Intenzione e tentativo sono diversi. Pensare (e basta) di fare una rapina non è reato

È l'opinione del Gip di Trani che non ha convalidato l'arresto di un cittadino albanese sorpreso mentre stava per entrare in una tabaccheria con una calzamaglia in mano

Il pensiero di fare una rapina, anche portata fino al punto di avvicinarsi all'esercizio commerciale da svaligiare , non è penalmente punibile. In pratica, l'intenzione di rapinare un negozio non basta a far scattare l'arresto con l'accusa di tentata rapina. Così almeno la pensa il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani nell'ordinanza 3915/06 - depositata il 31 ottobre e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati - con la quale non ha convalidato l'arresto in flagranza di un cittadino albanese, Sako H., sorpreso da un pattuglia di carabinieri mentre si accingeva ad entrare in una tabaccheria con una calzamaglia in mano. Il magistrato pugliese ha, infatti, ritenuto illegittimo l'arresto di Sako perché il suo comportamento non andava ad integrare in alcun modo la tentata rapina. Nel delineare il confine esistente tra tentativo e intenzione, il Gip ha difatti ricordato che i requisiti della idoneità e della univocità degli atti, propri del tentativo, devono potersi rilevare obiettivamente dalla condotta degli agenti e dalle modalità degli atti da loro posti in essere . In altre parole, le intenzioni non sono punibili e l'atteggiamento degli indagati espresso in sguardi rivolti ad un eventuale obiettivo non basta al giudice per configurare gli estremi di un reato.

Tribunale di Trani - Sezione Gip - ordinanza 31 ottobre 2006, n. 3915 Giudice Oliveri del Castillo Letta la richiesta di convalida dell'arresto in flagranza di reato operata nei confronti di Sako Herald, n. Durazzo Albania il 18 gennaio 1987, in ordine al reato di cui all'articolo 56, 110 e 628 Cp commi 1 e 3, perché, per procurarsi un ingiusto profitto ed in concorso con Lo molino Emanuele, minore degli anni 18, compiva atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi con violenza e minaccia, dell'incasso della ricevitoria-tabacchi sita in Bisceglie all'incrocio tra via Seminario e via Martiri di via Fani. In particolare il Sako veniva sorpreso unitamente al Lo molino mentre si accingeva ad entrare nel suddetto locale portando ciascuno una calzamaglia di nylon nelle mani. In Bisceglie il 28 ottobre 2006, ore 16.30 Letti gli atti del procedimento, udito l'indagato in sede di interrogatorio Ritenuto che l'arresto non è stato legittimamente eseguito nella flagranza del reato ascritto, poiché, come si evince dal verbale di arresto dei C.C. di Trani in data 29 ottobre 2006, il Sako alla vista dei militari si è dato alla fuga, lasciando cadere dalle mani la calza in nylon in sequestro, ben prima di avvicinarsi all'esercizio commerciale che - secondo l'intuito degli inquirentiera stato preso di mira dai presunti rapinatori, ovvero molto prima di poter entrare nella sfera giuridica di pertinenza di una qualunque vittima, e senza poter quindi affermare che la condotta dell'indagato si sia obiettivata in un comportamento idoneo ed univocamente diretto a commettere una rapina o altro reato nei confronti di un qualunque soggetto a tacere del fatto che indosso all'indagato ed al coindagato minorenne non era rinvenuto dalla p.g. alcun oggetto atto ad offendere ed a corroborare la mera ipotesi investigativa rilevato, sul punto, che ai fini della ravvisabilità del tentativo, i requisiti della idoneità e della univocità degli atti devono potersi rilevare obiettivamente dalla condotta degli agenti e dalle modalità degli atti da loro posti in essere, senza che, a tal fine, possa farsi riferimento alle intenzioni, dagli stessi eventualmente formulate ne consegue che al giudice non è consentito di conferire idoneità e univocità di direzione ad atti che, di per se stessi, non sono nè idonei nè univoci, dei quali non si abbia conoscenza attraverso dati obiettivamente rilevabili, ma semplicemente interpretando l'atteggiamento degli indagati espresso in sguardi rivolti ad un eventuale obiettivo rilevato che, diversamente opinando, si finirebbe inevitabilmente per conferire rilievo penale ad atti di volizione interna che possono essere valutati soltanto ai fini dell'esistenza dell'elemento psicologico, ma non anche ai fini della ravvisabilità dell'elemento materiale del reato cfr. Cassazione penale, Sezione prima, 2587/97, Di Gregorio, in Cassazione penale, 1999, 1110 nella specie, relativa a tentata rapina, gli imputati si sono limitati ad ispezionare la villa dall'esterno senza porre in essere alcuna altra attività concreta diretta ad introdurvisi PQM Non convalida l'arresto di Sako Herald, n. Durazzo Albania il 18 gennaio 1987, sopra generalizzato rigetta la richiesta di misura cautelare avanzata dal Pm. Scarcerazione se non detenuto per altro. Restituzione degli atti al Pm.