Niente estradizione se nello Stato richiedente c'è la pena di morte

Anche se nel caso concreto le autorità del Paese assicurano che non sarà applicata. Palazzo Spada conferma l'annullamento di un decreto firmato dell'ex Guardasigilli Castelli

Confermata la sospensione dell'estradizione negli Stati Uniti di un italo-americano arrestato in Italia con l'accusa di essere coinvolto in America nell'omicidio di tre persone. Lo ha stabilito la quarta sezione del Consiglio di Stato che con l'ordinanza 2717/06 qui leggibile nei documenti correlati ha confermato quanto deciso dal Tar Lazio a dicembre dello scorso anno l'ordinanza 853/05 è stata pubblicata in D& G n. 22/2006 p. 84 con il commento di Giuliano Vassalli a p. 76 . Ma facciamo un passo indietro. La vicenda. Cipriani è accusato negli Stati Uniti di essere il mandante dell'omicidio di tre cittadini americani avvenuto il 31 luglio 2003 a Windsor, nello Stato del Connecticut. Due sicari, pagati ognuno seimila dollari, avrebbero ucciso il marito dell'amante dell'italo-americano e due testimoni del delitto. L'uomo, però, ha sempre negato di aver commissionato il delitto. Cipriani, che lavorava negli Usa, tornò in Italia due anni fa per stare accanto alla madre malata a Ceccano. Qui venne arrestato dalla polizia su mandato di cattura internazionale emesso da un tribunale americano. Attualmente è rinchiuso nel carcere di Frosinone in attesa che il Tar Lazio si pronunci sulla questione in maniera definitiva. L'avvocato del presunto assassino, Romano Misserville, ex parlamentare, ha impugnato il decreto del Guardasigilli davanti ai giudici del Tribunale laziale i quali hanno emesso una sospensiva urgente. La richiesta di estradizione. Nella richiesta di estradizione il dipartimento di giustizia statunitense pubblicata in D& G n. 22/2006 p. 80 con il commento di Giuliano Vassalli a p. 76 , facendo riferimento al Trattato di estradizione del 1983 tra gli Stati Uniti e l'Italia aveva assicurato che l'accusa contestata non era di delitto capitale e dunque l'imputato non avrebbe rischiato la pena di morte. Tuttavia, la Corte d'appello di Roma aveva chiesto chiarimenti poiché il dipartimento di giustizia degli States non ha assicurato in alcun modo che successivamente potesse essere aperto un altro procedimento nei confronti dell'italiano con la richiesta di pena capitale. Ma non solo, il dipartimento statunitense e via Arenula avevano tralasciato un piccolo dettaglio il Trattato di Roma, la legge 225/84 che l'ha recepito e l'articolo 698 comma 2 del codice di procedura penale come modificato dall'accordo stesso, sono stati dichiarati incostituzionali dalla Consulta nel 1996. L'ordinanza 853/05 del Tar Lazio. I giudici laziali hanno sospeso il decreto di estradizione dall'Italia concesso nel novembre dello scorso anno dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che ha dato parere favorevole al trasferimento di Benedetto Cipriani, originario della Ciociaria, nelle carceri del Connecticut, dove vige la pena di morte. L'ordinanza bloccava, quindi, la decisione di Castelli poiché nelle motivazioni a supporto del trasferimento in America di Cipriani non esistevano sufficienti garanzie che possano evitare all'imputato la pena capitale. L'ordinanza 2717/06 di Palazzo Spada. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno confermato la sospensione dell'estradizione negli Stati Uniti di Benedetto Cipriani in considerazione del fatto che l'udienza di merito al Tar Lazio sede di Latina era stata anticipata al 23 giugno scorso. Non ci resta che attendere il verdetto dei giudici laziali.

Consiglio di Stato - Sezione quarta - ordinanza 6 giugno 2006, n. 2717 Presidente Salvatore - Estensore Anastasi Ricorrente ministero della Giustizia - Controricorrente Cipriani Per l'annullamento dell'ordinanza del TarLazio - Latina n. 853/05, resa tra le parti, concernente estradizione di destinatario di mandato di arrestoUsa Visti gli atti e documenti depositati con l'appello Vista l'ordinanza di accoglimento della domanda cautelare proposta in primo grado Visto l'atto di costituzione in giudizio di Cipriani Benedetto Udito il relatore Cons. Antonino Anastasi e uditi, altresì, per le parti l'Avv. Casellato Considerato che l'udienza di merito è stata anticipata al 23 giugno, come documentato dall'appellato PQM Respinge l'appello Ricorso numero 1432/2006 . Spese al definitivo. La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. N.R.G. 1432/2006