Inappellabilità, approvata la nuova legge

La maggioranza fa quadrato. Accolte solo in parte le osservazioni del Presidente della Repubblica che adesso non può che firmare

L'inappellabilità delle sentenze di assoluzione è legge. Dopo il rinvio del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la legge è stata rivista e corretta in un testo che continua a non piacere ai magistrati, in primis al primo presidente della Corte di cassazione, Nicola Marvulli, che fino all'ultimo ne ha scongiurato l'approvazione. Soddisfatti invece gli avvocati penalisti, che non avevano addirittura compreso le ragioni del messaggio di rinvio del Capo dello Stato. L'opposizione ha provato sino all'ultimo a frenare il provvedimento grazie alle continue richieste del numero legale e del voto elettronico, unici strumenti a disposizione contro il contingentamento dei tempi. L'approvazione sembrava quasi fatta giovedì scorso, ma la assenze tra i banchi della maggioranza aveva costretto il presidente di turno dell'Assemblea a rinviare la discussione dapprima a venerdì mattina, quindi addirittura al pomeriggio di martedì 14. Ieri, però, la presenza massiccia dei senatori della Cdl chiamati all'appello uno per uno tramite sms ha dimostrato sin dalle prime battute che stavolta il provvedimento sarebbe passato. Secondo il testo leggibile tra i documenti correlati sarà vietato l'appello al Pm a fronte di sentenze che al termine del giudizio di primo grado si siano concluse con il proscioglimento anche per prescrizione, amnistia o improcedibilità dell'azione penale o con l'assoluzione, tranne nel caso in cui siano emerse prove decisive a carico dell'imputato. In quest'ultimo caso il Pm potrà proporre l'appello della sentenza ma sarà il giudice a doverne stabilire l'ammissibilità. Nel caso in cui l'istanza sia dichiarata inammissibile, il Pm avrà 45 giorni di tempo per presentare ricorso in Cassazione. Il Pm, al termine delle indagini dovrà formulare la richiesta di archiviazione quando la Cassazione si sarà pronunciata sulla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e successivamente non siano stati acquisiti ulteriori elementi a carico dell'indagato. Contro le sentenze di non luogo a procedere pronunciate dal Gup si potranno rivolgere alla Cassazione il Pm e il procuratore generale presso la Corte d'appello, ed anche l'imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo abbia commesso. Le nuove norme prevedono che il pubblico ministero possa ricorrere in appello contro le sentenze di parziale assoluzione, nel caso in cui un imputato accusato di due reati sia stato condannato per uno di essi e assolto per l'altro. Contro le sentenze di proscioglimento le parti offese potranno costituirsi nel giudizio di appello solo ai fini civilistici del risarcimento del danno, un passaggio che recepisce in pieno le richieste avanzate dal Capo dello Stato nel suo messaggio di rinvio. Alla Cassazione le parti si potranno rivolgere anche quando ritengono che non sia stata acquisita una prova decisiva, emersa nel corso del dibattimento. Alla Suprema corte si potrà ricorrere nel caso in cui si ritenga che la sentenza emessa dai giudici abbia una motivazione manifestamente illogica, sia carente di motivazione, sia contraddittoria. Tali lacune dovranno risultare dallo stesso testo della motivazione oppure da altri atti specificamente indicati nei motivi di gravame . Se la Cassazione annullerà una sentenza di condanna emessa in appello, verrà confermata la sentenza di assoluzione di primo grado e il Pm potrà presentare ricorso nuovamente in Cassazione entro 45 giorni. Ritorneranno al grado di appello tutti i procedimenti annullati dalla Cassazione solo per la rideterminazione della pena o per una nuova valutazione sulle misure di sicurezza stabilite dai giudici di merito. Secondo la norma transitoria, inoltre, si prevede che l'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dall'imputato o dal Pm prima che sia operativa la legge, viene dichiarato inammissibile con una ordinanza non impugnabile. Entro 45 giorni dalla notifica del provvedimento di inammissibilità il Pm, o la parte, si potrà rivolgere alla Cassazione contro le sentenze emesse in primo grado. Per quanto riguarda poi i ricorsi pendenti in Cassazione al momento di entrata in vigore della legge, le parti potranno, entro 30 giorni, integrare i motivi già proposti alla luce della nuova disciplina. Un passaggio, quest'ultimo, che ha portato il primo presidente della Suprema corte, Nicola Marvulli, ad affermare che i magistrati di piazza Cavour si ritroveranno un mese di ferie forzate . E proprio Ciampi nel suo messaggio aveva messo in guardia circa l'operato della Suprema corte, che sarebbe diventata un vero e proprio grado di merito per il messaggio vedi tra gli arretrati del 21 gennaio 2006 . Un appunto che il Presidente aveva fatto sul filo della Costituzione ma che, visto l'attuale testo, non sembra essere stato recepito, dal momento che la Cassazione dovrà entrare nel merito dei ricorsi che arriveranno. Al Presidente della Repubblica, questa volta, non resterà che firmare. p.a.

Senato della Repubblica Modifiche al Codice di procedura penale, in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento Legge definitivamente approvata il 14 febbraio 2006 Articolo 1 1. L'articolo 593 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente Art. 593. - Casi di appello - 1. Salvo quanto previsto dagli articoli 443, comma 3, 448, comma 2, 579 e 680, il pubblico ministero e l'imputato possono appellare contro le sentenze di condanna. 2. L'imputato e il pubblico ministero possono appellare contro le sentenze di proscioglimento nelle ipotesi di cui all'articolo 603, comma 2, se la nuova prova è decisiva. Qualora il giudice, in via preliminare, non disponga la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale dichiara con ordinanza l'inammissibilità dell'appello. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento le parti possono proporre ricorso per cassazione anche contro la sentenza di primo grado. 3. Sono inappellabili le sentenze di condanna per le quali è stata applicata la sola pena dell'ammenda . Articolo 2 1. All'articolo 443 del codice di procedura penale, al comma 1, le parole , quando l'appello tende ad ottenere una diversa formula sono soppresse. Articolo 3 1. All'articolo 405 del codice di procedura penale, dopo il comma 1, è inserito il seguente 1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell'articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini . Articolo 4 1. L'articolo 428 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente Art. 428. - Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere - 1. Contro la sentenza di non luogo a procedere possono proporre ricorso per cassazione a il procuratore della Repubblica e il procuratore generale b l'imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso. 2. La persona offesa può proporre ricorso per cassazione nei soli casi di nullità previsti dall'articolo 419, comma 7. La persona offesa costituita parte civile può proporre ricorso per cassazione ai sensi dell'articolo 606. 3. Sull'impugnazione decide la Corte di cassazione in camera di consiglio con le forme previste dall'articolo 127 . Articolo 5 1. All'articolo 533 del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente 1. Il giudice pronuncia sentenza di condanna se l'imputato risulta colpevole del reato contestatogli al di là di ogni ragionevole dubbio. Con la sentenza il giudice applica la pena e le eventuali misure di sicurezza . Articolo 6 1. Al comma 1 dell'articolo 576 del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni a al primo periodo, le parole , con il mezzo previsto per il pubblico ministero, sono soppresse b al secondo periodo, le parole Con lo stesso mezzo e negli stessi casi può sono sostituite dalle seguenti La parte civile può altresì . Articolo 7 1. L'articolo 580 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente Art. 580. - Conversione del ricorso in appello - 1. Quando contro la stessa sentenza sono proposti mezzi di impugnazione diversi, nel caso in cui sussista la connessione di cui all'articolo 12, il ricorso per cassazione si converte nell'appello . Articolo 8 1. Al comma 1 dell'articolo 606 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni a la lettera d è sostituita dalla seguente d mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall'articolo 495, comma 2 b la lettera e è sostituita dalla seguente e mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame . Articolo 9 1. L'articolo 577 del codice di procedura penale è abrogato. 2. All'articolo 36, comma l, del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, le parole e contro le sentenze di proscioglimento per reati puniti con pena alternativa sono soppresse. Articolo 10 1. La presente legge si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima. 2. L'appello proposto contro una sentenza di proscioglimento dall'imputato o dal pubblico ministero prima della data di entrata in vigore della presente legge viene dichiarato inammissibile con ordinanza non impugnabile. 3. Entro quarantacinque giorni dalla notifica del provvedimento di inammissibilità di cui al comma 2 può essere proposto ricorso per cassazione contro le sentenze di primo grado. 4. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche nel caso in cui sia annullata, su punti diversi dalla pena o dalla misura di sicurezza, una sentenza di condanna di una corte di assise di appello o di una corte di appello che abbia riformato una sentenza di assoluzione. 5. Nei limiti delle modificazioni apportate dall'articolo 8 della presente legge possono essere presentati i motivi di cui all'articolo 585, comma 4, del codice di procedura penale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.