La richiesta di archiviazione per la denuncia dell'extracomunitaria non basta a negare il soggiorno

Sbaglia il Tar Toscana accolto il ricorso di una nigeriana che aveva chiesto il permesso per sottrarsi al racket della prostituzione

Protezione sociale, il permesso di soggiorno non può essere negato solo perché il Pm ha richiesto l'archiviazione del procedimento penale relativo ai reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione denunciati dalla straniera. Del resto, tale richiesta deve essere fatta propria dal Gip. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 6023/06 depositata lo scorso 10 ottobre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso di una cittadina nigeriana che si era vista negare il permesso di soggiorno richiesto ai sensi dell'articolo 18 del D.Lgs 286/98 per proteggerla e sottrarla alla situazione di violenza e di condizionamento personale nella quale si trovava. L'extracomunitaria, infatti, aveva sporto denuncia alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Bergamo per i reati inerenti lo sfruttamento e il favoreggiamento della prostituzione con violenza e minacce consumati nei suoi confronti. Tuttavia, il Questore di Firenze aveva ritenuto inesistenti i presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, del resto, il Pm aveva richiesto l'archiviazione per il procedimento penale relativo ai reati denunciati dalla cittadina nigeriana. Di diverso avviso i giudici di piazza Capo di Ferro. In effetti, i consiglieri di Stato hanno censurato la sentenza del Tar Toscana - che ha giudicato legittima la condotta della Questura di Firenze - nella parte in cui ha ritenuto di poter collegare alla richiesta del Pm di archiviazione valenza di implicita infondatezza della denuncia presentata dalla ricorrente , malgrado tale istanza non si stata fatta propria dal Gip. Inoltre, ha aggiunto Palazzo Spada, la Ufficio del questore nel perseguire l'esigenza sul piano sociale di assicurare immediata protezione a una parte considerata debole non deve attendere la conclusione del processo penale per i fatti denunciati. Per cui, hanno concluso i magistrati amministrativi, l'Autorità di Ps, in presenza di istanza di protezione, può intervenire nelle indagini e nelle acquisizioni istruttorie con valutazione autonoma dell'effettiva situazione in cui versa lo straniero e dell'attendibilità dei fatti denunziati . cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 27 giugno-10 ottobre 2006, n. 6023 Presidente Varrone - Estensore Polito Ricorrente Oviasuyi Fatto e diritto 1 La cittadina nigeriana Oviasuyi Glory sporgeva in data 17 giugno 2004 circostanziata denunzia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo per reati inerenti allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con violenza e minacce consumati nei suoi confronti. In relazione a detti fatti avanzava domanda per il rilascio di permesso di soggiorno ai sensi dell'articolo 18 del D.Lgs 286/98, ricorrendo gli estremi di protezione sociali identificati dalla predetta disposizione, onde poter sottrarsi alla situazione di violenza e di condizionamento personale. Con provvedimento del 22 aprile 2005 il Questore di Firenze respingeva detta istanza rilevando l' insussistenza delle condizioni previste dall'articolo 27, comma secondo, lettera a , del Dpr 394/99, e richiamando il parere negativo al riguardo espresso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo di cui alla comunicazione del 14 maggio 2005. Avverso detta determinazione la Oviasuyi proponeva ricorso avanti al Tar Toscana denunziando motivi di violazione di legge ed eccesso di potere. Con la sentenza di estremi indicati in epigrafe il Tar adito respingeva il ricorso. Contro detta decisione la Oviasuyi ha proposto atto di appello e, a confutazione delle conclusioni del Tar, ha dedotto - che, diversamente da quanto ritenuto dal Tar, il diniego del permesso di soggiorno è intervenuto in assenza di motivato parere della Procura della Repubblica interpellata che, nella specie, si è limitata a dichiarare che per il procedimento penale relativo ai fatti denunziati è stata presentata richiesta di archiviazione - che non risultano esternate le ragioni ostative al rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell'articolo 18 del D.Lgs 286/98 e che nessuna adeguata istruttoria e stata espletata in merito - che la disciplina per la permanenza in Italia ai sensi della norma predetta non ha natura premiale, con la conseguenza che il rilascio del permesso di soggiorno è del tutto sganciato dal buon andamento delle indagini e dall'esito del processo penale. 2 . L'appello è fondato. Il Questore di Firenze ha, invero, negato la sussistenza dei presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale, ai sensi dell'articolo 18 del Tu 286/98, facendo richiamo alla comunicazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo del 14 maggio 2005 recante richiesta di archiviazione per il procedimento penale relativo a fatti denunziati della cittadina nigeriana Oviasuyi Glory e riconducibili, nelle prospettazioni dell'istante, nelle situazioni di violenza o di grave sfruttamento dello straniero ipotizzate dal richiamato articolo 18. Sotto un profilo strettamente processuale la sola richiesta di archiviazione non costituisce atto che definisce la fase delle indagini preliminari per infondatezza della notizia di reato. Alla richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero deve, infatti, fare seguito la motivata pronunzia del Gip, che può discostarsi da quanto proposto della del Pm articolo 409, secondo comma, Cpp . La stessa richiesta di archiviazione può formare oggetto di opposizione da parte della persona offesa dal reato che può insistere, in contrario alle conclusioni del Pm, per la prosecuzione delle indagini preliminari articolo 410, comma 1, Cpp . Correttamente, pertanto, l'appellante censura la sentenza impugnata nella parte in cui ha ritenuto di potere collegare alla richiesta del Pm ai sensi dell'articolo 408 Cpp valenza di implicita infondatezza della denunzia presentata dalla ricorrente , quando detta richiesta non è stata ancora fatta propria del G.I.P. con formale declaratoria dell'infondatezza della notitia criminis . 2.1 . Sotto ulteriore profilo l'appellante correttamente si duole che il diniego di rilascio del permesso di soggiorno ai sensi dell'articolo 18 del Tu 286/98 non è assistito da idonea e congrua motivazione. La giustificazione della determinazione negativa non può, invero, ricavarsi ob relationem con il richiamo all'annotazione contenuta nella comunicazione dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale del 14 maggio 2005 che è riferita allo stato del procedimento penale, ma non reca alcuna valutazione in merito alle circostanze e fatti indicati nell'esposto denunzia della Oviasuyi quali presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno per ragioni di protezione sociale. Stabilisce, invero, il richiamato articolo 18 che il permesso di soggiorno per le ragioni ivi indicate è rilasciato dal Questore, anche su proposta del Procuratore della Repubblica o con il parere favorevole della stessa autorità . In assenza di detta proposta, esclusa la possibilità di qualificare come motivato parere l'annotazione della Procura della Repubblica in calce alla nota del 14 maggio 2005, gravava quindi sull'Autorità di Pubblica Sicurezza l'obbligo di esternare le ragioni ostative al rilascio del permesso di soggiorno per i motivi di cui all'articolo 18 del Tu 286/98 con autonoma valutazioni dei fatti e circostanze indicate dallo straniero istante, che non si rinviene tuttavia nell'atto gravato. Parte istante ha correttamente posto in rilevo che l' autorizzazione alla permanenza in Italia per le ragioni di cui all'articolo 18 del Tu 286/98 non ha valore premiale di un contributo dato al corso delle indagini di polizia giudiziaria proseguite in sede penale. La norma persegue, infatti, l'esigenza sul piano sociale di assicurare immediata protezione ad una parte considerata debole lo straniero vittima di violenza o di grave sfruttamento , onde consentirgli di sottrarsi alla violenza ed ai condizionamenti di organizzazioni criminali e di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale. La determinazione dell' Autorità di p.s. circa la sussistenza dei presupposti per apprestare detti presidi - onde assicurare su un piano di effettività lo scopo perseguito dalla norma - non deve attendere la conclusione del processo penale per i fatti denunziati ma, in presenza di istanza di protezione, può intervenire allo stato delle indagini ed della acquisizioni istruttorie con valutazione autonoma dell' effettiva situazione in cui versa lo straniero e dell' attendibilità dei fatti denunziati. L'appello va, quindi, accolto. Giusti motivi consentono la compensazione delle spese del giudizio fra le parti. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione sesta, accoglie l'appello in epigrafe e, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso di primo grado e per l'effetto annulla il provvedimento con esso impugnato, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell' Amministrazione. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 3 N.R.G. 10380/2005 FF