Automatica l'esclusione dalla gara se si offrono lavoratori sottocosto

Nella valutazione di offerte anomale in questo caso per forte ribasso l'indicazione del costo della manodopera non può scendere sotto i minimi fissati da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative

È corretta l'esclusione di un'offerta presentata per concorrere ad una gara di appalto ove il costo della manodopera dettagliatamente indicato nell'offerta stessa sia inferiore ai minimi salariali stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative. Lo ha confermato il Tar Toscana con la sentenza qui leggibile come documento correlato , respingendo in quanto infondato il ricorso di un'impresa di pulimento esclusa, in fase di valutazione di eventuali offerte anomale, dalla gara di appalto del servizio di pulizia dei locali adibiti a uffici e caserme della Polizia di Stato di Firenze e provincia per il biennio a partire dal primo gennaio del 2005. L'azienda ricorrente aveva presentato un'offerta di ribasso del 43,85 per cento sull'importo a base d'asta di oltre un milione e trecentomila euro, dicendosi disponibile ad effettuare il servizio richiesto per circa 752 mila euro conformemente a quanto richiesto, l'azienda aveva anche allegato la propria analisi dei costi, comprensiva dei dettagli inerenti il numero degli addetti da impegnare, il loro livello contrattuale e il rispettivo costo orario. L'offerta presentata, passata a relativa verifica in quanto anormalmente bassa, evidenziava quindi un costo della manodopera, su base oraria, inferiore a quello delle tabelle della Regione Toscana pubblicate sul supplemento ordinario n. 137 alla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 5 agosto 2004 in ottemperanza alla Legge 7 novembre 2000 n. 327. Di qui la legittima e prevista esclusione. L'azienda esclusa, ricorrendo ai giudici amministrativi per chiedere l'annullamento della nota di esclusione e dei procedimenti connessi nonché un risarcimento dei presunti danni patiti anche per la mancata aggiudicazione, lamentava un'estesa serie di violazioni, rilevando tra le doglianze la circostanza di non esser stata ammessa a fornire spiegazioni successive sul dato ritenuto alla base dell'esclusione. Respingendo l'ammissibilità di ogni doglianza i giudici hanno sottolineato, su quest'ultimo punto, che l'apprezzamento dell'Amministrazione sul dato numerico in questione aveva carattere vincolato, trattandosi di semplice comparazione tra il costo del lavoro offerto dalla ricorrente ed i minimi fissati dunque nessun diverso apprezzamento sarebbe potuto derivare da ulteriori giustificazioni.

Tar Toscana - sezione prima - sentenza 22 giugno - 1 settembre 2005, n. 4284 Presidente Vacirca - relatore Di Santo Ricorrente MA.CA. Srl - controricorrente ministero Interno ed altri Fatto e diritto Con bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 170 del 22 luglio 2004 e n. 251, parte seconda, del 25 ottobre 2004, nonché sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea n. 138 del 17 luglio 2004 e n. 207 del 22 ottobre 2004, la Prefettura di Firenze ha indetto una licitazione privata per l'affidamento in appalto - secondo il criterio del massimo ribasso - del servizio di pulizia di locali adibiti ad Uffici e Caserme della Polizia di Stato di Firenze e Provincia, per il biennio 1 gennaio 2005-31 dicembre 2006, per un importo a base d'asta pari ad euro 1.341.020,00, oltre IVA. La ricorrente Ma.Ca. Srl veniva invitata alla gara con lettera datata 16 novembre 2004, prot. 5499/04-bis nella quale - tra l'altro - si prevedeva che la gara per l'affidamento dell'appalto avrebbe avuto luogo secondo il disposto degli articoli 73 lettera c 76, 77 ed 89 del Regolamento di contabilità di Stato, ad unico incanto, con offerte in ribasso e che l'aggiudicazione sarebbe avvenuta in favore del concorrente che avesse presentato l'offerta più vantaggiosa, previa verifica dell'eventuale anomalia dell'offerta, secondo la procedura prevista dall'articolo 25 del D. Lgs 157/95, tenendo conto anche dei parametri indicati all'articolo 1 della legge 327/00 Regione Toscana . Inoltre, la lettera di invito precisava che in considerazione dell'imminente decorrenza del servizio da affidare e per consentire a questa Amministrazione di valutare in tempi utili la congruità di eventuali offerte anomale, si richiede a codesta Impresa di corredare la propria offerta con la dettagliata analisi dei costi. Tale analisi, arricchita di ogni altro elemento, giustificazione, spiegazione e chiarimento del prezzo offerto, viene richiesta ai sensi di quanto disposto dal 1 e 2 comma dell'articolo 25 del D. Lgs 157/95 . La Ma.Ca. Srl ha presentato la propria offerta di ribasso del 43,85% sull'importo a base d'asta di euro 1.341.020,00, per cui essa era disponibile ad eseguire il servizio per l'importo di euro 752.982,73, oltre IVA. A corredo dell'offerta, la Ma.Ca. Srl - in conformità alle prescrizioni contenute nella lettera di invito - ha altresì prodotto la propria analisi dei costi nella quale ha indicato il numero degli addetti - ripartiti per livello - che sarebbero stati impegnati nell'esecuzione dell'appalto ed il relativo costo orario. La gara è stata espletata il 1 dicembre 2004 e l'offerta della Ma.Ca. Srl è risultata anormalmente bassa ed è stata esclusa in quanto il costo orario indicato per la manodopera era inferiore a quello delle tabelle della Regione Toscana pubblicate sul supplemento ordinario n. 137 alla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 5 agosto 2004, in ottemperanza alla legge 327/00. In tale Dm, infatti, per gli operai di 2 livello viene indicato un costo orario medio totale di euro14,50 - a fronte di un costo esposto dalla Ma.Ca. SRl di euro 13,83 per gli operai di 3 livello viene indicato un costo orario medio totale di euro 15,08 a fronte di un costo esposto dalla Ma.Ca. Srl di euro 14,40 e, per gli operai di 4 livello, un costo medio totale di euro 15,77 a fronte di un costo esposto dalla Ma.Ca. Srl di euro 15,05. L'esclusione è stata comunicata alla Ma.Ca. Srl con telegramma del 1 dicembre 2004 cui ha fatto seguito - in risposta alle richieste della stessa Ma.Ca. Srl e del suo legale di fiducia - la nota del 9 dicembre 2004, prot. 5499/04bis con la quale la Prefettura ha confermato l'esclusione dell'offerta poiché il costo della mano d'opera era risultato inferiore a quello stabilito nella tabelle pubblicate sul supplemento ordinario n. 137 della Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 2004. In tale lettera, la Provincia specificava ulteriormente che ai sensi dell'articolo 25, comma 2 del D. Lgs. 157/95 trattandosi di mancato rispetto di valori minimi stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative non si è reso necessario alcun ulteriore approfondimento . Avverso l'esclusione dalla gara e l'aggiudicazione della stessa alla Pontina Pulizia Impresa di Pulimento s.r.l., la Ma.Ca. s.r.l. ha proposto ricorso con il quale - ha tra l'altro - formulato istanza di sospensione ex articolo 21, comma 8 della legge 1034/71, respinta con ordinanza 1344/04. La Ma.Ca. s.r.l. ha impugnato gli atti innanzi indicati per violazione degli articoli 41 e 97 della Costituzione, degli articoli 2, 3, 6 e 7 della legge 241/90, degli articoli 23 e 25 del D.Lgs 157/95 della Direttiva 92/50/CEE, con particolare riferimento all'articolo 37 nonché per eccesso di potere per difetto di presupposto, illogicità, irragionevolezza, vessatorietà, contraddittorietà, carente, assente e/o erronea motivazione, ingiustizia manifesta, sviamento e violazione del principio di uguaglianza. Inoltre, la Ma.Ca. Srl ha richiesto il risarcimento del danno che assume essere derivato dalla illegittima esclusione dalla gara e dalla mancata aggiudicazione della stessa. Con l'articolato motivo di impugnazione, la Ma.Ca. Srl ha sostanzialmente censurato i provvedimenti impugnati per non essere mai stato comunicato alla Ma.Ca. Srl. l'avvio del procedimento di valutazione dell'anomalia, come richiesto dall'articolo 7 delle legge 241/90 per mancata richiesta delle giustificazioni successive alla presentazione dell'offerta, con violazione dell'articolo 25 del D. Lgs. 157/95 e dell'articolo 37 della Direttiva 92/50/CEE. Il ricorso è infondato in tutte le sue articolazioni. Osserva il Collegio che l'articolo 25, comma 2, del D. Lgs 158/95 prevede espressamente che non possono essere prodotte giustificazioni concernenti elementi i cui valori minimi risultino da atti ufficiali inoltre - in punto di fatto - è assolutamente certo, atteso che risulta per tabulas, che i valori esposti dalla Ma.Ca. Srl in ordine al costo orario del lavoro siano inferiori a quanto previsto dal Dm Ministero del Lavoro 5 luglio 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 agosto 2004, e cioè prima dell'inoltro della lettera di invito - datata 16 novembre 2004 - e della compilazione dell'offerta, datata 23 novembre 2004 e non successivamente, come erroneamente affermato dal ricorrente. In ragione della preclusione a prendere in considerazione giustificazioni concernenti elementi di costo i cui valori minimi risultino da dati ufficiali, in relazione al costo del lavoro - che negli appalti aventi ad oggetto servizi di pulizia ha un rilievo assolutamente preponderante, attesa la scarsa incidenza del costo degli altri fattori della produzione - le giustificazioni prodotte a corredo dell'offerta erano necessariamente esaustive, per cui l'Amministrazione committente non avrebbe potuto prendere in considerazione alcuna ulteriore giustificazione e - quindi - nessun effetto avrebbe potuto sortire la eventuale richiesta di giustificazioni successive alla presentazione dell'offerta, richiesta della cui omissione il ricorrente tanto si duole. Osserva altresì il Collegio che dall'articolo 1, comma 4, della legge 327/00, sono considerate anormalmente basse le offerte che si discostino in modo evidente dal costo del lavoro determinato ai sensi dei commi 1 , 2 e 3 del medesimo articolo 1 della stessa legge 327/00 e l'offerta della ricorrente - in quanto fondata su un costo del lavoro inferiore a quello delle tabelle di cui al suindicato Dm Ministero del Lavoro 5 luglio 2004 - è senza dubbio anormalmente bassa e legittimo è il provvedimento di esclusione - assunto senza richiedere ulteriori giustificazioni - proprio perché queste ultime sarebbero state relative ad un fondamentale elemento di costo il cui valore minimo risulta da atti ufficiali. È quindi del tutto legittima l'osservazione dell'Amministrazione - contenuta nella nota del 9 dicembre 2004, prot. 5499/04bis - secondo la quale ai sensi dell'articolo 25, comma 2 del D. Lgs. 157/95 trattandosi di mancato rispetto di valori minimi stabiliti da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative non si è reso necessario alcun ulteriore approfondimento . L'apprezzamento dell'Amministrazione aveva, infatti, carattere vincolato, trattandosi semplicemente di comparare il costo del lavoro esposto a corredo dell'offerta dalla ricorrente, con i costi orari - relativi ai medesimi livelli di inquadramento delle maestranze - esposti nel citato D.M. Ministero del Lavoro 5 luglio 2004 D.M. Ministero del Lavoro 5 luglio 2004, senza che - per le ragioni innanzi esposte - alcun diverso apprezzamento potesse derivare dalle eventuali giustificazioni successive. Conseguentemente, a tacer di ogni altra pur possibile considerazione, non era necessario dare alcuna comunicazione alla ricorrente del procedimento di valutazione dell'offerta rivelatasi anormalmente bassa. Il ricorso, pertanto, è infondato in tutte le sue articolazioni. L'infondatezza del ricorso per la parte impugnatoria comporta altresì l'infondatezza della domanda di risarcimento danni formulata dalla ricorrente cfr., CdS, Ap, 4/2003 . Il ricorso va, pertanto, respinto. Sussistono, tuttavia, equi motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio. PQM il Tar della Toscana - Sezione I, respinge il ricorso 2577/04 meglio indicato in epigrafe. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 3