No al reato di lesioni se il macchinario è in regola

La natura delle lesioni, con la mancanza di segni di un evento traumatico, e l’efficienza della macchina sono significativi e coerenti argomenti probatori da cui dedurre l’assenza di responsabilità in capo all’amministratore unico ed al direttore della fabbrica.

Così ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2783, depositata il 18 gennaio 2013. Il caso. Il luogo dell’infortunio un’azienda che produce calzature. Il macchinario una pressa per la produzione di fondi per le calzature. L’infortunio un dipendente riceve un colpo in testa dallo stampo, che si proietta oltre la sua normale corsa. L’accusa l’amministratore unico della s.p.a. ed il direttore della fabbrica vengono accusati di lesioni gravissime per non aver dotato con opportuni ripari o protezione la pressa. L’incidente è stato accidentale. I giudici del Tribunale e della Corte d’Appello non riconoscono alcuna condotta rimproverabile agli imputati. La macchina era completa di tutti gli elementi di protezione prescritti dalla legge e lo stampo non risultava in avaria l’evento lesivo, come riferito dall’Inail, è da attribuirsi ad una causa accidentale. Errori di valutazione? L’infortunato ritiene che i giudici erroneamente abbiano valutato come lieve l’entità del suo infortunio ed escluso l’unico testimone diretto. Ricorre quindi per cassazione, in qualità di parte civile. Il macchinario era perfettamente funzionante. La S.C. rigetta il ricorso. Nel merito le valutazioni sono stata corrette e coerenti. Il testimone è stato ritenuto inattendibile per un risentimento nei confronti dell’azienda. Le altre persone presenti non hanno sentito nessun botto. Le indagini medico-legali hanno rilevato che la lesione era ischemica, non traumatica. Infine, il macchinario, appena acquistato, era perfettamente funzionante e rispettoso di tutte le norme antinfortunistiche. La Corte di legittimità non può compiere una riconsiderazione del merito, come chiesto dal ricorrente. La natura delle lesioni, l’efficienza della macchina e la mancanza di segni di un evento traumatico rappresentano plurimi significativi e coerenti argomenti probatori che vengono analiticamente considerati e collegati dai giudici di merito.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 4 dicembre 2012 18 gennaio 2013, n. 2783 Presidente Sirena Relatore Blaiotta Motivi della decisione 1. Il Tribunale di Macerata, sezione distaccata di Civitanova Marche, ha assolto gli imputati in epigrafe dal reato di lesioni gravissime in danno del lavoratore H B. . A seguito di impugnazione della parte civile la pronunzia assolutoria è stata confermata dalla Corte d'appello di Ancona. Agli imputati, nelle vesti di amministratore unico e di direttore di fabbrica dell'azienda Due Esse S.p.A. era stato mosso l'addebito di non aver dotato di opportuni ripari o protezione la pressa per la produzione di fondi per le calzature con la quale operava il dipendente, che veniva colpito al capo da uno stampo in avaria che si proiettava oltre la sua normale corsa. I giudici di merito hanno adottato pronunzia assolutoria essendo emerso che non si configurava alcuna condotta rimproverabile degli Imputati giacché la macchina in esame non era priva di alcuno degli apparati di protezione prescritti dalla legge, né lo stampo risultava in avaria. L'evento lesivo è stato attribuito a causa accidentale, come del resto riferito fin dall'inizio dall'Inail. 2. Ricorre per cassazione la parte civile deducendo mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione. Si assume che la Corte d'appello ha omesso di esaminare le ragioni esposte nell'atto d'impugnazione. In particolare, senza adeguato approfondimento ed alla luce solo delle prime sommarie acquisizioni, si è ritenuto che le lesioni subite dal lavoratore fossero di modesta entità. Tale valutazione è in contrasto con la documentazione in atti e con le conclusioni dell'attività medicolegale. Occorre d'altra parte considerare che l'Inail ha ritenuto l'esistenza del nesso causale tra l'infortunio e le gravi lesioni riportate. Senza ragione, pertanto, è stata disattesa la richiesta di perizia medica. Oggetto di censura è altresì la valutazione compiuta dal giudice di merito in ordine all'inattendibilità di un teste, al quale si è attribuito un atteggiamento di risentimento nei confronti dell'azienda. D'altra parte, la circostanza che costui non sia stato formalmente sentito nel corso delle indagini preliminari non vale a ritenerne l'inaffidabilità. Inoltre, tale teste è l'unico che può riferire i fatti per scienza diretta. Costui ha dato conto ampiamente della vetustà e dell'inadeguatezza del macchinario utilizzato. 3. Il ricorso è infondato. La sentenza impugnata evoca e condivide le valutazioni del primo giudice. Si considera in primo luogo che è stato accertato che la macchina utilizzata dal lavoratore era perfettamente funzionante e rispettava tutte le norme antinfortunistiche. Inoltre, tutte le indagini medico-legali esperite hanno consentito di ritenere che non si sia in presenza di lesione traumatica ma ischemica. Tale apprezzamento trova base nella diagnosi di pronto soccorso, in un certificato del medico di fiducia della parte civile e nella successiva Tac che attribuiva l'evento lesivo ad esito ischemico piuttosto che a lesione traumatica da contraccolpo. Tale situazione rende inutile una perizia, in considerazione anche del fatto che sono trascorsi oltre 15 anni dall'epoca dell'evento. D'altra parte, si considera ancora, tutti i testi hanno concordemente riferito di non aver sentito un botto né un'esplosione nessuno ha dichiarato che l'infortunato era svenuto o era pieno di sangue. Tali circostanze venivano riferite da un solo teste che non nascondeva un certo risentimento nei confronti dell'azienda. L'argomentazione trova il finale suggello nella considerazione che, come ritenuto dal primo giudice, la macchina cui l'infortunato era addetto era stata acquistata poco tempo prima, fu trovata perfettamente funzionante dall'ispettore e dotata di congegni antinfortunistici rispettosi delle norme vigenti. Tale apprezzamento si sottrae alle indicate censure plurimi significativi e coerenti argomenti probatori vengono analiticamente considerati e collegati la natura delle lesioni l'efficienza della macchina la mancanza di segni di un evento traumatico. In tale non controversa situazione probatoria il gravame tenta in larga misura di sollecitare questa Corte alla riconsiderazione del merito, senza produrre argomenti in grado di inficiare seriamente la motivazione ed il suo iter logico. Il ricorso deve essere conseguentemente rigettato. Segue per legge la condanna al pagamento delle spese processuali. P.Q.M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.