Violati i diritti di Saddam Hussein? Forse, ma le forze della coalizione non c'entrano

di Sergio Beltrani

di Sergio Beltrani * Saddam Hussein ha chiesto aiuto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, lamentando che i propri diritti sarebbero stati, e sarebbero tuttora, violati, ma i giudici europei gli hanno sbattuto la porta in faccia, dichiarando inammissibile il suo ricorso CEDU, quarta sezione, sentenza 14 marzo 2006, leggibile nei correlati . Vediamo perché. Le eccezioni del dittatore Le doglianze di Saddam Hussein riguardavano il suo arresto da parte delle forze armate statunitensi e la successiva detenzione, per essere stato privato di una immediata verifica giudiziale in ordine ad essa cfr., in particolare, articolo 5 4 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, d'ora in poi, semplicemente Convenzione ogni persona privata della libertà mediante arresto o detenzione ha diritto di indirizzare un ricorso ad un tribunale affinché esso decida, entro brevi termini, sulla legalità della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione è illegale , la consegna alle autorità irachene ed il procedimento penale in corso a suo carico, all'esito del quale, se riconosciuto colpevole, egli potrebbe essere condannato a morte in violazione dell'articolo 1 del tredicesimo Protocollo alla Convenzione - stilato in Vilnius il 3 maggio 2002 - , ai sensi del quale La pena di morte è abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato la disposizione è, ai sensi dell'articolo 2 dello stesso protocollo, inderogabile , e comunque di essere stato privato dei più elementari mezzi di difesa in violazione della garanzia dell'equo processo assicurata dall'articolo 6 della Convenzione, in particolare quanto alla possibilità di preparare adeguatamente la propria difesa . Il ricorso, presentato nei confronti dei 21 paesi europei tra i quali, naturalmente, l'Italia facenti parte della Coalition Provisional Autority CPA , è stato dichiarato inammissibile. L'APPLICABILITÀ DELLA CONVENZIONE E' assolutamente evidente che la Convenzione vincola unicamente gli Stati contraenti Le Alte Parte Contraenti riconoscono ad ogni persona soggetta alla loro giurisdizione i diritti e le alte libertà definiti al titolo primo della presente Convenzione articolo 1 della Convenzione , ciascuno dei quali ai sensi dell'articolo 56 della Convenzione e, da ultimo, dell'articolo 4 del tredicesimo Protocollo alla Convenzione può, al momento della firma o del deposito del suo strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione, designare il territorio o i territori limitatamente ai quali la Convenzione stessa, od i suoi Protocolli addizionali, troveranno applicazione, tenendo conto delle necessità locali articolo 56, comma 3, Conv. . Nel caso in esame, non risultava che siffatta designazione con i conseguenti adempimenti formali, previsti dalle citate fonti fosse stata fatta, con riguardo al territorio iracheno, da alcuno degli Stati convenuti i giudici europei hanno, tuttavia, preferito non limitare a ciò la propria disamina, ed esaminare il merito del ricorso, stigmatizzandone l'estrema genericità. LE VIOLAZIONI DEL PAESI MEMBRI SECONDO IL RICORSO Secondo la prospettazione del ricorrente, i paesi europei membri della coalizione militare che aveva invaso l'Iraq il 20 marzo 2003 ed occupato Baghdad ai primi di aprile 2003 , hanno mantenuto il controllo del paese non soltanto fino alla data del suo arresto avvenuto il 13 dicembre 2003 , ma anche successivamente, ovvero anche dopo la formazione in data 13 luglio 2003 dell'Iraqi Governament Council IGC , inizialmente affiancato dalla Coalition Provisional Authority CPA , l'amministrazione non militare che aveva temporaneamente esercitato i poteri di governo a partire dal 16 aprile 2003, ed infine pienamente sovrano a partire dal 28 giugno 2004. Saddam Hussein sosteneva di essere rimasto, sin dal momento del suo arresto, soggetto alla giurisdizione degli Stati convenuti che esercitavano la propria autorità sui militari in ipotesi responsabili delle impugnate violazioni , i quali, a suo avviso, continuano tuttora ad esercitare di fatto il potere sull'Iraq, anche dopo il formale trasferimento alle autorità irachene di tutte le funzioni di governo, e, con esse, dell'intera sovranità territoriale la coalizione degli Stati convenuti, in quanto forza occupante, sarebbe stata e sarebbe tuttora responsabile del rispetto dei diritti umani in Iraq. I giudici europei non hanno condiviso tali argomentazioni, ritenendole prive di fondamento sostanziale essi hanno, infatti, osservato che il ricorrente non aveva in alcun modo individuato lo specifico ruolo e, conseguentemente, le specifiche responsabilità a suo avviso ascrivibili a ciascuno degli Stati convenuti, e neanche la suddivisione delle rispettive zone di influenza, e dei poteri conseguentemente esercitati in ciascuna di esse, tra gli Stati convenuti e gli Stati Uniti d'America Stato non contraente finally, and importantly, he did not indicate which respondent State other than US had any and, if so, what influence or involvment in his impugned arrest, detention and handover . LE OMISSIONI DEL RICORRENTE E LE RAGIONI DELL'INAMMISSIBILITÀ L'avere omesso di ricollegare le violazioni lamentate, a specifiche responsabilità dell'uno o dell'altro degli Stati convenuti, quasi ipotizzando una sorta di comune responsabilità in solido per qualunque violazione della Convenzione in qualsiasi zona del territorio iracheno perpetrata, ovvero quale che ne fosse lo Stato responsabile, e l'aver genericamente invocato il protrarsi dell'esercizio di poteri di fatto sul territorio iracheno da parte dei 21 Stati convenuti, persino dopo le elezioni del gennaio 2005, senza alcuna specifica allegazione, hanno ulteriormente indebolito, facendola venir meno del tutto, l'ammissibilità del ricorso. Non avendo, a parere della Corte, il ricorrente adeguatamente dimostrato di essersi trovato soggetto alla giurisdizione di qualcuno degli Stati convenuti, né, in particolare, che qualcuno degli Stati convenuti abbia avuto uno specifico ruolo o sia stato in qualsiasi modo implicato nelle presunte violazioni dei diritti umani oggetto del ricorso, è risultato carente il presupposto necessario ed imprescindibile della successiva, eventuale, valutazione sulla fondatezza o meno delle singole lamentele del ricorrente The Court considers that he has not demonstrated that those States had jurisdiction on the basis of their control of the territori where the alleged violations took place . La mera circostanza che i 21 paesi europei convenuti abbiano fatto parte di una coalizione militare multinazionale, sotto l'egida delle forze armate statunitensi non costituisce, infatti, motivo sufficiente per radicare la giurisdizione della Corte di Strasburgo, atteso che ciascuno degli Stati contraenti può esser chiamato a rispondere soltanto di violazioni specificamente ascrivibili ai propri military agents operanti all'estero l'assunto del ricorrente non ha, pertanto, trovato alcuna base nella Convenzione né nella giurisprudenza della Corte di Strasburgo, e non è risultato avvalorato da alcun principio generale di diritto internazionale peraltro, neanche invocato dal ricorrente . Tra l'altro, a ben vedere, alla stregua delle stesse prospettazioni introduttive del ricorrente, le condotte che avrebbero integrato le lamentate violazioni risultano tutte ascrivibili a militari appartenenti alle forze armate degli Stati Uniti d'America, in quanto perpetrate in zone sottoposte al controllo militare di queste ultime when the impugned actions were carried out by the US, when security in the zone in which those actions took place was assigned to the US and when the overall command of the coalition was vested in the US . In difetto della prova della sussistenza di collegamenti giuridici tra le condotte lamentate dal ricorrente e gli Stati convenuti, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. * Magistrato

Council of Europe - Fourth section European Court of Human Rights President Casadevall Case of Saddam Hussein Application no. 23276/04 Strasbourg 14 March 2006 The facts The applicant, Mr Saddam Hussein, is an Iraqi national who was born in 28 April 1937. He is the former President of Iraq and is currently detained in Iraq. A. The circumstances of the case The facts of the case, as submitted by the applicant, may be summarised as follows. On 20 March 2003 coalition forces, led by a US General, invaded Iraq. While the greater part of the forces and support came from the United States US and the United Kingdom UK , it will be assumed for current purposes that the coalition forces included support from each of the respondent States during the relevant period. The coalition forces were composed of Divisions, each with military responsibility for a particular zone of Iraq. The US divisions controlled the North and Central zones the latter including the Baghdad and Tikrit regions and the two multi-national divisions, one commanded by the UK and the other by Poland, were charged with the south zone and south central zone, respectively. In early April US forces captured Baghdad. On 16 April 2003 a US General issued a Freedom Message announcing the creation of the Coalition Provisional Authority CPA , a civilian administration that would exercise powers of government temporarily in Iraq. On 13 May 2003 the US Secretary for Defence appointed Ambassador Bremer as Administrator of the CPA. On 13 July 2003 the Iraqi Governing Council IGC was formed the Administrator of the CPA could veto all decisions of the IGC. The CPA was to co-ordinate with the ICG on all matter involving the temporary governance of Iraq. On 13 December 2003 the applicant was captured near Tikrit by US soldiers the 4th Infantry Division and members of Task Force 121 during an operation called Operation Red Dawn . On 8 June 2004 the UN Security Council adopted Resolution 1546 2004 whereby it endorsed the formation of a sovereign interim Government of Iraq which would assume, by 30 June 2004, full responsibility and authority for governing Iraq it welcomed the end of the occupation and the cessation of the CPA also by 30 June 2004 when Iraq would reassert its full sovereignty and it noted that, pending the assumption of full security responsibility by the Iraqi security forces, the presence of the multinational force in Iraq was at the request of the incoming Interim Government of Iraq Articles 1, 2, 8 and 9 of the Resolution . Two days earlier than foreseen, on 28 June 2004 all CPA authority was transferred to the new Iraqi Interim Government. On 30 June 2004 the applicant was transferred by US troops to the Iraqi Government for trial. COMPLAINTS The applicant complained about his arrest, detention, handover and ongoing trial under Articles 2, 3, 5, and 6 together with Article 1 of the 6th and 13th Protocols. He maintained that he would be executed following a finding of guilt after a show trial for which he lacked even the basic tools of defence. He argued that he fell within the jurisdiction of the respondent States, whom he considered continued to hold de facto power in Iraq even after the June 2004 transfer a since the coalition States were, and continued to be, the occupying powers, they were and continued to be responsible for respecting human rights in Iraq b since he was arrested and detained and remained detained, he was and continued to be under the complete authority and control of the coalition States c since the military agents responsible for the impugned treatment were and continued to be under the control of the respondent States. Bankovic and Others v. Belgium and 16 Other Contracting States dec. [GC], no. 52207/99 was, he argued, incorrect and had to be reconsidered. THE LAW The applicant complained about his arrest, detention and transfer to the Iraqi authorities and about his ongoing trial and its outcome. He maintained that he fell within the jurisdiction of all the respondent States because they were the occupying powers in Iraq, because he was under their direct authority and control or because they were responsible for the acts of their agents abroad. He further argued that he remained within their jurisdiction following the transfer of authority, and his transfer, to the Iraqi authorities in June 2004 because the respondent States remained in de facto control in Iraq. The Court considers these jurisdiction arguments to be based on submissions which are not substantiated. While the applicant referred to certain UN documents, press releases and academic publications, these referred, without more, to coalition partners acting together. The applicant did not address each respondent State's role and responsibilities or the division of labour/power between them and the US. He did not refer to the fact or extent of the military responsibility of each Division for the zones assigned to them. He did not detail the relevant command structures between the US and non-US forces except to refer to the overall Commander of coalition forces who was at all relevant times a US General. Finally, and importantly, he did not indicate which respondent State other than the US had any and, if so, what influence or involvement in his impugned arrest, detention and handover. Despite the formal handover of authority to the Iraqi authorities in June 2004 and elections in January 2005, the applicant simply maintained, without more, that those forces remained de facto in power in Iraq. In such circumstances, the Court considers that the applicant has not established that he fell within the jurisdiction of the respondent States on any of the bases alleged. The Court considers that he has not demonstrated that those States had jurisdiction on the basis of their control of the territory where the alleged violations took place Loizidou v. Turkey, judgment of 18 December 1996, Reports of decision and Judgments 1996 VI and Cyprus v. Turkey [GC], no. 25781/94, ECHR 2001 . Even if he could have fallen within a State's jurisdiction because of his detention by it, he has not shown that any one of the respondent States had any responsibility for, or any involvement or role in, his arrest and subsequent detention Issa and Others v. Turkey, no. 31821/96, 71-82, 16 November 2004 and calan v. Turkey [GC], no. 46221/99, 91, ECHR 2005 . This failure to substantiate any such involvement also constitutes a response to his final submission to the effect that the respondent States were responsible for the acts of their military agents abroad. Finally, there is no basis in the Convention's jurisprudence and the applicant has not invoked any established principle of international law which would mean that he fell within the respondent States' jurisdiction on the sole basis that those States allegedly formed part at varying unspecified levels of a coalition with the US, when the impugned actions were carried out by the US, when security in the zone in which those actions took place was assigned to the US and when the overall command of the coalition was vested in the US. Accordingly, the Court does not consider it to be established that there was or is any jurisdictional link between the applicant and the respondent States or therefore that the applicant was capable of falling within the jurisdiction of those States, within the meaning of Article 1 of the Convention. For these reasons, the Court unanimously Declares the application inadmissible. 2 HUSSEIN v. THE UNITED KINGDOM DECISION HUSSEIN v. THE UNITED KINGDOM DECISION 3