Chi ci rimetterà sarà ancora il cittadino

di Giuseppe Sileci

di Giuseppe Sileci* Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato lo schema di decreto legislativo riguardante il riassetto normativo delle disposizioni in materia di assicurazioni private. Il nuovo Codice delle Assicurazioni si compone di 355 articoli e persegue l'obiettivo ambizioso di mettere ordine nel complesso settore delle assicurazioni, adeguandolo anche alla normativa europea. Nonostante l'imponenza del testo legislativo, l'attenzione dei mass media, delle associazioni di categoria e delle imprese di assicurazioni si è sostanzialmente concentrata su un articolo, quello che introduce la procedura diretta di liquidazione del danno. In realtà non si tratta di una vera novità perché apposita convenzione tra le imprese di assicurazione consentiva al danneggiato di rivolgersi direttamente al proprio assicuratore in presenza di determinate condizioni. Il nuovo Codice delle assicurazioni, invece, ha reso obbligatoria la procedura di indennizzo diretto nel caso di sinistro tra due veicoli a motore, con la conseguenza che il danneggiato dovrà chiedere il risarcimento dei danni al veicolo ed alle cose trasportate se di proprietà dell'assicurato o del conducente direttamente all'impresa di assicurazione che garantiva il proprio veicolo o quello dallo stesso utilizzato. La speciale procedura si applicherà anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile - se di lieve entità - ma sarà esclusa in tutti gli altri casi. In particolare, essa non opererà per il risarcimento dei danni subiti da eventuali trasportati. La procedura di indennizzo diretto è stata accolta con favore dalle associazioni dei consumatori e dall'Autorità Garante della Concorrenza perché dovrebbe consentire un cospicuo abbattimento dei costi sostenuti dalle imprese di assicurazione soprattutto quelli rappresentati dagli onorari corrisposti ai professionisti che assistono i danneggiati e, in questo modo, dovrebbe favorire la riduzione dei premi assicurativi. L'Autorità Garante della Concorrenza, peraltro, ha stigmatizzato gli effetti benefici correlati al risparmio di spesa per compensi legali, quasi come se gli abusi che i consumatori sono stati costretti a subire ad opera delle imprese di assicurazioni in questi anni siano da addebitare agli avvocati incaricati dai propri clienti di assisterli nei confronti di soggetti economicamente molto più forti. L'Avvocatura, invece, ha aspramente criticato la introduzione della procedura di indennizzo diretto sostenendo che essa intaccherebbe il diritto dei cittadini a farsi assistere nella fase di liquidazione del danno. In effetti la disposizione art. 149 che disciplina il risarcimento diretto non impedisce al danneggiato di farsi assistere da un avvocato nei rapporti con il proprio assicuratore. Né il Codice delle assicurazioni avrebbe potuto prevedere un divieto siffatto perché contrario ad un principio di rango costiuzionale. Introducendo la procedura di risarcimento diretta, il Governo, recependo anche i suggerimenti della stessa Autorità Garante della Concorrenza con il parere inviato alle commissioni parlamentari il 01.06.2005, ha voluto dare una risposta al mondo delle imprese assicurative consentendo loro di liquidare un certo tipo di danni senza alcun esborso ulteriore per costi di assistenza legale sostenuti dai danneggiati. In definitiva, chi ci avrebbe rimesso, a dispetto della soddisfazione delle associazioni dei consumatori che hanno parlato di sconfitta della lobby degli avvocati sono proprio i cittadini. Il tempo dirà se le previsioni del Governo e le aspettative delle imprese saranno soddisfatte. Sin d'ora, però, si può avanzare qualche perplessità sulla efficacia della procedura di indennizzo diretto. Cosa significa, infatti, che la procedura in questione si applica al danno alla persona subito dal conducente non responsabile? A stretto rigore sembrerebbe che l'impresa, prima di liquidare il danno al conducente dovrà valutare se la colpa del sinistro è ad esso imputabile oppure no. Ma allora il risarcimento non sarà automatico e, molto verosimilmente, il conducente danneggiato avrà necessità di farsi assistere da un legale nelle trattative con il proprio assicuratore. Ed altri analoghi problemi si presenteranno anche per il risarcimento del danno subito dai veicoli cosa accadrebbe, infatti, se entrambi i danneggiati si rivolgessero ai rispettivi assicuratori per conseguire il ristoro dell'intero danno subito dai loro autoveicoli e le imprese fossero costrette a pagare indipendentemente dall'accertamento della responsabilità degli stessi? La stessa Ania, pur esprimendo apprezzamenti per la riforma appena varata dall'Esecutivo, ha mantenuto delle riserve in merito alla concreta attuazione della procedura di risarcimento diretto. Di una cosa, però, si può essere certi la norma che nega al danneggiato il rimborso delle spese sostenute per l'assistenza legale nella fase stragiudiziale è illegittima perché rende più difficoltoso l'esercizio di un diritto costituzionale quale è quello di farsi assistere da un legale di fiducia nella speciale procedura per il risarcimento del danno da circolazione stradale, come recentemente chiarito dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza del 31.05.2005 n. 11606 e perchè introduce una ingiustificata disparità di trattamento a seconda che le vittime di un sinistro stradale possano accedere alla procedura di liquidazione del danno ordinaria piuttosto che a quella diretta. *Avvocato Giunta Aiga