Concessioni edilizie, le difformità vanno contestate esclusivamente al proprietario

Accolto il ricorso del possessore di un immobile a cui il Comune aveva ingiunto la rimozione senza avergli mai comunicato formalmente l'avvio del procedimento

Se l'ente locale delibera la rimozione di una costruzione edilizia eseguita in modo parzialmente difforme rispetto alla concessione rilasciata, nel momento in cui inizia a discuterne deve comunicarlo al proprietario. Tale avviso non può essere omesso neanche se il tecnico e il figlio del cittadino interessato erano presenti rispettivamente al sopralluogo e alla riunione nella quale si discuteva dell'edificio. A chiarirlo è stata la prima sezione del Tar Piemonte con la sentenza 2178/06 depositata lo scorso 24 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici torinesi hanno accolto il ricorso di un proprietario che si era visto intimare dal Comune di Lequio Berria, un paesino in provincia di Cuneo, la rimozione della propria costruzione edilizia eseguita in parziale difformità rispetto al permesso accordatogli dall'ente locale. Tuttavia, il cittadino non era stato informato dell'avvio del procedimento nei confronti della proprietà. Il Tribunale piemontese dichiarando fondato il ricorso ha ritenuto che era necessario l'avviso di avvio del procedimento che consiste nel rendere consapevole il destinatario dei possibili esiti. Tale comunicazione, hanno concluso i magistrati amministrativi, non è quindi surrogabile con la presenza del tecnico dell'interessato al sopralluogo esperito il 25 novembre 2005, ovvero del figlio alla riunione del 7 febbraio 2006, né con l'invito a partecipare al sopralluogo, di cui alla nota del 7 novembre 2005 . cri.cap

Tar Piemonte - Sezione prima - sentenza 24 maggio 2006, n. 2178 Presidente Gomez de Ayala - Relatore Bigotti Ricorrente Sobrero Visto l'articolo 21 comma 9 legge 1034/71, introdotto dall'articolo 3 legge 205/00, e ritenuto di farne applicazione, dato che il ricorso appare fondato sotto il profilo, avente carattere assorbente delle ulteriori censure, della mancanza dell'avviso di avvio del procedimento sfociato nel provvedimento impugnato che non appare rigidamente necessitato in relazione alle circostanze di fatto , avviso la cui portata consiste, anche, nel rendere edotto il destinatario dei possibili esiti del procedimento stesso, e quindi non surrogabile con la presenza del tecnico dell'interessato al sopralluogo esperito il 25 novembre 2005, ovvero del figlio alla riunione del 7 febbraio 2006, nè con l'invito a partecipare al sopralluogo, di cui alla nota del 7 novembre 2005 Ritenuto che, pertanto, il ricorso deve essere accolto, salvi gli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione, mentre le spese di lite possono essere compensate tra le parti PQM Il Tribunale amministrativo regionale per il Piemonte - prima sezione - definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso, salve le ulteriori determinazioni dell'amministrazione. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. r.g. 517/06 2