Antiriciclaggio, l'applicazione delle norme anche ai legali è incoerente con i programmi elettorali di entrambi gli schieramenti politici

L'Oua chiede ancora al Governo provvedimenti per un esonero. Richiesta inoltre l'esclusione per le disposizioni sulla privacy

Dando uno sguardo ai programmi elettorali presentati dalle opposte coalizioni, emerge da entrambi la necessità di attribuire all'avvocatura, e per essa al Consiglio nazionale forense, le determinazioni atte a consentire la corretta applicazione dei principi e scopi della normativa antiriciclaggio. Sulla base di questa considerazione, l'Organismo unitario dell'avvocatura ha chiesto all'esecutivo di adottare con urgenza gli opportuni provvedimenti volti ad evitare l'estensione della normativa sull'antiriciclaggio agli avvocati, in attesa dell'approvazione del nuovo ordinamento professionale, nell'ambito del quale la disciplina potrà trovare organica e coerente sistemazione e forse anche evitando la promulgazione dei relativi regolamenti. Con un deliberato approvato dalla giunta lo scorso 3 febbraio, l'Oua ha ricordato al governo che la pubblicazione, ormai prossima, del regolamento attuativo della disciplina sull'antiriciclaggio, porterà all'applicazione di questa anche agli avvocati e che l'entrata in vigore si avrà nel giro di quindici giorni, causando non pochi disagi ai professionisti come già più volte ripetuto con le disposizioni in discussione al Parlamento . Nello stesso giorno, la giunta Oua ha approvato anche un altro deliberato con il quale si chiede alle forze politiche tutte di riproporre all'inizio della prossima legislatura, una iniziativa volta ad escludere gli avvocati dall'applicazione delle normativa sulla privacy. Con soddisfazione - dice il documento - e in accoglimento delle richieste formulate dall'Oua, i disegni di legge che prevedono l'esclusione degli avvocati dall'applicazione della normativa sulla privacy sono stati portati all'attenzione dei lavori delle competenti commissioni parlamentari . Alla commissione Giustizia di Montecitorio, in effetti, a luglio del 2005 vedi resoconto stenografico della commissione del 25 luglio 2005 si era iniziato a parlare del Ddl 5395/C presentato da Giuseppe Fanfani Margherita volto proprio ad escludere gli avvocati dalle disposizioni previste dal testo unico sulla privacy DLgs 196/03 . Disegno di legge che però è naufragato lo scorso 31 gennaio, vista l'impossibilità di portare a termine la discussione. E proprio da questi presupposti convergenza sul testo, disponibilità manifestata contro l'impossibilità di pervenire all'approvazione prima della conclusione della chiusura del Parlamento è partito il documento approvato dall'avvocatura che chiede di riaprire la discussione con l'inizio della prossima legislatura e nel frattempo disporre però un'ulteriore proroga dell'entrata in vigore della normativa sulla privacy che, secondo il testo del Dl milleproroghe, attualmente in discussione in Parlamento, dovrebbe avvenire entro il 30 marzo 2006. p.a.