Le concessionarie della riscossione possono cedere il ramo d'azienda senza nulla osta

L'Agenzia delle Entrate risponde ai dubbi degli operatori. Se la cessione riguarda solo la parte che cura le gestione dei tributi non serve il l'ok dall'amministrazione finanziaria

Le società concessionarie del fisco possono cedere il ramo d'azienda che cura la gestione dei tributi locali senza il nulla osta preventivo dell'amministrazione finanziaria prevista dal D.Lgs 112/99 è la stessa Agenzia delle entrate a chiarirlo con la risoluzione 21/2006 qui integralmente leggibile fra i documenti correlati , rispondendo alle richieste provenienti dagli operatori economici. La questione si è aperta dopo che l'articolo 3, comma 24, del Dl 203/05 convertito dalla legge 248/05 ha stabilito che gli esattori possono trasferire a terzi il complesso delle attività di gestione della fiscalità locale fino al momento dell'eventuale cessione - totale o parziale - del proprio capitale sociale a Riscossione spa, la società voluta dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Controlli e verifiche. Perché non è necessario il placet preventivo dell'Amministrazione? Fra i compiti delle Entrate in sede di autorizzazione - si legge nel provvedimento - c'è l'obbligo di verificare che i nuovi soci in caso di cessione di azioni o la nuova società in caso di trasferimento della titolarità della concessione siano in possesso dei requisiti di natura tecnica e finanziaria ma anche di natura morale, oltre che il dovere di controllare che non vi siano cause d'incompatibilità. Ma, osserva l'Agenzia, la legge non ha previsto che le aziende cessionarie delle attività alla fiscalità locale possiedano questi requisiti non ci sono i presupposti, dunque, per assoggettare il trasferimento del ramo d'azienda all'autorizzazione prevista dal D.Lgs 112/99. Il nodo del personale. La Finanziaria 2006, inoltre, ha aggiunto il comma 25ter all'articolo 3 del Dl 203/05 se la titolarità della gestione relativa alla fiscalità locale non è ceduta a Riscossione spa o a partecipate di quest'ultima , il personale addetto al settore è trasferito a terzi che esercitano le stesse attività. Ne deriva che le operazioni di scorporo del ramo d'azienda della fiscalità locale della singola società concessionaria potranno essere definite esclusivamente nell'ambito delle trattative per l'acquisto delle società concessionarie da parte della Spa voluta da Tremonti. d.f.

Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Amministrazione Risoluzione 21/E - 1 febbraio 2006 Alcune società concessionarie hanno richiesto chiarimenti in merito a quanto disposto dall'articolo 3, comma 24, del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, con particolare riferimento alla necessità di subordinare al rilascio, da parte della scrivente Agenzia, di un'autorizzazione preventiva, ai sensi del D.Lgs 13 aprile 1999, n. 112, il trasferimento ad altre società del ramo d'azienda relativo alle attività svolte in concessione per conto di enti locali e a quelle di cui all'articolo 53, comma 1, del D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 446. Al riguardo, si ritiene che l'operazione di scorporo del ramo relativo alla riscossione delle entrate degli enti locali, prevista dal citato articolo 3, comma 24, del d.l. n. 203 del 2005, non debba essere sottoposta alla preventiva autorizzazione di questa Agenzia, in quanto tra gli interessi pubblici di cui la scrivente cura la tutela, in sede di rilascio dell'autorizzazione, ai sensi del combinato disposto degli articoli 2, comma 4, e 57, commi 2, 3 e 3-bis, del D.Lgs n. 112 del 1999, vi è, anzitutto, la verifica della sussistenza, in capo ai nuovi soci in caso di cessione di azioni ovvero ad una nuova società in caso di trasferimento della titolarità della concessione , dei requisiti previsti dal citato D.Lgs n. 112 del 1999. Poiché, nel caso di specie, la legge non ha previsto che le aziende cessionarie dell'attività relativa alla fiscalità locale possiedano i predetti requisiti, non vi sono i presupposti per poter assoggettare lo scorporo del ramo d'azienda delle società concessionarie relativo a tale attività al regime autorizzatorio stabilito per queste ultime società dal predetto D.Lgs n. 112 del 1999. Ciò, fermo restando che il legislatore dell'articolo 3 del d.l. n. 203 del 2005 ha stabilito un'inscindibile connessione tra l'acquisto della singola società concessionaria da parte di Riscossione Spa e la possibilità, per quest'ultima, di cedere ad un soggetto terzo il proprio ramo d'azienda riguardante la fiscalità locale. In tal senso, del resto, depongono chiaramente sia la relazione di accompagnamento del citato d.l. n. 203 del 2005, sia l'articolo 3, comma 25-ter, del citato d.l. n. 203 del 2005 - introdotto dall'articolo 1, comma 468, della legge 23.12.2005, n. 266 - il quale prevede inequivocabilmente che, nel caso in cui la titolarità dell'attività relativa alla fiscalità locale non venga trasferita alla Riscossione Spa o alle sua partecipate, il personale addetto a tali attività è trasferito ai soggetti terzi che esercitano le medesime attività. Ne deriva che le operazioni di scorporo del ramo d'azienda della fiscalità locale della singola società concessionaria potranno essere definite esclusivamente nell'ambito delle trattative per l'acquisto di tale società da parte di Riscossione Spa.