Giudizio di ottemperanza e interessi anatocistici

di Angelo Buscema

di Angelo Buscema * Il giudizio di ottemperanza può essere alternativo o cumulativo con il processo civile di esecuzione Corte di Cassazione, sentenza n. 4126 dell'01/03/2004 .Si può affermare che il giudizio di ottemperanza e l'esecuzione forzata ordinaria sono tra loro in rapporto di coesistenza e di cumulabilità e non è pertanto ipotizzabile tra esse una situazione di antiteticità pregiudiziale, né di propedeuticità dell'esecuzione forzata rispetto al giudizio di ottemperanza. Ciò premesso,occorre precisare che la funzione tipica ed essenziale del giudizio di ottemperanza è adeguare la realtà giuridica e materiale ad un ben preciso giudicato e non reintegrare l'interessato nei propri diritti, che egli assuma lesi dall' inadempimento da parte dell'amministrazione di obblighi che, sia pure astrattamente rinvenibili nell'ordinamento, non siano strettamente riferibili alla sentenza che si tratti di eseguire Consiglio Stato a. plen., 26 luglio 2001. n. 6 Nel giudizio di ottemperanza il giudice dell'ottemperanza deve provvedere soltanto a dare esecuzione al giudicato senza effettuare ulteriori valutazioni estranee all'individuazione del contenuto e della portata del giudicato stesso Vd. Angelo Buscema ,sulla spendibilità dell'eccezione di compensazione nel processo tributario ed in particolare nel giudizio di ottemperanza il fisco n. 1/05 pag. 93 . il giudizio di ottemperanza ha un'unica finalità, che è quella di dare esecuzione alla sentenza definitiva.In altri termini, il giudice dell'ottemperanza deve limitarsi a dare attuazione agli obblighi risultanti dalla sentenza passata in giudicato, senza estendere il giudizio di ottemperanza agli aspetti dell'atto del tutto diversi da quelli toccati dal giudicato sentenza n. 13681 del 24 giugno 2005 della Corte di cassazione .Il potere del giudice dell'ottemperanza deve essere comunque esercitato entro i limiti, insuperabili, fissati dall'oggetto della controversia definita col giudicato non può essere attribuito un diritto nuovo e ulteriore rispetto a quello contenuto nella sentenza da eseguire cfr. Cass. sentenza n. 22188 del 24 novembre 2004 . In sede di ottemperanza, il giudice può solo enucleare e precisare il contenuto degli obblighi nascenti dalla sentenza passata in giudicato, ma non può attribuire un diritto nuovo e ulteriore rispetto a quello riconosciuto con la sentenza da eseguire. Corte di cassazione, con la sentenza n. 22188 del 24 novembre 2004 ,Il giudice può enucleare e precisare il contenuto degli obblighi nascenti dalla sentenza passata in giudicato, chiarendone il reale significato, ma non può attribuire un diritto nuovo ed ulteriore rispetto a quello riconosciuto con la sentenza da eseguire. Il giudice dell'ottemperanza non può svolgere alcuna attività ermeneutica che integri, ampliandolo, il contenuto del comando contenuto nel giudicato, ma dovrà attuare l'assetto di interessi determinato con la pronuncia di cui si chiede l'esecuzione individuandolo attenendosi agli obblighi risultanti espressamente dal dispositivo della sentenza e tenuto conto della relativa motivazione comma 7 dell'articolo 70 del Dlgs n. 546 del 1992 .Secondo un preciso orientamento dottrinale Buscema-Di Giacomo, il processo tributario Giuffrè 2004 pag. 520 .Angelo Buscema, profili teorici e pratici del giudizio di ottemperanza in il fisco 1994 pag. 4218. Glendi, giudizio di ottemperanza dir. Tr. ,voce della Enciclopedia Treccani, 2000 pag. 9. Angelo Buscema, giudizio di ottemperanza nel processo tributario Utet 2003 Digesto discipline privatistiche-Sezione commerciale pag. 415.Contra,memento pratico contenzioso tributario ipsoa 2004 pag. 276 Contra,Capolupo , giudizio di ottemperanza ancora molti i punti controversi in il fisco n. 21 /1999 pag. 6969 la compensabilità in sede di ottemperanza va esclusa poiché la dichiarazione di estinzione del debito per compensazione presuppone un accertamento del giudice che travalica i limiti fissati dal contenuto del giudicato .Del resto, è pacifico in giurisprudenza il principio secondo il quale il giudice deve attenersi agli obblighi risultanti dal dispositivo della sentenza senza modificarne il contenuto cfr. Cass. sentenza n. 3555 del 2005 inoltre, nel caso in cui la sentenza da eseguire sia priva di precise indicazioni, rientra nella discrezionalità del giudice dell'ottemperanza individuare i mezzi più idonei ad assicurare l'esecuzione del giudicato cfr. Cass. sentenza n. 4126 del 1 marzo 2004 .La funzione tipica ed essenziale del giudizio di ottemperanza è di adeguare la realtà giuridica e materiale ad un preciso giudicato.Il giudizio di ottemperanza è un giudizio prevalentemente di esecuzione. Quindi, non può essere integrato o modificato il contenuto della sentenza alla quale il Fisco deve dare esecuzione .L'ottemperanza contiene sempre un nucleo di cognizione come interpretazione e precisazione del precetto contenuto nella sentenza di cognizione tuttavia, il giudice dell'ottemperanza deve limitarsi a interpretare il giudicato, senza travalicare i limiti insuperabili posti dall'oggetto della controversia decisa con il pronunciamento divenuto definitivo.Il ricorso di ottemperanza è ammissibile anche se la sentenza non contiene, espressamente, perentorie e dettagliate istruzioni ad agire . La peculiarità dell'azione esecutiva non consente che l'ordine da impartire all'Amministrazione possa discostarsi dagli obblighi derivanti da quello specifico giudicato e che la cognizione del giudice dell'esecuzione si estenda ad altri ed ulteriori aspetti del rapporto. D'altra parte, le attività esecutive sia se effettuate direttamente dalla Commissione sia se demandate ad un membro del collegio giudicante o ad un commissario ad acta, sono pur sempre attività giurisdizionali , anche se i relativi effetti giuridici vanno imputati alla sfera della Pubblica Amministrazione. Il giudice d'ottemperanza si sostituisce all'Amministrazione inadempiente ponendo in essere l'attività che questa avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti derivanti dalla sentenza da eseguire pertanto, la sua attività cade sotto un regime diverso da quello degli atti amministrativi, in quanto costituisce esplicazione dell'esercizio di una funzione giurisdizionale. Nell'ambito del giudizio d'ottemperanza in sede tributaria non possono essere introdotte domande nuove .sentenza n. 22565/04 della Corte di Cassazione E' domanda nuova, e pertanto improponibile in tale sede processuale, quella con la quale si chieda il pagamento degli interessi anatocistici scaturenti dall'avvenuto riconoscimento del diritto al rimborso Le richieste di condanna dell'Amministrazione finanziaria al pagamento degli interessi anatocistici e del risarcimento danni per svalutazione monetaria non possono essere fatte, per la prima volta , in occasione del giudizio d'ottemperanza , di cui all'art. 70 D.lg. n. 546 del 31/12/1992 contra, Commissione Tributaria Regionale del Lazio - Sezione XIX , sentenza n. 166 del 22/03/2000 Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo sentenza n. 40 del 02/04/2001. 0ccorre che nel giudizio di accertamento del rapporto sia stata avanzata una specifica domanda, autonoma e distinta da quella relativa agli interessi principali, essendo inammissibile la domanda di corresponsione degli interessi anatocistici proposti per la prima volta in sede di ottemperanza Angelo Buscema , interessi anatoscistici? Chiedeteli subito.Nel giudizio di ottemperanza ormai è tardi Sono leciti solo provvedimenti di attuazione della sentenza, in Diritto & Giustizi@ settimanale n. 18/2005 pag. 106 Consolo-Glendi, commentario breve alle leggi del processo tributario Cedam 2005 pag. 603 .Il contribuente che chiede il rimborso del credito d'imposta può avere diritto a conseguire la condanna dell'Amministrazione finanziaria al pagamento degli interessi anatocistici ma, ove tali interessi siano richiesti in sede di giudizio di ottemperanza, il giudice deve accertare se la relativa domanda abbia o meno formato oggetto del decisum in sede ordinaria, dovendosi, nel caso ciò non sia avvenuto, dichiarare inammissibile la domanda stessa se formulata ex novo nel giudizio di ottemperanza. Corte di cassazione sentenza n. 11867 del 6 agosto 2003 Tale impostazione si ricollega alla tesi secondo cui in sede di giudizio di ottemperanza non può essere riconosciuto un diritto nuovo e ulteriore rispetto a quello fatto valere e affermato con la sentenza da eseguire, ancorché conseguente o collegato.Dal principio stabilito nell'art. 1283 c.c. secondo cui gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi, consegue che il giudice può condannare al pagamento degli interessi sugli interessi solo se si sia accertato che alla data della domanda giudiziale erano già scaduti gli interessi principali sui quali calcolare gli interessi secondari , e cioè che il debito era esigibile e che il debitore era in mora, e che vi sia una specifica domanda giudiziale del creditore o la stipula di una convenzione posteriore alla scadenza degli interessi. Tali principi, regolanti la materia del diritto agli interessi anatocistici relativi ai crediti verso il Fisco, essenzialmente - se non esclusivamentein materia di rimborsi d'imposte pagate, esigono che il contribuente-creditore abbia indicato tutti gli elementi necessari alla liquidazione di essi, a cominciare dalla capitalizzazione del primo semestre di interessi maturati sul capitale. E soprattutto, che tale richiesta, sia stata formulata nell'atto introduttivo del giudizio tributario avente ad oggetto il rimborso d'imposta, non potendosi esso considerare un accessorio del credito principale conseguente in via automatica dall'accoglimento della domanda di rimborso o di quella degli interessi maturati dalla domanda già rivolta al Fisco. Cassazione civile Sentenza 08/03/2006, n. 4935 . * Dirigente Agenzia delle Entrate