Più giochiamo meglio stiamo: quando l'economia diventa psicanalisi

di Lucio Giacomardo

di Lucio Giacomardo * Mozione d'ordine. Per esaminare il disegno di Legge relativo alla Finanziaria 2006 occorre rispettare delle regole e darsi un metodo. Per quanto riguarda le regole, in primo luogo, parafrasando una vecchia pubblicità di un noto settimanale, separare i fatti rectius le norme dalle opinioni. Secondo verificare, laddove è possibile, la concreta applicazione delle disposizioni e le relative conseguenze in rapporto ai destinatari. Terzo lasciare dati, tabelle, statistiche agli economisti e ai chiaroveggenti. Trattandosi di numeri forniti in previsione, infatti, del tutto inutile appare esaminarne la fondatezza in linea teorica quando basterà attendere poco più di un anno per verificarne, in sede consuntiva, la reale concretezza. Il metodo, infine. Munirsi di una bella banca dati legislativa, possibilmente Juris data in dvd che merita di essere segnalata per la completezza, e cercare di comprendere i riferimenti che, a giusta ragione, ad una prima lettura appaiono oscuri cfr., ad esempio, l'articolo del DdL in esame, laddove può leggersi al sesto comma All'articolo 1, commi 58 e 59, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 le parole ai fini dell'aliquota definitiva ' sono sostituite dalle parole ai fini dell'aliquota provvisoria . Ciò detto, in linea generale, va pure segnalato il meritevole abbandono, si spera definitivo, di una tecnica legislativa che vedeva ormai prevalere la proposizione di testi composti da tre -quattro articoli e diverse centinaia di commi. Da questo punto di vista, infatti, l'attuale Disegno di Legge si segnala per aver agevolato la complessiva lettura del disposto normativo, con una tradizionale divisione per materia. Nello specifico, tenuto conto che, com'è ormai tradizione del nostro Paese, la Legge Finanziaria costituisce la massima espressione della tecnica legislativa del gateau di patate napoletano, ossia la concreta realizzazione del vecchio adagio, applicato appunto alla ricordata pietanza partenopea, del più ci metti e più ci trovi , appare necessario, per questo primo e molto sommario esame, limitarsi ad alcune e ben individuate materie. Tuttavia, volendo solo per un momento affrontare tematiche di carattere generale, appare necessario sottolineare come nella disposizione relativa al Contenimento degli incrementi di spesa per consumi intermedi, per consulenze, per spese di rappresentanza e per auto di servizio cfr. articolo al secondo comma vi sia la esplicita ed opportuna esclusione di Università, Enti di ricerca ed organismi equiparati. Analogamente, meritevole di essere segnalata appare la disposizione contenuta nell'articolo , relativa all' Autofinanziamento delle Authorities . Secondo quanto riportato al primo comma, infatti, viene chiarito che a partire dal 2007 gli stanziamenti in favore della CONSOB, dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, sono soppressi. Al secondo comma, inoltre, si chiarisce ulteriormente che a partire dall'anno 2006 i predetti enti sono finanziati dal mercato di competenza , con la previsione di un apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, approvato di concerto con i ministeri interessati, per fissare le quote di contribuzioni a carico degli utenti in misura tale da assicurare la funzionalità degli enti medesimi . Ora, se male non si interpreta questa disposizione, viene stabilito che per il finanziamento delle autorità di controllo dovranno provvedere i controllati. Il che, dal punto di vista teorico, nulla quaestio. Il problema, a dire il vero, potrebbe sorgere se, volutamente o no poco importa, gli stessi soggetti del mercato di competenza dovessero omettere o solo tardare di effettuare i versamenti necessari per il funzionamento delle Authorities. Si assisterà ad una paralisi di tali organismi o, viceversa, sarà previsto un intervento dello Stato, sia pure a titolo di anticipazione e salvo ogni opportuna azione di rivalsa nei confronti dei soggetti inadempienti ? Insomma, sarà realmente solo il mercato a decidere il funzionamento o la paralisi delle Authorities o, viceversa, sarà comunque garantito, nell'interesse generale, il funzionamento degli uffici ? Sarà forse opportuno, sul punto specifico, prevedere che il Decreto del Ministero dell'Economia oltre a fissare le quote di contribuzione preveda anche uno specifico sistema sanzionatorio, così da garantire il regolare flusso finanziario e il conseguente funzionamento delle stesse Autorità. Agli esperti in materia tributaria, inoltre, vanno pure segnalate le disposizioni, una decisamente chiara l'altra un po' sibillina, contenute nell'articolo in materia di proroghe di agevolazioni fiscali . Ed infatti, se il comma 7 appare di incontestabile interpretazione, stabilendo che per l'anno 2006 il limite di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente, relativamente ai contributi di assistenza sanitaria, di cui all'articolo 51, comma 2, lettera a , del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, è fissato in euro 3.615,20 altrettanto non può dirsi per quello immediatamente successivo. Cosa vorrà dire, infatti, che i contribuenti, in sede di dichiarazione dei redditi per l'anno 2006, possono applicare le disposizioni del testo unico delle imposte sui redditi in vigore al 31 dicembre 2002 ovvero quelle in vigore al 31 dicembre 2004, se più favorevoli ? Se la ratio della disposizione era ed è, infatti, quella di garantire la proroga di alcune agevolazioni fiscali , sicuramente sufficiente sarebbe stato il solo riferimento alla possibilità di applicare, in sede di dichiarazione dei redditi per l'anno 2006, disposizioni in vigore alla data del Dicembre 2002 o del Dicembre 2004. Aggiungere se più favorevoli , infatti, lascia spazio a due interpretazioni o non è certo che quelle disposizioni siano realmente più favorevoli o, per paradosso, il legislatore ha veramente pensato che esistesse un contribuente che, potendo scegliere, privilegiasse l'applicazione di una norma a lui meno favorevoli. Escludendo la seconda ipotesi appare necessario ricorrere all'aiuto di un esperto ! Di particolare rilievo, per quanto attiene uno specifico tema, appare l'esame del capo IV del Disegno di legge, relativo agli oneri di personale . Mentre trova conferma lo stanziamento di apposite risorse per il rinnovo contrattuale, con un riferimento preciso cfr.articolo 25 comma 2 alla specifica destinazione di 136 milioni di euro per il personale delle forze armate e dei corpi di polizia , viene disciplinato con particolare rigore l'uso di personale con contratto a tempo determinato. Nell'art. 27, infatti, viene espressamente previsto che a decorrere dall'anno 2006 le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63, e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, gli enti pubblici non economici, gli enti di ricerca, le università e gli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 60% della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2003 . In termini pratici, questo pone tutti i soggetti destinatari della norma di fronte ad una scelta ben precisa o dimezzare il numero dei contratti e delle convenzioni esistenti rispetto a quelli posti in essere, per le stesse finalità, nell'anno 2003 o, viceversa, proporre allo stesso numero di soggetti una decurtazione del compenso pari al 40% della somma percepita nel 2003. Senza esaminare le motivazioni che hanno determinato una simile scelta, pare di poter affermare che, magari in sede di definitiva approvazione, potrebbe risultare maggiormente funzionale al sistema l'esclusione dal novero dei destinatari della norma ora citata degli Enti di ricerca e delle Università non solo per i progetti espressamente indicati al secondo comma dello stesso articolo, anche per rimanere coerenti con la disposizione del ricordato articolo in relazione al contenimento della spesa per consulenze. In caso contrario, potrebbe pervenirsi all'effetto paradossale che per le Università e gli Enti di ricerca le consulenze potranno essere affidate senza il limite di spesa previsto dall'articolo pari al 50% di quelle sostenute nel 2004 , mentre i contratti a tempo determinato dovranno subire una decurtazione numerica o dei compensi. Inoltre, risulterebbe veramente gradita una delucidazione circa il criterio adottato per l'individuazione di un diverso riferimento, sia in termini percentuali che di anno, per il contenimento della spesa. Insomma, perché in un caso il 50% riferito al 2004 cfr. il più volte citato art. 3 e nell'altro il 60% riferito al 2003 cfr. il già riportato articolo 27 . La spiegazione, è certo, risiederà in dotte considerazioni macroeconomiche ma ai comuni mortali, oltre che ai diretti interessati, sarebbe interessante potergliela fornire. Resta da segnalare, infine, che a rendere particolarmente efficace la disposizione contribuisce non poco l'ultima parte del primo comma dello stesso articolo 27, laddove viene espressamente chiarito che il mancato rispetto dei limiti di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale . Analogamente, sempre in relazione ai rapporti di lavoro, meritevole di segnalazione appare quello che può definirsi il risparmio dello straordinario , come previsto all'ultimo comma dell'articolo . In particolare, con esplicita esclusione del personale dell'amministrazione della pubblica sicurezza per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, del personale del Dipartimento della Protezione civile, delle Forze armate per il personale impegnato nei settori operativi e per tutti quelli che appartengono all'amministrazione della giustizia impegnati nei servizi istituzionali a turno di custodia e sorveglianza dei detenuti e degli internati e per i servizi di traduzione dei medesimi, nonché per la trattazione dei procedimenti penali relativi a fatti di criminalità organizzata, per il triennio 2006 - 2008, gli stanziamenti relativi alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale delle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo e delle Agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, sono ridotti del 10 per cento rispetto alle somme assegnate allo stesso titolo nell'anno 2004 . Anche in questo caso, se lodevole appare la lotta agli sprechi, all'uso e soprattutto all'abuso degli straordinari , non corrispondente alla realtà risulta l'esclusione dalla limitazione per il solo personale appartenente all'amministrazione della giustizia impegnato nella trattazione di procedimenti penali relativi a fatti di criminalità organizzata. A parte la considerazione che, così com'è formulata, la norma appare caratterizzata da una preventiva difesa i processi di mafia e di camorra non saranno bloccati , sembra sfuggire che, dal punto di vista dell'efficienza, la vera emergenza in tema di giustizia è costituita dalla esasperante lunghezza dei processi civili. In conseguenza, meglio sarebbe eliminare del tutto il riferimento al personale dell'amministrazione della giustizia impegnato nell'attività processuale, magari introducendo una sorta di compenso straordinario ad obiettivi , con una sorta di incentivo economico per le prestazioni rese oltre il normale orario di lavoro finalizzato all'eliminazione dell'arretrato notifiche, comunicazioni, pubblicazione di sentenze, trasmissione di fascicoli ecc. . Proseguendo nell'esame dello stesso capo del Disegno di Legge, si ripete, per comprensibili motivi scegliendo fior da fiore tra le numerosissime disposizioni, pure meritevole di segnalazione appare l'art. 30, laddove in relazione ai Magistrati si precisa ? che L'art. 13 della legge 2 aprile 1979, n. 97, sostituito dall'art. 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, si interpreta nel senso che ai fini del mutamento di sede la domanda o la disponibilità o il consenso comunque manifestato dai magistrati per il cambiamento della località sede di servizio è da considerare, ai fini del riconoscimento del beneficio economico previsto dalla citata disposizione, come domanda di trasferimento di sede cfr.comma 3 mentre per quanto attiene l'equo indennizzo, in via generale si specifica che per la quantificazione dello stesso dovrà considerarsi l'importo dello stipendio tabellare in godimento alla data di presentazione della domanda, con esclusione di tutte le altre voci retributive anche aventi carattere fìsso e continuativo cfr. comma 4 dello stesso articolo 30 , con un notevole decremento sul risultato finale. Al successivo comma della medesima disposizione, inoltre, si precisa che la nuova modalità di calcolo non si applicherà a tutti i dipendenti che avranno presentato la domanda antecedentemente il 1 Gennaio 2006. Sul punto, allora, ricordato che l'equo indennizzo spetta a coloro i quali hanno perso la loro integrità fisica per cause di servizio, proprio per il riferimento alla data di presentazione della domanda e non al riconoscimento del diritto come discrimine temporale è lecito ipotizzare una comprensibile corsa alla presentazione delle domande, risultando esclusi da tale possibilità solo coloro che, concretamente, saranno interessati ad episodi determinati da motivi di servizio che si verificheranno dopo il 1 Gennaio del 2006. Novità, inoltre, vanno segnalate per quanto riguarda le voci retributive relative alle trasferte o alle prestazioni effettuate fuori sede. Il nono comma dell'articolo 30, infatti, precisa che tutte le indennità collegate a specifiche posizioni d'impiego o servizio o comunque rapportate all'indennità di trasferta, comprese quelle di cui alla legge 29 marzo 2001, n. 86, all'art. 13 della legge 2 aprile 1979, n. 97, come sostituito dall'art. 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27 e dall'art. 2 della legge 4 maggio 1998, n. 133, restano stabilite nelle misure spettanti anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge , con la ulteriore precisazione contenuta all'ultimo comma del medesimo articolo che tutte le disposizioni sulla specifica materia costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi . In guisa che, deve dedursi, in tema di indennità di trasferta laddove la stessa non venga espressamente abolita cfr. comma 7 dell'articolo 30 , non potrà comunque essere modificata in melius dai contratti collettivi rispetto alla misura già stabilita alla data di entrata in vigore della Legge Finanziaria. Di notevole interesse, inoltre, risulta anche il successivo articolo 32 relativo alla mobilità , laddove al 4 comma si stabilisce in maniera perentoria che all'articolo del D.Lg.vo 165/2001 viene inserito il seguente comma 5 bis I vincitori dei concorsi devono permanere nella sede di prima destinazione per un periodo non inferiore a cinque anni. La presente disposizione costituisce norma non derogabile dai contratti collettivi . La norma, per la sua formulazione, sembrerebbe non lasciare spazio ad ulteriori ipotesi ma, trattandosi di una disposizione di carattere generale, si ritiene che non possa costituire un ostacolo per tutti quelli che vedono le loro posizioni tutelale da specifiche norme di legge ad esempio, in materia di assistenza a familiari handicappati . Quanto al successivo articolo 33, a prescindere da una generalizzata proroga al 31 Dicembre 2006 dei contratti a tempo determinato posti in essere da Enti ed Amministrazioni dello Stato, lo stesso appare meritevole si segnalazione per quanto stabilito al comma 7 in tema di conversione a tempo indeterminato dei contratti di formazione e lavoro ex Lege 311/2004, laddove viene precisato che le procedure di conversione possono essere effettuate unicamente nel rispetto delle limitazioni e delle modalità previste dalla normativa vigente per l'assunzione di personale a tempo indeterminato. I rapporti in essere instaurati con il personale interessato alla predetta conversione sono comunque prorogati al 31 dicembre 2006 . Il che, tradotto in termini pratici, dovrebbe significare che i contratti sono prorogati sino al 31 Dicembre del prossimo anno ma che non potranno essere convertiti a tempo indeterminato se non ricorrono le condizioni per l'assunzione di personale a tale titolo. Condizioni che, in deroga al divieto di cui all'art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 , per gli anni 2007 e 2008 vengono già indicate al successivo articolo 34. Tralasciando l'esame delle norme in tema di sanità, di indeducibilità di minusvalenze inerenti a dividendi non tassati cfr.articolo 39 , di grandi reti di trasmissione di energia , più conosciuta dalla pubblica opinione come tassa sul tubo , il capo I del titolo secondo dello stesso Disegno di Legge si segnala per il meritorio obiettivo di prevedere misure relative al sostegno al reddito e alle famiglie . In particolare, all'articolo viene istituito un assegno, da erogarsi a cura dell'INPS sulla base dei dati forniti dai singoli Comuni, da destinare a ogni figlio nato dal 1 gennaio 2005 e fino al 31 dicembre 2006, secondo od ulteriore per ordine di nascita e, comunque, per ogni figlio adottato nel medesimo periodo . Nella disposizione di legge,viene altresì chiarito che i destinatari dell'assegno sono le donne, cittadine italiane o comunitarie, residenti nei rispettivi Comuni. Ora, se è giusto che vi sia un legame diretto tra maternità e nascita di un figlio, più conforme alla ratio che ha, o meglio dovrebbe aver ispirato il legislatore, potrebbe essere il riferimento alla famiglia o, comunque, agli esercenti la potestà genitoriale come diretti destinatari dell'assegno. Ed infatti, nell'ipotesi malaugurata di un decesso della madre post partum , perché mai dovrebbe venir meno l'erogazione dell'assegno se è destinato ad ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel periodo tra il 1 gennaio 2005 e il 31 Dicembre 2006? In conseguenza, in sede di definitiva approvazione della Legge e, comunque, nel già previsto Decreto di natura regolamentare, al fine di agevolare l'applicazione della norma, sarà forse opportuno prevedere l'estensione della categoria dei destinatari dell'assegno. Senza necessità di ulteriori approfondimenti appare la disposizione contenuta nel successivo articolo 43, laddove viene prevista la corresponsione di una somma di 535 Euro, che non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali , al fine di favorire il recupero del potere di acquisto dei soggetti disagiati. Meritevole di segnalazione appare la disposizione contenuta nell'articolo . Se da un lato, infatti, viene istituito un Fondo per assicurare indennizzi ai risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, non altrimenti risarcito per il possesso di titoli obbligazionari circolanti presso il pubblico ed emessi da soggetti sovrani ovvero societari insolventi , a partire dal secondo comma può rinvenirsi una norma che penalizza i distratti . Ed infatti, viene stabilito che spettano allo Stato i valori, il denaro e gli altri beni mobili depositati e giacenti da dieci anni presso istituti di credito o altre istituzioni bancarie e finanziarie presenti sul territorio nazionale, ed in particolare quanto presente e risultante dai saldi dei conti correnti, dei deposito a risparmio nominativi, dei deposito titoli, dei libretti di deposito al portatore, e nelle cassette di sicurezza , con la doverosa precisazione che per giacenti quei beni per i quali, per dieci anni consecutivi dalla data di libera disponibilità, non sia stata compiuta alcuna operazione ad iniziativa del titolare o di terzi da questo delegati . Interessante sarà verificare, sul punto specifico, se potranno verificarsi situazioni che costituisco o possono considerarsi un legittimo impedimento e, comunque, una causa non imputabile al titolare del diritto per non aver compiuto alcuna operazione per dieci anni consecutivi. Nel caso, raro ma dal punto di vista umanitario sempre auspicabile, di risveglio dal coma dopo dieci anni di un soggetto senza parenti o, comunque, senza delegati ad operazioni sul proprio conto corrente, sarà possibile opporsi all'esproprio da parte dello Stato ? Auspicabile, in questo caso, appare la ulteriore precisazione, quando viene definita la giacenza dei beni, che le operazioni da considerare non devono essere state compiute, per dieci anni consecutivi, ad iniziativa del titolare o di terzi da questo delegati con esclusione delle cause non imputabili alla volontà degli stessi titolari del diritto. Di rilievo, ancora una volta tralasciando altri aspetti della Finanziaria come, ad esempio, l'istituzione della Banca del Sud o l'incentivazione degli investimenti per la ricerca, appare l'abolizione della tassa sull'intelligenza . Ed infatti, ponendo fine ad una paradossale politica di disincentivazione della fantasia, per la quale chi voleva inventare e brevettare qualche cosa nel nostro Paese doveva anche pagarne le spese, con l'articolo 48 si elimina ogni tassa e si abolisce ogni imposta di bollo su istanze, atti e provvedimenti relativi a brevetti. Particolarmente apprezzabile, inoltre, appare l'articolo del Disegno di legge in tema di riduzione del costo del lavoro. Con la disposizione in esame, infatti, viene stabilito che è riconosciuto ai datori di lavoro un esonero dal versamento dei contributi sociali nel limite massimo complessivo di un punto percentuale . Detta riduzione opera prioritariamente, secondo quanto indicato nella stessa norma, in tema di aliquote dovute per assegni familiari, maternità e disoccupazione. Il che porta a considerare che, sia pure con un primo e assai timido segnale, viene ad operarsi una seria distinzione tra funzione previdenziale in senso stretto e welfare in generale, con la limitazione dei costi a carico dei datori su materie -assegni familiari, disoccupazione e maternità- che appare più giusto far ricadere a carico dello Stato. Per quanto riguarda gli incentivi all'assunzione di manodopera, condivisibile appare la previsione dell'articolo 54, laddove all'articolo 63 della Legge 27 Dicembre 2002 numero viene introdotto al terzo comma la seguente modifica ove il datore di lavoro presenti l'istanza di accesso alle agevolazioni prima di aver disposto le relative assunzioni, le stesse sono effettuate entro 30 giorni dalla comunicazione dell'accoglimento dell'istanza da parte dell'Agenzia delle Entrate. In tale caso, l'istanza è completata, a pena di decadenza, con la comunicazione dell'identificativo del lavoratore, entro i successivi trenta giorni . Il che, tradotto in termini pratici, deve significare che se l'assunzione non avviene realmente, con la comunicazione dei dati del lavoratore interessato, si decade dal beneficio. Buon ultimo, infine, qualche annotazione risulta necessaria a proposito dell'articolo 58, interamente dedicato ai giochi . Nella disposizione, sicuramente la più lunga dell'intero Disegno di Legge, si passa dalle modifiche al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza all'aumento del prelievo erariale unico sulle somme giocate con determinati apparecchi cfr. comma 7, con l'aumento a partire dal 1 Luglio 2006 dell'aliquota pari al 12 % delle giocate . La novità più rilevante, come del resto già segnalato su qualche organo di informazione, riguarda però la disposizione contenuta nel numero 16 dello stesso articolo 58, laddove viene previsto che entro il 31 Gennaio del 2006 il Ministero dell'Economia e delle Finanze , ed in particolare l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, potrà adottare appositi provvedimenti per definire e meglio disciplinare la diffusione del gioco a distanza attraverso Internet, la televisione digitale, terrestre e satellitare, nonché attraverso la telefonia fissa e mobile. I provvedimenti, per esplicita indicazione della norma, dovranno comunque garantire la sicurezza del giocatore e la tutela dell'ordine pubblico. Tra le particolarità da segnalare, la istituzione di una estrazione giornaliera della ruota nazionale del Lotto e, del pari, l'effettuazione giornaliera del concorso pronostici Enalotto, con modalità di estrazione anche eventualmente non abbinate alle estrazioni del Lotto, finalizzate esclusivamente alla raccolta telematica . Analogamente, nelle intenzioni del legislatore potrà essere esteso l'oggetto delle concessioni del Lotto, del concorso pronostici Enalotto, dei concorsi pronostici su base sportiva, delle scommesse a totalizzatore e della nuova scommessa ippica con possibilità di raccolta del gioco a distanza. La stessa disposizione, inoltre, si completa con una disciplina articolata delle strutture e delle apparecchiature delle sale giochi, non mancando di introdurre l'obbligo di esporre nelle sale da biliardo in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario . Così che, ad un lettore della Finanziaria che volesse capire qualche cosa in più del nostro Paese, una così ampia disciplina dei giochi e, viceversa, una tanto striminzita regolamentazione di erogazioni liberali per attività di volontariato e ricerca cfr. articolo 44 , può forse indurre a pensare che, tutto sommato, tanti pensieri non ci assillano. In fondo, meglio di poter giocare ogni giorno al lotto e all'Enalotto alla vita non poteva chiedersi * Avvocato - Cultore di Istituzioni di Diritto Privato Università Federico II di Napoli