Verso il congresso. Il confronto di Venezia

Sui problemi della professione, l'Unione Triveneta dei consigli dell'Ordine dei legali ha organizzato nella città lagunare per l'8 e il 9 giugno una conferenza alla quale ha invitato l'avvocatura istituzionale e quella associativa

Un congresso nazionale forense sentito da tutte le componenti dell'Avvocatura, nel quale si discuta dei reali problemi che stanno portando al collasso la professione. Del resto, l'attuale situazione di contrapposizione interna che coinvolge e pregiudica gli interessi dell'intera categoria rende necessario il confronto fra tutte le componenti forensi. A tale scopo l'Unione Triveneta dei consigli dell'Ordine degli avvocati ha organizzato a Venezia, venerdì 8 e sabato 9 giugno una conferenza alla quale ha invitato l'Avvocatura istituzionale e quella associativa a confrontarsi con la speranza che si possano tracciare le basi per giungere a una soluzione condivisa. L'appello tuttavia non è rimasto inascoltato. Michelina Grillo, presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, ha inviato una lettera a Mario Diego, presidente dell'Unione Triveneta dei consigli dell'Ordine degli avvocati nella quale si è detta lieta di accettare l'invito e di confermare la partecipazione anche dei colleghi della Giunta e dell'Assemblea dell'Oua la missiva è qui leggibile nei documenti correlati . L'iniziativa del Triveneto, ha detto la Grillo, che ha l'ulteriore merito di colmare utilmente il vuoto determinatosi per effetto dell'inatteso ed inopportuno slittamento della seconda sessione del già convocato XXVIII Congresso nazionale forense, a maggior ragione merita l'attenzione e la partecipazione dell'intera Avvocatura, laddove si consideri che la riflessione che in quella sede ci si propone ha ad oggetto gli ultimi 25 anni della nostra storia . Nel corso di questi anni, ha continuato il leader dell'Oua, parallelamente alla storia dell'Avvocatura come soggetto politico , del Congresso e dell'Organismo unitario, che ne rappresenta il braccio esecutivo, si è registrato un incessante e sempre più rapido mutamento quantitativo e qualitativo della classe forense, che oggi si presenta indiscutibilmente diversa rispetto a 25 anni fa. Del resto, ha ricordato ancora il presidente, l'Oua, che ha ricevuto dal Congresso il compito - spesso ingrato - di rappresentare la voce politica dell'Avvocatura, negli ultimi anni si è posto con rigore anche il compito di indagare i mutamenti intervenuti, nella convinzione che solo una preventiva ed accurata analisi dell'Avvocatura di oggi possa consentire sia la individuazione dei principi cardine per un armonico e più moderno riassetto ordinamentale, sia la evidenziazione dei migliori criteri per poter dotare questa nuova Avvocatura di adeguati organi di rappresentanza, ad ogni livello . Inoltre, ha detto ancora Michelina Grillo, l'Organismo unitario, nella fase precedente alla prima sessione del Congresso di Milano, è intervenuta nel dibattito sulla revisione delle regole che disciplinano i sistemi di rappresentanza e ha messo appunto dei propri documenti puntualmente inviati a tutte le componenti forensi, sia istituzionali che associative. Purtroppo - ha ammesso il leader dell'Organismo politico - poche sono state le voci che si sono aggiunte a quella dell'Oua in questo costruttivo sforzo, e tra esse certamente va sottolineata quella del Triveneto, che ebbe a diffondere un proprio documento, elaborato sulla scia di un lavoro vagliato e approvato dall'Ordine di Venezia che, significativamente, a breve ci ospiterà . Michelina Grillo ha espresso anche apprezzamenti per il rinnovato impegno recentemente manifestato anche dal Consiglio nazionale forense, per riaprire una discussione finalizzata al miglioramento dello strumento congressuale, al potenziamento della rappresentanza politica in modo da garantire che vi partecipino costruttivamente tutte le voci. Auspico quindi - ha detto il presidente dell'Oua - che, oltre al Consiglio Nazionale Forense, anche l'Aiga e l'Ucpi non facciano mancare le proprie elaborazioni e proposte, contribuendo così attivamente ad una utile revisione dei sistemi di rappresentanza e dei meccanismi e regole congressuali, oggetto primario della Conferenza che ci vedrà impegnati e che costituirà il primo, significativo passaggio di un percorso di franco e leale dibattito e confronto, che confido essere destinato a proseguire utilmente oltre . E ha concluso Se il reale obiettivo dell'Avvocatura dovesse poi effettivamente risultare, come da taluno affermato, quello di un ritorno tout court al passato, abbandonando presidi di democraticità e pluralismo faticosamente conquistati e dando l'avvio ad una fase di liquidazione, anche materiale, ad una esperienza unica, quale quella dell'Oua, sotto la responsabilità e con la vigilanza e garanzia delle istituzioni forensi, sicuramente l'esito di quel Congresso, ordinario o straordinario, che così si dovesse esprimere attraverso il voto di tutti i delegati - massima espressione democratica d'ogni civile consesso - sarebbe accettato senza riserve da tutti, ancorché affatto diverso da quello recente di Milano. È nel rispetto della volontà maggioritaria, infatti, che risiede il fondamento della democrazia . Tuttavia, per andare avanti è necessario superare il problema della rappresentanza che, come ha ammesso lo stesso Alessandro Cassiani, presidente dell'Ordine di Roma durante il forum Quale futuro per la professione forense organizzato da Diritto& Giustizi@ lo scorso 8 maggio, è diventato un freno, una questione di carattere quasi astratto che ci impedisce di affrontare quelli che io definisco i veri problemi che interessano gli avvocati che vivono lavorando nelle aule giudiziarie di veda in proposito in arretrati il quotidiano di mercoledì 10 maggio . cri.cap

Organismo unitario dell'Avvocatura italiana Lettera aperta Roma, 17 maggio 2006 Ill.mo Signore Il presidente dell'unione triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati Avv. Mario Diego Carissimo Presidente, ho ricevuto, per il cortese tramite dell'amico Antonio Rosa, il cortese e gradito invito a partecipare alla Conferenza che avete organizzato per i giorni 9 e 10 giugno prossimi nella suggestiva cornice della città di Venezia. Accetto con piacere l'invito e Ti confermo la partecipazione mia e dei Colleghi della Giunta e dell'Assemblea Oua ai lavori dell'intera conferenza. È per me non solo un piacere sincero, ma anche un preciso dovere riscontrare positivamente una iniziativa importante come questa, che si propone l'ambizioso e nobile obiettivo di far realmente dialogare, nella pacatezza di un proficuo confronto a tutto campo, ogni anima dell'avvocatura, e tra esse anche e soprattutto quelle che sino ad oggi hanno ritenuto preferibile sottrarsi ad un tale diretto e costruttivo dibattito. L'iniziativa del Triveneto, che ha l'ulteriore merito di colmare utilmente il vuoto determinatosi per effetto dell'inatteso ed inopportuno slittamento della seconda sessione del già convocato XXVIII Congresso Nazionale Forense, a maggior ragione merita l'attenzione e la partecipazione dell'intera Avvocatura, laddove si consideri che la riflessione che in quella sede ci si propone ha ad oggetto gli ultimi 25 anni della nostra storia il faticoso e sofferto percorso di crescita culturale e politica che ha condotto gli avvocati italiani ad individuare una sede democratica di formazione della loro volontà ed a dare vita, nel rispetto della pluralità di voci e di sensibilità, ad un'assemblea, aperta alla libera partecipazione di delegati di varia estrazione, liberamente eletti in ogni singolo distretto, con il compito di dare corpo e sostanza ai contenuti delle deliberazioni assunte, nel lasso di tempo intercorrente tra un congresso e l'altro. La peculiarità della costruzione, cui hanno convintamente partecipato in un comune anelito tutte le componenti forensi ai massimi livelli esponenziali, e l'originalità ed acutezza dell'intuizione, divenuta in breve patrimonio comune della classe forense, hanno posto l'Avvocatura, prima tra le professioni, nella condizione da un lato di poter più efficacemente incidere nelle dinamiche del settore giustizia, e dall'altro di doversi realisticamente, e non sempre con successo, misurare con se stessa, con le proprie contraddizioni, con l'autonomia dei suoi organi e delle associazioni, indotti a prendere dimestichezza e a convivere con l'esigenza di costruire democraticamente un pensiero spendibile quale voce dell'intera categoria, accettando quindi logiche di confronto e di mediazione al proprio interno, per dare la massima forza esterna a visioni, proposte ed elaborazioni, che potessero legittimamente ricondursi, come avviene nelle aule parlamentari, alla voce maggioritaria e quindi alla volontà del mondo forense. Nel corso di questi anni, parallelamente alla storia dell'Avvocatura soggetto politico , nel senso più nobile del termine, del Congresso - mutato da consesso a partecipazione libera che discuteva di temi squisitamente giuridici a massima assise della categoria, composta prima di tutto da delegati eletti con il mandato di rappresentare i propri fori di appartenenza, ove si ambisce giungere all'approvazione di mozioni sugli snodi e i problemi principali -, dell'Organismo Unitario, che ne rappresenta il braccio esecutivo, si è registrato un incessante e sempre più rapido mutamento quantitativo e qualitativo della classe forense, che oggi si presenta indiscutibilmente diversa da quella che era per l'appunto 25 anni fa. L'Organismo Unitario, che ha ricevuto dal Congresso il compito - spesso ingrato - di rappresentare la voce politica dell'Avvocatura, negli ultimi anni si è posto con rigore anche il compito di indagare i mutamenti intervenuti, nella convinzione che solo una preventiva ed accurata analisi dell'Avvocatura di oggi possa consentire sia la individuazione dei principi cardine per un armonico e più moderno riassetto ordinamentale, sia la evidenziazione dei migliori criteri per poter dotare questa nuova Avvocatura di adeguati organi di rappresentanza, ad ogni livello. È così che, nella fase che ha immediatamente preceduto la prima sessione congressuale di Milano, l'OUA ha voluto intervenire nel dibattito, invero scarno, sulla revisione delle regole che disciplinano i sistemi di rappresentanza, ed ha esitato in tal senso propri documenti, puntualmente e anticipatamente inviati a tutte le componenti forensi, sia istituzionali che associative, pubblicandoli anche sul proprio sito e sugli organi di stampa, per la loro massima e capillare diffusione. Purtroppo, poche sono state le voci che si sono aggiunte a quella dell'Oua in questo costruttivo sforzo, e tra esse certamente va sottolineata quella del Triveneto, che ebbe a diffondere un proprio documento, elaborato sulla scia di un lavoro vagliato e approvato dall'Ordine di Venezia che, significativamente, a breve ci ospiterà. Le mozioni presentate a Milano e lì votate, com'è noto, hanno riaffermato la necessità - recentemente ribadita da numerose deliberazioni di Ordini, Unioni e Associazioni - di non innescare una pericolosa retromarcia e quindi di salvaguardare e tutelare un assetto di rappresentanza faticosamente conquistato. Tutti sappiamo però che le idee, anche le più forti, camminano necessariamente sulle gambe degli uomini, e quindi si è dovuta purtroppo registrare anche l'incapacità di condurre il percorso a tappe ulteriori, discutendo, ed auspicabilmente approvando, le altre mozioni, che ben avrebbero potuto rafforzare il sistema e rendere l'assemblea congressuale, e di conseguenza l'Oua, sempre meglio rispondenti alle mutate connotazioni ed articolazioni di un mondo variegato e multiforme qual'è l'Avvocatura, potenziandone altresì l'incidenza esterna. Ogni ulteriore sforzo in tal senso è certamente lodevole e meritorio, ed in tale quadro è più che apprezzabile il rinnovato impegno, recentemente manifestato anche dal Consiglio Nazionale Forense, per riaprire una discussione tesa e finalizzata al miglioramento dello strumento congressuale e al potenziamento della rappresentanza politica, e garantire che ad essa partecipino costruttivamente tutte le voci. Auspico quindi che, oltre al Consiglio Nazionale Forense, anche l'Aiga e l'Ucpi non facciano mancare le proprie elaborazioni e proposte, contribuendo così attivamente ad una utile revisione dei sistemi di rappresentanza e dei meccanismi e regole congressuali, oggetto primario della Conferenza che ci vedrà impegnati e che costituirà il primo, significativo passaggio di un percorso di franco e leale dibattito e confronto, che confido essere destinato a proseguire utilmente oltre. Mi auguro, quindi, che i delegati congressuali in carica partecipino numerosi ai lavori, a loro soltanto spettando, ove se ne dovesse discutere nella seconda sessione congressuale e non già in un successivo congresso straordinario - come richiesto ad esempio espressamente dal Comitato dei Delegati alla Cassa e da numerosi Ordini - ogni finale determinazione. In tal modo, ripercorrendo la nostra storia ed anche attraverso il successo che sicuramente premierà la Vostra iniziativa, l'impegno negli anni profuso da tutti i Colleghi che hanno avuto l'onore di sedere nell'Assemblea dell'Oua troverà giusto riconoscimento, e non sarà maldestramente disperso, e reso inspiegabilmente vano ed inutile, l'enorme patrimonio di elaborazione, di accreditamento e di riconoscimenti fino ad oggi accumulato nell'interesse dell'Avvocatura dall'Organismo di rappresentanza politica. La classe forense, che vede nel rispetto e nella applicazione delle regole elemento fondante e sostanziale della propria attività quotidiana e del riconoscimento costituzionale che Le pertiene, certamente saprà determinarsi nel migliore dei modi, ed individuare, nel rispetto del quadro di riferimento da tempo tracciato, le soluzioni più idonee per proseguire il suo percorso e portarlo a risultati utili ulteriori, senza rinnegare la propria storia, né cancellarla con un colpo di spugna, sicuramente non compreso, né giustificato, neppure all'esterno. Se il reale obiettivo dell'Avvocatura dovesse poi effettivamente risultare, come da taluno affermato, quello di un ritorno tout court al passato, abbandonando presidi di democraticità e pluralismo faticosamente conquistati e dando l'avvio ad una fase di liquidazione, anche materiale, ad una esperienza unica, quale quella dell'Oua, sotto la responsabilità e con la vigilanza e garanzia delle istituzioni forensi, sicuramente l'esito di quel Congresso, ordinario o straordinario, che così si dovesse esprimere attraverso il voto di tutti i Delegati - massima espressione democratica d'ogni civile consesso - sarebbe accettato senza riserve da tutti, ancorché affatto diverso da quello recente di Milano. È nel rispetto della volontà maggioritaria, infatti, che risiede il fondamento della democrazia. Concludo questa mia riflessione, in cui ho dato conto di alcuni dei principi che mi hanno guidato e mi guidano nell'adempimento del mandato che mi è stato conferito e che mi onora, e che anticipa le ulteriori considerazioni e proposte, anche di prospettiva futura, che potrò esporre direttamente, approfittando degli interventi che mi avete cortesemente riservato in avvio e a conclusione dei lavori della Conferenza, con un ringraziamento sincero, e non di maniera, a Te, a tutti gli amici del Triveneto e a tutti coloro che, lavorando nelle istituzioni e nelle associazioni, ed anche semplicemente con il loro personale impegno e dedizione, con intelligenza, acume e spirito di sacrificio, hanno dato il loro contributo fattivo, in un'ottica di puro servizio, nel rispetto e nella considerazione reciproca, privilegiando sinergie e collaborazione e rifuggendo da sterili ed improduttive contrapposizioni, con uno sguardo attento alle aspettative e ai bisogni di tutti, ed in particolare delle giovani generazioni, ed hanno così fino ad oggi saputo tenere alto il prestigio dell'Avvocatura, con l'obiettivo di farle riconquistare il ruolo e la considerazione sociale che a buon diritto Le competono. Un affettuoso abbraccio. Michelina Grillo - ?? ?? ?? ?? Via G. G. Belli, 27 - 00193 Roma - Tel. 06.32.18.983 - 06.32.21.805 - Fax 06.32.19.431