Bocciata l'assunzione ""diretta"" di un consigliere di Stato. Sarà bandito un nuovo concorso

Con 7 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti, resta inapplicata la legge milleproroghe che in deroga al blocco delle assunzioni consentiva la nomina prioritaria di un idoneo

Chiamata diretta dei consiglieri di Stato la norma ad personam prevista nel decreto milleproroghe resta sulla carta. Giovedì scorso, infatti, il Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa ha respinto l'istanza presentata da un magistrato Tar, risultato idoneo all'ultimo concorso, in virtù di quanto previsto nella legge 51/2006 che ha convertito con modifiche il decreto legge 273/05, il cosiddetto milleproroghe. Malgrado i 7 voti a favore dell'inquadramento nei ruoli di Palazzo Spada del magistrato designato dal Governo 5 della componente del Consiglio di Stato e 2 dei membri laici la proposta della commissione non è passata. I voti contrari della componente Tar sono stati 5 mentre gli altri due membri laici si sono astenuti. Quindi non avendo ottenuto la maggioranza l'aspirante consigliere di Stato si è visto soffiare la nomina per un solo voto. Non solo, ma ironia della sorte, il Csm della magistratura amministrativa ha dato comunque il via libera per bandire un concorso per la copertura di due posti a piazza Capo di Ferro. Ma facciamo un passo indietro. La vicenda. L'assunzione diretta di un consigliere di Stato prevista nel decreto milleproroghe aveva costretto il Consiglio di presidenza nella seduta dello scorso 12 gennaio a posticipare l'indizione del concorso e mentre il plenum decideva di rinviare tutto alla seduta del 24 febbraio, la componente Tar nel rispetto dei principi di indipendenza e di terzietà del giudice aveva abbandonato l'Aula. Del resto, l'aumento di una unità dell'organico di Palazzo Spada aveva scatenato anche la dura protesta dell'Associazione nazionale dei magistrati amministrativi Tar Anma che aveva giudicato scandalosa la nomina per legge di un consigliere di Stato gradito all'esecutivo , tanto più se si tratta di un togato già nominativamente individuato . A scatenare le ire della componente Tar del Cpga e del sindacato di categoria era stato l'articolo 18 del decreto 273/05 pubblicato su Diritto& Giustizi@ dello scorso 13 gennaio con cui, in deroga al blocco delle assunzioni, si consente la nomina prioritaria degli idonei dell'ultimo concorso espletato entro la data del 31 dicembre 2004 . E se l'Anma nel denunciare la scandalosa nomina si era limitata a sostenere che l'aspirante consigliere era stato individuato in un giovane magistrato Tar risultato idoneo al concorso del settembre 2004, durante l'animato dibattito del 13 gennaio scorso il nome veniva rivelato si tratta di Fabio Taormina, magistrato del Tar Sicilia, sezione di Palermo, classe 1965. Il Consiglio di presidenza, a gennaio dello scorso anno, nel decidere l'indizione del concorso per la copertura di un posto di consigliere di Stato, che ai sensi dell'articolo 19 comma 1 n. 3 della legge 186/82 dovrebbe avvenire entro il 15 gennaio 2005, era stato costretto a rinviare tutto alla seduta del 24 febbraio, data in cui la sorte del decreto milleproroghe sarebbe stata certa. Tuttavia, nella dichiarazione di voto, proposta dai membri laici e approvata lo scorso 12 gennaio dal plenum pubblicato su Diritto& Giustizi@ dello scorso 13 gennaio , si ritiene che il termine di cui sopra non sia perentorio e si ammette che la disposizione di cui all'articolo 1 comma 97 lettera e della legge 311/04 Finanziaria 2005 va comunque interpretata, anche a prescindere dalla conversione del Dl 273/05 in via amministrativa nel senso dell'applicazione della norma generale sulla validità biennale delle graduatorie degli idonei articolo 20 comma 3 della legge 488/99 . Una dichiarazione che aveva suscitato le proteste della componente Tar del Cpga che proprio nel rispetto dell'indipendenza e dell'imparzialità della magistratura amministrativa aveva abbandonato l'Aula. Il 23 gennaio scorso, inoltre, il plenum su proposta della componente Tar ha approvato con 8 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti, l'ordine del giorno nel quale viene affermato che sia l'articolo 1, comma 97 lettera e della Finanziaria 2005, sia l'articolo 18 commi 2 e 3 del decreto mille proroghe , consentendo l'assunzione di persone già individuate, contrastano con i principi di indipendenza e di autonomia della magistratura, garantiti invece proprio dall'attuale sistema di reclutamento. Del resto, aveva concluso il Csm della magistratura amministrativa, la Corte costituzionale con la sentenza 266/93 ha sancito quale principio fondamentale del pubblico impiego il divieto di utilizzare la graduatoria di idonei di un precedente concorso in relazione a posti istituiti o trasformati successivamente. Altrimenti, se così non fosse l'assunzione sarebbe disposta ad personam. La decisione del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa. Malgrado la conversione del decreto milleproroghe la questione era stata più volte rinviate. Venerdì scorso, l'epilogo il Consiglio di presidenza ha deciso, infatti, di non dare corso alla procedura per l'inquadramento nei ruoli di Palazzo Spada del referendario Tar Fabio Taormina, che già a gennaio aveva chiesto, con una propria istanza l'avvio delle pratiche per la valutazione ai fini dell'assunzione dello stesso nella qualifica di consigliere di Stato. Esercitando così un diritto legittimo attribuitogli dal decreto milleproroghe. A questo punto, il magistrato defenestrato potrebbe decidere di impugnare la delibera del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa o addirittura il bando di concorso per la copertura di due posti a Palazzo Spada, anche se non è stato preso in considerazione l'aumento di un'unità nell'organico del Consiglio di Stato previsto dal legislatore nazionale. Sviluppi a parte, non ci resta che pazientare e attendere da Piazza Capo di Ferro la motivazione del diniego. cri.cap