Pagobancomat, istruttoria prorogata al 7 luglio

Sicurezza e schemi di contratto l'Agenzia garante della concorrenza e del mercato mette sotto osservazione per altri due mesi i programmi di Co.Ge.Ban

L'Antitrust ha deciso di prorogare l'istruttoria sul pagobancomat al 7 luglio. Le indagini avviate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato su Co.Ge.Ban., l'associazione di imprese che ha lo scopo di sviluppare l'utilizzo del servizio Cogeban Bancomat presso i terminali Pos, potranno in questo modo procedere per altri due mesi. Lo ha annunciato il Bollettino dell'Authority guidata da Antonio Catricalà che, inizialmente, avrebbe dovuto chiudere il fascicolo il 28 aprile. La decisione è dovuta al fatto che a tutt'oggi appaiono esistere ostacoli allo sviluppo del multibanca basato sui server aziendali attuali . Il primo punto messo in evidenza dall'Antitrust è quello della tutela in quanto non risultano effettuate da Co.Ge.Ban. le analisi di sicurezza dei sistemi basati su server aziendali né risulta messo a punto un piano operativo degli interventi da adottare. Il sistema delineato da Co.Ge.Ban. sembra richiedere sostanziali modifiche in termini di hardware e software in relazioni alle quali vi è incertezza sui tempi e costi di attuazione . Secondo il garante della concorrenza, è necessario acquisire ulteriori elementi anche sullo schema di contratto tra l'acquirer e l'esercente , dove è presente una clausola che impone a quest'ultimo di informare i soggetti acquirer con cui si convenziona di tutti i contratti stipulati in ambito multibanca, fornendone dettagliata comunicazione. Incongruente con il concetto di multibanca sarebbe, per l'Antitrust, anche il permanere di una relazione preferenziale tra l'esercente e una banca acquirer . Infine, riporta l'articolo 17 del provvedimento integralmente leggibile tra i correlati, sia la circolare che il nuovo schema di contratto prevedono che tutte le attrezzature utilizzate per effettuare la transazione, anche se di proprietà dell'esercente ed includendo i server aziendali, siano preventivamente omologate in base alle nuove specifiche tecniche dall'Associazione Progetto Microcircuito, associazione di diretta emanazione di Co.Ge.Ban. e del sistema bancario. Tale misura, essendo un onere aggiuntivo e aleatorio per gli esercenti, è tale da incidere sul comportamento di Co.Ge.Ban. ai fini del presente procedimento .

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Provvedimento n. 15334 del 4 aprile 2006 Co.Ge.Ban.-Multibanca L'Autorità garante della concorrenza e del mercato nella sua adunanza del 4 aprile 2006 sentito il Relatore Professor Carlo Santagata vista la legge 287/90 visto in particolare l'articolo 15, comma 2, della citata legge, ai sensi del quale, nel caso in cui le imprese non abbiano ottemperato alla diffida di cui all'articolo 15, comma 1, della medesima legge, l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci per cento del fatturato ovvero, nei casi in cui sia stata applicata la sanzione, di importo minimo non inferiore al doppio della sanzione già applicata con un limite massimo del dieci per cento del fatturato, determinando altresì il termine entro il quale il pagamento della sanzione deve essere effettuato vista la legge 689/81 vista la legge 262/05, Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari vista la delibera della Banca d'Italia del 30 marzo 2005, n. 54, con la quale veniva accertata la violazione dell'articolo 2 della legge 287/90 da parte di Co.Ge.Ban relativamente al c.d. multibanca e venivano ordinate a quest'ultima la cessazione dell'infrazione, mediante la tempestiva rimozione della circolare Co.Ge.Ban n. 2/2003, e la realizzazione di un sistema orientato al multibanca vista la delibera della Banca d'Italia del 22 ottobre 2005, n. 283/A, con la quale veniva contestata a Co.Ge.Ban la violazione di cui all'articolo 15, comma 2, della legge 287/90 per non avere ottemperato al provvedimento della Banca d'Italia del 30 marzo 2005, n. 54 vista la documentazione relativa al procedimento di inottemperanza in corso, trasmessa dalla Banca d'Italia all'Autorità in data 14 febbraio 2006 vista la propria delibera del 15 febbraio 2006, con la quale è stato assunto dinanzi all'Autorità il procedimento di inottemperanza in corso, indicando il termine di conclusione del procedimento al 28 aprile 2006 vista la nota dell'associazione Co.Ge.Ban. pervenuta in data 1 marzo 2006 e la documentazione ivi richiamata visti gli atti del procedimento considerato quanto segue I. L'avvio del procedimento di inottemperanza 1. Con provvedimento n. 54 del 30 marzo 2005 la Banca d'Italia accertava, tra l'altro, l'esistenza di un'intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell'articolo 2 della legge 287/90, posta in essere da Co.Ge.Ban., volta ad escludere la possibilità di realizzare il c.d. multibanca nell'ambito del circuito Pagobancomat. In particolare, la Banca d'Italia affermava la restrittività della circolare n. 2/03 nella misura in cui può impedire l'accesso al mercato e limitare il progresso tecnologico in alcune delle fasi di gestione delle transazioni Pagobancomat . Conseguentemente, la Banca d'Italia imponeva nel deliberato a Co.Ge.Ban. provvederà tempestivamente al ritiro della circolare n. 2/03 nella parte relativa alla Gestione transazioni Pagobancomat presso le Catene Commerciali b Co.Ge.Ban. realizzerà un sistema orientato ai principi del multibanca entro il 1 ottobre 2005, presentando un'analisi della sicurezza dei sistemi basati su server aziendali e un piano operativo degli interventi da adottare. La realizzazione del sistema di cui al punto b avrebbe comunque dovuto tener conto dei costi di conversione legati al multibanca nella modalità proposta da Co.Ge.Ban., specificando su chi ricadano gli oneri derivanti da tale sostituzione . 2. In data 25 luglio 2005, con circolare n. 5/05, Co.Ge.Ban. comunicava ai propri associati il ritiro della circolare n. 2/03 nonché la prossima individuazione di soluzioni per la realizzazione del multibanca in sicurezza, specificando che pur dovendosi considerare sin d'ora ammissibile la prassi dell'instradamento multibanca, si fa rinvio ad ulteriori comunicazioni al riguardo per la segnalazione delle soluzioni che consentiranno di operare tale modalità di accettazione con adeguati requisiti di sicurezza . In tale sede, Co.Ge.Ban. ricordava alle banche che il multibanca basato sulle soluzioni proposte dagli esercenti e, in particolare, sui server aziendali, poneva problemi di sicurezza, rinviando tuttavia ad un secondo tempo un piano di verifica dei sistemi di accettazione server based delle carte Pagobancomat in base al quale sarà riscontrato il rispetto dei criteri di sicurezza previsti già nelle attuali specifiche con l'obbiettivo di ricondurli quanto prima, ove necessario, nell'ambito dei livelli di sicurezza minimali . 3. In data 23 settembre 2005 Co.Ge.Ban. presentava alla Banca d'Italia un'istanza di proroga di 6 mesi del termine per realizzare un sistema orientato ai principi del multibanca. 4. In data 22 ottobre 2005 Banca d'Italia, rilevando che dalle risultanze disponibili non si riscontra la piena esecuzione degli obblighi imposti dal provvedimento della Banca d'Italia n. 54 del 30 marzo 2005 , avviava il procedimento di inottemperanza nei confronti di Co.Ge.Ban., fissando il termine di conclusione del procedimento al 28 febbraio 2006. 5. In data 23 novembre 2005, Co.Ge.Ban., a fronte di una specifica richiesta di informazioni della Banca d'Italia, ha fornito la documentazione relativa all'attività svolta da Co.Ge.Ban. successivamente al provvedimento n. 54/2005, chiedendo nuovamente una proroga dei termini per l'ottemperanza, sino al 31 gennaio 2006. 6. In data 15 febbraio 2006, a seguito della trasmissione dalla Banca d'Italia all'Autorità della documentazione relativa al procedimento di inottemperanza in corso, trasmissione conseguente l'entrata in vigore della legge 262/05, l'Autorità assumeva dinanzi a sé detto procedimento, prorogando il termine di conclusione al 28 aprile 2006. Ciò al fine di effettuare una piena valutazione della documentazione acquisita e gli eventuali ulteriori adempimenti istruttori necessari, nonché al fine di garantire alle parti il più ampio contraddittorio. II. La circolare n. 3/06 di Co.Ge.Ban 7. In data 1 marzo 2006 Co.Ge.Ban. ha reso noto all'Autorità che [ ]. risolveva entro il 31 gennaio 2006 le problematiche connesse alla effettiva realizzazione di un sistema orientato ai principi del multibanca . 8. Segnatamente, con la circolare n. 3/06, deliberata in data 27 gennaio 2006 e trasmessa agli associati e alla Banca d'Italia-Ufficio sorveglianza sul sistema dei pagamenti in data 9 febbraio 2006, esaminati i documenti normativi e tecnici predisposti in materia Co.Ge.Ban decideva di approvare e pubblicare i requisiti obbligatori riportati nei nuovi documenti SPE/DEF/090 Dichiarazione di conformità per i terminali POS vers. 1.1.0 SPE/DEF/122 Requisiti funzionali per la rete di accettazione PagoBancomat vers. 1.1.0 rendendo tali requisiti da subito in vigore per lo sviluppo di sistemi multibanca fissare scadenze temporali 1 luglio 2006 1 gennaio 2007 1 luglio 2007 in modo da estendere progressivamente a tutti i nuovi terminali anche se in sostituzione dei vecchi l'obbligo di omologazione rispetto a detti requisiti approvare talune modifiche allo schema di contratto che regola i rapporti tra acquirer ed esercente convenzionato. 9. La circolare n. 3/06 ha fatto seguito alla circolare n. 5/05 con la quale è stata ritirata la parte della circolare n. 2/03 attinente al multibanca. A detta di Co.Ge.Ban. dal 27 gennaio 2006 sarebbe possibile realizzare in sicurezza il sistema multibanca. In particolare, i requisiti tecnici approvati con la circolare n. 3/06 consentirebbero un sistema in cui le transazioni vengono instradate alla banca acquirer di volta in volta prescelta o tramite i POS, o mediante i server, purché questi soddisfino determinati requisiti. La comunicazione all'Autorità di detta circolare non è stata accompagnata da alcuna analisi dei costi di conversione alla modalità multibanca basata sulle soluzioni tecniche proposte né da analisi sulla sicurezza dei progetti di multibanca delineati per gli esercenti da alcune società di informatica. 10. La circolare n. 3/06 e gli allegati tecnici ivi richiamati individuano i requisiti tecnici da subito in vigore per lo sviluppo di sistemi multibanca , prevedendo un obbligo di omologazione per le soluzioni di pagamento utilizzate dagli esercenti, obbligo immediato per chi voglia realizzare il multibanca e differito nel tempo per tutti i nuovi terminali, a prescindere dalla modalità mono o multi-banca [In particolare, a partire dal 1 luglio 2006, l'obbligo per le nuove installazioni e sostituzioni di utilizzare terminali omologati rispetto ai requisiti attuali o a quelli nuovi estendere a tutte le soluzioni di pagamento a mezzo POS detti requisiti, con le seguenti modalità di applicazione a partire dal 1 gennaio 2007 verranno rilasciate omologazioni solo per soluzioni conformi ai nuovi requisiti a partire dal 1 luglio 2007 nuove installazioni o sostituzioni di terminali potranno essere effettuate solo con soluzioni omologate rispetto ai nuovi requisiti . ]. Detto obbligo è stato contrattualizzato da Co.Ge.Ban., che ha modificato in tal senso lo schema di contratto acquirer-soggetto convenzionato esercente In caso di soluzioni di pagamento a mezzo POS con funzione di acquiring multibanca le stesse devono essere omologate dall'Associazione Progetto Microcircuito APM per lo svolgimento di tale funzioni articolo 3 punto 2 . Inoltre l'esercente deve utilizzare solo sistemi omologati [ ] articolo 4 dello schema di contratto . Le nuove specifiche tecniche prevedono poi che per alcuni processi fondamentali ad es. la manutenzione dei POS, anche quando sono di proprietà degli esercenti sia responsabile soltanto una banca acquirer. 11. Nel nuovo schema di contratto è stata altresì inserita una norma che obbliga l'esercente a fornire, in caso di pluralità di acquirer attivi sulla medesima soluzione di pagamento a mezzo POS, a ciascuno di detti acquirer l'informativa circa tutti i contratti pendenti con altri soggetti acquirer. Tale informativa deve essere rinnovata tutte le volte che l'esercente modifica i dati comunicati e quindi, in caso di stipulazione di nuovi contratti o cessazioni di rapporti in essere articolo 12 lettera g e l'allegato 2 . I dati da comunicare riguardano l'identità delle diverse banche acquirer convenzionate, la specificazione se tali banche siano o meno proprietarie dei POS l'indicazione delle ditte che hanno fornito i POS, elencando numero dei POS, tipo, marca tutti gli estremi del certificato di omologazione. In tale contesto, è prevista la possibilità che una banca acquirer agisca da referente verso le altre per comunicare a ciascun acquirer degli esercenti l'esistenza di un regime multibanca. 12. In ordine alla circolare n. 3/06, gli esercenti, come si evince dalla documentazione agli atti del presente procedimento, paventano che il multibanca così come delineato da Co.Ge.Ban. sia sostanzialmente irrealizzabile, stante, fra l'altro, l'incertezza sui tempi necessari alle società di informatica per sviluppare i relativi prodotti software e hardware, gli elevati costi di conversione, l'aleatorietà della procedura di omologazione. In sostanza, la circolare n. 3/06 prevedrebbe requisiti la cui messa in opera priverebbe il multibanca di qualsiasi convenienza economica. III. Valutazioni 13. A tutt'oggi appaiono sussistere ostacoli allo sviluppo del multibanca basato sui server aziendali attuali, avendo Co.Ge.Ban. ritirato la circolare n. 2/03 soltanto in data 25 luglio 2005, con la circolare n. 5/05, manifestando, in tale sede, alle proprie associate le preoccupazioni sulla sicurezza di tali sistemi e inducendo le stesse a rinviare la diffusione del multibanca soltanto a seguito delle nuove specifiche tecniche. Dalla circolare n. 5/05 sino ad oggi, si sarebbe, quindi, creata una situazione di stallo, in attesa delle ulteriori comunicazioni di Co.Ge.Ban. A ciò si aggiunga che non risultano effettuate da Co.Ge.Ban. le analisi di sicurezza dei sistemi basati su server aziendali né un piano operativo degli interventi da adottare. 14. Con la circolare n. 3/06, secondo Co.Ge.Ban. si sarebbe delineata la cornice tecnica che consentirebbe, quantomeno in via potenziale, lo sviluppo del multibanca, garantendo nel contempo adeguati standard di sicurezza. Il sistema delineato da Co.Ge.Ban. sembra richiedere sostanziali modifiche in termini di hardware e software in relazione alle quali vi è incertezza sui tempi e costi di attuazione. Su questi profili è peraltro necessario acquisire ulteriori elementi nel rispetto del contraddittorio con gli interessati. 15. La circolare n. 3/06 ha altresì adottato un nuovo schema di contratto tra l'acquirer e l'esercente. Ivi, è prevista una specifica clausola che impone all'esercente di informare i soggetti acquirer con cui si convenziona di tutti i contratti stipulati in ambito multibanca, fornendone dettagliata comunicazione. La previsione di un nuovo schema di contratto ed in particolare la clausola predetta, appaiono inficiare l'idoneità delle misure adottate da Co.Ge.Ban. a costituire strumento per eliminare o attenuare le conseguenze dell'infrazione accertata. 16. La circolare n. 3/06 sembra poi sottointendere il permanere di una relazione preferenziale tra l'esercente e una banca acquirer, relazione incongruente con un sistema effettivamente improntato al multibanca. Ciò emerge, tra l'altro, dalla previsione di un soggetto acquirer responsabile della manutenzione delle attrezzature usate per effettuare la transazione, anche nel caso in cui le stesse siano di proprietà dell'esercente, nonché dalla possibilità che l'informativa di cui al punto precedente sia rilasciata dall'esercente ad un'unica banca che poi la inoltra agli altri soggetti interessati. 17. Infine, sia la circolare che il nuovo schema di contratto prevedono che tutte le attrezzature utilizzate per effettuare la transazione, anche se di proprietà dell'esercente ed includendo i server aziendali, siano preventivamente omologate in base alle nuove specifiche tecniche dall'Associazione Progetto Microcircuito, associazione di diretta emanazione di Co.Ge.Ban. e del sistema bancario. Tale misura, essendo un onere aggiuntivo e aleatorio per gli esercenti, è tale da incidere sul comportamento di CO.GE.BAN. ai fini del presente procedimento. 18. Alla luce delle considerazioni che precedono, si ritiene che i profili sopra evidenziati debbano essere compiutamente valutati ai fini di verificare l'idoneità del comportamento di Co.Ge.Ban. ad eliminare o attenuare le conseguenze dell'infrazione accertata. Si ritiene quindi necessario disporre di una proroga dei termini del procedimento soprattutto al fine di garantire il più ampio contraddittorio con gli interessati. Ritenuto, pertanto, necessario disporre una proroga dei termini che consenta di chiarire i profili di cui sopra Delibera di prorogare il termine di conclusione del presente procedimento al 7 luglio 2006. Il presente provvedimento verrà notificato agli interessati e pubblicato ai sensi di legge. Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al Tar Lazio, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, della legge 287/90, entro il termine di sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.