico, incredibile scopo di risolvere l'eterna contesa sulla rappresentanza dell'Avvocatura . Confermando la sua presenza all'incontro del 5 luglio, Cassiani conclude affermando di provare grande rimpianto per le occasioni perdute e molto disappunto per avere chiesto invano che i veri, urgenti, gravi problemi da mesi a conoscenza di tutti venissero affrontati con carattere di assoluta priorità . Il decreto Bersani, comunque, arriverà in aula a Palazzo Madama lunedì 24 luglio alle 15, così ha stabilito ieri la conferenza dei capigruppo, mentre in commissione Giustizia il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per lunedì prossimo 17 luglio. Tra cinque giorni quindi si capirà se l'esecutivo tramite il relatore Gerardo D'Ambrosio intenderà venire incontro alle richieste degli avvocati e dei magistrati onorari. p.a.