PA più al sicuro da illegalità e corruzione: arriva un Comitato interministeriale

Con un decreto del 16 gennaio 2013, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha istituito un Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione.

Il d.p.c.m. del 16 gennaio 2013 mira a combattere il fenomeno dell’illegalità diffusa nella PA. L’esigenza nasce anche dalla visione delle classifiche internazionali sulla percezione della corruzione, che collocano l’Italia intorno al 70 posto su 170 Paesi, tra gli ultimi in Europa. Il decreto giunge in applicazione dell’art. 1, comma 4, legge n. 190/2012, recante norme per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. Le linee di indirizzo. Compito principale del Comitato sarà adottare le linee di indirizzo per la definizione del Piano nazionale anticorruzione, come base per i piani delle singole amministrazioni. In particolare dovrà coordinare l’attuazione delle strategie di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, promuovendo norme e metodologie comuni, come la definizione dei criteri di rotazione dei dirigenti nei settori più esposti o di misure per evitare sovrapposizioni di incarichi. La composizione. Il Comitato è composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo presiede, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, dal Ministro della Giustizia e dal Ministro dell’Interno. In caso di assenza del Presidente del Consiglio, il Comitato è presieduto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione. Assiste alle riunioni il Sottosegretario di Stato alla Presidenza Segretario del Consiglio dei Ministri. Invitati speciali. Alle riunioni del Comitato e su invito del Presidente, possono essere chiamati a partecipare il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di cassazione, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente ed il Procuratore Generale della Corte dei conti, il Procuratore Nazionale Antimafia, il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Capo Dipartimento della Funzione Pubblica e, in relazione agli argomenti all’ordine dei giorno, i dirigenti pubblici, i vertici di istituzioni ed enti pubblici, i rappresentanti delle Regioni, delle province e dei Comuni.

Presidenza del Consiglio dei Ministri, decreto 16 gennaio 2013 G.U. 7 febbraio 2013, n. 32 Istituzione del Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione Visto, in particolare, il comma 4 dell'art. 1 della predetta legge, che demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri l'istituzione e la disciplina di un Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione Ritenuto di dover provvedere all'istituzione del predetto Comitato, nonchè alla disciplina della sua composizione e delle sue attribuzioni Decreta Art. 1 Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione 1. È istituito il Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione, di seguito Comitato . Art. 2 Composizione 1. Il Comitato è composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo presiede, dal Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione, dal Ministro della giustizia e dal Ministro dell'interno. In caso di assenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Comitato è presieduto dal Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione. 2. Alle riunioni del Comitato partecipa il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario del Consiglio dei Ministri. 3. Su invito del Presidente, possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del Comitato i Ministri non appartenenti al Comitato stesso, il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di cassazione, il Presidente del Consiglio di Stato, il Presidente ed il Procuratore Generale della Corte dei conti, il Procuratore Nazionale Antimafia, il Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Capo del Dipartimento della funzione pubblica e, in relazione agli argomenti all'ordine del giorno, i dirigenti pubblici, i vertici di istituzioni ed enti pubblici, i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni. Art. 3 Competenze 1. Il Comitato elabora e adotta le linee di indirizzo di cui all'art. 1, comma 4, della legge 6 novembre 2012, n. 190. 2. La Segreteria del Comitato è assicurata dalle strutture del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.