Eni, il piano che ha mitigato la sanzione

In due tranche saranno ammesse altre società al potenziamento del gasdotto algerino che fornirà più gas all'Italia

Una multa da record quella comminata all'Eni dal Garante della Concorrenza e del Mercato. La società energetica dovrà sborsare 290 milioni di euro per abuso di posizione dominante nell'approvvigionamento all'ingrosso di gas naturale. L'Antitrust, guidata da Antonio Catricalà, ha accertato infatti che l'Eni ha interrotto il potenziamento del gasdotto TTPC dall'Algeria nonostante fossero stati firmati contratti con alcuni shipper. Questo avrebbe di fatto ostacolato l'ingresso di altri operatori nel mercato, determinando inoltre un mancato afflusso in Italia di circa 9,8 miliardi di metri cubi di gas, pari a quasi al 10 per cento del fabbisogno nazionale. Una quota tutt'altro che irrilevante sia per il Paese, se si considera l'attuale crisi energetica in cui versa l'Italia proprio in questi giorni costretta ad attingere dalle riserve, sia per la stessa Eni che vanta nel 2004 una quota di approvvigionamento di 53 miliardi di metri cubi. L'Antitrust ha imposto, inoltre, alla società di porre termine ai comportamenti distorsivi della concorrenza, cedendo ad altri operatori, tramite la propria controllata Trans Tunisian Pipeline Company Ltd., la capacità di trasportare sul gasdotto TTPC 6,5 miliardi di metri cubi annui di gas entro il 1 ottobre 2008. L'Eni dovrà garantire l'entrata in servizio di una prima tranche della capacità addizionale, pari a 3,2 miliardi di metri cubi di gas, non oltre il 1 aprile 2008, e di una seconda tranche, pari a 3,3 miliardi di metri cubi di gas, non oltre il 1 ottobre 2008. Ciò, precisa comunque l'Autorità, corrisponde a impegni già assunti dalla società. Seppur riconoscendo un'attenuante il Garante, che aveva avviato l'istruttoria il 27 gennaio dello scorso anno, ha ravvisato nel comportamento dell'Eni una violazione grave dell'articolo 82 del Trattato di Roma . Immediata la risposta dell'Ente nazionale idrocarburi che prende atto della sanzione amministrativa e si riserva di valutare le motivazioni del provvedimento anche per un'eventuale impugnazione. Intanto, l'Eni finisce in testa alla classifica italiana delle singole società multate per posizione dominante alle assicurazioni fu inflitto un pagamento di 330 milioni di euro, ma si trattava di un cartello , e si piazza al secondo posto in quella europea subito dietro Microsoft condannata da Bruxelles a pagare 497 milioni di euro.

Autorità Garante della concorrenza e del mercato Provvedimento n. 15174 15 febbraio 2006