Agriturismi d’Italia tutti uguali, ecco le categorie di riferimento

Il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha emanato il 13 febbraio 2013 un decreto, per la determinazione dei criteri omogenei di classificazione delle aziende agrituristiche.

Una classificazione omogenea. Il decreto del 13 febbraio 2013, emanato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2013, è giunto in attuazione dell’art. 9, comma 2, legge n. 96/2006, che delegava tale Ministero a determinare criteri di classificazione omogenei per l'intero territorio nazionale e a definire le modalità per l'utilizzo, da parte delle regioni, di parametri di valutazione riconducibili a peculiarità territoriali . La finalità è quella di raggiungere una maggiore trasparenza e uniformità del rapporto tra domanda e offerta di agriturismo, così come risultante dalle indagini di mercato svolte. La definizione di agriturismo. L’art. 3, legge n. 96/2006 fornisce un’utile definizione di attività agrituristica, secondo cui sono tali le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l'utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali . Classificazione in parte classica, in parte identificativa e nuova 5 soli. Lo scopo di una classificazione omogenea delle aziende agrituristiche è quello di dare al pubblico una idea complessiva di massima su livello di comfort, varietà di servizi e qualità del contesto ambientale, tramite categorie di facile leggibilità, che siano quindi paragonabili alla classificazione di alberghi e campeggi, sul grado di possibile soddisfazione dell’ospite normale . Le categorie di riferimento saranno quindi 5, ma il simbolo che le rappresenterà non sarà costituito da stelle, ma presumibilmente da soli, visto che è stato approvato il marchio nazionale dell'agriturismo italiano, sulle cui modalità applicative di utilizzo bisognerà aspettare, al massimo 1 anno, un nuovo provvedimento ministeriale. Le 5 categorie. I simboli assegnati possono essere 1, 2, 3, 4 oppure 5, identificativi della categoria. Si va dall’agriturismo che offre soltanto le attrezzature e i servizi minimi , all’agriturismo che cura armonicamente il comfort e la caratterizzazione agricola e naturalistica dell’accoglienza, mettendo a disposizione dell’ospite un complesso di attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente . Procedure di classificazione. L’inserimento in una categoria piuttosto che in un’altra potrà avvenire in due modi, a discrezione della singola Regione per autodichiarazione, attraverso la compilazione di un apposito modulo per valutazione esterna , con un sopralluogo delle autorità competenti. La classificazione si basa su requisiti concretamente rilevabili, rileva il cosa viene offerto, non il come . Il pubblico potrà compiere più oculatamente la propria scelta incrociando la categoria con l’informazione sui servizi offerti ed i relativi prezzi. I servizi offerti possono essere alloggio, campeggio, ristorazione e attività ricreative e culturali

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, decreto 13 febbraio 2013 G.U. 5 marzo 2013, n. 54 Determinazione dei criteri omogenei di classificazione delle aziende agrituristiche IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI Vista la legge 20 febbraio 2006, n. 96, recante disciplina dell'agriturismo ed, in particolare, l'art. 9, comma 2, che prevede la determinazione dei criteri di classificazione omogenei per l'intero territorio nazionale e definisce le modalità per l'utilizzo, da parte delle Regioni, di parametri di valutazione riconducibili a peculiarità territoriali Visto l'art. 15 della legge sopracitata che prevede disposizioni particolari per le Regioni a statuto speciale e per le Province Autonome di Trento e Bolzano Visto il decreto ministeriale di istituzione dell'Osservatorio nazionale dell'agriturismo n. 30032 del 22 dicembre 2009 e il successivo decreto ministeriale integrativo n. 21932 del 17 ottobre 2011 Visti i decreti ministeriali di costituzione dell'Osservatorio nazionale dell'Agriturismo n. 4888 dell'8 marzo 2010 e n. 24228 del 16 novembre 2011 Visto il parere favorevole reso dal Ministero dello sviluppo economico con nota n. 0013087 del 20 giugno 2011 ai sensi dell'art. 9, comma 2, della legge 20 febbraio 2006, n. 96 Visto il verbale della riunione in data 24 gennaio 2012 con il quale l'Osservatorio ha espresso unanime parere favorevole sulla determinazione dei criteri di classificazione omogenei per l'intero territorio nazionale che fa parte integrante del verbale stesso Considerato che, per effetto dell'art. 12, comma 20, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 135, le funzioni dell'Osservatorio nazionale dell'Agriturismo sono state ricondotte all'interno dell'Ufficio ministeriale competente, il quale ha provveduto alla consultazione dei cessati componenti dello stesso Osservatorio sul marchio nazionale dell'agriturismo italiano Ritenuto di dover procedere alla emanazione dei criteri di classificazione omogenei delle aziende agrituristiche per l'intero territorio nazionale ed all'individuazione del simbolo grafico che dovrà essere impiegato per indicare le categorie di classificazione Acquisita l'intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 24 gennaio 2013 Decreta Art. 1 Sono emanati i criteri di classificazione omogenei delle aziende agrituristiche per l'intero territorio nazionale come risulta nell'allegato A - Definizione dei criteri unitari di classificazione delle aziende agrituristiche - del presente decreto. Art. 2 1. Il recepimento dei criteri di classificazione adattati alle realtà regionali e alle loro normative dovrà essere effettuato in armonia con quanto previsto dalla Procedura di applicazione a livello regionale di cui all'allegato B - Procedura di applicazione a livello regionale dei criteri di classificazione delle aziende agrituristiche - del presente decreto. 2. Le Regioni e le Province Autonome sottoporranno al parere non vincolante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che lo emanerà sentiti i componenti dell' ex Osservatorio, l'eventuale proposta di adattamento predisposta secondo la metodologia unitaria approvata. 3. Nell'ambito del Programma promozionale triennale di cui all'art. 11 della legge n. 96/2006, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con le Regioni e sentiti gli altri componenti dell' ex Osservatorio, metterà in atto interventi di stimolo finalizzati a favorire un armonico ed uniforme allineamento temporale dell'applicazione della metodologia unitaria approvata ed una campagna promozionale finalizzata a divulgare nel settore turistico la conoscenza del marchio adottato. 4. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con le Regioni e sentiti gli altri componenti dell' ex Osservatorio, stabilirà tempi e modalità per effettuare verifiche sull'attuazione dei criteri di classificazione allo scopo di valutarne la funzionalità anche in ordine ad eventuali proposte riguardanti la sola ristorazione. Art. 3 1. È approvato il marchio nazionale dell'agriturismo italiano corredato della linea grafica di immagine coordinata che include il modulo grafico di indicazione della classificazione di cui all'allegato C tale modulo grafico potrà essere eventualmente integrato da un modulo grafico definito a livello regionale. 2. Con successivo provvedimento ministeriale, da emanare previa intesa della Conferenza Stato - Regioni entro 12 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalità applicative per l'utilizzo del marchio. Art. 4 Le disposizioni del presente provvedimento si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province Autonome di Trento e Bolzano in conformità agli statuti speciali di autonomia e delle relative norme di attuazione del settore agrituristico.