Rito speciale, il mancato deposito del dispositivo non fa annullare la sentenza

di Teodoro Elisino

di Teodoro Elisino Nel rito speciale di cui all'articolo 23bis della 1034 del 1971 il mancato deposito del dispositivo nei termini non è causa di nullità della sentenza. Lo ha stabilito la quinta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 1192/06 depositata lo scorso 8 marzo e qui leggibile nei documenti correlati . Nella legge 1034/71 sull'istituzione dei Tar pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13 dicembre 1971, n. 314 - al comma 6 dell'articolo 23bis disposizione aggiunta dall'articolo 4, legge 205/00 - è disposto che Nei giudizi di cui al comma 1, il dispositivo della sentenza è pubblicato entro sette giorni dalla data dell'udienza, mediante deposito in segreteria . Nel comma 6 citato, sono elencati i giudizi davanti agli organi della giustizia amministrativa in cui si applicano le disposizioni dell'intero articolo 23bis, e precisamente a i provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione e di attività tecnico-amministrative ad esse connesse b i provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti, nonché quelli relativi alle procedure di occupazione e di espropriazione delle aree destinate alle predette opere c i provvedimenti relativi alle procedure di aggiudicazione, affidamento ed esecuzione di servizi pubblici e forniture, ivi compresi i bandi di gara e gli atti di esclusione dei concorrenti d i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti e i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione o di dismissione di imprese o beni pubblici, nonché quelli relativi alla costituzione, modificazione o soppressione di società, aziende e istituzioni ai sensi dell'articolo 22 della legge 142/90 f i provvedimenti di nomina, adottati previa delibera del Consiglio dei ministri ai sensi della legge 400/88 g i provvedimenti di scioglimento degli enti locali e quelli connessi concernenti la formazione e il funzionamento degli organi Con la decisione 1192/06 il Consiglio di Stato ha stabilito che il mancato deposito del dispositivo della decisione nel termine di cui sopra entro sette giorni dall'udienza non costituisce motivo di nullità della sentenza, non rinvenendosi al riguardo alcuna disposizione che stabilisca tale conseguenza. Nei motivi d'appello avverso la sentenza 8074/04, con cui il Tar del Lazio aveva in parte dichiarato irricevibile in parte respinto il ricorso con cui il consorzio artigiano Asso Pullman aveva impugnato in primo grado il provvedimento di aggiudicazione all'Ati Seatur della gara di appalto del servizio di trasporto scolastico del Comune di Fiumicino, bandita dalla Fiumicino Servizi, Spa, la parte ricorrente sostiene preliminarmente la nullità della sentenza appellata, perché non preceduta dal deposito del dispositivo della sentenza nei termini di legge, ovverosia nei sette giorni dalla data dell'udienza, come stabilito dall'articolo 23bis, comma 6, della legge 1034/71, introdotto dalla legge 205/00. Come già riferito in premessa, sul punto il Collegio ritiene che il mancato deposito del dispositivo della decisione nel termine di cui sopra non costituisce motivo di nullità della sentenza, non rinvenendosi al riguardo alcuna disposizione che stabilisca tale conseguenza. I giudici di Palazzo Spada aggiungono che, a differenza del processo del lavoro, nel quale la lettura immediata del dispositivo della sentenza risponde ad esigenze di concentrazione del giudizio e di immutabilità della decisione collegiale, nel rito speciale previsto dall'articolo 23bis della legge 1034 del 1971, così come in quello già previsto dall'articolo 19 del decreto legge 67/1997, convertito con modificazioni dalla legge 135/97, il deposito del dispositivo della sentenza è finalizzato esclusivamente all'accelerazione del giudizio. A parere del Collegio - pertanto, non trova applicazione il principio, pacifico nella giurisprudenza ordinaria, secondo cui la violazione dell'articolo 429 Cpc, per omessa lettura del dispositivo in udienza, comporta la nullità insanabile della sentenza, ai sensi dell'articolo 156, comma 2, Cpc in termini, CdS, sezione V, 1248/01 .

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 18 ottobre 2005-8 marzo 2006, n. 1192 Presidente Elefante - Estensore Marchitiello Ricorrente Consorzio Artigiano Asso Pullmann - controricorrente Fiumicino Servizi Spa Fatto Il Consorzio Artigiano Asso Pullman ha impugnato in primo grado il provvedimento di aggiudicazione all'A.T.I. Seatur della gara di appalto del servizio di trasporto scolastico del Comune di Fiumicino bandita dalla Fiumicino Servizi, SpA. La società ricorrente ha proposto anche domanda di risarcimento del danno. Il Comune di Fiumicino e la Fiumicino Servizi si sono costituiti in giudizio opponendosi all'accoglimento del ricorso. La Seatur, aggiudicataria della gara in A.T.I. con le società Schiaffini e Rossi Bus, ha proposto ricorso incidentale. In date 17.10.2002 e 15.11.2002, la società ricorrente ha dedotto motivi aggiunti. Il Tar del Lazio, II Sezione bis, con la sentenza 8074/04, ha in parte dichiarato irricevibile in parte respinto il ricorso, dichiarando conseguenzialemnte improcedibile il ricorso incidentale proposto dalla Seatur. Il Consorzio Artigiano Asso Pullman appella la sentenza deducendone la erroneità e domandandone la riforma. Il Comune di Fiumicino e la Fiumicino Servizi resistono all'appello chiedendo la conferma della sentenza appellata. Si è opposta all'accoglimento dell'appello anche la Seatu. Alla pubblica udienza del 18 ottobre 2005, il ricorso in appello è stato ritenuto per la decisione. Diritto 1 - Il Consorzio Artigiano Asso Pullman appella la sentenza 8074/04, con la quale la terza Sezione del Tar del Lazio ha in parte respinto e in parte dichiarato irricevibile il suo originario ricorso e i motivi aggiunti diretti all'annullamento della gara bandita dalla Fiumicino Servizi, S.p.A., per l'appalto del servizio di trasporto degli alunni della scuola materna e della scuola dell'obbligo del Comune di Fiumicino per il biennio 2002-2004. L'appello deve essere respinto. 2.- E' infondata l'eccezione in rito, prospettata in via preliminare dal Consorzio appellante, che sostiene la nullità della sentenza appellata perché non preceduta dal deposito del dispositivo della sentenza nei termini di legge, ovverosia nei sette giorni dalla data dell'udienza, come stabilito dall'articolo 23 bis, comma 6, della legge 1034/71, introdotto dalla legge 205/00. Deve invero rilevarsi che, contrariamente a quanto sostenuto dal Consorzio appellante, il mancato deposito del dispositivo della decisione nel termine di cui sopra non costituisce motivo di nullità della sentenza, non rinvenendosi al riguardo alcuna disposizione che stabilisca tale conseguenza. E' stato già precisato, inoltre, che, a differenza del processo del lavoro, nel quale la lettura immediata del dispositivo della sentenza risponde ad esigenze di concentrazione del giudizio e di immutabilità della decisione collegiale, nel rito speciale previsto dall'articolo 23 bis della legge 1034/71, così come in quello già previsto dall'articolo 19 del Dl 67/1997, convertito con modificazioni dalla legge 135/97, il deposito del dispositivo della sentenza è finalizzato esclusivamente all'accelerazione del giudizio. Non trova applicazione, pertanto, nel processo amministrativo il principio, pacifico nella giurisprudenza ordinaria, secondo cui la violazione dell'articolo 429 Cpc, per omessa lettura del dispositivo in udienza, comporta la nullità insanabile della sentenza, ai sensi dell'articolo 156, 2 comma, Cpc in termini, CdS, sez. V, 5 marzo 2001, n. 1248 . 3. - L'appello è da respingere anche nel merito. La Sezione non esamina, pertanto, le eccezioni in rito sollevate dall'appellata Seatur. Il Consorzio appellante, con il primo motivo di appello, contesta la modifica della sua posizione nella graduatoria della gara disposta dalla commissione giudicatrice dopo l'esame della documentazione richiesta ai concorrenti a dimostrazione del requisito relativo alla esperienza nel settore . L'A.T.I. costituita dal Consorzio Artigiano Asso Pullman - C.T.P., avendo ottenuto il maggior punteggio 78,56 punti complessivi rispetto alle altre due concorrenti l'A.T.I. Seatur, Schiaffini, Rossi Bus., con punti 76,69, la Ditta Somet Travel Gest con punti 72,80 si era classificata al primo posto della graduatoria divenendo aggiudicataria provvisoria della gara. La commissione giudicatrice, peraltro, a seguito della verifica della documentazione richiesta alle imprese concorrenti relativa al requisito della esperienza maturata nel servizio di trasporto scolastico, ha rivisto la graduatoria e ha decurtato il punteggio complessivo assegnato in un primo momento all'A.T.I. del Consorzio appellante dei dieci punti attribuiti per tale requisito. Conseguentemente l'A.T.I. Consorzio Artigiano Asso Pullman - C.T.P. ha perso il primo posto nella graduatoria e l'A.T.I. Seatur, divenuta prima è risultata aggiudicataria definitiva del servizio 1 , A.T.I. Seatur-SchiaffiniRossi Bus punti 76,69 2 Somet Travel Gest punti 72,00, 3 A.T.I. Asso Pullman - C.T.P, punti 68,56 . Le deduzioni del Consorzio appellante, già formulate in primo grado, per contestare tale decisione della commissione giudicatrice, sono prive di fondamento. Il capitolato speciale, al punto 4.3.14, concernente la documentazione necessaria per la valutazione della offerta economica, richiede l'elenco dei servizi di trasporto scolastico effettuati nel triennio 1999-2000-2001 per un importo medio annuo complessivo non inferiore ad Euro 500.000,00, con indicazioni puntuali degli importi, date e destinatari comprovati da opportune referenze . Dal verbale di gara n. 5 del 1.8.2002 emerge che il Consorzio C.P.T. non ha prodotto la specifica documentazione richiesta dal capitolato speciale, ma ha fornito, su richiesta della commissione giudicatrice in sede di verifica dei requisiti dichiarati, copia di un contratto con l'A.T.A.C. e di altri contratti, relativi a servizi di trasporto che, secondo la commissione giudicatrice, non erano corrispondenti a quelli indicati dal capitolato. Il Consorzio appellante, premesso di avere chiesto le referenze agli enti per i quali aveva già espletato il servizio di trasporto scolastico senza averle ottenute in tempo, sostiene che, in ogni caso, le copie dei contratti, prodotte in luogo delle referenze, dovevano essere ritenute ugualmente idonee ad adempiere alla richiesta del capitolato. Il contratto del Consorzio C.P.T. con l'A.T.A.C., oltretutto, è di importo superiore a quello richiesto dalla stazione appaltante singolarmente per tutti i servizi effettuati nei tre anni antecedenti la gara. La Sezione non condivide tale tesi del Consorzio appellante. La commissione di gara, nel rilevare la non idoneità della documentazione prodotta ad attestare in modo inequivocabile il fatturato medio annuo attinente al servizio oggetto della gara per il triennio richiesto , ha evidentemente ritenuto che non fosse desumibile dagli atti prodotti - cioè dagli importi contrattuali concernenti l'intero servizio - la quota del fatturato riferita a ciascuno degli anni 1999-2000-2001, come richiesto dal capitolato speciale. Il capitolato speciale, inoltre, non si limita a chiedere che i concorrenti abbiano svolto servizi della stessa natura per un determinato importo, ma chiede che tali servizi siano stati prestati con una certa continuità, quanto meno negli ultimi tre anni, abbiano una determinata rilevanza, dimostrata dell'entità del loro importo, e siano stati svolti con soddisfazione degli enti in favore dei quali sono stati prestati, come attestato dalla richiesta di comprovare i predetti servizi con referenze rilasciate da detti enti. Le copie dei contratti depositati dall'appellante, pertanto, non possono essere ritenute equipollenti agli attestati dal capitolato speciale. Giustamente, la commissione giudicatrice ha tolto all'A.T.I. Consorzio Artigiano Asso Pullman - C.T.P. i dieci punti ad essa assegnati prima della verifica. La censura va respinta anche nel profilo con il quale il Consorzio appellante ha dedotto che il TAR non si sarebbe pronunciato sulla sua denuncia di difetto di motivazione della decisione adottata dalla commissione giudicatrice. Emerge da quanto precede che la sola enunciazione della discordanza tra la documentazione prodotta dall'A.T.I. Consorzio Artigiano Asso Pullman - C.T.P. e le attestazioni richieste dal capitolato speciale era sufficiente ad adempiere all'obbligo di motivare la riduzione del punteggio, come è stato correttamente affermato dal TAR. Non è configurabile, pertanto, il vizio di omessa pronuncia denunciato dal Consorzio appellante. 3. - Si rivela infondato anche il secondo motivo di appello. Con tale censura, che reitera pedissequamente quanto già dedotto in primo grado, il Consorzio appellante rileva che l'A.T.I. Seatur - Schiaffini - Rossi Bus non avrebbe dovuto essere ammessa a partecipare alla gara che ne occupa, in quanto la società Seatour ha una partecipazione azionaria nella Fiumicino Servizi S.p.A. Il TAR ha respinto il rilievo osservando che, nella fattispecie, non è raffigurabile alcuna delle ipotesi di controllo o di collegamento preclusive della partecipazione alla gara da parte della Seatour, secondo quanto stabilito dall'articolo 2359 c.c., e che, sotto un altro profilo più sostanziale, non è neppure ipotizzabile che la partecipazione al capitale sociale pari all'1 per cento detenuto dalla Seatour potesse essere ritenuta tale da indirizzare le scelte della Fiumicino Servizi S.p.A. Il Consorzio appellante ribatte che il TAR non ha compreso la censura. Questa era diretta ad evidenziare l'astratta possibilità che, fin dalla formulazione del bando di gara, si potessepredisporre la richiesta di requisiti e di tipi di valutazioni tali da avvantaggiare il concorrente che è socio della stazione appaltante. La censura, come correttamente ha ritenuto il TAR, è del tutto ipotetica ed è smentita dall'effettivo svolgimento dei fatti. L'A.T.I. al quale partecipa il Consorzio appellante si era classificato al primo posto della graduatoria della gara e, come emerge da quanto precede, sarebbe stato sufficiente la produzione della documentazione integrativa, necessaria per dimostrare il possesso del requisito relativo alla pregressa esperienza nel servizio di trasporto scolastico, per divenire da aggiudicataria provvisoria aggiudicataria definitiva della gara. 4.- Da respingere è anche il terzo motivo di appello. Con esso, il Consorzio Asso Pullman ha nuovamente dedotto che la Società Seatour ha partecipato alla gara con una falsa dichiarazione giacché ha indicato come autobus a disposizione per l'espletamento del servizio scolastico da appaltare, automezzi che invece erano adibiti al servizio di trasporto scolastico del Comune di Frascati. La falsità della dichiarazione è dimostrata, secondo il Consorzio appellante, dalla nota del 14.11.2002, n. 33095, del Comune di Frascati ricevuta in risposta ad un formale atto di accesso effettuato ai sensi della legge n. 241 del 1990, dalla quale emerge che la Schiaffini Travel, s.n.c., in A.T.I. con la Seatour, per il servizio di trasporto scolastico in atto per il predetto Comune utilizza quattro automezzi che figurano tra quelli indicati per poter partecipare alla gara oggetto del presente giudizio. Si osserva in contrario che il Comune di Frascati, solo in data 29.8.2002, con la nota n. 27430, successiva quindi alla presentazione delle domande di partecipazione alla gara oggetto della presente controversia, ha disposto di prorogare al 31.12.2002 il contratto concernente il servizio di trasporto scolastico alla Società Schiaffini scaduto il 30.6.2002. Alla data della richiesta di accesso, quindi, effettivamente, gli automezzi di cui trattasi erano utilizzati per il servizio di trasporto scolastico per il predetto ente. Non si tratta pertanto di dichiarazioni false relative al possesso degli automezzi, in quanto alla data della partecipazione alla gara in contestazione il servizio per il Comune di Frascati doveva ritenersi esaurito e gli automezzi utilizzati per questo disponibili per un nuovo servizio. La Società Seatour, comunque, ha anche opposto, senza che sul punto il Consorzio appellante muovesse alcuna contestazione, che, anche a voler detrarre dagli autobus offerti per l'espletamento del servizio oggetto della gara di cui trattasi i quattro automezzi adibiti al servizio del Comune di Frascati, l'A.T.I. aggiudicataria aveva comunque dimostrato la disponibilità di un numero di autobus superiore a quelli da utilizzare per lo svolgimento del servizio. La infondatezza dei motivi fin qui esaminati, conduce alla reiezione dell'appello. 5.- Le restanti censure proposte dal Consorzio appellante, che concernono la partecipazione alla procedura concorsuale di cui trattasi della Somet Travel Gest, infatti, sono limitate a contestare la posizione di questa e, quindi, anche se fossero fondate non comporterebbero una modifica della graduatoria, nella quale rimarrebbe al primo posto, divenendo aggiudicataria della gara, l'A.T.I. Seatour - Schiaffini - Rossi Bus. 6. - L'appello, in conclusione, va rigettato. 7. - Sussistono, peraltro, giusti motivi per procedere alla integrale compensazione fra le parti delle spese del secondo grado del giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione, respinge l'appello. Compensa le spese del secondo grado del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. ?? ?? ?? ?? 2 N . RIC. 5 N . RIcomma /05 cdp