Verso il congresso: aumentano le divisioni

Il Consiglio nazionale forense attacca l'Organismo unitario e sull'attuale statuto afferma È inadeguato . Grillo dell'Oua replica Non è il momento dello scontro, ma quello di affrontare i problemi seri che affliggono la categoria

In vista del prossimo Congresso nazionale forense si riapre lo scontro all'interno dell'Avvocatura. Il Consiglio nazionale forense con un deliberato si è riservato ogni iniziativa volta a garantire la partecipazione di tutte le componenti dell'Avvocatura. Si ritorna quindi all'annoso problema del Congresso forense che quest'anno si terrà a Roma dall'8 all'11 giugno 2006 e che ancora una volta non vedrà la partecipazione di alcune importanti Associazioni vedi ad esempio l'Unione delle camere penali italiane e Associazione italiana giovani avvocati . Una situazione che per il Cnf pregiudica la stessa capacità espressiva dell'Avvocatura e per questo si ribadisce l'esigenza di rielaborare regole appropriate per l'organizzazione del Congresso forense poiché le attuali risultano inadeguate. Con il documento approvato all'unanimità giovedì scorso leggibile tra i documenti correlati , il Cnf attacca l'Organismo unitario dell'avvocatura non solo sul fronte congressuale, ritenendo l'attuale Statuto inadeguato per la partecipazione totalitaria di tutto il mondo forense, ma anche per l'iniziativa dello sciopero pre-elettorale. Pur condividendo le ragioni del malessere che hanno motivato alcuni Ordini e altre componenti dell'Avvocatura a proclamare lo stato di agitazione il Cnf allo stesso tempo sottolinea di avere sempre indicato con costante frequenza le direttrici di soluzione, condivise anche dai suoi interlocutori istituzionali . Per questo sarebbe più opportuno accantonare l'idea dello sciopero in fase pre-elettorale. Il documento specifica poi che il Consiglio nazionale forense ha sempre cercato in tutti i modi l'unità dell'Avvocatura, mentre l'Organismo unitario dell'Avvocatura tradisce la stessa denominazione che ne ha determinato la costituzione dal momento che fino ad oggi non ha saputo raccogliere unitariamente le associazioni forensi e superare i dissensi insorti . Per questo il Cnf si riserverà ogni iniziativa volta a garantire l'effettiva partecipazione di tutte le componenti dell'Avvocatura al Congresso forense . Non è questo il momento delle divisioni ha replicato il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Michelina Grillo. Le critiche rivolte all'Oua non sono una novità, ma in un momento come questo dobbiamo concentrarci sulla trattazione di problemi seri per l'Avvocatura. Ricordo poi che lo Statuto è stato approvato con un sistema democratico dalla maggioranza delle rappresentanze presenti a Milano . Vorrei inoltre sottolineare che quest'anno un Ordine importante come quello di Roma, che non riconosce l'Oua, non solo sarà presente, ma organizzerà l'evento sarà inoltre presente Torino che pure non riconosce l'Organismo. Questo significa che chiunque, anche chi non ci riconosce, può partecipare e contribuire alla volontà comune. Io personalmente ho scritto una lettera indirizzata all'Aiga e all'Ucpi, invocando il senso di responsabilità. Abbiamo chiesto decine di volte al Cnf un incontro l'unica volta che ci arrivò una risposta fu del presidente Danovi, poi più nulla . Il mondo forense non ha bisogno di questo tipo di polemiche, ha concluso il presidente Oua perché uno scontro fa del male solo all'Avvocatura . p.a.

Consiglio nazionale forense Documento approvato il 23 marzo 2006 Il Consiglio Nazionale Forense,nella seduta amministrativa del 23 marzo 2006, all'unanimità esaminata la proposta formulata dall'OUA sull'astensione dalle udienze per il 5 aprile p.v., concernente la liberalizzazione dei servizi e la richiesta di una urgente riforma delle professioni rileva che il Congresso forense celebrato a Palermo nel 2003 ha approvato un quadro di principi diretto ad introdurre una disciplina organica ed autonoma della professione forense, distinta da quella delle altre professioni, si ripropone di sottoporre al legislatore, all'esito della competizione elettorale, una regolamentazione organica della professione improntata ai principi, tra l'altro, della salvaguardia del sistema ordinistico, del regime tariffario, dell'accesso qualitativamente selettivo e della preparazione e dell'aggiornamento professionale che consolidi i risultati al riguardo già ottenuti dal CNF con la sua diuturna attività istituzionale pur condividendo le ragioni di malessere che hanno motivato alcuni Ordini e altre componenti dell'Avvocatura a proclamare lo stato di agitazione riguardo a problemi sui quali il Consiglio nazionale forense con costante frequenza si è espresso indicando le direttrici di soluzione, condivise anche dai suoi interlocutori istituzionali, ritiene che nella attuale fase preelettorale sia più appropriato rappresentare alle forze politiche le richieste e le esigenze dell'Avvocatura coniugando l'interesse della categoria con la tutela dell'interesse generale, anziché ricorrere alla astensione quale forma di protesta, indetta in forma intempestiva, per la realizzazione degli obiettivi comuni e condivisi riafferma la correttezza istituzionale del comportamento del Presidente del CNF in ogni sede e in ogni occasione nella puntuale esecuzione dei deliberati del Consiglio stesso respinge le infelici affermazioni e le errate valutazioni contenute nel deliberato dell'Assemblea dell'OUA del 16 dicembre 2005 in Catania e ne censura le sollecitazioni e gli inviti rivolti ai Presidenti degli Ordini nel tentativo incauto e vano, di minare l'unità del sistema ordinistico di cui il CNF è espressione apicale rileva che la costante preoccupazione manifestata dal Consiglio di riunificare tutte le componenti, anche associative dell'Avvocatura, impegno in tutte le sedi ribadito dallo stesso Consiglio, è stata oggetto di distorta strumentalizzazione al fine di delegittimare il Consiglio stesso, come è dato rilevare dalla deliberazione sopra citata preso atto che il Comitato organizzatore del Congresso, nella riunione del 16 marzo 2006, ha dovuto registrare ancora una volta la dichiarata volontà di alcune importanti Associazioni di non partecipare al Congresso che tale situazione si ripete ormai da moltissimi anni, sicché la mancata possibilità di avere un Congresso unitario pregiudica la stessa capacità espressiva dell'Avvocatura rileva che il CNF ha sempre cercato, in tutti i modi, di rimuovere le condizioni ostative alla partecipazione unitaria degli Avvocati e ha sollecitato in tal senso la responsabilità di tutti che il CNF non intende più rimanere in attesa di improbabili volontarie modificazioni degli atteggiamenti fin qui espressi, visto che è mancata sino ad oggi la volontà in tal senso che, in effetti, l'Organismo Unitario dell'Avvocatura tradisce nella sua stessa denominazione l'intento unitario che ne ha determinato la costituzione, dal momento che fino ad oggi non ha saputo raccogliere unitariamente le Associazioni forensi e superare i dissensi insorti che la rivendicazione di avere un Congresso dell'Avvocatura, senza altri connotati o appellativi di appartenenze, costituisce la base per un corretto confronto fra tutte le voci componenti il ceto forense ribadisce l'esigenza di rielaborare regole appropriate per l'organizzazione del Congresso forense che consentano la partecipazione totalitaria dell'Avvocatura e sottolinea l'inadeguatezza delle regole politiche espresse dallo statuto congressuale che, pretendendo di vincolare gli Organi istituzionali COA e CNF alle deliberazioni assunte con un metodo non più rispondente alle diverse legittime articolazioni dell'Avvocatura, risulta lesivo, dell'autonomia e dell'indipendenza degli Ordini e delle Associazioni, esaurendo il suo valore in una sterile autoreferenzialità, riserva pertanto ogni iniziativa volta a garantire l'effettiva partecipazione di tutte le componenti dell'Avvocatura al Congresso forense.