L’avvocato d’ufficio non può sostituire quello di fiducia

L’omessa notifica del decreto di citazione in appello al difensore di fiducia costituisce causa di nullità assoluta ed insanabile, non rimediabile nemmeno tramite la nomina di un difensore d’ufficio.

Così la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20314/17 depositata il 28 aprile. Il caso. La ricorrente, che si rivolge personalmente ai Supremi Giudici, si duole per la mancata notifica del decreto di citazione in appello al proprio difensore di fiducia nell’ambito di un giudizio per tentato furto. Evidenzia in particolare di aver conferito mandato di assistenza nel giudizio d’appello ad un difensore di fiducia diverso da quello di primo grado, revocato con atto sottoscritto personalmente e ritualmente depositato in cancelleria con l’indicazione dl numero di ruolo e della data di fissazione dell’udienza. Nullità assoluta. Come sottolinea il Collegio, dagli atti risulta accertata la revoca del primo difensore di fiducia in un momento antecedente all’emissione del decreto che ha disposto il giudizio di appello. Ciò posto, la S.C. ribadisce che l’omessa notifica al difensore di fiducia integra un’ipotesi di nullità assoluta insanabile sanzionata dall’art. 179 c.p.p. che non può essere rimediabile nemmeno tramite la nomina di un difensore d’ufficio come accaduto nel caso di specie -. Per riprendere le parole della Corte si tratta, infatti, di un’assenza di difesa tecnica non rimediabile tramite la nomina di un difensore d’ufficio, stante la lesione del diritto dell’imputato di essere assistito dal proprio difensore di fiducia . Per questi motivi, la Corte annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 21 dicembre 2016 28 aprile 2017, n. 20314 Presidente Bianchi Relatore Savino Ritenuto in fatto e diritto B. A. C. ha proposto personalmente ricorso per Cassazione avverso la sentenza con la quale la Corte di Appello di Bologna, in data 11.3.2016, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Bologna del 9.5.2015 di condanna per il reato di tentato furto di portafogli ai danni di P. M. all'interno del supermercato ove la predetta si trovava, ha ridotto la pena irrogata al coimputato C. A. La ricorrente ha dedotto inosservanza della legge penale processuale quanto alla mancata notifica al difensore di fiducia del decreto di citazione nel giudizio di appello. Assume la ricorrente di aver conferito mandato ad assisterla nel giudizio di appello all'avv. G. C. con atto sottoscritto il 29.6.2015 con il quale revocava la precedente nomina dell'avv. B. P Nonostante nella nomina, ritualmente depositata nella cancelleria della Corte di appello, fossero indicati il numero di ruolo del procedimento e la data dell'udienza fissata davanti alla Corte, il decreto di citazione a giudizio è stato notificato tramite PEC al precedente difensore di conseguenza all'udienza, in mancanza di difensore di fiducia, è stato nominato un difensore di ufficio ex art. 97 co. 4 c.p.p. Come risulta dagli atti processuali, effettivamente, la ricorrente ha revocato il primo difensore di fiducia per nominarne un altro in data 29 giugno 2016, cioè in epoca antecedente all'emissione del decreto che ha disposto il giudizio di appello. Come è noto l'omessa notifica al difensore di fiducia integra una ipotesi di nullità assoluta insanabile, sanzionata dall'art. 179 c.p.p Si tratta, infatti, di un'assenza di difesa tecnica non rimediabile tramite la nomina di un difensore di ufficio, stante la lesione del diritto dell'imputato di essere assistito dal proprio difensore di fiducia Cass. Sez. I, n. 27568/2015 . Tanto premesso l'impugnata sentenza deve essere annullata con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Bologna. P.Q.M. Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame alla Corte di appello di Bologna.