Tagli ai tribunali: gli Ordini Forensi Minori mettono fretta alla Consulta

Il Coordinamento Nazionale degli Ordini Forensi Minori, in difesa degli Uffici giudiziari e degli Ordini forensi soppressi dalla manovra sulle circoscrizioni giudiziarie, ha reso noto un comunicato stampa in cui si chiede alla Corte Costituzionale di decidere entro il mese di luglio sui numerosi giudizi di legittimità pendenti in materia. La situazione è piuttosto complicata, visto che davanti alla Corte pendono diversi giudizi

Nel comunicato datato 24 marzo 2013, si afferma che già in data 21 marzo il Coordinamento aveva inoltrato al Presidente della Corte Costituzionale la richiesta di fissazione urgente dell'udienza di discussione nel giudizio di legittimità iscritto al n. 13 del corrente anno 2013. Si tratta del procedimento avviato con la questione di legittimità costituzionale sollevata, in via incidentale, dal Tribunale di Pinerolo con l'ordinanza resa il giorno 16 novembre 2012. Il Coordinamento è formalmente intervenuto nel giudizio, chiedendo l'annullamento di tutti e tre i provvedimenti che hanno disposto la soppressione di 949 Uffici giudiziari. È indispensabile che la Corte costituzionale decida entro il mese di luglio. Davanti alla Corte pendono ben 3 giudizi si legge nel comunicato - e stanno per giungere alla piazza del Quirinale almeno altre sette ordinanze di altrettanti Giudici ordinari . Senza contare che si attende ancora l’esito delle eccezioni sollevate in diversi altri procedimenti pendenti anche davanti a numerosi TAR. È necessario evitare danni per l’immagine dello Stato. A fare il punto della situazione è lo stesso presidente del Coordinamento, Walter Pompeo, che ritiene essere estremamente urgente la trattazione delle questioni di legittimità costituzionale allo scopo di evitare che i presidi vengano, prima, soppressi e chiusi, poi restituiti e riaperti . Si tratterebbe, in questo caso, di un immenso danno per l'immagine dello Stato e per la Finanza pubblica. I Comuni stanno già affrontando ingenti spese. Senza trascurare, infine, che i Comuni e gli Uffici accorpanti stanno affrontando ingenti spese per rinvenire nuovi edifici, adeguare quelli esistenti, traslocare mobili e attrezzature il tutto in aperta violazione della stessa Legge 148 la quale ha fatto divieto di assunzione di nuovi o maggiori oneri a carico della Finanza pubblica allo scopo di darvi attuazione .