Il condono del contribuente salva anche il fideiussore

Ribaltate le sentenze di merito le commissioni tributarie sbagliano. La garanzia per soprattasse e sanzioni non è obbligazione autonoma

Soprattasse e sanzioni Il condono salva contribuente e fideiussore. Oltre ad estinguere l'obbligazione tributaria, infatti, estingue anche quella del garante che non dovrà più sostenere sopratasse e sanzioni. È quanto ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 3613/06, depositata il 20 febbraio e qui leggibile tra gli allegati. Con la decisione in rassegna i giudici di legittimità hanno completamente rovesciato i verdetti di merito. Il caso nasce da un avviso di mora notificato all'amministratore di una società fallita con il quale gli era stato intimato il pagamento di oltre ottantotto milioni per sopratasse e sanzioni in relazione a imposte non pagate negli anni precedenti. Poi la società aveva aderito al condono e, contestualmente, il contribuente aveva impugnato l'avviso. La commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso sostenendo che, per usare le parole dei giudici, gli effetti del condono non si estendono al soggetto solidalmente responsabile del tardivo versamento delle imposte . Così la commissione regionale. L'amministratore, sempre più convinto di avere ragione, ha presentato ricorso in Cassazione risolvendo definitivamente la questione in senso a lui favorevole. Infatti il Collegio lo ha accolto affermando che l'articolo 98 del Dpr 602/73, secondo cui al pagamento delle sopratasse o delle pene pecuniarie sono obbligati in solido con il soggetto passivo o con il soggetto inadempiente, coloro che ne hanno la rappresentanza, introduce un'obbligazione fideiussoria ex lege a carico dei rappresentanti del contribuente i quali non hanno dunque un'autonoma obbligazione nei confronti dell'erario non solo per l'imposta ma neppure per le soprattasse e le pene pecuniarie, come si desume dalla lettera della legge che li menziona solo come coobbligati del soggetto passivo e non come soggetti passivi essi stessi , dalla circostanza che non sono necessariamente destinatari dell'atto con cui le sanzioni vengono irrogate ma solo dell'avviso di mora . Non è tutto. Nelle motivazioni si legge ancora che da quanto esposto deriva che l'estinzione dell'obbligazione per pene pecuniarie e le soprattasse nei confronti del soggetto garantito , in questo caso la società, in seguito all'adesione del medesimo al concordato o a forme analoghe di definizione agevolata non può che comportare il venir meno dell'obbligazione accessoria di garanzia e quindi dell'obbligazione del fideiussore . Di tutte queste circostanze, hanno concluso i giudici del Palazzaccio , non ha tenuto conto la commissione regionale, la cui decisione è stata quindi cassata. Debora Alberici

Cassazione - Sezione tributaria - sentenza 11 gennaio-20 febbraio 2006, n. 3613 Presidente Papa - Relatore Zanichelli Pm Gambardella - difforme - Ricorrente Riva - Controricorrente Amministrazione delle Finanze Svolgimento del processo L'Esattoria di Lecco ha notificato a Gianbattista Riva, nella sua qualità di amministratore della fallita Macdit Italiana Srl, avviso di mora conseguente a cartella esattoriale con la quale era stato intimato il pagamento di lire 88.151.080 per soprattasse per tardivo versamento dei tributi relativi agli anni 1990, 1991 e 1992, oltre accessori per complessive lire 97.634.846. La Commissione tributaria provinciale, adita dal Riva che contestava la legittimità dell'avviso sotto diversi profili tra cui l'intervenuta definizione del rapporto di imposta ex lege 413/91, ha respinto il ricorso ritenendo, per quanto qui interessa, che gli effetti del condono non si estendano al soggetto solidalmente responsabile del tardivo versamento delle imposte. La decisione è stata confermata dalla Commissione tributaria regionale. Ricorre per cassazione Gianbattista Riva con un unico motivo che ha illustrato con memoria. Resiste l'Amministrazione con controricorso. Motivi della decisione Con l'unico motivo di ricorso si censura l'impugnata decisione per violazione dell'articolo 38 Dl 413/91, in relazione all'articolo 98 comma 6 Dpr 602/73, per avere il giudice d'appello ritenuto che la dichiarazione integrativa di condono, pacificamente presentata per gli anni dal 1986 al 1990 dalla società Macdit Srl, che aveva comportato la definizione del rapporto giuridico d'imposta anche per l'anno 1990, non producesse effetti anche in favore del ricorrente, solidalmente responsabile nella sua qualità di amministratore per soprattasse e pene pecuniarie. Sostiene per contro l'Amministratore che l'avviso di mora notificato al Riva attiene alle soprattasse per tardivo versamento delle ritenute di acconto da parte della società e che nessun effetto sulla responsabilità solidale dell'amministratore può avere la dichiarazione integrativa presentata ex articolo 38 legge 413/91, idonea a sanare la posizione del contribuente solo ai fini delle imposte Irpeg e Ilor, essendo invece necessaria la distinta dichiarazione integrativa ex articolo 52 citata legge, nella specie non presentata. Il ricorso è fondato. L'articolo 98 del Dpr 602/73, che dispone che al pagamento delle soprattasse o delle pene pecuniarie sono obbligati in solido con il soggetto passivo o con il soggetto inadempiente coloro che ne hanno la rappresentanza introduce una obbligazione fideiussoria ex lege a carico dei rappresentanti del contribuente i quali non hanno dunque un'autonoma obbligazione nei confronti dell'erario non solo per l'imposta ma neppure per le soprattasse e le pene pecuniarie, come si desume agevolmente, oltre che dalla lettera della legge che li menziona solo come coobbligati del soggetto passivo e non come soggetti passivi essi stessi , dalla circostanza che non sono necessariamente destinatari dell'atto con lui le sanzioni vengono irrogate ma solo dell'avviso di mora giurisprudenza pacifica, ex multis Cassazione civile, Sezione tributaria 5179/03 16460/02 . Ciò posto, stante la natura accessoria dell'obbligazione fideiussoria articoli 1944 e 1945 Cc , e quindi l'estensione alla stessa delle modifiche, legali o convenzionali, che interessano l'obbligazione principale, è evidente che l'estinzione di quest'ultima non può che comportare la pari estinzione della prima. Da quanto esposto deriva, in ordine alla questione che qui interesse, che l'estinzione dell'obbligazione per le pene pecuniarie e le soprattasse e, in generale, per l'obbligazione tributaria nei confronti del soggetto garantito in seguito all'adesione del medesimo al concordato o a forme analoghe di definizione agevolata non può che comportare il venire meno dell'obbligazione accessoria di garanzia e quindi dell'obbligazione del fideiussore. Il ricorso deve dunque essere accolto e cassata la sentenza impugnata che non ha fatto corretto uso del principio sopra enunciato. Poiché risulta dagli atti che l'amministrazione ha dedotto ulteriori eccezioni in ordine alla validità del condono con riferimento alle specifiche imposte tardivamente versate ed alla qualità di sostituto d'imposta che rivestiva la società di cui il ricorrente era amministratore che non sono state esaminate dalla Commissione tributaria regionale in quanto ritenute evidentemente assorbite la causa deve essere rinviata ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia che si pronuncerà anche in ordine alle spese di questa fase. PQM La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia.