Orlando interrogato. Argomenti delle domande: famiglia e avvocati romani

Mercoledì 17 dicembre, il Guardasigilli Andrea Orlando ha partecipato al question time che si è svolto alla Camera dei Deputati. Due le questioni sottoposte alla sua attenzione: la prassi, ancora minoritaria, nei Tribunali di disporre l’affidamento condiviso dei figli minori e l’ipotesi di sciogliere il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma in seguito agli avvenimenti delle ultime settimane.

Mercoledì 17 dicembre 2014, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando si è presentato alla Camera dei Deputati per rispondere al question time . Due le questioni sottoposte alla sua attenzione. La prima, illustrata dalla deputata Binetti, chiedeva quali iniziative si intendessero intraprendere alla luce della prassi prevalente dei Tribunali di affidare «con distribuzioni standard piuttosto asimmetriche» i figli minori ad un genitore piuttosto che ad un altro, solitamente più alla madre che al padre. La parlamentare ha richiamato degli studi scientifici che hanno messo in luce gli effetti positivi dell’affidamento condiviso per i minori. Affidamento condiviso. Nella sua risposta, il Ministro si richiama al nuovo articolo 337- ter c.c., introdotto dal d.lgs. n. 154/2013, che prevede il diritto per il minore di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, insieme al diritto di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Con questa norma, il minore diventa, quindi, iure proprio titolare dei diritti indicati, «con conseguente recessione dell’interesse dei genitori, «rispetto a quello del minore ad una piena ed integrale ricostruzione dei rapporti pregiudicati dalla conflittualità». La disciplina attuale non prevede un obbligo per i giudici di disciplinare le concrete modalità dell’affidamento condiviso secondo un modello paritetico: il loro compito è di dettare, caso per caso, una volta sentite le parti e il minore, le concrete modalità dell’affidamento. La peculiarità degli interessi coinvolti e la varietà delle situazioni di fatto impedisce, quindi, un modello unitario e standardizzato per disporre l’affidamento condiviso, dovendo invece i Tribunali decidere a seguito di un’istruttoria in cui è l’atteggiarsi dell’assetto concreto della fattispecie a determinare la scelta. Orlando riconosce che attualmente le modalità paritetiche di affidamento condiviso risultino essere nella prassi una soluzione minoritaria. Ciò, però, dipende, a giudizio del Ministro, dal fatto che spesso non sussiste la disponibilità e la capacità di entrambi i genitori di farsi carico delle esigenze e dei bisogni materiali ed affettivi del bambino. Inoltre, «dagli elementi in possesso dei miei uffici risulta, peraltro, che gli studi specialisti di esperti psicologici in materia di bigenitorialità sono allo stato controversi e non univoci sul tema». In chiusura, comunque, il Ministro ha garantito che verrà effettuata una verifica opportuna in sede di riforma delle competenze del Tribunale dei Minorenni. Scioglimento del Consiglio? La seconda questione ha riguardato il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Dopo gli avvenimenti delle ultime settimane, il CNF aveva sollecitato il Ministero lo scioglimento del Consiglio, a causa delle gravi irregolarità riscontrate. Orlando, tuttavia, nonostante «l’obiettiva gravità dei fatti», ha deciso di respingere la richiesta. Difatti, «non sono state ravvisate le ipotesi per cui procedere allo scioglimento». Il Ministero ha, però, voluto assicurare che manterrà alta l’attenzione «nel passaggio delicato in vista delle prossime elezioni» all’Ordine degli Avvocati di Roma, in modo tale da assicurare «un passaggio elettorale che si svolga secondo criteri di trasparenza».