Giudizio abbreviato, sì all'interrogatorio dell'imputato

L'accettazione della valutazione allo stato degli atti, secondo gli ermellini , non può comprimere il diritto dell'autodifesa

Giudizio abbreviato, sì all'interrogatorio dell'imputato anche se non ha subordinato la richiesta del rito speciale al compimento di quest'atto. Secondo la Cassazione l'accettazione del giudizio allo stato degli atti, se comporta la rinuncia al diritto di difendersi provando, al contrario, non comprime il diritto di autodifesa di cui l'interrogatorio costituisce la principale espressione. È quanto emerge dalla sentenza 7574/06 della seconda sezione penale di piazza Cavour, depositata il 2 marzo scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati. In particolare, nel caso esaminato dalla Suprema corte i magistrati di primo grado avevano dichiarato inammissibile la richiesta di un imputato - accusato di rapina aggravata - di essere interrogato dopo l'instaurazione del giudizio abbreviato, riconoscendogli invece il diritto di rendere spontanee dichiarazioni. Anche i colleghi d'appello avevano condiviso tale impostazione, affermando che l'imputato non aveva subordinato a detto incombente la propria istanza di procedere con rito abbreviato . La Cassazione, invece, con il verdetto 7574/06 ha aderito a quell'orientamento giurisprudenziale di legittimità secondo il quale l'imputato, nell'ambito del giudizio abbreviato, ha diritto a che si proceda al suo esame anche se la relativa domanda non è stata da lui formulata al momento della scelta del rito in questione .

Cassazione - Sezione seconda penale - sentenza 11 gennaio-2 marzo 2006, n. 7574 Presidente Nardi - Relatore Monastero Ricorrente Aiello Svolgimento del processo Con sentenza pronunciata in data 19 novembre 2002, la Corte di appello di Napoli, in parziale riforma della sentenza con la quale il Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Torre Annunziata, in data 27 giugno 2002, condannava Aiello Domenico alla pena di anni due e mesi otto di reclusione ed euro 500,00 cinquecento di multa, per il reato di rapina aggravata, rideterminava la pena in anni uno e mesi sei di reclusione ed euro 300,00 trecento di multa, confermando nel resto l'impugnata sentenza. La Corte territoriale, dopo aver preliminarmente rigettato l'eccezione di nullità della sentenza per non avere il giudice di primo grado, che procedeva con il rito abbreviato, accolto la richiesta dell'imputato di .essere sottoposto a interrogatorio, riteneva accertata la responsabilità dell'imputato in ordine al reato di rapina aggravata, e non di furto, come asserito dalla difesa, essendo rimasto accertato che lo stesso, dopo essersi impossessato del furgone di cui all'imputazione, aveva ingaggiato una violenta colluttazione con le parti lese che lo avevano inseguito, sferrando testate e pugni a entrambi, per assicurarsi l'impunità dal reato appena commesso o comunque, per impedire ai derubati di rientrare in possesso dell'automezzo. La Corte territoriale accoglieva, invece, l'appello, con riferimento al trattamento sanzionatorio operato dal primo giudice, riducendo la pena inflitta previo giudizio di prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulla contestata recidiva. Avverso tale decisione ricorre per cassazione l'imputato personalmente, riproponendo le considerazioni già esposte davanti al giudice di appello e sostenendo, come motivo nuovo, che la Corte territoriale non avrebbe concesso la riduzione della pena di un terzo per la sua spontanea confessione . In particolare, il ricorrente ripropone l'eccezione in rito, affermando che la disciplina del rito abbreviato, e segnatamente l'articolo 441 Cpp, richiama le disposizioni previste per l'udienza preliminare escludendo espressamente solo gli articoli 422 e 423, ma non già l'articolo 421 che stabilisce che l'imputato può chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio tale disposizione troverebbe, dunque, applicazione anche nel giudizio abbreviato non condizionato ad alcuna integrazione probatoria. Nel merito, e con riferimento alla richiesta diversa qualificazione giuridica dei fatti, il ricorrente rileva che nei certificati medici prodotti dalle parte. offese non vi è alcun invito a proseguire gli accertamenti presso aziende ospedaliere, indice sintomatico della non particolare gravità dei danni cagionati dall'imputato infine, quanto al profilo sanzionatorio, il ricorrente si duole del fatto che la Corte territoriale non abbia disposto la riduzione della pena di un terzo per la spontanea confessione dell'imputato. All'udienza dell'11 gennaio 1006, il Procuratore generale chiedeva l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. Motivi della decisione Il ricorso è infondato. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile la richiesta dell'imputato di essere interrogato dopo l'instaurazione del giudizio abbreviato, riconoscendogli invece il diritto di rendere spontanee dichiarazioni tale impostazione è stata ritenuta corretta dalla Corte territoriale in quanto il medesimo non aveva subordinato a detto incombente la propria istanza di procedere con rito abbreviato. In tema di giudizio abbreviato, questo collegio ritiene di condividere quella giurisprudenza di legittimità che ha affermato contra, pero, ifr., Cassazione, Sezione sesta, 6821/00, Pandolfo la natura atipica del rito, mirato alla deflazione della pendenza giudiziaria attraverso la definizione del giudizio allo stato degli atti, impone di ritenere inammissibile la richiesta di interrogatorio avanzata dall'imputato al giudice ai sensi dell'articolo 421, comma 2, Cpp che l'imputato, nell'ambito del giudizio abbreviato, ha diritto a che si proceda al suo esame, anche se la relativa domanda non è stata da lui formulata al momento della scelta del rito in questione Invero deve ritenersi che l'accettazione del giudizio allo stato degli atti, se implica rinuncia al diritto di difendersi provando, non comporta invece compressione del diritto di autodifesa di cui l'interrogatorio costituisce principale espressione all'uopo va considerato che l'articolo 441, comma 1, Cpp, non esclude espressamente l'applicabilità dell'articolo 421 Cpp, e che l'interrogatorio è atto compatibile con qualsiasi procedimento, salvo quello a contraddittorio eventuale e posticipato Cassazione, Sezione quinta, 19103/04, Pirro . La sostanziale differenza tra l'interrogatorio e l'istituto delle spontanee dichiarazioni nonché la irragionevole compressione del diritto di difesa che altrimenti determinerebbe, induce questo collegio a propendere per la soluzione prospettata in premessa. Da tale affermazione consegue, pertanto, che, qualora venga rigettata un'istanza dell'imputato di essere sottoposto ad interrogatorio, anche in sede di rito abbreviato, si verifica una nullità per violazione del diritto di difesa, nullità a regime intermedio che, ai sensi dell'articolo 182 Cpp, se l'imputato assiste al compimento dell'atto, ossia alla pronuncia del provvedimento di rigetto, deve essere eccepita immediatamente. Nel caso in esame risulta che l'eccezione non fu formulata tempestivamente, ma venne sollevata per la prima volta solo in sede di impugnazione della sentenza e poiché l'imputato aveva reso spontanee dichiarazioni, dimostrando acquiescenza al provvedimento di rigetto della richiesta di essere interrogato e di contestuale ammissione a rendere dette dichiarazioni, deve ritenersi che correttamente la Corte territoriale ha rigettato l'eccezione. Quanto al merito, va rilevato che questa Corte non può certo sindacare il contenuto del convincimento dei giudici di merito ma solo la correttezza delle affermazioni, la logicità dei passaggi tra premesse e conseguenze nonché la rispondenza degli enunciati alle doglianze proposte dalla parte. Nella specie, peraltro, il ricorrente propone censure ai limiti dell'ammissibilità in quanto già sostanzialmente prospettate con i motivi di appello, e sulle quali la Corte territoriale ha esaurientemente e abbondantemente risposto. Il motivo nuovo è manifestamente infondato nessuna norma, ovviamente, prevede una automatica riduzione di un terzo della pena per la confessione, come richiesto dall'imputato, e ciò soprattutto in sede di giudizio abbreviato in cui già è prevista una riduzione di un terzo della pena a fronte della sola scelta del rito. PQM Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.