Professioni, lo schema di via Arenula per una riforma condivisa

Il Guardasigilli spiega che sono state ascoltate le rappresentanze di tutte le categorie in quaranta audizioni. Pronto il progetto in otto punti. L'Anpa si dice insoddisfatta

Riforma delle professioni, sono state ascoltate tutte le categorie interessate. A sostenerlo è stato in una nota il ministero della Giustizia che ha annunciato la messa a punto dello schema di disegno di legge per la nuova disciplina degli Ordini professionali. Il testo è stato predisposto durante la riunione che si è tenuta la settimana scorsa tra il Guardasigilli, Clemente Mastella, coadiuvato dal sottosegretario Luigi Scotti, e gli uffici legislativi di altri dicasteri. Si conclude così, ha continuato via Arenula, un ampio e fattivo lavoro interministeriale, che è stato preceduto da oltre quaranta audizioni delle rappresentanze degli ordini professionali, di associazioni, di esperti del settore, di organismi sindacali e della Confindustria . In questo modo, si legge ancora nella nota, è stato possibile sentire la voce di tutte le categorie interessate e raccogliere i vari orientamenti in materia. Il ministero della Giustizia ha quindi risposto anche ad alcune notizie apparse la scorsa settimana sulla riforma delle professioni. Del resto, le ultime dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani avevano lasciato perplessi gli avvocati si veda in proposito il quotidiano del 28 ottobre . A tal punto da indurre il presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, Michelina Grillo, a inviare a Bersani una lettera aperta con la quale esprimeva tutta la contrarietà della categoria da lei rappresentata. Il dialogo non è mai cominciato - aveva detto il leader dell'Oua - gli insulti non sono mai finiti e gli avvocati sono stanchi . Stanchi della mancanza di dialogo con i professionisti, perché ai tavoli pur annunciati - aveva continuato Grillo - e che si dicono imbanditi, nessuno è stato invitato e le porte sono rimaste ostinatamente chiuse . Ma non solo anche il presidente dell'Associazione italiana giovani avvocati si era detto molto preoccupato per il fatto che il ministro Bersani, oltretutto non direttamente interessato alla materia che è di pertinenza del ministro della Giustizia, parlava di liberalizzazione degli Ordini, piuttosto che della loro riforma, asserendo oltretutto di essere già pronto per la parte di sua competenza . E mentre l'Avvocatura chiedeva chiarimenti sulle relative competenze, martedì scorso l'epilogo il testo, sul quale concorda anche il ministro dello Sviluppo economico, è pronto e consta di otto articoli nei quali sono stati stabiliti i principi di delega al Governo per la disciplina sia degli Ordini che delle associazioni professionali di interesse generale. La linea di fondo, continua ancora la nota, si ispira al mantenimento del sistema ordinistico, ma riorganizzato e modernizzato secondo le esigenze della competitività e soprattutto della tutela dell'utenza. Per cui, gli Ordini e le associazioni, queste ultime da riconoscersi con l'iscrizione in un apposito registro, ricevono compiti ben precisi per garantire la qualità delle prestazioni professionali, la costante idoneità degli iscritti e degli associati, la cura della deontologia professionale e l'aiuto ai giovani per l'accesso all'esercizio della professione . In sostanza, ha concluso Via Arenula, si tratta di una rinnovata fisionomia istituzionale degli Ordini, la cui struttura e operatività viene riformata nelle cariche direttive e di gestione, negli organismi disciplinari e in quelle funzioni che costituiscono la loro nuova ragion d'essere per il proficuo mantenimento del sistema ordinistico e per l'efficienza dei servizi professionali nel quadro dell'Unione europea . Insoddisfazione per la proposta di Mastella è stata espressa dall'Anpa che ha sostenuto che la bozza di disegno di legge delega in materia di professioni intellettuali del ministero della Giustizia - oltre ad allontanare la figura delle attività professionali dal concetto comunitario di imprese - tende ad avvantaggiare l'Avvocatura cassazionista aumentando irrimediabilmente i costi fissi per il mantenimento di uno studio professionale a danno dei giovani avvocati . Tali ulteriori oneri - ha continuato il segretario nazionale dell'Anpa, Ivano Lusso - insostenibili in termini di tempo e di migliaia di euro, come l'aggiornamento e la formazione a pagamento, l'assicurazione civile obbligatoria, porteranno all'uscita dal mercato professionale di moltissimi giovani avvocati . E ha concluso Non è difficile immaginare, invece, che le associazioni presiedute da avvocati cassazionisti si stiano già organizzando per aggiornare a pagamento i giovani avvocati, mentre le assicurazioni, a fronte dell'obbligo legislativo, prevedano di innalzare gli attuali premi . Cristina Cappucini