Oltre il mercato. La nuova avvocatura per la società del cambiamento

Ha preso il via ieri, 9 ottobre, nella suggestiva cornice veneziana, il XXXII Congresso Nazionale Forense, che ogni due anni riunisce tutte le componenti istituzionali e associative del mondo forense, per un totale di oltre duemila avvocati partecipanti. Il primo congresso post riforma forense, dal titolo «Oltre il mercato. La nuova avvocatura per la società del cambiamento», si concluderà nella giornata di sabato 11, dove è atteso il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Il telegramma di augurio del Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, nel suo messaggio inviato al Presidente del Consiglio nazionale forense, ha sottolineato l’essenzialità della professione legale in uno stato di diritto, condividendo il tema del rafforzamento della categoria a garanzia della promozione e della difesa dei cittadini. La relazione del presidente del CNF. Il Consiglio Nazionale Forense ha aperto i lavori del congresso. La relazione del presidente Guido Alpa, letta dal suo vice Ubaldo Prefetti, passa in rassegna tutte le vicende che hanno contrassegnato l’evolversi della professione di avvocato negli ultimi dieci anni e ribadisce che “la cooperazione all’attuazione della riforma della giustizia costituisce ora uno degli impegni più rilevanti”, affinché il ripristino dei presidi di legalità, le forme di accesso alla giustizia locale e la tutela dei diritti delle persone e dei cittadini non diventino “un simulacro di carta”. Le parole del presidente OUA. “No ai veti. Avanti con il cambiamento. Il Governo e il Parlamento accolgano le proposte costruttive dell’Avvocatura e della Magistratura []. Ma no a logiche conservatrici sul decreto legge del processo civile”. Queste le parole usate da Nicola Marino, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, secondo il quale le iniziative legislative devono essere accompagnate da riforme organiche “non a costo zero”, ma attraverso “il reclutamento del personale togato e non, con la riorganizzazione degli uffici e l’effettiva estensione del processo civile telematico”. I dati di Cassa Forense. Nunzio Luciano, presidente della Cassa nazionale di previdenza forense, diffonde le prime cifre sui redditi, evidenziando che dal 2008 il reddito medio annuo degli iscritti è precipitato da oltre 50mila a 45.465 euro del 2013, con una diminuzione in percentuale di oltre il 12%. E proprio per fronteggiare l’irrefrenabile diminuzione reddituale, conseguenza diretta del protrarsi della crisi economica, l’ente scommette sulle potenzialità del nuovo Regolamento dell’assistenza che consentirà di destinare, a partire dal 2015, almeno 60 milioni alla copertura delle varie esigenze dei legali in difficoltà, affinché possano continuare la propria attività.