Il regolamento sui parametri inviato dal Ministro mette a ‘stecchetto’ gli avvocati?

Il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha trasmesso, al Consiglio di Stato per il prescritto parere, il nuovo regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense. Sono previsti degli incentivi – si parla di un compenso aumentato sino ad un quarto rispetto a quello liquidabile per la fase decisionale - per l’avvocato che punta alla conciliazione giudiziale o alla transazione della controversia.

Alcune voci sono state eliminate. Il nuovo testo è vicino alla proposta del CNF, anche se si è proceduto ad un’opera di semplificazione e accorpamento. Eliminato, ad esempio, per quanto riguarda il processo civile, il compenso per la prestazione postdecisione , considerato una duplicazione dal Ministero della Giustizia. Eliminato il compenso per la prestazione postdecisione. Non sono individuabili, infatti, secondo lo stesso Ministero, attività che non rientrino già nella fase decisionale o in quella di studio o, ancora, in quella introduttiva del procedimento esecutivo. Per quanto riguarda il penale, invece, non compare più la voce compenso accessorio nei casi di udienza fuori dal circondario, di attività istruttoria in secondo grado o nei casi in cui le udienze siano più di una. Si è tenuto conto del momento di crisi che sta attraversando il Paese. È stata mantenuta, da quanto risulta, la divisione in fasi e in scaglioni e la ripartizione per materia, rendendo prevedibili i costi del servizio legale, ponendo così il fruitore del servizio nelle condizioni di poter valutare costi e benefici dell’azione legale che intraprendere. I compensi per l’assistenza stragiudiziale vanno da 270 euro a 5.870. Solo a titolo di esempio, è bene sottolineare quali sono i compensi previsti per le prestazioni di assistenza stragiudiziale. Si va dai 270 per un valore fino a 1.100 euro, ai 5.870 euro per un valore della controversia compresa tra i 260mila e i 520mila euro.

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