Autoriciclaggio, depenalizzazione, prescrizione: ecco le proposte per migliorare il sistema

Martedì 23 aprile, alla presenza del Ministro della Giustizia Paola Severino, sono stati presentati i risultati delle due Commissioni di studio ministeriali sulla prescrizione e sulla depenalizzazione dei reati minori, presiedute dal prof. Antonio Fiorella, nonché del Gruppo di lavoro sull'autoriciclaggio, coordinato dal procuratore Francesco Greco. Istituiti dalla Guardasigilli, le Commissioni e il Gruppo di lavoro, composti da rappresentanti dell’avvocatura, della magistratura e del mondo accademico, hanno analizzato l’assetto vigente in materia per poi formulare alcune proposte di modifiche legislative.

Riciclaggio e autoriciclaggio fattispecie da unificare? Il Gruppo di lavoro ha concluso che sarebbe opportuno un inserimento del riciclaggio e, in prospettiva, dell’autoriciclaggio in un titolo del c.p. dedicato alla tutela dell’ordine economico e finanziario. Inoltre, andrebbe semplificato l’attuale quadro normativo, facendo confluire all’interno della fattispecie in oggetto la condotta di impiego in attività economiche e finanziarie di denaro, beni o altra utilità di provenienza delittuosa prevista dall’art. 648 ter c.p A tal proposito, sono state elaborate due proposte alternative un’unica fattispecie, che comprenda riciclaggio e autoriciclaggio, o la costruzione di un’autonoma fattispecie di autoriciclaggio, circoscrivendo il suo ambito di applicazione soltanto ad alcune delle condotte oggi punibili a titolo di riciclaggio. Stante le difficoltà interpretative riscontrate, si sono valutati anche alcuni interventi modificativi della normativa antiriciclaggio D. Lgs. 231/2007 , con particolare riguardo alle sanzioni penali e amministrative e agli approfondimenti delle segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio. Necessario razionalizzare il sistema penale. Le Commissioni presiedute dal prof. Fiorella, invece, si sono concentrati sulle delicate materie della depenalizzazione e della prescrizione, con l’obiettivo di giungere a una complessiva razionalizzazione del sistema nel rispetto dei principi di proporzione, sussidiarietà ed efficacia dell’intervento penale previsti dal Trattato di Lisbona. In vista di tale obiettivo, il Gruppo di studio ha predisposto un ddl di depenalizzazione e deflazione del sistema penale, muovendosi nelle due prospettive congiunte della depenalizzazione in astratto, cioè della trasformazione dei reati in illeciti amministrativi, e in concreto, consistente nell’ampliamento delle ipotesi di oblazione e di estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie e/o conformative. Depenalizzazione in astratto Per quanto riguarda il primo aspetto, si prevede una delega al Governo affinché i reati puniti con la sola pena della multa o dell’ammenda e le contravvenzioni punite con la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda vengano trasformati in illeciti amministrativi, in modo da preservare la funzione della pena quale extrema ratio . Le Commissioni propongono tuttavia di escludere da tale previsione alcune materie ambiente, territorio e paesaggio , alla luce della particolare importanza dei beni coinvolti. Gli studiosi, inoltre, ritengono opportuno abrogare alcune figure di reato bagatellari, che a volte hanno una scarsa, per non dire inesistente, applicazione pratica basti pensare all’istigazione a disobbedire alle leggi o alle residue fattispecie di serrata e boicottaggio , o non sono compatibili con i principi costituzionali ad esempio la previsione dell’art. 707 c.p. in materia di possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli . Da eliminare, secondo la Commissione, anche il controverso reato c.d. di immigrazione clandestina D. Lgs. n. 286/1998 , norma ritenuta del tutto inefficace e simbolica. Quanto alle fattispecie di oltraggio, resterebbe il solo delitto di oltraggio a magistrato in udienza, in considerazione della particolare delicatezza della funzione svolta. e in concreto la particolare tenuità del fatto. Tra gli strumenti previsti per la c.d. depenalizzazione in concreto, vanno segnalate le proposte di estendere la punibilità a querela e l’introduzione della particolare tenuità del fatto come causa ostativa alla procedibilità, novità già sperimentata nel procedimento minorile e in quello dinanzi al giudice di pace la disposizione presentata, richiamandosi all’art. 34, D. Lgs. n. 274/2000, prevede che non si proceda quando il fatto è di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esiguità del danno o del pericolo, il grado di colpevolezza e l’occasionalità. Gli studiosi auspicano infine l’ introduzione di una anagrafe delle fattispecie penali , che permetterebbe di stabilire il numero esatto dei reati esistenti nel nostro ordinamento, così da poter calibrare in modo razionale gli interventi di depenalizzazione. I correttivi all’istituto della prescrizione. In tema di prescrizione, la Commissione ha lavorato per trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di accertamento dei reati ed il diritto del cittadino a vedere celebrato il processo in tempi ragionevoli in particolare, si prevedono due correttivi all’attuale disciplina e cioè la previsione di due successive cause di sospensione della prescrizione legate, rispettivamente, alla pronuncia/deposito della sentenza di condanna di primo e secondo grado due anni per l’appello e uno per la Cassazione e la rimodulazione del rapporto tra il termine base di prescrizione e l’aumento dovuto ad eventi interruttivi.

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