Antiriciclaggio: via libera (con modifiche) ai regolamenti di attuazione

Le precisazioni di Palazzo Spada troppo generico l'articolo 11, gli avvocati non devono diventare investigatori e bisogna chiarire cosa si intende per prestazione professionale . Obbligo di segnalazione anche per gioiellieri e case d'asta e da gioco

Antiriciclaggio, per i liberi professionisti e gli intermediari, sono in arrivo i regolamenti di attuazione del D.Lgs 56/2004. Dopo il via libera del Consiglio di Stato i pareri 3572, 3573 e 3574 del 2005 sono qui leggibili nei documenti correlati al ministero dell'Economia non resta che aggiustare i decreti nel modo consigliato da Palazzo Spada e poi saranno pronti per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale . L'obbligo di segnalare le operazioni sospette , d'ora in poi, non riguarderà solo gli intermediari finanziari ma anche i liberi professionisti e chi con la mediazione a poco a che fare, come ad esempio i gioiellieri e coloro che gestiscono case da gioco o gallerie d'asta. Quanto al regolamento che riguarda i liberi professionisti, Piazza capo di Ferro ha chiarito, rispondendo alle perplessità sollevate dall'Avvocatura durante il convegno di venerdì scorso si veda in proposito il quotidiano dello scorso 24 settembre che i legali non dovranno trasformarsi in investigatori. Del resto, hanno continuato i magistrati amministrativi, per quanto riguarda le segnalazioni gli avvocati dovranno valutare soltanto quegli elementi del proprio cliente che sono a loro disposizione, senza spingersi, come invece prevede l'articolo 11 del regolamento pubblicato sul quotidiano dello scorso 24 settembre , fino ad avere una conoscenza adeguata dei clienti riguardo alle attività da questi svolte, le capacità economiche e le finalità perseguite . Altrimenti finirebbe per eccedere le stesse finalità previste dalla legge antiriciclaggio. Per cui la norma deve essere riformulata. Sulle prestazioni professionali, l'unico dubbio dei consiglieri di Stato è sull'inizio per cui hanno suggerito di chiarire il concetto che comunque, secondo la relazione di Via XX settembre, si sostanzia nell'atto che, in dipendenza del mandato ricevuto, configura la possibilità di porre in essere un'azione di riciclaggio . Condivisibile, invece, la costituzione dell'archivio unico che prevede, in alternativa alla tenuta informatizzata, l'utilizzazione di un registro cartaceo o anche quelli già esistenti, al fine di contenere gli oneri per i professionisti. Assolta anche la norma che prevede la comunicazione diretta delle segnalazioni all'Ufficio italiano cambi Uic , in modo da assicurare la rapidità degli interventi. Quello manca, però, secondo il Consiglio di Stato, è un elenco di operazioni sospette. Per cui sarebbe necessario prevedere un allegato, messo a punto dall'Uic, che contenga delle disposizioni applicative nel quale vi siano indicazioni atte a perseguire la prescritta omogeneità di comportamenti . Cristina Cappuccini

Consiglio di Stato - Sezione Consultiva per gli atti normativi - parere 29 agosto 2005 , n. 3574 Presidente Barberio Corsetti - Estensore Roxas Oggetto ministero Economia e finanze. Schema di regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze in materia di obblighi di identificatone e conservazione delle informazioni per gli operatori non finanziari previsto dall'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 56 recante Attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite . Premesso Il D.Lgs 56/2004, in attuazione della direttiva 2001/97/CE, ha individuato, nell'elencazione di cui all'articolo 2, comma 1, i soggetti sottoposti agli obblighi di identificazione della clientela e di conservazione delle informazioni per le operazioni eseguite, in relazione agli obblighi previsti nell'articolo 13 del Dl 15/1990, come sostituito dall'articolo 30, comma 1, della legge 55/1990 e infine dall'articolo 2, comma 1 della c.d. legge antiriciclaggio Dl 143/91, convertito, con modificazioni, dalla legge 197/91 . L'articolo 3, comma 2, del D.Lgs 56/2004, ha attribuito al Ministro dell'economia e delle finanze - sentiti l'U.I.C., le competenti autorità di vigilanza di settore e le amministrazioni interessate - il compito di stabilire, con regolamento, il contenuto e le modalità di esecuzione dei succitati obblighi antiriciclaggio. Espone l'Amministrazione che, in relazione alle differenze sistemiche e ai diversi profili organizzativi dei vari soggetti sottoposti alla disciplina, il potere regolamentare è stato strutturato su tre diversi provvedimenti, redatti con riferimento a specifiche categorie nelle quali sono raggruppabili i soggetti interessati intermediari finanziari soggetti che esercitano le attività elencate nel D.Lgs 374/99 professionisti . Il presente schema concerne gli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a carico dei soggetti che esercitano le attività di cui al D.Lgs 374/99, riassuntivamente indicati come operatori non finanziari . Lo schema, la cui struttura è analoga a quella del regolamento predisposto per operatori finanziari, si compone di 18 articoli suddivisi in tre parti relativi Parte I alle disposizioni generali concernenti le definizioni, l'ambito soggettivo di applicazione e gli aspetti d'insieme degli obblighi consideranti. Parte II suddivisa in due titoli relativi il primo articoli da 4 a 6 alla identificazione dei clienti e la seconda articoli da 7 a 17 alle disposizioni specifiche, per i singoli obblighi di acquisizione, registrazione e conservazione delle informazioni da parte dei soggetti obblighi. Parte III articolo 18 alle disposizioni finali e transitorie. Sullo schema, sono stati acquisiti ed allegati alla relazione i pareri del Garante per la tutela dei dati personali, dei Ministeri dell'interno e della giustizia, del dipartimento della Funzione Pubblica, nonché dell'U.I.C., della Banca d'Italia, dell'ISVAP e della CONSOB. Sul testo, elaborato da un apposito gruppo di lavoro, sono stati altresì prodotti i pareri del corpo della Guardia di Finanza e della Ragioneria Generale dello Stato. Considerato L'impostazione generale dello schema, e le prescrizioni adottate in tema di definizione dei clienti, di operazioni frazionate, di disciplina delle modalità di identificazione, anche ai fini della mera segnalazione, e di tutela, protezione e conservazione dei dati raccolti, riflettono le analoghe disposizioni dello schema predisposto per gli operatori finanziari esaminato dalla Sezione nell'odierna adunanza. Si fa pertanto riferimento alle considerazioni effettuate in proposito nel relativo parere n. 3573/2055 . Per quanto concerne specificamente lo schema in esame, l'articolo 4, comma 2, prevede che il cliente debba fornire, sotto la propria personale responsabilità, le informazioni necessarie per l'identificazione dei soggetti per i quali opera poiché è lo stesso articolo 2, comma 1 della legge 197/91 - attraverso il richiamo dell'articolo 13 del Dl 625/79 - a prevedere espressamente tale obbligo generalizzato, si condivide l'impostazione adottata. Tuttavia, la Sezione raccomanda che, in sede di istruzioni applicative siano fornite precise indicazioni circa i limiti di ricerca per l'acquisizione dei dati da parte del soggetto interessato, che non possono certamente estendersi ad indagini inquisitorie. Quanto alle disposizioni recate dall'articolo 9 dello schema in ordine alla formazione e tenuta dell'archivio unico, l'articolo, dopo aver disciplinato secondo lo schema omogeneo con gli altri regolamenti predisposti in materia - il ricorso alle procedure informatiche, anche ad opera di autonomi centri di servizio - prevede, ai commi 8 e 9, la possibilità per gli operatori ivi indicati, di utilizzare, integrandoli, registri anche cartacei cui gli operatori sono già tenuti ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Al riguardo, pur tenendo conto delle osservazioni del Garante dei dati personali e del Comando della Guardia di finanza circa la maggiore ostensibilità dei dati raccolti, a fronte della espressa previsione recata dall'articolo 4, comma 3, del D.Lgs 374/99, tuttora vigente, che prevede tale modalità di registrazione coordinata all'esigenza di contenere gli oneri amministrativi dei soggetti obbligati la prescrizione regolamentare appare corretta, tenuto conto della sussistenza degli obblighi inerenti il trattamento dei dati personali applicabili alle registrazioni in questione. Va da sé che la coesistenza, sul medesimo registro di scritturazioni che devono essere effettuate in termini diversi non implica alcuna modificazione dei termini medesimi, che devono essere osservati secondo le specifiche prescrizioni vigenti per ciascuna di esse. Nel caso di costituzione dell'archivio in forma informatizzata la cui scelta è rimessa all'operatore interessato, ai sensi dell'articolo 15 dello schema, i termini per detta costituzione decorrono dalle indicazioni che saranno fornite dall'U.I.C. articolo 9, comma 1 è auspicabile che tali indicazioni intervengano nel più breve tempo possibile, ad evitare possibili discrasie o ingiustificati ritardi. Forti perplessità determina la disposizione recata all'articolo 12, comma 2, lettera c dello schema, nella parte in cui, dopo aver stabilito la rilevazione del prezzo effettivo convenuto per l'immobile, statuisce la non utilizzabilità dell'informazione a fini fiscali. Tale previsione appare priva di supporto normativo, ed anzi collidente con il principio affermato al comma 4 dell'articolo 13 del d.l. n. 625 del 1979 pertanto tale esimente dovrebbe essere espunta. Infine, si rileva come anche lo schema in esame debba essere completato con la clausola di inserzione nella Gazzetta Ufficiale. PQM Nelle esposte considerazioni è il parere della Sezione. Per estratto dal Verbale 1 2 mb

Consiglio di Stato - Sezione consultiva per gli atti normativi - parere 29 agosto 2005 , n. 3572 Presidente - estensore Barberio Corsetti Oggetto ministero economia e finanze - Schema di regolamento del ministro dell'Economia e delle finanze in attuazione degli articoli, 3 comma 2 e 8, comma 4, del D.Lgs 56/2004, in materia di obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a fini antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico di avvocati, notai, commercialisti, revisori contabili, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali. Premesso Il D.Lgs 56/2004, in attuazione della direttiva 2001/97/CE, ha individuato, nell'elencazione di cui all'articolo 2, comma 1, i soggetti sottoposti agli obblighi di identificazione della clientela e di conservazione delle informazioni per le operazioni eseguite, in relazione agli obblighi previsti nell'articolo 13 del Dl 625/79, convertito con modificazioni, dalla legge 15/1980, come sostituito dall'articolo 30, comma 1, della legge 55/1990 e infine dall'articolo 2, comma 1 della c.d. legge antiriciclaggio Dl 143/91 convertito, con modificazioni, dalla legge 197/91 . L'articolo 3, comma 2, del D.Lgs 56/2004, ha attribuito al Ministro dell'economia e delle finanze - sentiti l'U.I.C., le competenti autorità di vigilanza di settore e le amministrazioni interessate - il compito di stabilire, con regolamento, il contenuto e le modalità di esecuzione dei succitati obblighi antiriciclaggio. Espone l'Amministrazione che, in relazione alle differenze sistemiche e ai diversi profili organizzativi dei vari soggetti sottoposti alla disciplina, il potere regolamentare è stato strutturato su tre diversi provvedimenti, redatti con riferimento a specifiche categorie nelle quali sono raggruppabili i soggetti interessati intermediari finanziari soggetti che esercitano le attività elencate nel D.Lgs 374/99 professionisti . Il presente schema concerne gli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a carico dei professionisti. Per i soggetti appartenenti alle su indicate categorie indicati nelle lettere s e t del primo comma dell'articolo 1 del D.Lgs 56/2004 il medesimo decreto, all'articolo 2, comma 2, impone l'obbligo di segnalazione di operazioni sospette sempre con riferimento a tali soggetti il successivo comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo dispone che il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti l'U.I.C. e le competenti amministrazioni interessate, al fine di assicurare omogeneità di comportamenti, stabilisce con regolamento, da adottarsi entro 240 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, le norme per l'individuazione delle operazioni di cui all'articolo 3 della legge antiriciclaggio . Il testo proposto si compone di 13 articoli, suddivisi in tre Capi relativi Capo I articoli 1 e 2 alle definizioni e alla delimitazione dell'ambito soggettivo Capo II articoli Da 3 a 8 agli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni Capo III articoli Da 9 a 13 alle segnalazioni delle operazioni sospette e alle disposizioni finali. Sullo schema sono stati acquisiti, ed allegati alla relazione, i pareri resi dal Garante della protezione dei dati personali, dei Ministeri dell'interno e della giustizia Ufficio Legislativo e Dipartimento degli Affari di Giustizia , dell'U.I.C., della Banca d'Italia e della CONSOB, nonché della Guardia di Finanza e della Ragioneria Generale dello Stato. Sono state altresì acquisite le osservazioni della Commissione Centrale per i revisori contabili, del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, del Consiglio Nazionale del Notariato, del Consiglio Nazionale Forense e del Consiglio Nazionale Ragionieri e Periti Commerciali. Considerato Il Capo I dello schema, all'articolo 1, reca l'elencazione delle definizioni di interesse. La lettera g di detto articolo definisce il concetto di prestazione professionale per delimitare la sussistenza degli obblighi disciplinati nello schema la formulazione adottata, che si estende all'assistenza professionale, prestata anche a soggetti diversi dalle persone fisiche, comunque inerente la movimentazione, trasmissione o gestione delle entità economiche, appare idonea a ricomprendere la c.d. individuazione indiretta di capitali e mezzi di pagamento rilevanti ai fini del contrasto del riciclaggio. La successiva lettera h dell'articolo identifica quale cliente il soggetto cui il professionista presta assistenza professionale in seguito al conferimento di un incarico . La definizione delimita adeguatamente i soggetti per i quali sono applicabili le disposizioni regolamentari tenuto conto della varietà dei professionisti considerati, il successivo articolo 4 dello schema pone, quale momento dell'identificazione, dal quale decorrono gli obblighi di comunicazione e inserimento dell'archivio, in quello in cui inizia la prestazione professionale . Tale momento può coincidere con quello di conferimento dell'incarico, ma può divergere, particolarmente per le ipotesi - indicate nello stesso articolo 4 dello schema - nelle quali non è richiesta la presenza fisica dell'interessato. Tenuto conto di quanto sopra, e della conseguenze derivanti dalla inosservanza dei termini stabiliti, appare necessario che - in sede di istruzioni applicative - venga adeguatamente chiarito il concetto di inizio della prestazione che, come rileva la relazione ministeriale, si sostanzia comunque nell'atto che, in dipendenza del mandato ricevuto, configura la possibilità di porre in essere un'azione di riciclaggio. Nell'articolo 2, comma 2, dello schema, tra i destinatari del regolamento sono incluse le società di revisione iscritte nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 del D.Lgs 58/1998, espressamente indicate nella lettera p del comma 1 dell'articolo 2 del D.Lgs 56/2004. Come rileva l'Amministrazione, poiché tali società svolgono, in base alla normativa vigente, attività limitate alla revisione ed organizzazione contabile delle aziende la loro inclusione - che poggia sul considerando n. 18 della direttiva comunitaria, il quale auspica identico trattamento per servizi direttamente comparabili resi in ambito professionale - finisce normalmente per riguardare l'osservanza degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette. Rischia pertanto di apparire fuorviante la disposizione recata dal comma 2 dell'articolo 2 dello schema, laddove esclude l'applicazione per tali soggetti delle prescrizioni recate dall'articolo 11 dello schema. Quest'ultimo infatti è dedicato alla identificazione dei criteri per l'individuazione delle operazioni oggetto dell'obbligo di segnalazione. Rileva l'Amministrazione che l'articolo 8, comma 4, del D.Lgs 56/2004, che conferisce il potere regolamentare in esercizio, è limitato ai soggetti indicati alle lettere s e t dell'articolo 2 del decreto medesimo, e pertanto - sia pure per una svista del legislatore - non può estendersi alle società in questione. Appare pertanto urgente una integrazione della legislazione di rango primario, tenuto anche conto che la direttiva comunitaria potrebbe dar luogo a contenziosi se interpretata con riferimento ai soli professionisti come definita nel decreto legislativo di attuazione. Nel frattempo, in via amministrativa, potrebbe farsi riferimento a criteri dettati per i professionisti quale parametri utilizzabili anche per le società di revisione. Quanto alle disposizioni recate nel capo II, relativo agli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni, si richiamano le considerazioni svolte in sede di esame degli schemi di regolamento relativi agli operatori finanziari e non n. 3574/3573 in pari data . Poiché lo schema in esame si estende anche agli obblighi di segnalazione, appare congruente quanto previsto all'articolo 3, comma 3, dello schema circa l'obbligo di identificazione per le operazioni sospette, salvo quanto già osservato nel parere n. 3574 circa l'indiretta comunicazione all'interessato che ne consegue. In ordine agli obblighi di identificazione, la Sezione rileva come lo schema in esame non rechi le disposizioni, previste negli analoghi schemi per le altre categorie di soggetti, per le ipotesi di attività svolte da soggetti che agiscono per conto di terzi e, in particolare modo, di enti diversi dalle persone fisiche. Ne scaturisce una semplificazione la cui opportunità si lascia alla valutazione dell'Amministrazione restando peraltro evidente come i dati raccolti debbano provenire dal cliente o dal soggetto che agisce per il medesimo, e che su tali dati debbono essere osservati gli obblighi di archiviazione e, eventualmente, di segnalazione in relazione agli elementi a disposizione del professionista. Quanto alla costituzione dell'archivio unico, appaiono adeguate le prescrizioni che prevedono, in alternativa alla tenuta informatizzata, l'impianto di un registro cartaceo o l'utilizzo di registri esistenti articolo 7, comma 1, dello schema appositamente integrati, nella prospettiva del contenimento degli oneri per i soggetti obbligati. Il Capo III dello schema concerne le disposizioni relative alla segnalazione delle operazioni sospette, in attuazione di quanto recato dall'articolo 8, comma 4, del D.Lgs 56/2004. In sostanza lo schema, in relazione all'estensione degli obblighi in questione agli esercenti le attività professionali, intende compendiare le modalità di esecuzione, ponendo altresì i criteri per la individuazione delle operazioni sospette. Appare condivisibile - a fronte di quanto previsto nella direttiva comunitaria - la comunicazione diretta all'U.I.C. delle segnalazioni articolo 9 dello schema per assicurare la rapidità degli interventi, il cui sviluppo avviene ai sensi e per gli effetti dell'articolo 3 della legge antiriciclaggio, cui sono informate le norme di dettaglio recate dallo schema, che richiamano altresì le esimenti consentite dalla direttiva estese anche ai giudizi arbitrali e alle controversie innanzi gli organismi di conciliazione. L'articolo 11 dello schema reca, in attuazione dell'articolo 8, comma 4, del D.Lgs 56, i criteri generali per l'individuazione delle operazioni sospette . Il primo comma, nell'indicare le informazioni in base alle quali il professionista è tenuto all'assolvimento dell'obbligo, le coordina alla finalità di avere una conoscenza adeguata dei clienti riguardo le attività da questi svolte, le capacità economiche e le finalità perseguite . Tale formulazione sembra indicare il perseguimento di una finalità che eccede quelle specificamente previste dalla legge antiriciclaggio, orientate alla valutazione delle operazioni in relazione agli elementi a disposizione da valutare anche sulla base della capacità economica e dell'attività svolta dal cliente per quanto rilevabili dal professionista pertanto deve essere espunta. D'altra parte, appare adeguata la disposizione recata dal comma 2 dell'articolo, che, nello sviluppo dei supporti professionali nel tempo, consente al professionista l'acquisizione di un insieme di elementi atti a sorreggerne la valutazione. Appare altresì coerente, nell'articolo, il riferimento alle operazioni e non alle prestazioni professionali attesa la definizione che ne è stata fornita ai fini degli obblighi generali di identificazione e conservazione dei dati ai fini della segnalazione è infatti incongruente il riferimento a valori di soglia e la disciplina recata si coordina a quella prevista per ogni altra categoria di soggetti obbligati. Ciò premesso, e ammettendo talune ridondanze rispetto a quanto previsto dalla legge antiriciclaggio, il cui evidente scopo è di fornire agli interessati un quadro il più possibile esaustivo circa le modalità di esecuzione degli obblighi, particolare rilievo assume il comma 5 dell'articolo 11 dello schema, che intende compendiare - in relazione al potere regolamentare in esercizio - le norme per l'individuazione delle operazioni di cui all'articolo 3 della legge antiriciclaggio, al fine di assicurare omogeneità di comportamenti. Può condividersi la considerazione dell'Amministrazione circa l'impossibilità di definire esaustivamente un elenco di operazioni sospette. E ciò sotto il duplice profilo del continuo sviluppo di possibili strumenti atti a realizzare il riciclaggio ed al concreto pericolo di esclusione di operazioni che, in quanto non previste, sfuggirebbero all'obbligo di segnalazione. Va tuttavia rilevato come taluni dei criteri indicati prospettino una eccessiva indeterminatezza, lasciando campo a possibili contenziosi di rilievo, riflettendosi nei connessi aspetti penali. Ciò tanto più poiché il comma elenca criteri che tra l'altro devono essere seguiti, espressione che rende ancor più indeterminata l'elencazione e che perciò deve essere comunque espunta. Sembra pertanto necessaria una decodifica di taluni degli indici richiamati valori tabellari, probabilmente riferibili precipuamente al mercato immobiliare, incongruenze rispetto alle finalità perseguite e alle caratteristiche normali del cliente etc . Tale decodifica potrebbe essere attuata attraverso disposizioni applicative ad opera della U.I.C. che, come peraltro attuato nei settori finanziari pure senza avere carattere di completezza rechino concrete indicazioni atte a perseguire la prescritta omogeneità di comportamenti. Tenuto conto della circostanza che gli obblighi di segnalazione divengono immediatamente operativi a seguito dell'emanazione del Regolamento in esame, si riterrebbe opportuno che, sentito l'U.I.C., il regolamento fosse integrato con un allegato esplicativo, soggetto nel tempo alle variazioni e prescrizioni applicative che il comma 6 dell'articolo 8 del decreto legislativo rimette all'U.I.C. Infine, tenuto conto di quanto esposto, sembrerebbe opportuno che il titolo del decreto fosse integrato con l'indicazione delle società di revisione . Il testo, inoltre, deve essere completato con la clausola di inscrizione nella Gazzetta Ufficiale. PQM Nelle esposte considerazioni è il parere della Sezione. Per estratto dal Verbale. 1 4 mb

Consiglio di Stato - Sezione consultiva per gli atti normativi - parere 29 agosto 2005, n. 3573 Presidente Barberio Corsetti - estensore Roxas Oggetto ministero Economia e finanze. Schema di regolamento del Ministro dell'economia e finanze in attuazione degli articoli 3, comma 2 e 8, comma 4, del D.Lgs 56/2004, in materia di obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a fini antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico degli intermediari finanziari. Premesso Riferisce l'Amministrazione che il D.Lgs 374/99 estendeva gli obblighi di identificazione della clientela, di registrazione delle operazioni compiute e dei rapporti instaurati e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio ai soggetti non finanziari indicati nell'articolo 1, comma 1, dello stesso D.Lgs 374/99 e che il successivo articolo 4, comma 8, del medesimo decreto prevedeva che l'allora Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economia, di concerto con le altre amministrazioni interessate, su proposta dell'Ufficio Italiano dei Cambi, stabiliva le modalità di identificazione e registrazione e le linee guida per la individuazione delle operazioni sospette. Tale schema di regolamento non ha avuto corso. Il decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 56 in attuazione della direttiva 2001/97/CE, ha individuato, nell'elenco di cui all'articolo 2, comma 1, tutti i soggetti sottoposti agli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni fino ad allora indicati in diverse disposizioni di legge . In relazione a tali obblighi, l'articolo 3, comma 2, dispone che il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti l'U.I.C., le competenti autorità di vigilanza del settore e le amministrazioni interessate, avendo riguardo alle peculiarità operative dei soggetti obbligati, all'esigenza di contenere gli oneri gravanti sui medesimi e alla tenuta dell'archivio nell'ambito dei gruppi, stabilisca con regolamento, da adottarsi entro 240 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, il contenuto e le modalità di esecuzione degli obblighi di cui al presente articolo e le modalità di identificazione in caso di instaurazione di rapporti o di effettuazione di operazioni a distanza . Il quadro normativo delineato dal ripetuto D.Lgs 56/2004 pertanto, rimette alla potestà regolamentare la disciplina del contenuto e delle modalità attuative dei soli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a carico dei soggetti indicati al comma 1 dell'articolo 1 del decreto medesimo. Come rileva l'Amministrazione, a seguito dell'abrogazione del previgente articolo 4, comma 8 del D.Lgs 374/99 ad opera dell'articolo 6, comma 11 del D.Lgs 56/2004 non è più prevista, come schema generale, l'emanazione di linee guida per l'individuazione di operazioni sospette in proposito, l'articolo 8, comma 6, prevede l'adozione, da parte dell'U.I.C. di disposizioni applicative tese a tale finalità. Su tali premesse, l'Amministrazione, tenuto conto delle differenze sistemiche e dei diversi profili organizzativi dei vari soggetti destinatari della disciplina ha predisposto tre separati schemi di regolamento, ciascuno diretto ad una specifica categoria di destinatari intermediari, soggetti che esercitano le attività elencate nel D.Lgs 374/99 professionisti . Il presente schema concerne gli obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni a carico degli intermediari finanziari. Lo schema predisposto riconduce ad un unico testo normativo l'assetto già esistente per il solo settore bancario e finanziario, rimodulandone i contenuti in dipendenza delle indicazioni specifiche di cui alla direttiva 2001/97/CE e del decreto legislativo di attuazione il provvedimento viene così a sostituire le disposizioni anteriormente recate dai decreti del Ministro del tesoro del 19 dicembre 1991, del 29 ottobre 1993 e, limitatamente ai primi cinque articoli, del 7 luglio 1992, espressamente abrogati dal comma 1 dell'articolo 15 del testo proposto. Il testo di compone di 15 articoli raggruppati in tre parti relative la prima articoli da 1 a 8 alle disposizioni generali concernenti le definizioni, l'ambito soggettivo di applicazione e gli obblighi di identificazione, registrazione e conservazione la seconda, suddivisa in due titoli, alle disposizioni specifiche per l'identificazione Titolo I, articoli da 6 a 8 e per l'acquisizione, registrazione e conservazione delle informazioni Titolo II, articoli da 9 a 14 la terza alle disposizioni finali e transitorie. Sullo schema, per la cui stesura il Ministero proponente si è avvalso dei contributi forniti dall'Ufficio Italiano dei Cambi e della Banca d'Italia, sono stati acquisiti ed allegati i pareri del Garante per la protezione dei dati personali, dei Ministeri della giustizia, dell'interno e delle attività produttive, del dipartimento della funzione pubblica nonché quelli dell'ISVAP, della CONSOB, dell'U.I.C., della Banca d'Italia, della Guardia di Finanza e della Ragioneria Generale dello Stato. Considerato Come in premessa riferito, lo schema di Regolamento in esame concerne gli obblighi di identificazione della clientela e della registrazione e conservazione dei dati riferibili ai soli intermediari finanziari. Lo schema avrebbe dovuto essere adottato entro il termine di 240 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo il ritardo non pone tuttavia problemi di legittimità, trattandosi, secondo la costante giurisprudenza della Sezione, di termine evidentemente ordinatorio. La Sezione osserva, preliminarmente, che il titolo dello schema di provvedimento non appare corretto invero il richiamo al comma 4 dell'articolo 8 del D.Lgs 56/2004 appare incongruente, trattandosi di disposizione che prevede norme per l'individuazione di operazioni sospette da adottarsi unicamente per i professionisti. Ed infatti il testo in rassegna non reca alcuna disposizione al riguardo. Il riferimento pertanto deve essere espunto anche ai fini di assicurare omogeneità nella titolazione, sembra preferibile adottare una formulazione analoga a quella predisposta per gli operatori non finanziari , sostituendo tale espressione con gli intermediari finanziari oggetto della disciplina recata dal regolamento. In tal modo, risulterebbe altresì escluso dal titolo il riferimento alla segnalazione di operazioni sospette , ad evitare possibile confusioni interpretative, tenuto conto del fatto che l'articolo 3, comma 5, dello schema si limita a ribadire l'applicabilità, per tali operazioni, dell'obbligo di identificazione con riferimento alla legge antiriciclaggio, senza variarne le modalità applicative. Quanto al testo proposto, rileva la Sezione come la definizione di cliente recata nell'articolo 1 dello schema appaia idonea a definire l'ambito di applicazione degli obblighi in questione, ascrivendolo ai soli soggetti che richiedono il compimento dell'operazione o instaurano il rapporto con l'intermediario. Ciò risponde adeguatamente alle osservazioni originariamente formulate dal Garante per la protezione dei dati personali, in ordine alla proporzionalità e selettività degli interventi per le ammesse implicazioni sul piano della tutela dei dati in questione. Desta peraltro perplessità quanto disposto al comma 5 dello stesso articolo 3, che prevede l'obbligo di identificazione per le operazioni sospette di cui all'articolo 3 della legge antiriciclaggio . Tale prescrizione involge l'osservanza delle modalità di identificazione disciplinate nello schema, inclusa l'informativa al cliente interessato. Tenuto conto della circostanza che l'operazione sospetta prescinde dai limiti di valore e delle peculiari caratteristiche che assistono, a norma dell'articolo 3 del Dl 143/91, tali segnalazioni, sembra incongruo un richiamo che potrebbe, ex se, essere indicativo della sussistenza di dubbi sulla liceità dell'operazione in questione, resa nota al cliente. Per tali aspetti, l'articolo 12 dello schema, dedicato alla protezione dei dati e delle informazioni compendia, con riferimento al codice vigente in materia, gli adempimenti cui sono tenuti gli intermediari. Tenuto conto delle finalità cui è preordinata la disciplina in esame, la Sezione condivide la valutazione dell'Amministrazione, che ha specificato i singoli adempimenti richiesti nell'articolo indicato. Si rileva tuttavia, come l'obbligo di fornire al cliente l'informativa di cui all'articolo 13 del codice in materia di protezione dei dati personali sia espresso sia nell'articolo 3, comma 6, dello schema che nel seguente articolo 12, comma 2 ciò conferma l'opportunità di espungere quanto disposto in tema di una segnalazione all'articolo 3 dello schema mantenendola nel solo articolo 12, poiché quest'ultimo articolo è riferito, in generale, a tutti gli obblighi di identificazione e registrazione previsti dal regolamento Quanto alla definizione di operazione frazionata recata nell'articolo 1, lettera o , dello schema, può condividersi la considerazione della unitarietà sotto il profilo economico di più operazioni compiute in un circoscritto periodo di tempo. Va peraltro considerato che il successivo articolo 5 dello schema, nel prescrivere - al comma 2 - l'acquisizione della conoscenza da parte dell'intermediario delle operazioni effettuate dal cliente anche nei sette giorni precedenti, sembra porre un preciso intervallo temporale di osservazione introducendo un criterio interpretativo la cui validità si rimette alla valutazione dell'Amministrazione. Per quanto riguarda le disposizioni concernenti le modalità di identificazione, il principio desumibile in tema di identificazione diretta dall'articolo 6 dello schema è che sia il cliente medesimo a fornire tutte le informazioni necessarie, anche in relazione ai soggetti per conto dei quali operano. In tal senso appare condivisibile la richiesta di verifica e acquisizione dei dati rilevanti ove l'operazione riguardi una società od ente che è tenuta a fornirli. In tema di identificazione a distanza, il comma 6 dell'articolo 8 dello schema reca una disposizione particolarmente restrittiva in tema di rilascio dell'attestazione, prevedendo la necessità di un insediamento fisico qualificato da un luogo stabile di affari dotato di struttura con dipendenti a tempo pieno . Tenuto conto delle finalità del provvedimento la prescrizione è condivisibile appare tuttavia opportuno che le prescrizioni del regolamento siano sviluppate in apposte istruzioni amministrative, in particolare in relazione alle possibili variazioni che possono riguardare i soggetti per i quali è ammessa, all'articolo 7 dello schema, la identificazione indiretta. La Sezione prende altresì atto della disciplina dettata in tema di rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, per le quali, in coerenza con l'impianto normativo recato dal D.Lgs 56/2004, gli obblighi di identificazione e registrazione sono ristretti ai soggetti che agiscono in contropartita alle Amministrazioni medesime articolo 14, comma 5 , rimando ovviamente a carico degli uffici della Pubblica Amministrazione gli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette. Per quanto concerne gli obblighi di normazione e tenuta dell'archivio, tenuto anche conto delle osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali, appare condivisibile quanto previsto dall'articolo 9, comma 4, in merito all'utilizzo di più archivi, essendo salvaguardate le finalità perseguite dall'accesso completo mediante unica interrogazione, e dell'articolo 10 per il ricorso a centri di servizio. Se mai, in sede di prescrizioni tecniche, potrebbe essere valutata la possibilità di utilizzare particolari forme di protezione dei dati. Infine, in ordine al periodo di dieci anni previsto per la conservazione dei dati archiviati, si concorda con l'Amministrazione sul mantenimento di tale termine, in relazione al richiamo esplicito recato dall'articolo 3 del D.Lgs 656/04 che applica ai soggetti vincolati gli obblighi previsti dalla legge antiriciclaggio che fanno riferimento a detto periodo. Al riguardo, peraltro, la Direttiva 1991/308/CEE articolo 4 prevede per la conservazione dei dati probatori un periodo di almeno cinque anni . Le consentite modalità di costituzione ed aggiornamento dell'archivio informatico, infine, rendono coerente il termine decennale anche in seguito a modificazioni intervenute, dovendosi in ogni caso fare riferimento, per il decorso del termine, alla data di compimento dell'operazione o alla chiusura del rapporto articolo 10, comma 6 dello schema . Va da ultimo osservato come il testo dello schema trasmesso debba esser completato con la clausola di inserzione nella Gazzetta Ufficiale. PQM Nelle esposte considerazioni è il parere della Sezione. Per estratto dal Verbale. 1 4 mb